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mercoledì 19 settembre 2018

Briganti curdi entrano in una casa siriana per rubare ma vengono colpiti da una mina inesplosa!

Quelli che vedete nella foto di apertura e nel video che propongo qui di seguito sono briganti curdi della cosiddetta 'milizia' (se con la parola 'milizia' si possono indicare dei predoni tagliagole incapaci di combattere apertamente, ma abilissimi a saccheggiare) SDF, al soldo di yankee e Francesi.

La famigerata 'curdaglia'.

Nel villaggio di Baghuz (Deir Ezzour), i curdacci scassinano il cancello di una casa siriana.
Guardate con quanta perizia vi riescono.

Hanno grande esperienza, sono ladri per natura.
Segue video della loro 'impresa':

mercoledì 2 settembre 2015

Mamouzini: "L'ISIS reprime una 'fronda' interna nel sangue uccidendo 18 comandanti e 100 terroristi a Mosul!"

Abbiamo già dato notizie di faide interne all'ISIS che si sono risolte sanguinosamente  ma la notizia che ora ci arriva dal Portavoce del Partito Democratico del Curdistan Saeed Mamouzini é del tutto unica e particolare. Un vero e proprio tentativo di 'golpe' interno alla struttura del 'Daash' sarebbe stato stroncato con metodi draconiani, con l'esecuzione di oltre cento sospettati.

La strage sarebbe avvenuta in una prigione a Sud di Mosul dove erano stati concentrati leader e militanti sospettati di far parte della congiura. Visto che ormai il presunto 'capo' dell'ISIS non si vede più da mesi (é probabilmente morto o ricoverato in coma in Turchia) i congiurati avevano pensato di uccidere il 'governatore' di Mosul Abu Abdul Majid Afar e dichiarare guerra alla 'Fazione di Raqqa'.

mercoledì 19 agosto 2015

Dodici tagliagole dell'ISIS si ammazzano tra di loro a Mosul per una questione di bottino!

Come i 'ladroni' delle storie dei Vangeli o delle Mille e Una Notte i takfiri del 'Daash' più che mujaheddin animati da zelo (o fanatismo) religioso si dimostrano sempre di più essere nient'altro che briganti e tagliagole animati dalla cupidigia e dalla bramosia di bottino.
Il portavoce del Partito Democratico del Curdistan di Mosul, Saeed Mamouzini, ha dichiarato ai microfoni dell'emittente satellitare in lingua araba Al-Sumariya che nel corso di una disputa per la distribuzione delle spoglie dei loro saccheggi i membri di due diverse fazioni dell'ISIS (seguaci di Nasr al-Mawla e di Abu Musab Mosuli) sono arrivati a spararsi addosso.

venerdì 14 giugno 2013

Il Sud-Sudan invia uomini ad attaccare con esplosivi il sito di Diffra nell'Aybei; la coraggiosa denuncia di Khaled Saad!

Dopo la decisione del Governo sudanese di chiudere "per almeno 60 giorni" gli oleodotti al transito del petrolio ingiustamente assegnato alla cricca banditesca di Salva Kiir dall'iniqua spartizione caldeggiata da Washington e Tel Aviv, il ridicolo dittatore-cowboy Salva Kiir e i suoi manutengoli non hanno trovato di meglio che organizzare un attentato esplosivo contro il sito petrolifero di Diffra, nella regione di Aybei mobilitando all'uopo i briganti da loro foraggiati in territorio settentrionale e i miliziani delle loro bande temerariamente elevate allo status di 'esercito nazionale'.

L'attacco, secondo la ricostruzione offerta dall'ufficiale sudanese Sawarmi Khaled Saad, ha causato un'esplosione e un incendio, che sono stati rapidamente contenuti e domati dal personale del sito estrattivo. "Le prime risultanze dei rilevamenti fatti in loco dimostrano che i briganti attivi nella zona non sarebbero mai riusciti a manipolare un congegno esplosivo del tipo usato contro l'impianto, se non con l'aiuto di forze ostili provenienti da oltreconfine".

La decisione di Khartoum di 'strozzare' le esportazioni petrolifere del Sud deriva dalla necessità di impedire che i proventi del greggio (greggio che una volta era legittima proprietà di tutti i sudanesi) vengano impiegate dal cleptocratico regime di Juba per finanziare terroristi e banditi nelle regioni di Darfur, Aybei e Sud Kordofan.

martedì 11 giugno 2013

Khartoum pronta a escalare l'offensiva economica contro i briganti del Sud-Sudan: "A rischio tutti i nove trattati economici!"

Non c'é solo l'embargo degli oleodotti, già scattato nel corso del week-end, per diretto decreto del Presidente Omar Bashir, tra le armi che il Governo del Sudan può usare contro il regime di Juba e la sua stupida e provocatoria insistenza nel finanziare e aizzare le milizie di briganti attive in Darfur e Sud Kordofan, il Ministro dell'Informazione Abdul Bilal Osman ha annunciato che "tutti gli accordi economici col Sud" sono sul punto di venire cancellati.

Quindi non una (peraltro già caduta) ma ben nove sono le Spade di Damocle che ondeggiano minacciose sopra il ridicolo cappello da cowboy di Salva Kiir; il Sud-Sudan già nel suo stato attuale é un paese fallito dove il 15 per cento dei nati non riesce ad arrivare a compiere cinque anni, dove potrebbe precipitare la sua economia senza il sostegno di Khartoum non é dato saperlo.

Il capo dell'Intelligence sudanese, Mohamed Atta, ha confermato che, a prescindere dalle reazioni che possano arrivare da Sud, il blocco degli oleodotti proseguirà "almeno" per due mesi, quindi fino alla prima decade di agosto.

domenica 9 giugno 2013

"Adesso Basta!" stufo ed esasperato il Governo del Sudan chiude i rubinetti degli oleodotti a Salva Kiir! Sarà per sempre??

Ancora una volta il Governo del Sudan, costretto dalla maniera sfacciata con cui il dittatore di Juba Salva Kiir continua a sostenere movimenti di guerriglieri e briganti attivi nella zona del Sud Kordofan e del Darfur,deve ricorrere a una manovra estrema per portare la cleptocrazia del Sud a più ragionevoli consigli, chiudendo gli oleodotti al transito del greggio (quel greggio che, prima dell'iniqua spartizione caldeggiata da Usa e Israele era totale proprietà di Khartoum).

La decisione non arriva all'improvviso, ancora pochi giorni fa il Presidente Omar Bashir aveva avvertito il collega di essere sul punto di intervenire in tal senso, ma la promessa dell'azione non é bastata a ricondurre Juba alla ragione, vedremo ora, senza più proventi petroliferi a rifornire le tasche sue e dei suoi sicofanti, a finanziare le sue orge e i suoi festini, se il ridicolo 'cowboy' del Sud-Sudan inizierà ad agire in maniera assennata.

L'agenzia ufficiale SUNA ha comunicato: "Il Governo, Presidente Bashir in testa, non permetterà che il denaro ottenuto per mezzo degli oleodotti che attraversano il paese venga poi speso dal Sud-Sudan per minare e distruggere ulteriormente il Sudan del Nord; il Presidente Bashir ha chiamato poi la gioventù del paese a prepararsi per una Sacra Guerra di Difesa della Patria caldeggiando l'apertura delle caserme a quei civili che vogliano addestrarsi nell'uso delle armi per costituire un Esercito popolare, fin dalla giornata di oggi".

lunedì 13 maggio 2013

I briganti di Salva Kiir si danno al saccheggio delle scorte di cibo ONU, di Medici Senza Frontiere e dell'INTERSOS!

Rubare é sempre un'atto meschino che svilisce chi lo compie, persino quando viene compiuto in stato di necessità; quando poi il ladro veste un'uniforme e "dovrebbe" rappresentare l'autorità di uno Stato e la refurtiva viene sottratta a chi programmava di usarla per alleviare le sofferenze dei poveri, degli indigenti, dei malati allora la vergogna é totale e solo la più dura condanna e riprovazione può colpire chi si macchi di azioni tanto vigliacche.

Ma non bisogna stupirsi visto che la torma di masnadieri armati che ha colpito i depositi di cibo del Programma Alimentare Mondiale dell'ONU presso Pibor, nonché un ospedale di "Medici Senza Frontiere" e la sede dell'ONG umanitaria italiana INTERSOS era composta da militari di Juba, ex-predoni e tagliagole al soldo di Salva Kiir, il ridicolo 'cowboy' che si é garantito una poltrona da Presidente facendosi servo di Tel Aviv e Washington nell'Africa Nera.

Del resto abbiamo già denunciato come il cosiddetto 'esercito' del Sud-Sudan sia composto esclusivamente di briganti e assassini, incapaci di farsi valere sui campi di battaglia (dove le hanno prese alla grandissima nella battaglia di Heglig dalle forze regolari Sudanesi) ma bravissimi a saccheggiare la proprietà altrui e a massacrare civili innocenti.

mercoledì 20 febbraio 2013

Scontro armato tra pastori Mesiria sudanesi e Lou Nuer nell'Abyei occidentale, continuano le provocazioni di Salva Kiir!

Secondo quanto riportato dall'Agence France Presse "molti morti" sarebbero stati causati da scontri armati tra pastori nomadi Mesiria di nazionalità sudanese e Lou Nuer provenienti dal Sud-Sudan e sconfinati nella Abyei occidentale. L'agenzia francese, però, non avrebbe chiarito la dinamica degli scontri o fatto un bilancio preciso delle perdite.

Altra professionalità quella mostrata dai loro colleghi cinesi della Xinhua, che hanno riportato la morte di 66 miliziani sud-sudanesi del cosiddetto 'SPLM' (un movimento di terroristi foraggiato da Juba) caduti nella trappola tesa loro dalle truppe regolari di Kharthoum nella giornata di avantieri. Altri 70 miliziani dell'SPLM sarebbero rimasti feriti nell'agguato, e sarebbero fuggiti oltreconfine verso il villaggio di Bong per ricevere cure e protezione dalle autorità sud-sudanesi.
La dinamica dei fatti é stata confermata anche dal portavoce dell'Esercito sudanese Al-Sawarmy Khalid.

Nonostante i tentativi del Presidente Omar al-Bashir di addivenire a una composizione delle vertenze con il Sud-Sudan e al sostegno offerto dall'Etiopia e dall'Unione Africana a tali sforzi, il confine tra Sudan e Sud-Sudan si é infiammato a causa delle continue provocazioni armate che, almeno a livello ufficioso, sono approvate e sostenute dal Governo di Juba.

lunedì 18 febbraio 2013

I briganti e assassini agli ordini di Salva Kiir uccidono sei pastori sudanesi e rubano 800 bovini!

Più volte nel recente passato abbiamo denunciato come il cosiddetto "esercito" del Sud-Sudan sia in realtà composto da ex-predoni e briganti dello stesso tipo di quelli che vennero usati da Salva Kiir (adesso 'Presidente' di Juba per meriti filosionisti e imperialisti) per spargere la violenza e la sedizione nella zona del Sudan più ricca di petrolio e acqua, la stessa che faceva gola a Washington e a Tel Aviv.

Adesso un'ulteriore prova di ciò ci viene fornita da quanto accaduto ad Abu Quroun dove 'militari' del Sud-Sudan hanno teso un'imboscata a una tribù di pastori Mesiria, uccidendo sei uomini e dandosi quindi alla fuga con ben ottocento capi di bestiame che i loro padroni legittimi stavano conducendo a transumare.

La notizia, confermata anche dall'agenzia stampa cinese Xinhua, dimostra come le 'vecchie abitudini' siano tutt'altro che dimenticate tra i pretoriani di Salva Kiir, che solo pochi mesi fa sono stati respinti con gravi perdite dalla regione di Heglig, che avevano cercato di occupare 'manu militari' per sottrarla al controllo delle autorità di Khartoum.
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mercoledì 26 dicembre 2012

Terroristi mercenari in Siria si uccidono fra loro per beghe sul bottino! Morto il leader Khaled Oaso!!

Khaled Oaso, super-ricercato leader della banda wahabita Bani Zaid ha trovato la morte a Hreitan, nell'hinterland di Aleppo, ma a porre fine alla sua sanguinaria e illamentata vita non sono stati i kalashnikov delle forze armate siriane, che pure davano a lui e ai suoi complici una caccia spietata, ma quelli dei suoi "alleati", altri criminali estremisti che hanno scatenato un bagno di sangue internecino per questioni di spartizione di refurtiva.

Abbiamo già segnalato altrove come, non trovando ALCUNA sponda tra la popolazione civile che li odia e li avversa in ogni modo i mercenari wahabiti sostenuti da Usa, Israele, Arabia Saudita, Turchia e Qatar, spesso si 'alleano' con briganti e criminali locali a cui prospettano bottino e impunità per le loro azioni; questa volta la scelta di sodali si é rivelata fatale ai terroristi che sono stati massacrati per una bega tinta di venale avidità. Intanto a Est di Aleppo, nella zona di Rasm al-Abboud si sono registrati scontri questa volta tra le truppe di Assad e criminali terroristi che sono stati accerchiati e sconfitti.

Covi abbandonati in fretta e furia durante il recente "repulisti" di Aleppo, rimasti ancora intatti con arsenali e santabarbare ancora intonse sono stati scoperti in città nelle zone di Bustan al-Basha, Masaken Hanano, Bani Zaid, al-Naqareen e al-Lairamon. Tutto il materiale ivi presente é stato confiscato dall'Esercito (armi e munizioni) o fatto brillare e distrutto (nel caso degli esplosivi e delle bombe già confezionate).
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