martedì 24 dicembre 2013

Le forze armate irakene distruggono due basi takfire nella Provincia di Anbar al confine con la Siria

Secondo quanto riportato da canali come PressTV e Al-Manar l'Esercito irakeno ha lanciato una vasta operazione intorno alla città di Ramadi, nella Provincia di Anbar, al confine con la Siria, riuscendo a distruggere due basi terroriste affiliate all'organizzazione wahabita detta ISIL (Stato islamico dell'Irak e del Levante) con una complessa manovra che ha visto l'impiego di mezzi pesanti, artiglieria ed elicotteri.
L'attacco alle posizioni terroriste arriva dopo l'agguato con cui, sempre nella Provincia occidentale irakena, alcuni membri della 17esima Divisione dell'Esercito erano stati uccisi. Ovviamente la distruzione di posizioni wahabite al confine con la Siria faciliterà il compito delle forze di Damasco che si battono ogni giorno contro il cancro takfiro, inserendosi nella cooperazione che negli ultimi due anni ha visto i due paesi arabi (una volta fortemente rivali) uniti nella lotta anti-terrorismo dell'Asse della Resistenza.

Il Generale Qahwaji avverte Tel Aviv: "L'Armee Libanaise risponderà a qualunque aggressione!"

In occasione dell'antivigilia di Natale il Comandante il capo dell'Armee Libanaise, Generale Jean Qahwaji ha visitato nella giornata di ieri le truppe dislocate a Marjeyoun, località ad appena otto Km dal confine di fatto con l'entità sionista.

Ispezionando i reparti Qahwaji ha dichiarato esplicitamente che l'Esercito di Beirut "Ha le piene capacità per rispondere a tono a ogni aggressione sionista, con rappresaglie immediate che faranno pentire ogni attaccante".

Soltanto la scorsa settimana un tentativo israeliano di violazione da terra della linea di armistizio del 2006 é stato ricacciato indietro con l'uccisione di un soldato sionista.

Il Generale libanese ha concluso il suo giro del Sud del paese visitando il comando UNIFIL di Naqoura e il Quartier Generale dell'Ottava Brigata ad Al-Zahrani.

lunedì 23 dicembre 2013

Israhell, meschino regime dell'Apartheid, terrorizzato dalla dignità di Samir Issawi 'proibisce' festeggiamenti per la sua liberazione!

Si attende a momenti la liberazione del prigioniero-eroe palestinese Samir Issawi, che dopo essere stato liberato nel 2011 e riarrestato poche settimane dopo dai vigliacchi agenti sionisti ha sopportato il più lungo sciopero della fame nella Storia (266 giorni) piegando con la sua determinazione i suoi disonesti carcerieri.

Il tribunale del regime ebraico illegale ad aprile aveva commutato la sua sentenza da 19 anni ad 8 mesi, stabilendo che una volta scontatili avrebbe potuto tornare finalmente libero. Ma tale é stata la paura per le conseguenze della sua liberazione che suo fratello (a sua volta ex-prigioniero) e suo padre sono stati 'convocati' dalle autorità sioniste che hanno 'intimato' loro di non tenere alcuna celebrazione pubblica per il ritorno a casa di Samir.

Tutto il Popolo di Palestina sa, celebrazioni pubbliche o meno, che la liberazione di Issawi é una ENORME VITTORIA che dimostra che soltanto con la volontà incrollabile di sfidare e resistere l'occupazione ebraica sarà possibile affermare i propri Diritti Inalienabili.

Hamas e Jihad Islamica approvano l'attacco esplosivo contro l'autobus sionista per Beit Yam!

Hamas e la Jihad Islamica palestinese hanno salutato con entusiasmo e soddisfazione l'esplosione di un ordigno a bordo dell'autobus '240' che da Tel Aviv si stava dirigendo verso Beit Yam avvenuta nella giornata di ieri. Le reazioni delle due organizzazioni di Resistenza, riportate dall'Agenzia Ma'an, vedono nel gesto (finora non rivendicato da alcun gruppo) "Una necessaria ripresa delle operazioni di Resistenza nei territori occupati dal 1948".

La Jihad Islamica si é augurata che "presto nuovi attacchi possano colpire il regime sionista in risposta alle sue aggressioni contro i civili palestinesi di Gaza e della West Bank". Era ormai diverso tempo che non si registravano esplosioni di questo genere, l'ultima (come ricordato già altrove) risalendo a novembre 2012 durante lo scontro armato durato otto giorni tra Tel Aviv e Gaza, quella precedente, addirittura, avvenne nel 2011, ma in quel caso si trattò di un attacco di militanti a un bus e non di una bomba a bordo dello stesso.



Riek Machar controlla ormai la maggior parte del Sud-Sudan! Le sue forze conquistano Bentiu e lo stato di Unity!

In rapidissima evoluzione la situazione in Sud-Sudan dove il potere del ridicolo 'dittatore-cowboy' Salva Kiir si sta sfarinando come un castello di sabbia di fronte alla determinata offensiva dei miliziani Nuer fedeli all'Ex-vicepresidente Riek Machar che dopo Bor sono riusciti a conquistare anche la città di Bentiu, capitale dello Stato di Unity, che per la maggior parte é già sotto il loro controllo.

L'offerta di un "dialogo incondizionato" non ha quindi fermato l'offensiva dei ribelli Nuer, che sta dando risultati oltre ogni più ottimisitica previsione, con il controllo di larghe fette del paese che passa dal Governo di Juba a quello dell'Ex-numero due di Kiir.

Lo stesso portavoce delle forze armate regolari, Philip Aguer, é stato costretto ad ammettere, in una conferenza stampa tenutasi ieri che i suoi uomini sono stati cacciati da Bentiu e dalla maggior parte di Unity. Le zone in questione sono fondamentali per l'economia Sud-Sudanese in quanto ricche di giacimenti petroliferi.

domenica 22 dicembre 2013

Esplosione su autobus sionista a Beit Yam fa un ferito, la bomba era dentro una borsa!

Questo stesso pomeriggio un piccolo congegno esplosivo celato in una borsa é stato collocato su un autobus che si dirigeva da Tel Aviv a Beit Yam, secondo quanto riportato dalla testata sionista 'Haaretz'.

Bloccato l'autobus e chiamata la polizia un maldestro artificiere sionista é riuscito a rimanere leggermente ferito nel fallito tentativo di disinnescare l'ordigno, che invece gli é esploso a pochi centimetri di distanza, solo le protezioni che indossava al momento gli hanno evitato danni peggiori.
La linea oggetto dell'incidente era la '240'...lo scorso novembre fu una esplosione sulla linea '142' che causò ben 28 feriti a convincere il Governo Netanyahu a chiudere la sua disastrosa campagna militare contro Gaza, che aveva causato rappresaglie palestinesi fino a Dimona e ai sobborghi di Tel Aviv.

Quattordicenne palestinese di Enata assassinato da colono ebreo che lo insegue e lo investe con l'auto!

L'ennesimo caso di omicidio stradale da parte di fanatici razzisti ebrei al volante delle loro auto si é consumato in Cisgiordania quando il quattordicenne palestinese Amin el-Faqir, sulla strada per rientrare alla sua casa di Enata, é finito "nel mirino" di un colono occupante illegale che con la sua automobile ha invaso il marciapiede e ha inseguito a lungo il ragazzo col solo scopo di travolgerlo.

Una volta lasciata la sua vittima sanguinante sull'asfalto l'ebreo assassino si é allontanato in tutta tranquillità, conscio dell'impunità concessa alla sua razza dal regime di Apartheid in vigore nei territori occupati dove fioriscono le colonie di miliziani razzisti armati come lui, mentre i legittimi abitanti della West Bank si sono sforzati di portare il prima possibile il ragazzo all'Ospedale Hadassah, dove é stato dichiarato morto.

Gli episodi di omicidio stradale da parte di coloni ebrei fanatici sono ormai una triste costante della vita dei Palestinesi sottoposti all'Apartheid sionista, come abbiamo segnalato su queste pagine ormai decine di volte.

Eroico militare irakeno si lancia col suo corpo contro un terrorista suicida per proteggere pellegrini sciiti!

Lanciarsi a corpo morto contro un terrorista wahabita dotato di gilet esplosivo per assorbire la deflagrazione e proteggere il corteo di uomini e donne  che sfilavano in pellegrinaggio verso la tomba dell'Imam Hussein, questo é stato l'ultimo gesto di Ayyub Khalaf, militare irakeno, che non ha esitato a immolare la propria vita per risparmiare quelle dei suoi compatrioti di fede sciita sulla cui sicurezza era stato messo a vegliare.

34 anni, sposato e padre di due bambini di nove e sei anni che non potrà più rivedere, Khalaf ha anteposto il senso del dovere a quello dell'autoconservazione in un esempio che verrà a lungo ricordato e celebrato in un paese che, da quando ha avuto il coraggio di rifiutare la continua presenza di truppe di occupazione americane (dicembre 2011) é stato costantemente sotto il fuoco dei terroristi takfiri al soldo della CIA e dell'Arabia Saudita che sperano di riuscire a disgregare il paese lungo linee settarie.

L'incidente ha auvto luogo nella località di Khalis, a Nordest di Bagdad; il pellegrinaggio per la visita alla tomba di Hussein, anche quest'anno, sta mobilitando milioni di persone, nonostante la minaccia di azioni terroristiche wahabite contro i cortei di fedeli sciiti sia, come dimostrano i fatti, presente e costante.