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mercoledì 25 aprile 2018

Cronache della decadenza dell'Impero; i Sauditi al Qatar: "Andate avanti voi!"

Lo stupido attacco missilistico contro la Siria di undici giorni fa ha mostrato a tutto il mondo come, di fronte alla ordinata solidarietà della Russia coi suoi alleati euro-asiatici l'imperialismo anglo-american-sionista sia ormai una tigre di carta, non avendo più i mezzi per sottomettere i suoi avversari in violazione del Diritto Internazionale e non potendo, d'altra parte, scatenare confronti militari illimitati per imporsi in teatri regionali e limitati.

La cosa non ha tardato ad avere ripercussioni.

giovedì 19 aprile 2018

"L'Esercito Egiziano non é una compagnia di mercenari!" Al-Sisi (per interposta persona) 'silura' le lusinghe di Trump!

"Le forze armate egiziane non sono costituite da mercenari e non possono venire 'comprate' o 'affittate' da Stati o entità straniere per fare i loro voleri. La sola idea é totalmente inaccettabile e chiunque covasse l'intenzione di formulare simili richieste dovrebbe capire l'assurdità di tali propositi".

Questa la dichiarazione che l'Ex-sottosegretario egiziano per i Servizi di Informazione, Mohammed Rashad, ha rilasciato ai media nazionali una volta che ha iniziato a diffondersi la voce, riportata dal Wall Street Journal, che la Casa Bianca aveva espresso l'intenzione di "chiedere" al Cairo di inviare truppe in Siria per sostituire le poche centinaia di militari americani presenti nella zona.

mercoledì 23 agosto 2017

Fotonotizia esclusiva! In anteprima per l'Italia PALAESTINA FELIX mostra la torretta dell'ultima versione modificata dell'M-60A3 dell'Esercito Egiziano!

Più volte e con veemenza abbiamo dichiarato che l'M-1 Abrams americano nelle sue varie versioni è una patetica scusa per un carro armato, assolutamente inadatto a comparire decentemente su un moderno campo di battaglia integrato.

E con ragione, perché fa veramente schifo.

martedì 3 gennaio 2017

Si torna a parlare del possibile invio di truppe egiziane in Siria, come forza di monitoraggio e controllo del territorio!

Un blog che noi normalmente non annoveriamo tra le fonti di informazione "assolutamente a prova di bomba" e che tuttavia diverse volte ha fornito preziose anticipazioni torna a menzionare la possibilità di un prossimo invio di forze di terra egiziane in Siria.

Dopo avere "lanciato" l'headline con grande fanfara e risalto il columnist del sito in questione mette subito le mani avanti e puntualizza, in seconda battuta, che non di una discesa in campo si tratterebbe ma piuttosto di un aiuto tattico-logistico, visto che gli uomini del Cairo pattuglierebbero e controllerebbero zone 'calme' liberando soldati e miliziani siriani per altri compiti più attivi.

venerdì 4 novembre 2016

Il rapidissimo riavvicinamento Siro-Egiziano: a che punto siamo e cosa possiamo aspettarci!

Nel corso della giornata in Iran si é diffusa una voce incontrollata e senza supporti evidenti che pretendeva che in Siria fosse arrivata una piccola unità operativa delle forze speciali egiziane, per partecipare (senza copertura mediatica) a un limitato raggio di operazioni militari a fianco di forze russe e siriane.

La voce ci é stata riferita da nostre conoscenze, ma, in capo a pochissimo tempo, sia il Governo egiziano che rappresentanti dell'IRGC itaniana si sono affrettati a smentirla; c'é chi dirà, se la missione deve esser segreta "ovvio" che venga smentita, ma personalmente noi non diamo molto credito a tale diceria, visto che da pochissimo ufficiali egiziani sono arrivati in Siria per venire aggiornati e istruiti sulle caratteristiche del teatro operativo; prima di poter inviare una qualche forza in Siria costoro dovranno far rientro in Egitto e raccontare dettagliatamente all'ufficio operazioni quello che hanno visto e appreso.

giovedì 3 novembre 2016

Gli ufficiali egiziani in Siria stanno già studiando metodi e tattiche anti-terrorismo!

Ieri avevamo avuto il piacere di dare in anteprima una notizia poi ripresa con più o meno clamore anche da altri più celebri portali e outlet; quella della delegazione militare egiziana sbarcata a Tartous e "Presa in consegna" dai colleghi russi per una serie di visite istruttive  dei teatri operativi in cui le forze di Mosca cooperano con l'Esercito Arabo Siriano contro i terroristi takfiri.

mercoledì 2 novembre 2016

"Grandi novità" attese a stretto giro nella cooperazione militare siro-egiziana!

Fonti informate (e finora dimostratesi assolutamente degne di fede) ci hanno avvisato che "entro non molto" sarà possibile assistere a "grandi novità" riguardo alla cooperazione tra l'Egitto del Presidente Al-Sisi e la Siria del Presidente Assad, per quanto riguarda il campo di cooperazione militare.

La notizia si inserirebbe nel quadro delle mosse di rapido riposizionamente geopolitico e strategico messe in atto dal Cairo, che ultimamente ha segnalato in maniera sempre più urgente di volersi affrancare dalla tutela saudita abbandonando la coalizione di Riyadh contro lo Yemen (pur non avendo quasi per nulla partecipato all'aggressione contro il piccolo paese), ha votato contro la risoluzione antisiriana presentata all'ONU e ha siglato diversi protocolli d'intesa con la Russia.

mercoledì 1 giugno 2016

Ecco come mai gli Inglesi odiano il Presidente Al-Sisi!

Un colossale progetto di edilizia popolare; centinaia di condomini edificati in pochi mesi per creare quartieri modello, forniti di ogni servizio, con scuole, campi sportivi, biblioteche.

Un progetto affidato al Genio Costruttori dell'Armata Egiziana che lo ha portato a termine a tempo di record.

giovedì 16 aprile 2015

L'Esercito egiziano si 'smarca' dalla coalizione saudita contro lo Yemen, dichiarazione ufficiale in merito del suo portavoce!

Il portavoce delle forze armate del Cairo, il Brigadier Generale Mohamed Samir, ha recisamente smentito qualunque voce che vorrebbe truppe egiziane sbarcate in Yemen o a qualunque altro titolo presenti sul suo territorio. Egli ha precisato che l'Egitto non parteciperà a nessun prezzo a una invasione dello Yemen.
Samir ha definito le voci riguardo la morte di soldati egiziani in Yemen come 'voci infondate, erronee o volutamente fuorvianti', mettendo in guardia dal darvi credito.

sabato 4 aprile 2015

L'Egitto si occupa un po' dei problemi suoi e ammazza 100 terroristi dell'ISIS nel Sinai!

L'Egitto ha molti problemi, lo sappiamo; tali problemi possono essere risolti con una posizione più autonoma e disinvolta in campo internazionale e con un avvicinamento alle potenze emergenti del BRICS e un allontanamento dai vecchi potentati imperialisti ormai condannati dalla Storia. Certo, capiamo benissimo che per sopravvivere immediatamente senza grossi problemi sociali Il Cairo ha ancora bisogno dei finanziamenti sauditi, ma l'adesione (pur solo verbale) alla cialtronesca campagna militare di Riyadh contro lo Yemen non ha certo fatto bene alle quotazioni internazionali del Presidente Al-Sisi.

mercoledì 18 febbraio 2015

Al-Sisi manda i Commando dell'Unità 999 a Derna: ritornano con 55 terroristi prigionieri!

Gli uomini dell'Esercito egiziano; in particolare i membri della TF 999, unità speciale del Cairo incaricata di azioni di commando, avrebbero  compiuto un raid oltreconfine in territorio libico colpendo obiettivi dell'ISIS/Daash a Derna e catturando 55 terroristi takfiri.

sabato 15 febbraio 2014

112 terroristi eliminati nel Sinai dall'Esercito di Al-Sisi!! Altri sessantanove estremisti arrestati e imprigionati!!

"Ansar Beit al-Maqdis", questo il nome dell'organizzazione qaedista alleatasi coi rimasugli della Fratellanza Musulmana che é stata distrutta nelle operazioni militari condotte da giovedì scorso dall'Esercito nella Penisola del Sinai.

I raid egiziani hanno portato alla morte di oltre cento terroristi e alla cattura di quasi settanta loro complici che sono immeiatamente stati inviati alle prigioni di massima sicurezza riservate ai sostenitori dell'ex-Presidente Mursi.

L'intero arsenale del gruppo sarebbe stato catturato dalle forze armate che avrebbero anche sventato un programmato attentato esplosivo contro un obiettivo governativo.

La scorsa estate l'Esercito egiziano ha deposto Mohamed Mursi e ha sciolto l'Esecutivo guidato dalla Fratellanza Musulmana, che stava facendo affondare il paese in una palude di inefficiente settarismo. In seguito l'intera organizzazione islamista é stata dichiarata fuorilegge e quasi tutti i suoi dirigenti arrestati.

mercoledì 3 luglio 2013

Golpe militare in atto in Egitto, Mohammed Mursi agli arresti, in piazza i dimostranti anti-Ikhwan (per ora) esultano...

Puntualmente, appena scaduto l'ultimatum di 48 ore, le forze armate egiziane sono rientrate pesantemente e possiamo anche dire prepotentemente in scena dopo le dimissioni dello SCAF avvenute poco dopo l'elezione presidenziale di Mohammed Mursi e il successivo posizionamento a riposo (con grandi e altisonanti e ben remunerate 'sinecure') degli alti ufficiali che avevano animato e diretto il Supremo Consiglio cui era toccato di salvaguardare la gradualità e legalità della transizione tra l'autocrazia di Mubarak e le prime consultazioni democratiche nella millenaria storia del Paese.

I morti negli scontri di piazza che hanno portato al 'redde rationem' tra i generali e le istituzioni elette (dove l'Ikhwan musulmana aveva la maggioranza schiacciante) hanno causato oltre 50 morti e 1500 feriti, ma non sono arrivate ai picchi di violenza toccati due anni e mezzo fa al momento della dissoluzione del regime dell'NPD e del suo anziano leader.

La situazione é tuttora confusa, si parla di un appello del Presidente alla popolazione fedele alle istituzioni elette a "resistere pacificamente" ai tentativi di intervento militare nella vita pubblica, ma si dice anche che Mursi sarebbe stato ormai costretto agli arresti domiciliari e che forze dell'Esercito sarebbero impegnate a erigere barriere artificiali con blocchi di cemento e transenne attorno al palazzo presidenziale.

giovedì 6 dicembre 2012

Tra morti, centinaia di feriti e tank attorno al suo palazzo, il Presidente Mursi si prepara a parlare all'Egitto

E' di sei morti e non meno di trecento feriti il bilancio degli scontri che sono infuriati nella capitale egiziana da quando, a contraltare delle proteste dei vari "enragès" contro il Decreto Costituzionale emesso dal Presidente Mursi, anche le migliaia di sostenitori dell'Ikhwan musulmana e del Partito di Libertà e Giustizia hanno cominciato a scendere in strada.

Adesso, con un decreto d'emergenza, l'Esercito ha schierato le proprie forze, tra cui molti veicoli blindati e corazzati, tutto attorno al palazzo presidenziale e ha comunicato che, in caso di ulteriori adunate, anche a favore del Presidente, la Guardia Repubblicana si riserva di intervenire per disperdere ogni assembramento.

Il frasario del comunicato, volutamente 'bipartisan' non deve tuttavia ingannare; le sfere militari sono, come spiegato nel nostro precedente articolo, profondamente debitrici a Mursi e lo sosterranno contro qualunque moto popolare; intanto, in una calma irreale dopo tanti giorni di tensione e scontri il Presidente egiziano si prepara a tenere un discorso alla nazione durante il quale, sembra probabile, annuncerà le proprie intenzioni riguardo il decreto del contendente e il referendum confermativo della Costituzione che dovrebbe tenersi ormai tra poco più d'una settimana.
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lunedì 13 febbraio 2012

Il Comandante dell'Esercito egiziano dichiara: "Attaccare la Moschea Al-Aqsa é come attaccare l'Egitto!", Hamas apprezza e ringrazia!


Il Capo di Stato Maggiore egiziano e Vicepresidente del Consiglio Supremo delle Forze Armate, Generale Sami Anan ha dichiarato nel corso del week-end che ogni iniziativa ostile del regime ebraico contro il Nobile Santuario di Al-Aqsa e la sua Cupola della Roccia, nella città occupata di Gerusalemme, sarà considerato a tutti gli effetti un attacco all'Egitto, come un bombardamento al Cairo o ad Alessandria.

Fonti del Ministero della Difesa egiziano riportano che Anan avrebbe alzato il livello di allerta e mobilitazione delle truppe del Cairo nel caso che si presentasse la necessità di rafforzare ulteriormente il dispositivo di Difesa nel Sinai (già potenziato grazie al consenso imbecille di Ehud Barak, Ministro della Guerra sionista) e condurre azioni dimostrative in territorio palestinese occupato, in risposta a mosse ostili contro Gerusalemme e il suo patrimonio storico, artistico e religioso.

Da Gaza il leader di Hamas Ismail Radwan ha messo in guardia il regime ebraico dell'occupazione da ogni iniziativa contro il Nobile Santuario, avvertendolo che a seguito di una mossa avventata "tutta la regione" potrebbe esplodere. Radwan ha invitato il popolo di Palestina e tutte le fazioni politiche e resistenziali a "rimanere in guardia" contro attacchi sionisti contro l'Aqsa, ringraziando nel contempo l'Esercito egiziano per l'importante segnale lanciato con le dichiarazioni di Anan.

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sabato 1 ottobre 2011

Yasser Othman: "Israele sta meditando di invadere di nuovo l'Egitto!"


L'ambasciatore egiziano Yasser Othman ha dato voce alla preoccupazione che il regime ebraico stia preparandosi a una campagna militare volta all'occupazione della Penisola del Sinai; preludio della quale sarebbe l'incessante "guerra di parole" con cui recentemente media israeliani o comunque filosionisti si sono scatenati in una ridda di accuse e illazioni riguardo la 'necessità' di un saldo controllo della regione per garantire il totem della 'Sicurezza di Israele'.

La retorica sulla 'Sicurezza di Israele' viene invocata come 'foglia di fico' giustificatoria per tutte le aggressioni, le invasioni e le azioni disumane compiute dallo Stato dell'Apartheid lungo tutti i decenni della sua esistenza: la distruzione dei villaggi arabi durante l'olocausto della 'Nakba' era 'necessaria per la sicurezza di Israele', l'aggressione a fianco dei colonialisti anglofrancesi all'Egitto era 'necessaria per la Sicurezza di Israele', l'attacco alle spalle a tutti gli stati confinanti nel 1967 anche, e così a discendere fino al disumano assedio contro Gaza e all'invasione del Libano nel 2006.

Anche per contrastare possibili azioni armate israeliane contro il Sinai la Giunta militare di Transizione capeggiata dal Maresciallo Tantawi ha schierato migliaia di uomini con blindati e batterie antiaeree al confine con l'entità sionista di occupazione, soltanto poche settimane fa, cancellando 'de facto' la clausola sulla natura demilitarizzata della penisola.

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