Ancora una volta si parla di "coinvolgimento" egiziano in Siria; non é la prima volta che simili voci emergono, in seguito ai numerosi segnali di riavvicinamento lanciati dal Presidente Al-Sisi e dal suo Governo e prontamente "presi al volo" da una Damasco ansiosa di ritrovare alleati e amici sulla scena regionale e internazionale.
Questa volta é il quotidiano libanese "As-Safir" che sostiene che almeno una dozzina di piloti di elicottero sarebbero arrivati dall'Egitto in Siria, precisamente alla base aerea di Hama; una volta sbarcati sarebbero stati accolti da quattro ufficiali egiziani già in loco da tempo.
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sabato 26 novembre 2016
Tra dubbi (molti) e speranze (per il futuro) si continua a parlare di piloti egiziani in Siria!
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sabato 20 giugno 2015
Il terrorista catturato Naim Abbas continua a fare rivelazioni ai giudici libanesi!
Naim Abbas, capo dell'organizzazione Abdullah Azzam, venne catturato dalla Surete Libanaise a febbraio dell'anno scorso, da quel momento la raffica di autobombe che aveva colpito il Paese dei Cedri con ben diciannove attacchi dal 2013 in avanti ebbe una secca battuta d'arresto e, con le prime rivelazioni del prigioniero eccellente, é arrivata a fermarsi quasi del tutto.
Adesso sul quotidiano As-Safir si leggono nuove rivelazioni che Abbas avrebbe fatto ai giudici libanesi, che gettano luce su dinamica e motivi di quegli attacchi e li mettono nel contesto di un attacco concentrato contro il Libano portato con la speranza di fratturarlo per linee etniche e settarie.
Adesso sul quotidiano As-Safir si leggono nuove rivelazioni che Abbas avrebbe fatto ai giudici libanesi, che gettano luce su dinamica e motivi di quegli attacchi e li mettono nel contesto di un attacco concentrato contro il Libano portato con la speranza di fratturarlo per linee etniche e settarie.
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martedì 7 ottobre 2014
Il Patriarca maronita Al-Rai omaggia gli uomini di Hezbollah: "Senza di loro avremmo l'ISIS alle porte di Beirut!!"
Fonti bene informate dalla sede del Patriarcato di Antiochia a Bkirki (residenza ufficiale del Cardinale Beshara al-Rai, capo dei cristiani maroniti, confessione cattolica sui iuri) hanno rivelato al quotidiano libanese As-Safir che, rivolgendosi in privato ai propri collaboratori il porporato abbia lodato l'opera dei combattenti sciiti di Hezbollah, in Libano ma anche in Siria.
In particolare Al-Rai avrebbe proferito la seguente frase: "La maggioranza dei cristiani libanesi, se la si interrogasse in merito, non avrebbe che parole di lode per i combattenti della Resistenza, senza di loro avremmo l'ISIS a Jounieh!". Jounieh é una cittadina a popolazione prevalentemente cristiana che si trova a poco più di 15 chilometri di distanza da Beirut.
Intanto, da altre fonti sempre in Libano, abbiamo modo di mostrare ai nostri lettori una parte delle armi e degli equipaggiamenti abbandonati dai terroristi takfiri che si sono scontrati recentemente con i combattenti sciiti nella Valle della Biqa, venendo sconfitti e messi in fuga con gravi perdite.
In particolare Al-Rai avrebbe proferito la seguente frase: "La maggioranza dei cristiani libanesi, se la si interrogasse in merito, non avrebbe che parole di lode per i combattenti della Resistenza, senza di loro avremmo l'ISIS a Jounieh!". Jounieh é una cittadina a popolazione prevalentemente cristiana che si trova a poco più di 15 chilometri di distanza da Beirut.
Intanto, da altre fonti sempre in Libano, abbiamo modo di mostrare ai nostri lettori una parte delle armi e degli equipaggiamenti abbandonati dai terroristi takfiri che si sono scontrati recentemente con i combattenti sciiti nella Valle della Biqa, venendo sconfitti e messi in fuga con gravi perdite.
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martedì 15 luglio 2014
Hamdan ad As-Safir: "I rapporti tra Hamas ed Hezbollah sono migliori di quanto molti pensino, persino tra i più ottimisti!"
Troviamo sulle pagine dell'edizione web del quotidiano libanese 'As-Safir' una intervista al responsabile relazioni estere del Movimento di Resistenza Hamas, Ousama Hamdan il quale si dilunga elaboratamente sullo stato dei rapporti tra Hamas e il libanese Hezbollah; rapporti che molti, un paio di anni fa, davano per profondamente e quasi irrimediabilmente compromessi.
"Le nostre relazioni con Hezbollah sono profonde e migliori di quanto la maggior parte degli osservatori possano pensare, persino tra coloro con le posizioni più ottimiste"; Hamdan probabilmente é in grado di fare queste affermazioni grazie al fatto che la componente armata e combattente del Movimento di Resistenza islamico palestinese non aveva mai veramente aderito alla 'svolta' filo-qatariota di alcuni rappresentanti politici di vertice e ha potuto continuare a coltivare i legami tecnici e logistici con i militanti libanesi.
Hamdan ha anche elaborato sullo stato attuale delle brigate di Hamas di fronte all'aggressione armata israeliana dichiarando che, quando un'organizzazione di Resistenza riesce a innervarsi profondamente nel tessuto sociale di una popolazione (come Hezbollah ha fatto con grandissimo successo tra gli sciiti libanesi e come apparentemente Hamas sta riuscendo a fare nella Striscia di Gaza) azioni puramente militari non possono riuscire a sradicarla, come leader e generali sionisti ancora non sono riusciti a capire dopo le loro esperienze nel 2000 e nel 2006 contro il Libano e nel 2008, 2012 e adesso contro Gaza.
"Le nostre relazioni con Hezbollah sono profonde e migliori di quanto la maggior parte degli osservatori possano pensare, persino tra coloro con le posizioni più ottimiste"; Hamdan probabilmente é in grado di fare queste affermazioni grazie al fatto che la componente armata e combattente del Movimento di Resistenza islamico palestinese non aveva mai veramente aderito alla 'svolta' filo-qatariota di alcuni rappresentanti politici di vertice e ha potuto continuare a coltivare i legami tecnici e logistici con i militanti libanesi.
Hamdan ha anche elaborato sullo stato attuale delle brigate di Hamas di fronte all'aggressione armata israeliana dichiarando che, quando un'organizzazione di Resistenza riesce a innervarsi profondamente nel tessuto sociale di una popolazione (come Hezbollah ha fatto con grandissimo successo tra gli sciiti libanesi e come apparentemente Hamas sta riuscendo a fare nella Striscia di Gaza) azioni puramente militari non possono riuscire a sradicarla, come leader e generali sionisti ancora non sono riusciti a capire dopo le loro esperienze nel 2000 e nel 2006 contro il Libano e nel 2008, 2012 e adesso contro Gaza.
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mercoledì 18 giugno 2014
Nasrallah affronta la situazione irakena in un discorso tenuto domenica scorsa a Beirut!!
"Senza di noi, l’Isis sarebbe già a Beirut!"
Questo è ciò che il segretario generale di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah ha dichiarato in un discorso a porte chiuse, domenica scorsa, alla presenza dei membri dell'organizzazione giovanile di Hezbollah, "Kachafet al-Mahdi", i cui estratti sono stati resi noti dal quotidiano libanese As-Safir.
Sayed Nasrallah ha commentato l'offensiva dell'ISIL, lo Stato islamico in Iraq e il Levante, contro la capitale della provincia di Ninive, nel nord dell'Iraq e in altre regioni irachene. A questo proposito, ha accolto con favore l'editto religioso (fatwa) emesso dalle autorità religiose sciite, sulla chiamata alle armi contro i terroristi.
"L'obiettivo non è solo proteggere una comunità ma l'intero Iraq", ha precisato. Il leader di Hezbollah si è interrogato sella partecipazione dei paesi del Golfo e di altri stati regionali in Iraq, su quelli che beneficiano di ciò che sta accadendo e la reale posizione americana diversa da quella mostrata da questa amministrazione
Ha assicurato che la magia finirà per rivoltarsi contro il mago. "Sono finiti per sempre i giorni in cui lasciavo fare chi voleva distruggere o profanare i santuari religiosi",ha giurato Nasrallah. Sulla situazione in Libano e Siria,
Sayyed Nasrallah ha di nuovo messo in rislato il ruolo benefico svolto dalle Hezbollah in Siria: "Se non fossimo intervenuti al momento giusto in Siria e nel modo giusto, l’Isis sarebbe già in Beirut” ha spigato.
Questo è ciò che il segretario generale di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah ha dichiarato in un discorso a porte chiuse, domenica scorsa, alla presenza dei membri dell'organizzazione giovanile di Hezbollah, "Kachafet al-Mahdi", i cui estratti sono stati resi noti dal quotidiano libanese As-Safir.
Sayed Nasrallah ha commentato l'offensiva dell'ISIL, lo Stato islamico in Iraq e il Levante, contro la capitale della provincia di Ninive, nel nord dell'Iraq e in altre regioni irachene. A questo proposito, ha accolto con favore l'editto religioso (fatwa) emesso dalle autorità religiose sciite, sulla chiamata alle armi contro i terroristi.
"L'obiettivo non è solo proteggere una comunità ma l'intero Iraq", ha precisato. Il leader di Hezbollah si è interrogato sella partecipazione dei paesi del Golfo e di altri stati regionali in Iraq, su quelli che beneficiano di ciò che sta accadendo e la reale posizione americana diversa da quella mostrata da questa amministrazione
Ha assicurato che la magia finirà per rivoltarsi contro il mago. "Sono finiti per sempre i giorni in cui lasciavo fare chi voleva distruggere o profanare i santuari religiosi",ha giurato Nasrallah. Sulla situazione in Libano e Siria,
Sayyed Nasrallah ha di nuovo messo in rislato il ruolo benefico svolto dalle Hezbollah in Siria: "Se non fossimo intervenuti al momento giusto in Siria e nel modo giusto, l’Isis sarebbe già in Beirut” ha spigato.
mercoledì 16 ottobre 2013
Resheq "apparentemente" contraddice le voci su una imminente partenza di Hamas dal Qatar...ma é poi vero?
Il portavoce dell'Ufficio Politico di Hamas Izzat al Reshek in una dichiarazione rilasciata poche ore fa avrebbe ufficialmente contraddetto le voci che si sono sparse ultimamente riguardo un possibile trasferimento della sede del Movimento di Resistenza musulmano dal Qatar.
Noi, in esclusiva anteprima per l'Italia, abbiamo pubblicato la voce quando era ancora un "rumor" (sostenuto però da fonti di cui ci fidiamo) ma subito dopo lo avevamo visto ripreso da testate prestigiose come "Al-Akhbar" e "As-Safir", a testimonianza di una certa credibilità attribuita alla cosa.
Leggendo però precisamente le parole di Reshek si scopre che egli non parla "per esteso" della dirigenza di Hamas ma si limita a negare che KHALED MISHAAL, attuale Segretario del movimento, sia in procinto di muoversi da Doha.
Questo, a ben vedere, non contrasta veramente con la voce di un ritorno a Damasco, visto che la precondizione posta dal Presidente Assad per un tale rientro sarebbe proprio che Mishaal, compromessosi a iosa con i terroristi mercenari, rimanga fuori dal territorio siriano.
Noi, in esclusiva anteprima per l'Italia, abbiamo pubblicato la voce quando era ancora un "rumor" (sostenuto però da fonti di cui ci fidiamo) ma subito dopo lo avevamo visto ripreso da testate prestigiose come "Al-Akhbar" e "As-Safir", a testimonianza di una certa credibilità attribuita alla cosa.
Leggendo però precisamente le parole di Reshek si scopre che egli non parla "per esteso" della dirigenza di Hamas ma si limita a negare che KHALED MISHAAL, attuale Segretario del movimento, sia in procinto di muoversi da Doha.
Questo, a ben vedere, non contrasta veramente con la voce di un ritorno a Damasco, visto che la precondizione posta dal Presidente Assad per un tale rientro sarebbe proprio che Mishaal, compromessosi a iosa con i terroristi mercenari, rimanga fuori dal territorio siriano.
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giovedì 13 giugno 2013
As-Safir lancia l'ipotesi di un "Diktat" di Washington dietro la prossima abdicazione di Al-Thani, con tanto di minaccia finanziaria!
Machiavelli raccomandava al 'Principe' di servirsi, per i suoi scopi, di uomini gretti e sgradevoli che potessero, al momento opportuno, venire messi da parte senza che alcuno avesse nulla da protestare, anzi, eventualmente garantendo a chi 'licenziava' tali buratti ormai disutili, la 'gratitudine' di coloro che avevano dovuto subire le loro prepotenze.
E potrebbe esserci un meccanismo simile, almeno prestando fede alle ipotesi esplicate nell'ultima edizione del quotidiano libanese 'As-Safir' dietro alla notizia del prossimo cambio al vertice della Dinastia Al-Thani, che, secondo i bene informati (tra cui noi, che abbiamo segnalato i movimenti in merito in un nostro recentissimo articolo) dovrebbe portare il 'Delfino' Principe Tamim a sostituire il genitore Emiro Al-Thani sul trono del Qatar entro i primi di agosto 2013.
La redazione del quotidiano ipotizza un vero e proprio 'diktat' di Washington dietro la decisione dell'Emiro qatariota, che sarebbe stato 'convinto' ad acconsentire da una nemmeno tanto velata minaccia americana verso tutte le proprietà di Doha non solo in territorio statunitense, ma persino nell'UE e in altri paesi occidentali asserviti a Obama, che in caso di riluttanza dell'attuale Emiro sarebbero state sequestrate en masse con la scusa di dover prevenire distrazioni di fondi a organizzazioni estremiste e terroriste.
Ovviamente Obama e soci sarebbero furiosi per la maniera 'disinvolta' con cui Al-Thani ha distribuito centinaia di milioni di dollari a milizie wahabite estremiste in Libia e in Siria, senza alcun pensiero a cosa sarebbe stato di queste cellule impazzite in prospettiva futura: l'agguato e l'ammazzamento del console americano a Bengasi ha ben mostrato cosa possano fare 'cani sciolti' in passato troppo riccamente foraggiati.
E potrebbe esserci un meccanismo simile, almeno prestando fede alle ipotesi esplicate nell'ultima edizione del quotidiano libanese 'As-Safir' dietro alla notizia del prossimo cambio al vertice della Dinastia Al-Thani, che, secondo i bene informati (tra cui noi, che abbiamo segnalato i movimenti in merito in un nostro recentissimo articolo) dovrebbe portare il 'Delfino' Principe Tamim a sostituire il genitore Emiro Al-Thani sul trono del Qatar entro i primi di agosto 2013.
La redazione del quotidiano ipotizza un vero e proprio 'diktat' di Washington dietro la decisione dell'Emiro qatariota, che sarebbe stato 'convinto' ad acconsentire da una nemmeno tanto velata minaccia americana verso tutte le proprietà di Doha non solo in territorio statunitense, ma persino nell'UE e in altri paesi occidentali asserviti a Obama, che in caso di riluttanza dell'attuale Emiro sarebbero state sequestrate en masse con la scusa di dover prevenire distrazioni di fondi a organizzazioni estremiste e terroriste.
Ovviamente Obama e soci sarebbero furiosi per la maniera 'disinvolta' con cui Al-Thani ha distribuito centinaia di milioni di dollari a milizie wahabite estremiste in Libia e in Siria, senza alcun pensiero a cosa sarebbe stato di queste cellule impazzite in prospettiva futura: l'agguato e l'ammazzamento del console americano a Bengasi ha ben mostrato cosa possano fare 'cani sciolti' in passato troppo riccamente foraggiati.
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martedì 19 marzo 2013
Il Generale Qahwaji dichiara che: "Il Libano non é mai stato in pericolo negli ultimi otto anni come negli scorsi giorni!"

Con ciò il Generale libanese ritiene che la soglia di deflagrazione delle tensioni settarie che si é sfiorata con l'attacco del week-end sia stata anche più pericolosa dell'invasione sionista del 2006; ma questo é abbastanza logico anche perché una minaccia esterna, come quella israeliana può se mai far dimenticare odi e rivalità interne che da sempre, al contrario, costituiscono il vero "tallone d'Achille" del Paese dei Cedri.
Ma con la frase immediatamente successiva Qahwaji dichiara il "cessato allarme" affermando che adesso il personale dell'Armee é pronto a prevenire qualunque scontro settario all'interno e, contemporaneamente, si sta preparando a una decisiva azione militare sui confini per interrompere del tutto transiti di armi e miliziani verso la Siria in modo da evitare che l'Esercito di Damasco senta il bisogno di intervenire direttamente oltre la frontiera.
Il Governo del Presidente Assad negli ultimi giorni aveva invitato Beirut ad assicurare il suo controllo sul confine a scanso di possibili 'operazioni di polizia' anti-terrorismo da parte dell'Esercito arabo siriano.
sabato 21 aprile 2012
Hamas dichiara alla stampa libanese: "Nessun cambiamento nella nostra linea verso Siria, Assad, Iran o l'atteggiamento verso il regime ebraico!"
In una recente edizione del popolare quotidiano libanese 'As-Safir' é apparso un articolo non firmato (quindi attribuibile a una presa di posizione comune e condivisa dell'intero Politburo) nel quale il Movimento musulmano di Resistenza Hamas chiarifica come, al contrario di quanto sostenuto a più riprese da outlet mediatici riconducibili al campo imperialista e sionista esso non abbia alcuna intenzione di: abbandonare la sua sede di Damasco, voltare le spalle o disconoscere il sostegno ricevuto per quasi 15 anni dal Presidente Bashir Assad, schierarsi nel campo dei paesi arabi conservatori come Arabia Saudita e Qatar, abbandonare il sentiero della Resistenza o modificare le proprie relazioni nei confronti di Hezbollah o della Repubblica Islamica dell'Iran.
L'articolo deplora la diffusione che tali voci hanno avuto negli ultimi mesi e dichiara che esse non sono altro che menzogne e che tutte le parti interessate (Siria, Iran, Hezbollah...) "sono pienamente informate delle attitudini, degli atteggiamenti e delle intenzioni di Hamas e della sua leadership nei loro confronti e nei confronti dello scenario politico mediorientale attuale, peraltro in rapida evoluzione, non tanto però da far 'piroettare' Hamas su posizioni diverse da quelle cui, fin dalla sua fondazione ha sempre tenuto fede: aderenza al sentiero della Resistenza, rifiuto di ogni accordo e ogni 'riconoscimento' dell'entità ebraica di occupazione, vicinanza agli altri attori statali e non della regione impegnati a loro volta a combattere contro l'imperialismo e l'espansionismo americano e sionista.
"Hamas" dichiara il documento, "Non ha affatto cambiato la sua strategia, i suoi obiettivi o la linea politica tramite la quale questi verranno raggiunti, basata sulla Resistenza e sul Rifiuto dell'occupazione; di più, qualunque cambiamento di politica sarebbe ben difficile da tenere nascosto e una volta rivelato scatenerebbe un dibattito, una frattura tra quanti lo sostengono, quand'anche fossero la maggioranza, e quanti giocoforza lo avverserebbero e chiederebbero un ritorno alla linea originaria". Hamas, conclude l'articolo, ha sostenuto vari attacchi, di ogni tipo, ma nulla mai potrà costringere l'organizzazione a fare concessioni o deviare dalla sua linea politica, specialmente ora che la sua posizione popolare e militare é più salda, radicata e sicura che mai.
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lunedì 2 aprile 2012
A Damasco arrivano missive dei 're-fannulloni' del petrolio: emiri e sceicchi, sconfitti nelle loro trame, cercano maldestramente di salvare la faccia!
"Sua Maestà Re Abdullah e altri membri della Real Casa di Saoud sono genuinamente irritati e in disaccordo con alcune delle affermazioni rese anche recentemente dal Ministro degli Esteri, Principe Saoud al-Faisal; Sua Maestà non voleva da principio intromettere il paese nelle questioni della Siria, pur desiderando, come molti nel Mondo Arabo, una rapida soluzione ai recenti torbidi".
"Il Bahrein ha un sincero desiderio di vedere calmata e risolta la situazione interna in Siria, in una maniera che risulti soddisfacente per tutte le parti in causa: cittadini e Governo, Esercito e Presidenza".
"La famiglia reale kuwaitiana saluta con entusiasmo ogni iniziativa volta a risolvere pacificamente i problemi siriani, ringraziando ancora calorosamente per il sostegno e l'intervento di Damasco in suo favore al tempo dell'invasione e dell'occupazione irakena".
Questo il tono, se non proprio la forma esatta, dei messaggi che, a leggere l'articolo di As-Safir, basato apparentemente su fonti degli Emirati Arabi Uniti, stanno recentemente "intasando" la casella della posta del Presidente siriano Bashir Assad; prova evidente di come anche le corti dorate degli emiri e degli sceicchi del Golfo considerino ormai chiusa (con la loro totale debacle) la partita andata avanti per circa dodici mesi in Siria, dove estremisti takfiri e wahabiti pagati e addestrati dai monarchi del petrolio, dai turchi, dai francesi, dagli americani e dagli israeliani hanno cercato in ogni modo di provocare con la violenza un 'cambio di regime'.
Certo, alcune risultano tanto ipocrite da essere stucchevoli, come quella in cui Re Saoud millanta una 'divergenza di opinioni' riguardo l'agenda siriana tra sé e il parente che ha collocato al Ministero degli Esteri, ma, per il figlio del 'Leone di Damasco', esse vogliono dire soprattutto una cosa: "tregua" e, almeno per ora, "vittoria".
Come un paziente ed esperto giocatore di 'backgammon' Bashir Assad ha saputo temporeggiare abbastanza a lungo fino a mettere a segno una serie di mosse risolutive, certo, aiutato dall'esterno (fondamentali i "veti" di autunno e quello di gennaio in sede ONU da parte di Russia e Cina), ma quale buona partita di backgammon non si risolve con qualche fortunato "tiro doppio"? I suoi avversari invece, fin troppo baldanzosi da principio, si sono fatti cogliere in contropiede e non sono riusciti a riordinare e riorganizzare le fila quando Assad é passato al contrattacco, esattamente come fanno i principianti che perdono concentrazione e accumulano errori marchiani quando le loro pedine vengono mandate 'fuori tabella' e devono ricominciare il percorso da capo.
Rimasti più defilati, addirittura ai margini del gioco, durante la fase della sedizione violenta, gli Emirati Arabi Uniti potrebbero ora, secondo quanto suggerito dai redattori dell'articolo in questione, cercare di giocare un ruolo di mediazione tra Assad e l'opposizione interna che non si é schierata con i terroristi e i violenti, in questo modo cercando anche di stemperare il gelo politico-diplomatico calato tra Damasco e le altre monarchie petrolifere arabe.
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mercoledì 12 ottobre 2011
Le forze di sicurezza siriane bloccano carico di armi israeliane tra Homs e Tartous!
Il quotidiano del Paese dei Cedri 'As-Safir' ha pubblicato poche ore fa la notizia, citata da una fonte di informazioni anonima nel Ministero degli Interni di Damasco secondo la quale un carico di armi, esplosivi ed equipaggiamenti militari e para-militari (giubbotti antiproiettile, visori notturni, mirini telescopici) sarebbe stato bloccato e sequestrato dalle forze di sicurezza siriane sull'autostrada che collega Homs con Tartous.
Il carico comprenderebbe dozzine di mitragliette 'Uzi', carabine d'assalto, mitragliatrici di squadra, decine di 'pani' di esplosivo plastico e molto altro materiale che sarebbe dovuto finire in mano agli estremisti e agli agenti provocatori che negli ultimi mesi si sono scatenati nel paese cercando, con attentati contro le forze armate e la polizia e con uccisioni di civili innocenti, di far precipitare il paese nel Caos, mentre i media occidentali e sionisti cercavano di 'vendere' all'opinione pubblica mondiale la falsa nozione che in Siria Assad stesse attaccando e reprimendo la cittadinanza.
"Dopo un'accurata ispezione degli oggetti confiscati é risultato fuor di dubbio che l'origine del carico sia israeliana", riporta l'articolo di As-Safir; purtroppo diverse zone del Libano sono virtualmente sotto il controllo di organizzazioni e milizie come quelle della Falange e degli uomini fedeli alla coalizione '14 marzo' che si sono volontieri prestati al compito di alimentare e rifornire attentatori e terroristi in azione in Siria. Tuttavia, grazie alla fedeltà della maggioranza della popolazione e all'aiuto di potenze amiche la Repubblica Siriana é emersa intatta e vincitrice dalle tribolazioni degli ultimi mesi.
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mercoledì 22 giugno 2011
La Dichiarazione programmatica del Governo Mikati é ormai pronta!
Il Primo Ministro libanese Najib Mikati ha dichiarato nella giornata di ieri che il processo di redazione della dichiarazione programmatica del suo Governo é 'praticamente concluso' e che un approccio ufficiale sulla questione della screditata e inefficace 'indagine internazionale' sull'assassinio di Rafik Hariri é ormai urgente e verrà discusso nel prossimo meeting del comitato ministeriale.
Il Premier incombente ha dichiarato al quotidiano As-Safir che non rivelerà la propria lineaa di condotta sulla questione del 'tribunale speciale' in omaggio alla segretezza delle consultazioni. Secondo i redattori di As-Safir Mikati si sarebbe confrontato con il Ministro Ali Hassan Khalil, con il collaboratore del Segretario Generale di Hezbollah Hussein Khalil e con i Ministri Ghazi Aridi e Shaqeb Qortbawi. La dischiarazione dovrebbe soddisfare tutte le forze costituenti della maggioranza togliendo contemporaneamente legittimità e argomenti alla propaganda della minoranza, ricevendo nel contempo "una buona eco" a livello arabo, regionale e internazionale.
Nabih Berri, Presidente della Camera, si é augurato che, come compensazione per il lungo processo di gestazione del nuovo esecutivo, la produzione del Documento programmatico possa essere al contrario rapida e spedita, in modo che lo si possa presentare in aula e approvare anche prima della metà di luglio, aggiungendo che, fino a che si manterrà in primo piano la "triade" composta da Popolo, Esercito e Forze di Resistenza, il Libano non potrà che beneficiarne.
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venerdì 17 giugno 2011
Jumblatt: "Il mio incontro con Nasrallah é stato assolutamente produttivo e soddisfacente!"
Il leader storico della comunità drusa libanese, nonché capo del Partito Socialista Progressista Walid Jumblatt ha dichiarato, in una intervista tenutasi poco dopo il suo meeting con Hassan Nasrallah di Hezbollah che il loro incontro é stato 'eccellente' indicando come entrambe le parti abbiano convenuto sulle priorità sociali ed economiche del Governo Mikati.
Secondo il quotidiano As-Safir, sulle cui pagine è apparsa l'intervista "la feroce campagna denigratoria cui l'Esecutivo é sottoposto da parte dei media filoimperialisti e filoisraeliani non é assolutamente sorprendente, ma non riuscirà a disinnescare lo zelo riformatore del nuovo gabinetto", Jumblatt ha commentato ironicamente che gli stessi media che ora si scatenano contro il Governo sono quelli che per settimane hanno giurato e spergiurato che la coalizione 8 marzo e il PSP non sarebbero mai riusciti a produrre un accordo "abbiamo avuto costanza e pazienza e abbiamo mostrato che noi avevamo ragione e loro torto".
"Non siamo certo spaventati e confronteremo ogni campagna di menzogne e insinuazioni nello stesso modo: con calma e alzando il livello di impegno e produttività delle nostre iniziative di Governo". Quasi contemporaneamente anche il movimento sciita Hezbollah rilasciava una dichiarazione riguardo la natura cordiale e produttiva dell'incontro tra Nasrallah e Jumblatt.
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