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sabato 29 dicembre 2018

"Svegliati Europa"? FORSE la Germania ha finalmente capito la MINACCIA che viene dai 'finanziamenti stranieri' (wahabiti) alle moschee!


La Germania ha chiesto ai paesi arabi della regione del Golfo Persico di registrare e ridurre al minimo le donazioni o le sovvenzioni statali destinate alle moschee nel paese europeo, sottolineando che la mossa è volta a scoraggiare la radicalizzazione nelle moschee tedesche, dicono i rapporti.

Secondo i rapporti del quotidiano Süddeutsche Zeitung e delle emittenti tedesche WDR e NDR di venerdì, il ministero degli Esteri tedesco in particolare desidera che l'Arabia Saudita, il Qatar e il Kuwait registrino qualsiasi assistenza finanziaria pianificata per le moschee e i centri religiosi in Germania.

sabato 12 settembre 2015

Dopo quarantacinque giorni di sconfitte finisce nel niente l'offensiva dei terroristi contro la Provincia di Daraa!

L'avevano chiamata "Tempesta del Sud", nei piani dei capi terroristi e dei loro finanziatori americani avrebbe dovuto portare nientemeno che alla conquista di Daraa, ma nel corso di sei settimane, questo obiettivo non é mai stato neppure per un momento vicino a realizzarsi, anzi, grazie ai precisi e potenti contrattacchi delle forze siriane, la situazione per le forze takfire stanziate nella provincia meridionale al confine con la Giordania é andata costantemente peggiorando.

Adesso non solo i tentativi d'attacco dei terroristi sono completamente conclusi, come ammesso da loro stessi sul sito-web dei vendipatria traditori 'All4Syria' (bel nome del cavolo, complimenti!), ma, come confermato da fonti affidabili, l'intera struttura MOC (Military operations center) che dalla Giordania coordinava il sostegno finanziario e logistico ai terroristi anti-siriani é stata chiusa.

giovedì 6 agosto 2015

Il Presidente Al-Sisi inaugura il "Secondo Canale di Suez", opera 'faraonica' finanziata interamente da Egiziani!

"Uno storico momento per il nostro paese"; con queste parole il Presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi ha definito, durante la cerimonia ufficiale tenutasi ad Ismailiya, l'inaugurazione del nuovo 'corridoio' del Canale di Suez, annunciato lo scorso agosto e costato poco meno di otto miliardi di Euro, forniti interamente ed esclusivamente da investitori egiziani.

Il progetto é egizano, ma l'attenzione che ha suscitato é internazionale, fatto rimarcato dalla presenza nel parterre delle autorità di numerosi capi di stato stranieri, tra cui diversi europei (Hollande in primis). Costruito scavando per trentasette chilometri parallelamente al primo canale e approfondendo anche questo per permettere il passaggio di navi mercantili sempre più grandi, il nuovo corridoio di Suez ridurrà da 18 a 11 ore i tempi di attesa a cui petroliere e portacontainer devono sottoporsi prima di passare dal Mediterraneo al Mar Rosso o viceversa.

lunedì 15 giugno 2015

Il Parlamento americano taglia di un quinto i fondi per i terroristi di Obama in Siria!

C'é un'intesa 'bipartisan' per tagliare del 20 per cento i fondi disponibili al programma di addestramento di terroristi anti-siriani che da anni rappresenta la maggiore spesa della CIA e dell'establisment militare americano in Medio Oriente.

Il Washington Post ha pubblicato nel corso del fine settimana le dichiarazioni del deputato Adam Schiff della California, che ha assicurato come il programma di addestramento di terroristi non sia più finanziariamente, moralmente o strategicamente difendibile, ragion per cui, iniziando da questa riduzione, si vedrà sempre più negare risorse da una maggioranza trasversale di congressisti.

mercoledì 3 giugno 2015

La Banca Centrale del Libano si impegna contro riciclaggio e transazioni a favore di gruppi terroristici, a partire dall'ISIS!

La Banca Centrale del Libano ha iniziato una serie di profonde e articolate procedure che renderanno praticamente impossibile ai facilitatori e sostenitori di gruppi terroristici takfiri usare le numerose istituzioni creditizie del Paese dei Cedri (La Svizzera del Medio Oriente) come canale di riciclaggio di denaro e di finanziamento  per gruppi come l'ISIS, Al-Nusra e altre simili organizzazioni.

Solamente nel corso del 2014 la Banca Centrale libanese ha deciso di ignorare il segreto bancario verso 13 istituti di credito che compivano operazioni in seguito rivelatesi connesse con organizzazioni terroristiche, ma adesso l'opera di vigilanza e intervento diventerà ancora più sistematica e intensa.

domenica 14 dicembre 2014

Lo Sceicco Qassem: “Presto assisteremo alla vittoria della Siria sui terroristi!"

Naim Qassem, Vicesegretario generale del Movimento di Resistenza libanese Hezbollah, ha dichiarato che presto assisteremo alla vittoria del governo siriano contro terroristi e i loro finanziatori e sostenitori.

Qassem ha deplorato la chiara complicità degli Stati Uniti e del loro principale complice nella regione, il regime sionista, nei crimini commessi dai terroristi nella regione. Allo stesso modo, lo sceicco Qassem ha commentao il report degli osservatori delle Nazioni Unite (ONU), sulle complicità tra israele e i terroristi che operano in Siria: “Così come l'esercito siriano ha raggiunto molti successi e progressi in diverse parti di questo paese, abbiamo assistito all’attacco dei jet di Tel Aviv in territorio siriano", ha affermato.

Il funzionario di Hezbollah ha spiegato che nonostante l'ampio sostegno offerto da alcuni paesi stranieri ai terroristi in Siria "con l'aiuto di Dio si possono interrompere le trame che hanno ordito e distruggere i loro gruppi armati, come dimostrano le numerose e importanti vittorie ottenute dalle truppe siriane e dai loro alleati".

sabato 1 novembre 2014

Le PUTTANATE di 'human rights watch', sbirri banderisti in un manifesto 'anti-Putin'!!

Human Rights Watch é una di quelle ONG per cui non abbiamo mai espresso soverchio entusiasmo; da che mondo é mondo pagare dozzine se non centinaia di persone per fare 'attivismo politico' COSTA SOLDI, nel mondo capitalista chi ha quel genere di soldi nel 99,9% dei casi sono CAPITALISTI LADRI E SFRUTTATORI...pensare che costoro possano finanziare delle organizzazioni per andare contro i loro stessi interessi é come aspettarsi la cura per il cancro dalle compagnie farmaceutiche che fanno triliardi di dollari dal vendere medicine contro il cancro.

Le ONG non sono altro  che uno strumento del capitalismo liquido e apolide, del mondialismo post-industriale, della globalizzazione atea e astorica di vibrare un colpo il più duro possibile alle nazioni che ancora posseggono uno Stato, un'idea di comunità di popolo, di lingua, di cultura (e diciamo anche anche di RAZZA, anche se, ovviamente, con decenni e decenni di propaganda in merito questa é diventata quasi una parolaccia: "hurr durr le rzze nn esistno, l'unica razza é quella umana derpderpderp").

HRW (Human Rights Watch) si é recentemente lanciata in una complessa (e costosa) campagna anti-russa e anti-Putin visto il ruolo svolto da questo grande paese e da questo grande leader nell'opporre un'efficace barriera ai piani dei globalizzatori-mondialisti-apolidi-turbocapitalisti. Il volantino che presentiamo qui sopra ha tutto: la vecchia in lacrime, i minacciosi uomini in uniforme, in nero, privi di volto, inquietanti come robot.

PECCATO che, a chi conosca un minimo le uniformi delle forze di polizia/militari del mondo, tali militi risultino chiaramente essere UCRAINI, come si vede chiaramente dal nastro giallo-azzurro sopra il blasone rosso della loro unità.

La campagna 'Anti-putin' di HRW si rivela così una grandissima PUTTANATA, che però, temiamo, nell'Occidente disinformato a colpi di tonitruante insincera propaganda, ingannerà non poche persone in buona fede.

lunedì 27 ottobre 2014

Cellula terroristica finanziata dagli emirati del Golfo sgominata nella capitale irakena!!

L'antiterrorismo irakena ha annunciato il successo di una operazione che ha portato a neutralizzare una cellula 'dormiente' di militanti che progettavano assasinii "ad altissimo livello" nella comunità politica, militare e giornalistica del paese.

Gli arrestati abitavano tutti lussuose stanze e appartamenti in hotel e residence di Saadoun street, nella capitale Bagdad e avevano a disposizioni vasti fondi per reclutare intermediari, acquistare armi ed esplosivi e facilitare ogni fase dei loro piani di destabilizzazione.

Samir Shuwali, portavoce dell'antiterrorismo, non ha aggiunto dettagli sull'identità dei terroristi, aggiungendo però che essi godevano di "sostegni e finanziamenti esteri". Il parlamentar Hakim al-Zameli, commentando la notizia, ha invitato a moltiplicare il numero delle telecamere di sorveglianza a Bagdad e a stringere le maglie della sicurezza per bloccare altre cellule terroriste prima che possano entrare in azione.

martedì 5 agosto 2014

"La truffa da un Miliardo di Dollari": 'Iron Dome ha intercettato otto razzi sui centoventi sparati da Gaza nella giornata di ieri!!"

Otto su centoventi. Otto 'intercettazioni' su centoventi razzi a breve, medio e lungo raggio che nella giornata di ieri sono stati sparati dalla Striscia di Gaza verso varie località della Palestina Occupata come Eshkol, Ashkelon, Ashdod, Zikim, Sdot Negev e Nahal Oz.

E' questo il ridicolo bilancio della costosissima, pleonastica "Macchina di Rube Goldberg" chiamata 'Sistema Iron Dome' che sulla stampa italiana completamente asservita ai voleri di Tel Aviv viene magnificata come una sorta di 'panacea' contro i giusti attacchi di rappresaglia della Resistenza Palestinese.

Ma, se questa 'panacea' fosse così efficace non si capirebbe l'ansia della lobby ebraica internazionale di succhiare ancora più denaro dalle tasche dei contribuenti americani per aggiunge "altre batterie" allo schieramento già in funzione. Delle due l'una: o le batterie presenti (come dimostrato da questo e da altri nostri articoli) NON INTERCETTANO UN CAZZO oppure Iron Dome non é altro che una truffa, un modo di Tel Aviv per spillare soldi ai gonzi a stelle e strisce (esattamente come 'le riparazioni per l'olocau$to lo sono per spillar soldi ai gonzi europei).

Puntualmente i lobbisti 'a sei punte' tornano a Washington a bussare a quattrini: il Segretario della Difesa Usa Charles Hagel ha chiesto "finanziamenti straordinari" per Iron Dome per 225 milioni di dollari, se approvati essi SI AGGIUNGEREBBERO ai 351 milioni di dollari GIA' ASSEGNATI per lo stesso scopo nell'anno fiscale 2015.

Aggiungendo questa valanga di denaro ai circa 900 milioni di $ GIA' REGALATI al regime razzista ebraico di Tel Aviv si ben vede come 'Iron Dome' sia una vera 'vacca dorata' per Israele, una truffa da oltre un miliardo di dollari.



martedì 1 luglio 2014

Il Re saudita licenzia improvvisamente il Viceministro della Difesa, finanziatore e protettore dei terroristi wahabiti!

Re Abdullah dell'Arabia Saudita ha improvvisamente giubilato il suo parente Principe Khaled ben Bandar Abdulaziz rimuovendolo dalla poltrona di Viceministro della Difesa a circa due mesi dal suo insediamento  al posto precedentemente occupato dal Principe Salman.

Tale rimozione é avvenuta con particolari sospetti; in specie, nella comunicazione ufficiale dell'avvenuto licenziamento, manca la formula con cui si dichiara che le dimissioni sarebbero avvenute "secondo richiesta" dell'interessato, indicando che si é trattato proprio di un licenziamento in tronco.

Prima di venire assegnato al Ministero della Difesa come 'seconda banana' il Principe era Governatore della Provinca di Riyadh, posto che dovette abbandonare per far spazio al Principe Turki ben Abdullah, figlio del Sovrano.

Tra le ragioni della rimozione potrebbe figurare il contegno fin troppo 'sciolto' con cui l'Ex-viceministro della Difesa regaliava di armi e denari i gruppi terroristi wahabiti impegnati in Siria e in Irak.


martedì 27 maggio 2014

"Toc, toc! E' permesso?" A Doha Hamas cerca di riallinearsi con Teheran, si parla di nuovi finanziamenti e accordi!

Piuttosto che alle molto propagandate 'trattative' con Hamas (sull'effettivo impatto delle quali, come detto, rimaniamo piuttosto scettici), la nostra attenzione ultimamente é rimasta catalizzata su un incontro in terra qatariota avvenuto la scorsa settimana quasi con furtività e che pure, ci sembra ormai di poter affermare, ha portato a conseguenze pratiche molto più interessanti e profonde che una mezza dozzina di tete-a-tete Mishaal-Abbas.

Parliamo dell'incontro del 22 maggio tra il Viceministro degli Esteri iraniano Abdollahian e il leader di Hamas Mishaal. Sembrerebbe infatti (e manteniamo il condizionale per puro scrupolo di prudenza) che tale meeting sia servito a ristabilire relazioni operative tra Hamas e la Repubblica Islamica e in particolare tra l'IRGC e le Brigate al-Qassam.

In particolare, sembra che Hamas abbia accettato di riconoscere lo status quo in Siria e astenersi da qualunque azione o dichiarazione contro Assad e il Governo legittimo; in compenso l'Iran si é impegnato a riprendere a finanziare il Movimento di Resistenza palestinese con 150 milioni di Euro all'anno e a riallacciare i legami di addestramento e rifornimento verso l'ala armata delle Brigate Qassam.

Negli ultimi due anni il sostegno iraniano si era concentrato sulle Brigate Al-Quds della Jihad Islamica Palestinese che erano arrivate a minacciare la supremazia militare di Hamas nella stessa Striscia di Gaza.



mercoledì 4 dicembre 2013

Ziad Bahaa el-Din: "L'Egitto non ha bisogno di nessun intervento da parte dell'IMF!"

Il Vicepremier egiziano Ziad Bahaa al-Din ha dichiarato a Londra che: "Nonostante il Paese si trovi oggi in una situazione di eccezionale emergenza, i finanziamenti erogatici da UAE, Kuwait e Arabia Saudita ci rendono in grado di evitare il ricorso a manovre d'aiuto dell'FMI".

Finora le tre monarchie petrolifere avrebbero pagato al Cairo 8 miliardi di dollari e ne dovrebbero elargire altri 4, rendendo così superfluo l'accesso a un ventilato pacchetto di aiuti di poco meno di 5 miliardi di dollari precedentemente menzionato dalla dirigenza dell'IMF.

"Ovviamente non avremo bisogno ogni anno di simili finanziamenti dall'Estero" ha chiosato Al-Din, "Ma si tratta di elargizioni straordinarie che fanno fronte a una situazione emergenziale altrettanto straordinaria".

giovedì 5 settembre 2013

Il Presidente Obama minaccia il Cairo per le sue posizioni filosiriane: "A rischio i nostri finanziamenti annuali!"

Giusto il tempo di comporre e pubblicare il nostro articolo precedente e siamo stati raggiunti da un aggiornamento che potrebbe servire da ottimo 'litmus test' delle reali intenzioni del Generale egiziano Al-Sisi nei confronti della Siria: a quanto riportato da fonti del Dipartimento di Stato il Presidente Usa Obama avrebbe intenzione di far pagare caro al Cairo le proprie recenti iniziative filosiriane (quali il ristabilimento delle relazioni diplomatiche, il blocco al passaggio di alcune navi lungo il Canale di Suez, l'invio di una missione militare in visita a Damasco...).

La fattura che Obama vorrebbe presentare ad Al-Sisi potrebbe arrivare persino al tetto massimo di un miliardo e mezzo di dollari, cifra che ogni anno Washington elargiva al regime-fantoccio di Mubarak (1300 milioni per spese militari, il resto per progetti civili). Tuttavia bisogna anche calcolare che se gli Usa cancellassero in toto gli aiuti militari la loro industria delle armi subirebbe un contraccolpo notevole perdendo migliaia di posti di lavoro.

Le posizioni filosiriane potrebbero davvero costare molto al Cairo visto che anche l'Arabia Saudita, che si era offerta di finanziare l'Egitto, ha subito cambiato idea vedendo la deriva nazionalista intrapresa ultimamente da Al-Sisi, ma del resto, affrancarsi dalle catene d'oro o di piombo che tengono legato il Paese al campo imperialista non é mai un'operazione facile o indolore.

giovedì 13 giugno 2013

Ignorante 'sceicco' wahabita convoca "Raduno Anti-Hezbollah" a Beirut! Risultato: ben CENTOCINQUANTA presenti!

Lo 'Sceicco' Mashnouk fa parte dello sconfortante sottobosco di rozzi, ignoranti e superficiali predicatori wahabiti che prosperano nell'estensione del Medio Oriente grazie agli emolumenti delle petro-monarchie reazionarie e filo-americane del Golfo, spandendo come veleno una interpretazione dell'Islam meschina, riduttiva (a dir poco) e violenta. Costui, ha avuto l'ardire, a Beirut, di convocare per la giornata di ieri nientemeno che una MANIFESTAZIONE ANTI-HEZBOLLAH, per mostrare il suo sostegno ai qaedisti takfiri in rotta in Siria e la sua disapprovazione (e quella dei suoi seguaci!) all'intervento della milizia di Resistenza sciita a fianco dei libanesi residenti in Siria nei villaggi di confine e a protezione dei luoghi sacri sciiti nel paese.

La foto di cui sopra mostra, all'apice dell'evento, il turn-out di pubblico che ha risposto alle ardenti parole del predicatore 'barbouze'...poco più di 120 persone, "forse" centocinquanta. Questo 'pienone', tranquillamente superato dall'afflusso medio di pubblico a un'esibizione dell'Orchestra "Amici del Liscio" o a quello della "Sagra degli gnocchi e della salamella" di Pognana Lario dà la dimostrazione di quanto seguito effettivo tali autonominatisi 'sceicchi' fondamentalisti possano effettivamente comandare. Senza i milioni di dollari degli Emiri corrotti non potrebbero nemmeno compersarsi un petardo con l'autofinanziamento.
Ben altro spettacolo, amiamo ricordarlo, di folla e di partecipazione, sono i raduni e le manifestazioni di Hezbollah; chissà come mai????

martedì 11 giugno 2013

Khartoum pronta a escalare l'offensiva economica contro i briganti del Sud-Sudan: "A rischio tutti i nove trattati economici!"

Non c'é solo l'embargo degli oleodotti, già scattato nel corso del week-end, per diretto decreto del Presidente Omar Bashir, tra le armi che il Governo del Sudan può usare contro il regime di Juba e la sua stupida e provocatoria insistenza nel finanziare e aizzare le milizie di briganti attive in Darfur e Sud Kordofan, il Ministro dell'Informazione Abdul Bilal Osman ha annunciato che "tutti gli accordi economici col Sud" sono sul punto di venire cancellati.

Quindi non una (peraltro già caduta) ma ben nove sono le Spade di Damocle che ondeggiano minacciose sopra il ridicolo cappello da cowboy di Salva Kiir; il Sud-Sudan già nel suo stato attuale é un paese fallito dove il 15 per cento dei nati non riesce ad arrivare a compiere cinque anni, dove potrebbe precipitare la sua economia senza il sostegno di Khartoum non é dato saperlo.

Il capo dell'Intelligence sudanese, Mohamed Atta, ha confermato che, a prescindere dalle reazioni che possano arrivare da Sud, il blocco degli oleodotti proseguirà "almeno" per due mesi, quindi fino alla prima decade di agosto.

domenica 9 giugno 2013

"Adesso Basta!" stufo ed esasperato il Governo del Sudan chiude i rubinetti degli oleodotti a Salva Kiir! Sarà per sempre??

Ancora una volta il Governo del Sudan, costretto dalla maniera sfacciata con cui il dittatore di Juba Salva Kiir continua a sostenere movimenti di guerriglieri e briganti attivi nella zona del Sud Kordofan e del Darfur,deve ricorrere a una manovra estrema per portare la cleptocrazia del Sud a più ragionevoli consigli, chiudendo gli oleodotti al transito del greggio (quel greggio che, prima dell'iniqua spartizione caldeggiata da Usa e Israele era totale proprietà di Khartoum).

La decisione non arriva all'improvviso, ancora pochi giorni fa il Presidente Omar Bashir aveva avvertito il collega di essere sul punto di intervenire in tal senso, ma la promessa dell'azione non é bastata a ricondurre Juba alla ragione, vedremo ora, senza più proventi petroliferi a rifornire le tasche sue e dei suoi sicofanti, a finanziare le sue orge e i suoi festini, se il ridicolo 'cowboy' del Sud-Sudan inizierà ad agire in maniera assennata.

L'agenzia ufficiale SUNA ha comunicato: "Il Governo, Presidente Bashir in testa, non permetterà che il denaro ottenuto per mezzo degli oleodotti che attraversano il paese venga poi speso dal Sud-Sudan per minare e distruggere ulteriormente il Sudan del Nord; il Presidente Bashir ha chiamato poi la gioventù del paese a prepararsi per una Sacra Guerra di Difesa della Patria caldeggiando l'apertura delle caserme a quei civili che vogliano addestrarsi nell'uso delle armi per costituire un Esercito popolare, fin dalla giornata di oggi".

lunedì 4 marzo 2013

L'Irak nega recisamente: "Nessun attacco, nessun intervento oltreconfine da parte delle nostre truppe!"

Come avevamo sostenuto fin dal primo 'lancio' della testata asservita agli interessi di Casa Saoud "Al-Arabiya" la voce secondo la quale forze armate irakene avrebbero iniziato a prendere di mira posizioni delle cellule terroriste wahabite presenti in Siria aprendo il fuoco contro di esse attraverso i confini internazionali é da considerarsi tendenziosa, priva di fondamento e strumentale alla narrativa NATO/imperialista che vorrebbe 'legittimare' interventi esterni nella delicata situazione siriana attribuendoli in primo luogo alla parte "Pro-Assad" per riuscire a 'sdoganare' i propri piani di sostegno alla destabilizzazione estremista delle frange armate qaediste.

Puntuale é infatti arrivata la secca smentita dell'ufficio del Premier Irakeno Nouri al-Maliki e dei vertici del Ministero della Difesa di Bagdad che hanno confermato di non avere dato alcun ordine in merito né di essere a conoscenza di situazioni in cui forze militari irakene abbiano dovuto aprire il fuoco oltre i confini nazionali, specificando che le regole di ingaggio dell'Esercito sono stringenti e tassativamente difensive, i comandanti sul campo, quindi, non avrebbero l'autorità di ordinare il fuoco sui terroristi in Siria anche se li vedessero sfilare appena oltre la frontiera.

Le dichiarazioni di parte irakena sono state riprese e diffuse dall'agenzia stampa nazionale irakena: la Al-Awsat.

sabato 2 marzo 2013

I sicofanti di Casa Saoud spargono menzogne ma la realtà é che i terroristi in Siria hanno i giorni contati!

Con l'usuale spregio per ogni parvenza di deontologia ed etica professionale i sicofanti (ché il titolo di 'giornalista' spetta a ben altri professionisti dagli standard morali e qualitativi incredibilmente più alti) al servizio del canale-tv "Al Arabiya" sono riusciti ad accusare l'Esercito di Bagdad di avere aperto il fuoco con artiglierie e mortai contro nuclei di combattenti mercenari che si trovavano oltre il confine siriano, consentendo alle truppe di Assad di eliminarli e ristabilire il controllo governativo sulla zona di Al-Ya'robiya nella notte tra venerdì e sabato.

Ogniqualvolta i ratti terroristi anti-Assad subiscono una sconfitta i corifei del wahabismo, truppe di complemento mediatico dei gruppi qaedisti finanziati da Riyadh e Doha accusano a destra e a manca Hezbollah, l'Iran, l'Irak e altre agenzie, partiti e fazioni di aver dato aiuto "sleale" alle forze siriane, come se l'Esercito di Assad avesse bisogno di questi 'aiuti esterni'.

E inoltre, anche se li ricevesse, questi non verrebbero appena a bilanciare gli aiuti di Usa, Francia, Turchia, Nato, Israele, Arabia Saudita, Qatar, NATO, Unione Europea e chissà quanti altri fiancheggiatori e sostenitori delle trame imperialiste contro l'Asse della Resistenza che passa per Damasco?

La realtà é che ormai di fronte all'avanzata delle forze regolari le cellule terroriste sono allo sbando: solo per mantenere una parvenza di efficienza alle formazioni rimaste, ha recentemente dichiarato Salim Idris, autoproclamato 'generale' dei terroristi, servirebbero finanziamenti mensili pari a 500 milioni di dollari; ma anche nei momenti di massimo afflusso di risorse non si sono mai superati i 300 milioni al mese e quei livelli di finanziamento sono ormai lontani nel tempo.

giovedì 14 febbraio 2013

La bandiera qatariota é tra le più bruciate nelle piazze della rivolta dall'Egitto alla Tunisia, dall'Irak al Barhein!


Il tentativo qatariota di creare una 'rete' di paesi musulmani estremisti influenzati dalle predicazioni wahabite di imam fedeli a Doha, influenzati dalla scorretta propaganda di Al-Jazeera e sostenuti dalle donazioni e dalle mazzette provenienti dalle profonde tasche dell'Emiro Al-Thani sta rapidamente naufragando mano a mano che settori dell'opinione pubblica araba via via più estesi si rendono conto del tentativo del piccolo sceiccato petrolifero di influenzare con la propria ricchezza la politica interna di vari paesi, dall'Egitto alla Tunisia, dalla Siria all'Irak. Tanto che, ormai, le bandiere qatariote vengono bruciate in strada durante le manifestazioni di protesta quasi più spesso di quanto non capiti a quelle israeliane o americane, come confermano le foto di cui sopra e il recente reportage di "Middle East Online". In particolare tra i paesi che più temono l'influenza del Qatar e della sua politica estera filo-wahabita vi sarebbero gli Emirati Arabi Uniti, gelosi della loro indipendenza e l'Algeria che ha già sofferto a lungo per gli attacchi di estremisti salafiti.
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venerdì 25 gennaio 2013

Il Governo di Assad controlla l'85 per cento del territorio nazionale!

Pierre Khalaf scrivendo su VoltaireNet il 23 gennario 2013 segnala come l'insorgenza terroristica in Siria si trovi ormai in un vicolo cieco, spaccata tra le posizioni dei pochissimi siriani rimasti nei suoi ranghi e quelle dei gruppi filo-turchi e di quelli filo-sauditi, che hanno cercato, armi in pugno, di decapitare le altre organizzazioni per diventare gli unici 'leader' del movimento anti-Assad.

Questo tentativo ha indebolito i ranghi dei mercenari proprio nel momento in cui si é scatenata una forte serie di operazioni governative culminate con la distruzione di dozzine di cellule armate e l'eliminazione di molte migliaia di terroristi; subito dopo gli emiri wahabiti hanno iniziato a stringere i cordoni della borsa chiedendo "operazioni spettacolari" da poter mandare in onda su Al-Arabiya e Al-Jazeera chiarendo che solo i gruppi più 'mediaticamente efficaci' si sarebbero guadagnati rifornimenti e finanziamenti.

Da qui il proliferare di autobombe e attacchi con razzi menati a casaccio contro la popolazione civile anziché contro le truppe di Assad, cosa che ha fatto infuriare ancora di più i cittadini che mai hanno sostenuto o accettato la presenza dei criminali stranieri sul loro suolo. Alcuni osservatori hanno paragonato il rifiuto popolare di sostenere gli estremisti stranieri e il movimento di creazione di milizie locali anti-wahabite alla "rivolta sunnita" avvenuta in Irak nel 2006 quando anche i sunniti moderati presero le armi contro i gruppi estremisti di Al-Qaeda in Mesopotamia e simili.

Del resto anche il Governo siriano ha incentivato questo moto, dando l'OK alla creazione di una nuova forza armata territoriale che sgravi le unità specializzate dell'Esercito dal compito di dover monitorare le zone già liberate.
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