In un nuovo messaggio rilasciato a meno di un mese dal precedente, il fondatore e Segretario del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale, Ahmed Jibril, ha reiterato la posizione della sua organizzazione rispetto agli eventi in Siria dichiarando che le sue forze continueranno a combattere al fianco di quelle siriane contro i mercenari terroristi al soldo di Usa, Israele e lacché arabi e mediorientali dell'Imperialismo.
Jibril ha deplorato gli attacchi terroristici dei mercenari wahabiti conro i campi profughi, dove i rifugiati hanno trovato per decenni accoglienza e solidarietà uniche tra tutti i protagonisti della Diaspora palestinese, tanto che la propaganda estremista, pure diffusa dagli aggressori della Siria, non ha avuto pressoché alcuna presa tra i residenti.
Un particolare appello é stato rivolto dal leader del PFLP-GC ad Hamas e ai suoi dirigenti che ultimamente hanno abbandonato Assad e l'Asse della Resistenza per schierarsi con gli emiri wahabiti del petrolio: "La liberazione della Palestina non potrà venire in alcun modo aiutata da Doha, dove viene ospitata la più grande base americana del Medio Oriente".
Tali terse e chiare parole sono un monito profondo per quanti pensano che chi apre le porte all'imperialismo Usa possa poi fare qualcosa contro l'occupazione sionista della Palestina.
sabato 27 aprile 2013
Ahmad Jibril ai dirigenti di Hamas: "Chi ospita sulla sua terra basi militari americane non potrà mai aiutare la Palestina a liberarsi!"
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Bogdanov a Beirut passa la serata ospite di Hezbollah: "La vostra credibilità é sostanziata dai vostri grandi sacrifci!"
Continua la visita libanese del Viceministro degli Esteri di Mosca Bogdanov, impegnato a rinsaldare ed estendere la rete di influenza e solidarietà russa in quella parte di Medio Oriente che si oppone attivamente ai piani imperialisti occidentali di "divide et impera", che vorrebbero usare gli stessi estremisti islamici wahabiti che 'tornano comodi' come spauracchio sul fronte interno (vedi la burattinata della Maratona di Boston) come testa d'ariete per colpire e minare gli stati dell'Asse della Resistenza.Dopo avere incontrato come annunciato il Presidente Sleiman, lo Speaker del Parlamento Berri, il Premier incaricato Tammam Salam, Bogdanov ha conferito anche con il Ministro degli Esteri uscente Adnan Mansour e ha trascorso la serata di ieri a cena con Mohammed Raad, leader dei parlamentari di Hezbollah.
"La Repubblica Russa é pronta a cooperare con Hezbollah, un partito che ha sempre sostenuto le sue posizioni con i fatti, come testimonia la sua storia di duro lavoro e sacrificio a beneficio dell'autonomia e dell'indipendenza del Libano e che merita perciò rispetto ed ascolto".
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Fuoco sionazista ferisce ragazzo palestinese nel Nord della Striscia di Gaza!
Nell'ennesimo atto di violazione della tregua siglata a fine novembre dopo il confronto militare che aveva portato i razzi della Resistenza a colpire fino ad Eilat, Dimona e Al-Quds, forze militari sioniste hanno vigliaccamente aperto il fuoco contro un giovane palestinese che si trovava bene addentro al confine dell'enclave assediata di Gaza, nella sua parte settentrionale vicino a Jabaliya nei dintorni del campo profughi.Il ragazzo, identificato dai servizi di emergenza come Jameel Heesha, é stato colpito da più pallottole sioniste ed é stato immediatamente trasportato al più vicino pronto soccorso; secondo quanto riportato dal portavoce del Ministero della Sanitò Ashraf al-Qidra, non si troverebbe in immediato pericolo di vita ma é troppo presto per dire se potrà recuperare completamente dalle ferite subite.
Dal momento della 'tregua' le forze armate di Tel Aviv hanno ucciso quattro residenti di Gaza e ne hanno feriti oltre novanta. D'altra parte, tranne per pochi lanci di razzi in risposta alle violazioni più flagranti da parte sionista i Palestinesi hanno tenuto molta più fede alla parola data.
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venerdì 26 aprile 2013
Anche Otaybah é stata liberata dai terroristi mercenari che la occupavano: definitivamente al sicuro l'aeroporto di Damasco!
Anche la cittadina di Otaybah, a oltre 20 Km dall'aeroporto internazionale di Damasco
é stata completamente liberata da ogni presenza di mercenari terroristi con un'operazione accurata e professionale delle forze armate regolari siriane che hanno eliminato più di cento miliziani, pressoché interamente di cittadinanza straniera e hanno liberato edifici occupati e adibiti a laboratori per la produzione di bombe e centri di comando equipaggiati con apparecchiature elettroniche americane e israeliane.In questa maniera anche l'ultimo bastione da cui i wahabiti criminali potevano cercare di ostacolare le operazioni dell'Aeroporto o addirittura cercare di montare una offensiva contro di esso é tornato sotto il controllo del Governo; fin dall'inizio dell'insorgenza terrorista uno degli obiettivi dei terroristi era quello di prendere possesso di un aeroporto dove fare affluire voli occidentali carichi di armi e di uomini, ma la presa delle forze regolari sugli scali aerei é sempre stata saldissima.
Intanto anche nei dintorni di Qusayr l'Esercito siriano continua ad avanzare villaggio dopo villaggio ripulendo la regione da ogni presenza wahabita nella speranza di arrivare presto a sigillare il confine col Libano. Il mese di maggio 2013 potrebbe aprirsi con la notizia di altre decisive vittorie in zone in cui nelle ultime settimane altre grandi operazioni militari sono state messe in piedi e accuratamente preparate, specialmente intorno a Daraa e Aleppo.
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Bogdanov in Libano dichiara: "Mosca vuole mantenere e rafforzare la stabilità interna del Paese dei Cedri!"
Dopo l'altolà pronunciato dal Presidente Michel Sleiman contro i predicatori estremisti che fomentano e sobillano i fedeli più ingenui e influenzabili per far loro prender parte alle violenze contro il popolo siriano, un altro importante segnale arriva dal Libano dove si trova in visita il Viceministro degli Esteri di Mosca, Mikhail Bogdanov. E' stato proprio lui, parlando alla stampa locale a dichiarare che per Mosca la stabilità interna del Libano rappresenta un valore assoluto da difendere a ogni costo.Mosca, secondo quanto ripetuto dal Viceministro, non ha nulla da guadagnare nella destabilizzazione del Paese dei Cedri (al contrario di Usa e Israele), e considera che la politica di non-intervento di Beirut nelle vicende siriane sia utile al raggiungimento di una soluzione interna che é resa più difficile dalla smania interventista di certi paesi occidentali e arabi, ansiosi di guadagnare posizioni nella regione tramite un artificioso e violento 'regime change'.
Bogdanov nella giornata di oggi sarà impegnato in incontri con il Presidente Sleiman, quindi col Presidente del Parlamento Nabih Berri di Amal, con il Premier incaricato Tammam Salam e, infine, con il Primo Ministro ad Interim Najib Mikati, che ha rassegnato le sue dimissioni alcune settimane orsono.
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Il popolo irakeno premia la coalizione del Premier Al-Maliki, che vince le elezioni in nove province su dodici!!
I tentativi dei saddamiti, degli estremisti sunniti, dei qaedisti alleati coi mercenari attivi in Siria, e dei loro fomentatori e foraggiatori turchi, sauditi e qatarioti, tutti obbedienti agli ordini che arrivano da Washington e da Tel Aviv non sono infine serviti a niente, visto che, nonostante le autobombe, gli attacchi, gli atti di feroce e insensata violenza contro la popolazione, gli elettori irakeni hanno dimostrato di aver capito chi sia il vero difensore dei loro interessi, della forma democratica e dell'autonomia e indipendenza del paese, votando di nuovo in massa la coalizione del Primo Ministro Nouri al-Maliki,La Coalizione dello Stato di Diritto, infatti, ha ottenuto chiare e nette maggioranze in nove province su dodici nelle quali l'elettorato é stato chiamato ad esprimersi e questo risultato promette benissimo in vista delle prossime elezioni politiche del 2014, dove verranno rinnovati il Parlamento e le massime cariche istituzionali del paese mesopotamico.
Il Premier si é congratulato con gli elettori per la fiducia accordata al suo schieramento, sottolineando come la lotta alle frange estremiste che ancora rimangono nel paese costituirà la prima e più urgente priorità dell'azione politica del Governo e delle amministrazioni locali testé rinnovate, in maniera che le prossime elezioni possano svolgersi nel massimo di tranquillità e sicurezza.
giovedì 25 aprile 2013
Ancora una volta Hezbollah manda un suo drone senza pilota a spasso per i cieli della Palestina occupata!
Riportiamo con entusiasmo e soddisfazione la notizia che un altro drone senza pilota del movimento di Resistenza sciita libanese Hezbollah ha violato a suo piacimento i cieli della porzione di Palestina occupata dal 1948 dall'illegale regime ebraico rilevando e trasmettendo alla base importanti informazioni.
La penetrazione e la ricongnizione di Hezbollah hanno avuto luogo intorno alla città di Haifa; quando i radar sionisti hanno rilevato la presenza dell'apparecchio la loro struttura di comando é piombata nel panico più totale causando la diramazione di ordini assurdi ed esagerati come quello che ha fatto atterrare in tutta fretta Benji Netanahu, che sorvolava il territorio palestinese in tutt'altra parte del paese.
In ultimo l'UAV di Hezbollah é stato abbattuto da un jet sionista ma ormai la sua missione sia pratica che psicologica (provare che lo spazio aereo occupato dal regime sionista non sia più inviolabile) era stati abbondantemente compiuta.
La penetrazione e la ricongnizione di Hezbollah hanno avuto luogo intorno alla città di Haifa; quando i radar sionisti hanno rilevato la presenza dell'apparecchio la loro struttura di comando é piombata nel panico più totale causando la diramazione di ordini assurdi ed esagerati come quello che ha fatto atterrare in tutta fretta Benji Netanahu, che sorvolava il territorio palestinese in tutt'altra parte del paese.
In ultimo l'UAV di Hezbollah é stato abbattuto da un jet sionista ma ormai la sua missione sia pratica che psicologica (provare che lo spazio aereo occupato dal regime sionista non sia più inviolabile) era stati abbondantemente compiuta.
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Il Presidente libanese attacca i predicatori wahabiti amici dei terroristi: "Nessuna ingerenza negli affari interni siriani!"
Il Presidente libanese Michel Sleiman ha condannato duramente e senza mezzi termini gli appelli di alcuni sedicenti (e senza dubbio autonominatisi) 'imam' wahabiti come Ahmad al-Assir e Salem al-Rafehi hanno invitato i loro seguaci a partecipare all'attacco terroristico in atto ormai da molti mesi contro il Governo della Siria e i suoi cittadini.
"Il Libano si é tenuto fuori dal coinvolgimento nelle questioni siriane, per il bene delle sue istituzioni e della sua popolazione; chiunque abbia a cuore l'armonia del nostro Paese non può in alcun modo prendere parte alle violenze che travagliano la Siria".
Ovviamente le affermazioni di Sleiman corrispondono a una mezza verità visto che una piccola minoranza di attivisti legati ai partiti politici venduti a Usa, Arabia Saudita e Israele, (quelli dell'Alleanza 14 Marzo) ha da sempre fatto attività di sostegno, finanziamento e aiuto ai terroristi in Siria, mentre salvo per la giusta e normale solidarietà politica e per la difesa dei villaggi libanesi di confine, le forze filosiriane libanesi hanno mantenuto la pace civile, rispondendo agli attacchi solo quando provocate.
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