Con appena uno 0,70 per cento dei voti a scongiurare un ballottaggio il centrista Hassan Rohani é diventato il successore di Mahmoud Ahmadinejad sulla poltrona di Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran.
Nato il 13 dicembre 1948 a Sorkeh, nella Provincia di Semnan Rohani iniziò la propria educazione religiosa nel seminario di Semnan a soli 12 anni prima di spostarsi nella città sacra di Qom, dove si perfezionò nello studio della Giurisprudenza islamica, nel 1969, a Teheran, si laureò in Legge prima di trasferirsi in Scozia dove si specializzò alla Caledonian University di Glasgow.
Attivo nella contestazione del tiranno Reza Palhevi fin dai primi vagiti del movimento che avrebbe portato alla Rivoluzione Islamica, dopo il ritorno di Khomeini in patria venne inviato più volte all'estero come 'ambasciatore' e portavoce della neonata Repubblica Islamica grazie alla sua perfetta padronanza dell'Inglese, dell'Arabo e del Francese.
Durante la guerra di difesa contro l'aggressione dell'Irak di Saddam Hussein, burattino dell'imperialismo, Rohani ricoprì molte cariche di prestigio come membro dell'Alto Consiglio di Difesa, Comandante della Difesa Aerea e persino Vicecapo delle Forze Armate iraniane.
sabato 15 giugno 2013
Hassan Rohani é il nuovo Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran!!!
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Sleiman mette in guardia i filo-takfiri di '14 Marzo' e i loro manutengoli wahabiti: "L'Armee Libanaise autorizzata a rispondere al fuoco!"
Con un messaggio di tono determinato e precisione inequivocabile il Presidente libanese ha dato esplicitamente mandato alle forze armate nazionali di "affrontare e rispondere al fuoco" di qualunque formazione armata (regolare o meno) che prenda di mira territorio, strutture o cittadini del Paese dei Cedri.
L'appello si é reso necessario dopo che più di una volta negli ultimi giorni gruppuscoli armati di terroristi takfiri hanno cercato di 'vendicarsi' dell'intervento armato di Hezbollah a fianco della Repubblica Araba Siriana sparando razzi e colpi di mortaio verso diverse località della Vallata della Biq'a, corridoio strategico di comunicazione tra Beirut e Damasco, da sempre controllata dal movimento sciita di Resistenza.
Ovviamente tutto questo non sarebbe successo senza l'imbecille 'attivismo' di Saad Hariri e soci dell'Alleanza 14 Marzo, politicanti inetti e superficiali, che speravano, mettendosi al servizio del complotto internazionale anti-Assad di guadagnare 'punti pasticcino' nei confronti di Washington e Tel Aviv.
L'appello si é reso necessario dopo che più di una volta negli ultimi giorni gruppuscoli armati di terroristi takfiri hanno cercato di 'vendicarsi' dell'intervento armato di Hezbollah a fianco della Repubblica Araba Siriana sparando razzi e colpi di mortaio verso diverse località della Vallata della Biq'a, corridoio strategico di comunicazione tra Beirut e Damasco, da sempre controllata dal movimento sciita di Resistenza.
Ovviamente tutto questo non sarebbe successo senza l'imbecille 'attivismo' di Saad Hariri e soci dell'Alleanza 14 Marzo, politicanti inetti e superficiali, che speravano, mettendosi al servizio del complotto internazionale anti-Assad di guadagnare 'punti pasticcino' nei confronti di Washington e Tel Aviv.
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La battaglia nel Nord diventa decisiva, le forze di Assad devono mettere a segno colpi decisivi lungo la frontiera turca!
Ancora una volta la redazione di Palaestina Felix deve ammettere a malincuore che, nonostante le intenzioni e gli sforzi di buona volontà, diversi outlet mediatici che vorrebbero sinceramente contribuire alla causa anti-imperialista, in realtà non si trovano altro che a ripetere informazioni parzialmente o totalmente inesatte riprese o riportate da fonti schierate con la vulgata filo-occidentale e atlantista. In questi giorni si combatte una battaglia decisiva per le sorti della Siria attorno ad Aleppo, lo sappiamo; ma questo NON VUOL DIRE che le forze di Assad debbano "riconquistare Aleppo" (in primis perché non l'hanno mai veramente persa) né che la metropoli del Nord sia diventata una 'roccaforte takfira'.
Ripetere queste che sono totali SCIOCCHEZZE vuol dire non aver capito la dinamica di due anni di guerra terroristica in Siria e ripetere più o meno edulcorate le MENZOGNE di CNN, Al-Jazeera, BBC, Al-Arabiya e via discorrendo. Osservate, per favore, la mappa qui sotto riportata:
Essa rappresenta lo schieramento delle forze AL PRINCIPIO dell'ultima fase di operazioni intorno ad Aleppo. Come si vede le forze lealiste sono SALDAMENTE IN POSSESSO di tutti i principali centri abitati della fascia urbana metropolitana e i terroristi wahabiti invece si trovano ALL'ESTERNO, nelle zone periferiche. Questo perché in due anni di insorgenza i terroristi non sono MAI RIUSCITI A OCCUPARE SALDAMENTE una qualsivoglia estensione di territorio siriano; che i guerriglieri qaedisti siano riusciti a 'interdire' zone di territorio al Governo centrale E' UNA PURA FOLA propalata dalla propaganda atlantista. Se avessero mai ESCLUSO una zona dalla presenza governativa NATO ed emirati arabi si sarebbero AFFRETTATI a dichiararla ZONA INTERDETTA e a usarla (come la Cirenaica in Libia) come 'staging ground' del loro intervento anti-Assad. Esistono, é vero, zone in cui i terroristi HANNO LIBERTA' DI MOVIMENTO, ma come loro anche convogli e forze regolari possono attraversarle. L'insorgenza wahabita non é mai andata oltre nel suo 'controllo' del territorio, non é, dunque, riuscita a imporlo, da nessuna parte.
Adesso le forze di Assad devono procedere oltre le zone metropolitane e "ripulire" villaggio dopo villaggio fino ad arrivare ai varchi di confine con la Turchia, approfittando del 'respite' garantito dalle turbolenze interne che negli ultimi dodici giorni hanno preoccupato il satrapo Erdogan molto più della situazione dei suoi burattini oltreconfine. Per ora intensi scontri sono stati segnalati nei pressi di Al-Awared, Sheik Massood e Al-Nobbol, inoltre il villaggio di Mayer sarebbe stato completamente messo in sicurezza e ripulito da ogni presenza takfira.
Ripetere queste che sono totali SCIOCCHEZZE vuol dire non aver capito la dinamica di due anni di guerra terroristica in Siria e ripetere più o meno edulcorate le MENZOGNE di CNN, Al-Jazeera, BBC, Al-Arabiya e via discorrendo. Osservate, per favore, la mappa qui sotto riportata:
Essa rappresenta lo schieramento delle forze AL PRINCIPIO dell'ultima fase di operazioni intorno ad Aleppo. Come si vede le forze lealiste sono SALDAMENTE IN POSSESSO di tutti i principali centri abitati della fascia urbana metropolitana e i terroristi wahabiti invece si trovano ALL'ESTERNO, nelle zone periferiche. Questo perché in due anni di insorgenza i terroristi non sono MAI RIUSCITI A OCCUPARE SALDAMENTE una qualsivoglia estensione di territorio siriano; che i guerriglieri qaedisti siano riusciti a 'interdire' zone di territorio al Governo centrale E' UNA PURA FOLA propalata dalla propaganda atlantista. Se avessero mai ESCLUSO una zona dalla presenza governativa NATO ed emirati arabi si sarebbero AFFRETTATI a dichiararla ZONA INTERDETTA e a usarla (come la Cirenaica in Libia) come 'staging ground' del loro intervento anti-Assad. Esistono, é vero, zone in cui i terroristi HANNO LIBERTA' DI MOVIMENTO, ma come loro anche convogli e forze regolari possono attraversarle. L'insorgenza wahabita non é mai andata oltre nel suo 'controllo' del territorio, non é, dunque, riuscita a imporlo, da nessuna parte.
Adesso le forze di Assad devono procedere oltre le zone metropolitane e "ripulire" villaggio dopo villaggio fino ad arrivare ai varchi di confine con la Turchia, approfittando del 'respite' garantito dalle turbolenze interne che negli ultimi dodici giorni hanno preoccupato il satrapo Erdogan molto più della situazione dei suoi burattini oltreconfine. Per ora intensi scontri sono stati segnalati nei pressi di Al-Awared, Sheik Massood e Al-Nobbol, inoltre il villaggio di Mayer sarebbe stato completamente messo in sicurezza e ripulito da ogni presenza takfira.
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Si contano i voti per le Presidenziali iraniane: il termine ultimo di voto rimandato QUATTRO VOLTE per l'alta affluenza!
Con grande compostezza e ordine si sono svolte in tutto il territorio della Repubblica Islamica Iraniana le operazioni di voto per l'undicesima elezione presidenziale (contornata da consultazioni minori di natura locale e municipale), un evento che ha esercitato un vastissimo richiamo sulla popolazione che, dai villaggi sulle rive del Caspio fino ai sobborghi della metropoli Teheran, da Isfahan a Bandar Abbas, da Khorramshar a Qom a Shiraz si sono recati a milioni alle urne.
Il dato finale sull'affluenza non é certo, si parla di oltre il settanta per cento, ma é certo notevole il fatto che il termine ultimo per le votazioni é stato rinviato ben quattro volte, ciascuna per un'ora, per l'evidente impossibilità di far votare tutte le persone che, pazientemente, hanno atteso in fila per ore davanti ai seggi.
Che differenza con l'occidente, dove ormai la maggioranza dei cittadini sa benissimo che qualunque frego faccia sulla scheda gli indirizzi di politica del suo paese (da quella internazionale fino a quella locale) vegono ormai decisi in ristrettissimi comitati d'affari strettamente 'bipartisan' e strettamente fedeli a Usa e Sion e quindi preferiscono disertare le inutili urne come ha mostrato la recente, vergognosa affluenza alle consultazioni comunali!
Il dato finale sull'affluenza non é certo, si parla di oltre il settanta per cento, ma é certo notevole il fatto che il termine ultimo per le votazioni é stato rinviato ben quattro volte, ciascuna per un'ora, per l'evidente impossibilità di far votare tutte le persone che, pazientemente, hanno atteso in fila per ore davanti ai seggi.
Che differenza con l'occidente, dove ormai la maggioranza dei cittadini sa benissimo che qualunque frego faccia sulla scheda gli indirizzi di politica del suo paese (da quella internazionale fino a quella locale) vegono ormai decisi in ristrettissimi comitati d'affari strettamente 'bipartisan' e strettamente fedeli a Usa e Sion e quindi preferiscono disertare le inutili urne come ha mostrato la recente, vergognosa affluenza alle consultazioni comunali!
venerdì 14 giugno 2013
Bill Clinton, burattino di Sion, vorrebbe costringere Obama ad attaccare la Siria per compiacere i suoi padrini di Tel Aviv!
Probabilmente non si può trovare un Presidente che abbia più nuociuto alla credibilità, al prestigio, all'immagine della carica di POTUS (President of the U.S.) di Bill Clinton. Questa sottospecie di 'Rutelli dell'Arkansas', sospinto fino allo Studio Ovale nel corso di una campagna elettorale che non avrebbe dovuto avere storia dagli sforzi frenetici della 'Lobby a Sei Punte' ansiosa di mettere CHIUNQUE alla Casa Bianca pur di 'punire' Bush Sr. che aveva "osato" spingere Tel Aviv al tavolo di Madrid con la minaccia di ridurre o annullare gli annuali trasferimenti di miliardi di dollari Usa che, sottratti alle tasche dei contribuenti americani, tengono in piedi il malandato carrozzone sionista in Palestina (senza quel denaro il regime ebraico di occupazione semplicemente non potrebbe esistere).
Ora, con la moglie messa fuori gioco da gravi motivi di salute, la Lobby sionista americana rimette in campo questo vetusto arnese, maldestro speculatore immobiliare, maldestro adoperatore di sigari sessuali contro stagiste, mentitore di fronte a commissioni d'inchiesta, per fargli dire che, nonostante il parere contrario della maggioranza assoluta degli americani, "Obama dovrebbe prendere l'iniziativa di attaccare la Siria".
Chi si trovasse a prendere consigli di politica estera da Clinton, che bombardava 'a casaccio' Irak e Sudan nel disperato tentativo di distrarre l'opinione pubblica dall'ultima delle sue 'marachelle' che aveva appena raggiunto i mezzi di comunicazione, avrebbe veramente gravi problemi di cervello come la foto che abbiamo selezionato per accompagnare questo articolo sembra, sarcasticamente, sottintendere.
E' proprio di questi giorni un sondaggio NBC/WSJ secondo il quale il 24 per cento degli Americani ritiene che la Casa Bianca dovrebbe ignorare completamente quel che sta accadendo in Siria, il 42 per cento vorrebbe che gli Usa versassero contributi solo e soltanto per alleviare le condizioni dei profughi, e soltanto il 26 per cento raccomanderebbe un qualche genere di intervento armato o di natura militare.
Ora, con la moglie messa fuori gioco da gravi motivi di salute, la Lobby sionista americana rimette in campo questo vetusto arnese, maldestro speculatore immobiliare, maldestro adoperatore di sigari sessuali contro stagiste, mentitore di fronte a commissioni d'inchiesta, per fargli dire che, nonostante il parere contrario della maggioranza assoluta degli americani, "Obama dovrebbe prendere l'iniziativa di attaccare la Siria".
Chi si trovasse a prendere consigli di politica estera da Clinton, che bombardava 'a casaccio' Irak e Sudan nel disperato tentativo di distrarre l'opinione pubblica dall'ultima delle sue 'marachelle' che aveva appena raggiunto i mezzi di comunicazione, avrebbe veramente gravi problemi di cervello come la foto che abbiamo selezionato per accompagnare questo articolo sembra, sarcasticamente, sottintendere.
E' proprio di questi giorni un sondaggio NBC/WSJ secondo il quale il 24 per cento degli Americani ritiene che la Casa Bianca dovrebbe ignorare completamente quel che sta accadendo in Siria, il 42 per cento vorrebbe che gli Usa versassero contributi solo e soltanto per alleviare le condizioni dei profughi, e soltanto il 26 per cento raccomanderebbe un qualche genere di intervento armato o di natura militare.
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Il Sud-Sudan invia uomini ad attaccare con esplosivi il sito di Diffra nell'Aybei; la coraggiosa denuncia di Khaled Saad!
Dopo la decisione del Governo sudanese di chiudere "per almeno 60 giorni" gli oleodotti al transito del petrolio ingiustamente assegnato alla cricca banditesca di Salva Kiir dall'iniqua spartizione caldeggiata da Washington e Tel Aviv, il ridicolo dittatore-cowboy Salva Kiir e i suoi manutengoli non hanno trovato di meglio che organizzare un attentato esplosivo contro il sito petrolifero di Diffra, nella regione di Aybei mobilitando all'uopo i briganti da loro foraggiati in territorio settentrionale e i miliziani delle loro bande temerariamente elevate allo status di 'esercito nazionale'.
L'attacco, secondo la ricostruzione offerta dall'ufficiale sudanese Sawarmi Khaled Saad, ha causato un'esplosione e un incendio, che sono stati rapidamente contenuti e domati dal personale del sito estrattivo. "Le prime risultanze dei rilevamenti fatti in loco dimostrano che i briganti attivi nella zona non sarebbero mai riusciti a manipolare un congegno esplosivo del tipo usato contro l'impianto, se non con l'aiuto di forze ostili provenienti da oltreconfine".
La decisione di Khartoum di 'strozzare' le esportazioni petrolifere del Sud deriva dalla necessità di impedire che i proventi del greggio (greggio che una volta era legittima proprietà di tutti i sudanesi) vengano impiegate dal cleptocratico regime di Juba per finanziare terroristi e banditi nelle regioni di Darfur, Aybei e Sud Kordofan.
L'attacco, secondo la ricostruzione offerta dall'ufficiale sudanese Sawarmi Khaled Saad, ha causato un'esplosione e un incendio, che sono stati rapidamente contenuti e domati dal personale del sito estrattivo. "Le prime risultanze dei rilevamenti fatti in loco dimostrano che i briganti attivi nella zona non sarebbero mai riusciti a manipolare un congegno esplosivo del tipo usato contro l'impianto, se non con l'aiuto di forze ostili provenienti da oltreconfine".
La decisione di Khartoum di 'strozzare' le esportazioni petrolifere del Sud deriva dalla necessità di impedire che i proventi del greggio (greggio che una volta era legittima proprietà di tutti i sudanesi) vengano impiegate dal cleptocratico regime di Juba per finanziare terroristi e banditi nelle regioni di Darfur, Aybei e Sud Kordofan.
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giovedì 13 giugno 2013
As-Safir lancia l'ipotesi di un "Diktat" di Washington dietro la prossima abdicazione di Al-Thani, con tanto di minaccia finanziaria!
Machiavelli raccomandava al 'Principe' di servirsi, per i suoi scopi, di uomini gretti e sgradevoli che potessero, al momento opportuno, venire messi da parte senza che alcuno avesse nulla da protestare, anzi, eventualmente garantendo a chi 'licenziava' tali buratti ormai disutili, la 'gratitudine' di coloro che avevano dovuto subire le loro prepotenze.
E potrebbe esserci un meccanismo simile, almeno prestando fede alle ipotesi esplicate nell'ultima edizione del quotidiano libanese 'As-Safir' dietro alla notizia del prossimo cambio al vertice della Dinastia Al-Thani, che, secondo i bene informati (tra cui noi, che abbiamo segnalato i movimenti in merito in un nostro recentissimo articolo) dovrebbe portare il 'Delfino' Principe Tamim a sostituire il genitore Emiro Al-Thani sul trono del Qatar entro i primi di agosto 2013.
La redazione del quotidiano ipotizza un vero e proprio 'diktat' di Washington dietro la decisione dell'Emiro qatariota, che sarebbe stato 'convinto' ad acconsentire da una nemmeno tanto velata minaccia americana verso tutte le proprietà di Doha non solo in territorio statunitense, ma persino nell'UE e in altri paesi occidentali asserviti a Obama, che in caso di riluttanza dell'attuale Emiro sarebbero state sequestrate en masse con la scusa di dover prevenire distrazioni di fondi a organizzazioni estremiste e terroriste.
Ovviamente Obama e soci sarebbero furiosi per la maniera 'disinvolta' con cui Al-Thani ha distribuito centinaia di milioni di dollari a milizie wahabite estremiste in Libia e in Siria, senza alcun pensiero a cosa sarebbe stato di queste cellule impazzite in prospettiva futura: l'agguato e l'ammazzamento del console americano a Bengasi ha ben mostrato cosa possano fare 'cani sciolti' in passato troppo riccamente foraggiati.
E potrebbe esserci un meccanismo simile, almeno prestando fede alle ipotesi esplicate nell'ultima edizione del quotidiano libanese 'As-Safir' dietro alla notizia del prossimo cambio al vertice della Dinastia Al-Thani, che, secondo i bene informati (tra cui noi, che abbiamo segnalato i movimenti in merito in un nostro recentissimo articolo) dovrebbe portare il 'Delfino' Principe Tamim a sostituire il genitore Emiro Al-Thani sul trono del Qatar entro i primi di agosto 2013.
La redazione del quotidiano ipotizza un vero e proprio 'diktat' di Washington dietro la decisione dell'Emiro qatariota, che sarebbe stato 'convinto' ad acconsentire da una nemmeno tanto velata minaccia americana verso tutte le proprietà di Doha non solo in territorio statunitense, ma persino nell'UE e in altri paesi occidentali asserviti a Obama, che in caso di riluttanza dell'attuale Emiro sarebbero state sequestrate en masse con la scusa di dover prevenire distrazioni di fondi a organizzazioni estremiste e terroriste.
Ovviamente Obama e soci sarebbero furiosi per la maniera 'disinvolta' con cui Al-Thani ha distribuito centinaia di milioni di dollari a milizie wahabite estremiste in Libia e in Siria, senza alcun pensiero a cosa sarebbe stato di queste cellule impazzite in prospettiva futura: l'agguato e l'ammazzamento del console americano a Bengasi ha ben mostrato cosa possano fare 'cani sciolti' in passato troppo riccamente foraggiati.
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Gli uomini di Hezbollah a Qusayr, dopo la vittoria, aiutano la popolazione a ricostruirsi una vita e prevengono saccheggi e disordini!
"Vergognati! Non hai rispetto della proprietà degli altri?" il tono del miliziano di Hezbollah rende retorica la sua domanda, la mimetica impolverata eppure molto più ordinata e marziale di quella di qualunque 'guerrillero', le mani strette sull'arma che tiene però puntata al suolo é fermo ma non minaccioso.
L'uomo a cui si rivolge, sorpreso a caricare una carriola con parti di ricambio prelevate da un'officina, cerca una giustificazione: "Il mio trattore é rotto, ho bisogno di ripararlo per lavorare...".
"Torna quando ci sarà il proprietario, e paga quel di cui hai bisogno".
Pochi secondi di silenzio, poi, con calma rassegnata, l'uomo inzia a prendere i pezzi dalla carriola e riportarli dentro la bottega da cui li aveva prelevati.
Questa scena, riportata da un articolo del Wall Street Journal (pubblicazione non certo famosa per la sua simpatia per Nasrallah e soci), dimostra come, oltre a contribuire alla vittoria militare di Qusayr, le forze del movimento di Resistenza sciita siano tuttora impegnate a controllare la situazione, evitare saccheggi e vendette, aiutare la popolazione a ricostruirsi una vita e una normalità che avevano perso con l'arrivo nella zona dei violenti fanatici di Al-Nusra e delle altre sigle del wahabismo fanatico e mercenario.
Nel frattempo, dai media libanesi, arriva la rivelazione che, secondo un sondaggio tenuto recentemente, oltre il 78 per cento della popolazione (non solo e non soltanto sciita) ritiene 'corretto e giustificato' l'intervento degli uomini di Nasrallah oltreconfine, non solo per la protezione dei cittadini libanesi in Siria e dei luoghi sacri sciiti, ma anche per prevenire l'estensione dell'instabilità e della violenza verso il Paese dei Cedri, obiettivo per cui avevano indefessamente lavorato per mesi e mesi i politici incauti della coalzione filoamericana e filosionista "14 Marzo".
L'uomo a cui si rivolge, sorpreso a caricare una carriola con parti di ricambio prelevate da un'officina, cerca una giustificazione: "Il mio trattore é rotto, ho bisogno di ripararlo per lavorare...".
"Torna quando ci sarà il proprietario, e paga quel di cui hai bisogno".
Pochi secondi di silenzio, poi, con calma rassegnata, l'uomo inzia a prendere i pezzi dalla carriola e riportarli dentro la bottega da cui li aveva prelevati.
Questa scena, riportata da un articolo del Wall Street Journal (pubblicazione non certo famosa per la sua simpatia per Nasrallah e soci), dimostra come, oltre a contribuire alla vittoria militare di Qusayr, le forze del movimento di Resistenza sciita siano tuttora impegnate a controllare la situazione, evitare saccheggi e vendette, aiutare la popolazione a ricostruirsi una vita e una normalità che avevano perso con l'arrivo nella zona dei violenti fanatici di Al-Nusra e delle altre sigle del wahabismo fanatico e mercenario.
Nel frattempo, dai media libanesi, arriva la rivelazione che, secondo un sondaggio tenuto recentemente, oltre il 78 per cento della popolazione (non solo e non soltanto sciita) ritiene 'corretto e giustificato' l'intervento degli uomini di Nasrallah oltreconfine, non solo per la protezione dei cittadini libanesi in Siria e dei luoghi sacri sciiti, ma anche per prevenire l'estensione dell'instabilità e della violenza verso il Paese dei Cedri, obiettivo per cui avevano indefessamente lavorato per mesi e mesi i politici incauti della coalzione filoamericana e filosionista "14 Marzo".
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