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mercoledì 10 ottobre 2018
Terrorista "Kurdonko" dell'YPG mette una bomba a Jarablus, questa esplode prima del tempo e lui perde il telecomando a un checkpoint!
Prendiamo in giro i Saudi che vanno a compiere omicidi viaggiando coi loro passaporti e coi profili FB bene in vista, ma anche ai curdacci "James Bond gli fa una pippa"!
Questo soave uomo del mistero è Mohammad al Hadj Mohammad, di Rasm al-Akhdar; membro della banda di predoni e tagliagole bookchinari nota come YPG (a CIA sub-agency) aveva ricevuto dai suoi burattinai a stelle (di davide) e strisce il compito di piazzare una bomba davanti alla scuola Sadiq Hendawi a Jarablus.
Qui di seguito, in esclusiva per l'Italia, il video della sua ardita missione:
giovedì 4 dicembre 2014
I takfiri ascari di Obama attaccano Grozny, nuova provocazione NATO contro Putin!
Non fa parte del teatro mediorientale, ma ci sentiamo costretti a dare la notizia dell'attacco estremista avvenuto a Grozny stamane perché é ovvio persino ai sassi che esso non sia altro che l'ennesima provocazione americana (realizzata tramite la comoda 'legione islamica' della CIA) contro la Russia.
Il primo importantissimo successo di Vladimir Putin fu quello di disinnescare la guerra cecena e pacificare un pericolosissimo focolaio infettivo di instabilità e violenza piazzato apposta dalle potenze occidentali (col concorso di Emma Bonino e Adriano Sofri, portatori d'acqua alle legioni a stelle e strisce) ai confini asiatici della sfera d'influenza russa.
Quindi niente di più logico che, fallito il piano ucraino per separare Mosca da Sebastopoli e dalla sua flotta del Mar Nero, vitale per proteggere la Siria di Assad dai bombardamenti 'umanitari', si cerchi di riaccendere il focolaio ceceno, magari con una nuova Beslan.
Infatti i criminali che si sono scatenati nelle strade della capitale Grozny dopo aver dato fuoco a una casa editrice si sono barricati in una scuola (che ovviamente vista l'ora era ancora chiusa e deserta). E' chiaro che i terroristi takfiri si sono visti costretti a entrare in azione prima del previsto, probabilmente perché incappati nelle maglie della vigile forza di sicurezza locale.
Sei terroristi sono stati abbattuti, altri cinque sarebbero ancora nella scuola, le vittime fatte da questi ammonterebbero a cinque agenti uccisi e dodici feriti.
Il primo importantissimo successo di Vladimir Putin fu quello di disinnescare la guerra cecena e pacificare un pericolosissimo focolaio infettivo di instabilità e violenza piazzato apposta dalle potenze occidentali (col concorso di Emma Bonino e Adriano Sofri, portatori d'acqua alle legioni a stelle e strisce) ai confini asiatici della sfera d'influenza russa.
Quindi niente di più logico che, fallito il piano ucraino per separare Mosca da Sebastopoli e dalla sua flotta del Mar Nero, vitale per proteggere la Siria di Assad dai bombardamenti 'umanitari', si cerchi di riaccendere il focolaio ceceno, magari con una nuova Beslan.
Infatti i criminali che si sono scatenati nelle strade della capitale Grozny dopo aver dato fuoco a una casa editrice si sono barricati in una scuola (che ovviamente vista l'ora era ancora chiusa e deserta). E' chiaro che i terroristi takfiri si sono visti costretti a entrare in azione prima del previsto, probabilmente perché incappati nelle maglie della vigile forza di sicurezza locale.
Sei terroristi sono stati abbattuti, altri cinque sarebbero ancora nella scuola, le vittime fatte da questi ammonterebbero a cinque agenti uccisi e dodici feriti.
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martedì 22 gennaio 2013
Arriva in visita nella Striscia di Gaza il Primo Ministro della Malesia Mohammed Najib!
Nella giornata di oggi il Primo Ministro maleste Mohammed Najib ha attraversato il varco di confine di Rafah passando dal Sinai egiziano alla Striscia di Gaza, dove é stato accolto con tutti gli onori da una delegazione governativa palestinese.
Alla guida di numerosi ministri del suo gabinetto, il Premier Ismail Haniyeh ha dato il benvenuto all'ospite dell'Asia Sudorientale, accompagnandolo a visitare le rovine degli edifici istituzionali palestinesi gravemente colpiti dall'attacco sionista dello scorso novembre e a visitare le famiglie di alcuni martiri civili.
Najib ha poi incontrato alcuni esponenti dell'Università Islamica di Gaza e si é quindi recato a Zahra, nel centro della striscia litoranea dove ha posto la prima pietra di un edificio scolastico la cui costruzione verrà totalmente sostenuta grazie a una generosa donazione governativa malese.
Alla guida di numerosi ministri del suo gabinetto, il Premier Ismail Haniyeh ha dato il benvenuto all'ospite dell'Asia Sudorientale, accompagnandolo a visitare le rovine degli edifici istituzionali palestinesi gravemente colpiti dall'attacco sionista dello scorso novembre e a visitare le famiglie di alcuni martiri civili.
Najib ha poi incontrato alcuni esponenti dell'Università Islamica di Gaza e si é quindi recato a Zahra, nel centro della striscia litoranea dove ha posto la prima pietra di un edificio scolastico la cui costruzione verrà totalmente sostenuta grazie a una generosa donazione governativa malese.
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martedì 28 febbraio 2012
"Wafa'a per la Palestina", oltre agli aiuti umanitari porta a Gaza tre importanti progetti di infrastrutture!
Una scuola per ragazzi con esigenze speciali, una clinica di diagnosi prenatale, un caseificio; sono questi i tre progetti che verranno realizzati a Gaza nelle prossime settimane grazie al contributo della missione "Wafa'a per la Palestina", il cui convoglio di aiuto umanitario per la Striscia assediata é arrivato ieri attraverso il varco di Rafah ma il cui impegno a favore degli abitanti del ghetto palestinese va al di là dei pur preziosi beni e rifornimenti portati oltre il disumano blocco economico sionista.
Amin Abu Rashid, coordinatore dell'Iniziativa Europea contro il Muro di Separazione e gli Insediamenti Ebraici Illegali ha dichiarato all'Agenzia Quds Press che i tre progetti saranno portati a termine il prima possibile e che, grazie all'aiuto del Governo palestinese gli spazi dove realizzarli sono già stati individuati e riservati per lo scopo durante visite precedenti di altri convogli umanitari.
In particolare la clinica di diagnosi prenatale sarà molto utile, visto l'indiscriminato uso di armi tossiche e contaminanti da parte degli attaccanti sionazisti nel corso del loro ultimo "pogrom" militare contro l'enclave costiera, l'Operazione 'Piombo Fuso' ha portato a un'impennata delle malattie genetiche e delle nascite di bambini deformi. La costruzione di un nuovo caseificio, laddove quello precedentemente esistente é stato distrutto proprio tre anni fa, creerà nuove opportunità di lavoro e andrà ad alleviare la penuria alimentare provocata dall'assedio economico.
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sabato 18 febbraio 2012
L'abiezione morale israeliana si spinge ad augurare la morte dei giovani palestinesi vittime del 'sospetto' incidente stradale!
Uno Stato, una società costruita sull'invasione, sulla violenza, sul militarismo, cementata dal razzismo e dall'arroganza tipiche della mentalità coloniale 'fin de siecle' che, abbandonata e giustamente aborrita dalla maggior parte del mondo occidentale in cui nacque e si sviluppò, trova corso valido e tacita e ipocrita accettazione solo quando echeggiata e applicata da parte sionista, non può che produrre frutti marci e avvelenati.
Già in passato abbiamo dato l'allarme sul tasso di abiezione e di viltà morale in costante crescita nelle giovani generazioni israeliane, cui fin dalla più tenera età viene insegnato, da familiari ed educatori, a disprezzare e odiare i Palestinesi perché "diversi", in modo che arrivati all'età del servizio militare i giovani e le giovani di Israhell siano già desensitizzati alla violenza e al bigottismo, in modo da potersi lasciare andare ai numerosi casi di abusi e intemperanze che abbiamo puntualmente segnalato e su cui richiamiamo ancora l'attenzione.
Ulteriore prova in merito la vediamo qui sotto, in questo screenshot della versione ebraica di 'Facebook' il famigerato social network di Mark Zuckerberg dove una persona rischia la cancellazione dell'account se dichiara solidarietà ai Palestinesi o se tiene i follower aggiornati sulle attività della Resistenza all'occupazione ma dove apparentemente si può con impunità augurare la morte ai giovani scolari e studenti cisgiordani rimasti coinvolti nel letale incidente stradale di giovedì scorso a Nord di Al-Quds.
Non vogliamo nemmeno tradurre le orrende, rivoltanti parole pronunciate da bestie umanoidi che rispondono ai nomi di Benji Dazanashvili, Tali Biton, Tal Simhon, Ajala Cali, Eliya Eliza, Itai Viltzig e Aliya Amrani, a tutti questi bei "campioni" dell'etica corrente della società israeliana vogliamo replicare con le parole del loro "Libro dei Salmi", che si trovano a (137,9)
"Beato chi prenderà i tuoi nuovi nati,
e li sbatterà contro la dura pietra".
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giovedì 16 febbraio 2012
Sospetto "incidente" contro un pullman di scolari uccide dieci giovani palestinesi: "Ecco chi attacca gli scuolabus!"
Nel lungo rosario di morte e distruzione inflitta dal regime ebraico dell'apartheid contro i legittimi abitanti della Palestina sottoposta a occupazione si é aggiunto oggi un capitolo particolarmente inquietante: un 'incidente' talmente devastante e sanguinoso, contrario a tutte le dinamiche usuali pure in casi calamitosi simili ad esso da non lasciare né noi né altri osservatori particolarmente adusi a vedere oltre le imposture e i giochi di specchi usati dall'occupazione sionista per celare i propri crimini.
Secondo quanto riportato da agenzie stampa palestinesi nelle prime ore del mattino a Nord della città occupata di Gerusalemme/Al-Quds un camion con targa israeliana, lanciatosi a tutta velocità contro uno scuolabus che trasportava bambini e ragazzi palestinesi é esploso in fiamme, trascinando le proprie piccole vittime a una morte orribile ed estremamente dolorosa: ben dieci sono stati i morti tra scolari e studenti, tutti di età compresa tra i dieci e i sedici anni.
Il leader di Al-Fatah Mahmoud Abbas ha immediatamente dichiarato tre giorni di lutto ufficiale appena raggiunto dalla notizia dell'accaduto. Tutti sappiamo che le possibilità che un autoveicolo prenda fuoco dopo un impatto, per quanto forte e devastante, sono bassissime; il fatto poi che il camion con targa israeliana sia detonato NELLO STESSO ISTANTE in cui colpiva lo scuolabus, fa sospettare molti che non ci si trovi affatto di fronte a un incidente, bensì all'ennesima, cinica e sanguinosa operazione di aggressione sionista contro civili palestinesi inermi e indifesi.
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mercoledì 28 dicembre 2011
Incredibile dichiarazione di Eliezer: "L'Egitto deve restituirci le tangenti che abbiamo dato ai Mubarak!"
Binyamin Ben-Eliezer, rappresentante del partito 'laburista' del regime dell'apartheid ha dichiarato, apparentemente senza la menoma traccia d'ironia, che l'Egitto dovrebbe 'restituire' a Tel Aviv le ingenti "mazzette" versate a membri della famiglia Mubarak negli anni passati onde "modificare" in senso filosionista i materiali educativi usati nella scuola dell'obbligo egiziana.
Il regime ebraico infatti "allo scopo di ridurre le tensioni col Cairo", aveva chiesto che i testi di Storia in uso in Egitto "fossero modificati in maniera da dare più spazio e risalto alle 'grandi sofferenze' patite dagli Ebrei attraverso i secoli, 'con particolare risalto dato alle persecuzioni subite durante il Nazismo' e, contemporaneamente, sminuendo o sorvolando sui torti e sulle violenze inflitte ai Palestinesi durante gli ultimi cento anni.
Ora, siccome lo Stato ebraico ha attaccato l'Egitto a tradimento non una, ma ben due volte (nel 1956 e nel 1967), non sappiamo se le intenzioni di Ben Eliezer e soci includessero una 'riscrittura' o magari una omissione tout court anche di quei vergognosi episodi, ma, anche se non si fossero spinte a tanto, evidentemente il tentativo "orwelliano" di modifica del passato rimaneva comunque tanto enorme da giustificare un consistente esborso di fondi neri nei confronti della famiglia Mubarak.
L'esborso, che sarebbe arrivato a una cifra attorno ai 300 milioni di dollari, sarebbe stato effettuato principalmente nei confronti della First Lady Suzanne Mubarak che durante il periodo di potere del marito si occupava appunto di educazione e politiche sociali.
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martedì 2 agosto 2011
Nuovo attacco aereo sionista contro i tunnel che permettono a Gaza di sopravvivere all'assedio!
Secondo uno schema ormai fin troppo familiare l'aviazione militare sionista si é lanciata nelle prime ore di oggi nell'ennesima missione di pirateria aerea contro l'enclave palestinese di Gaza, colpendo con i suoi F-16 la zona dei "tunnel della vita", tramite i quali la popolazione del ghetto assediato riesce a procurarsi il necessario per vivere.
Due bombe guidate lanciate contro un tunnel di rifornimento lo hanno fatto collassare, chiudendolo forse per sempre; soltanto per un miracolo al momento dell'attacco i lavoratori del tunnel non erano presenti (di solito i trasferimenti di beni e merci vengono effettuati la notte), evitando così che il bilancio si aggravasse di perdite umane. L'attacco é stato riportato dall'agenzia di stampa cinese Xinhua, che ha basato il suo rapporto da testimonianze dirette di testimoni oculari, raccolte dai suoi reporter.
Con sempre più convogli di solidarietà internazionale che si preparano a puntare verso la Striscia strangolata ("Miles of Smiles", "Viva Palestina", "Music for Peace"...) Israele sta intensificando sempre di più i suoi bombardamenti, per assicurarsi che il milione e mezzo di civili innocenti che occupano la prigione a cielo aperto di Gaza continuino a soffrire i morsi della fame.
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mercoledì 20 luglio 2011
Sesto attacco a obiettivi civili in otto giorni! Israele distrugge una scuola nella Striscia di Gaza!
Per la sesta volta in otto giorni l'aviazione militare sionista si é resa colpevole di un'aggressione ingiustificata contro obiettivi civili nell'enclave costiera palestinese già sottoposta a inenarrabili sofferenze a causa del disumano assedio mantenuto contro di essa da oltre quattro anni, che ha portato la popolazione sull'orlo della catastrofe umanitaria. Secondo quanto riportato dall'Agenzia France Presse e dal Palestine Information Center gli apparecchi di Tel Aviv hanno lanciato razzi e bombe contro una scuola nel quartiere di Shujaia, ad Est di Gaza City.
L'edificio scolastico é stato gravemente danneggiato; soltanto domenica un altro piratesco attacco israeliano, condotto con carri armati aveva lasciato sul terreno sette vittime, tra cui quattro bambini. Ormai Israele, sicuro dell'impunità garantitagli dalla complicità ipocrita e vigliacca degli Usa e degli altri governi occidentali, non cerca nemmeno di giustificare i suoi raid contro Gaza, limitandosi a fare fuoco a volontà contro strutture civili e popolazione indifesa.
L'ultima serie di bombardamenti sionisti ha causato danni umani e materiali molto estesi, inoltre, con la penuria di mezzi medici e farmaceutici garantita dallo strangolamento economico, é pressoché sicuro che molti dei feriti moriranno per mancanza di cure adeguate.
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mercoledì 27 aprile 2011
Beduini palestinesi e volontari internazionali costruiscono la scuola "Vittorio Arrigoni" a Ras al-Oje!
La scuola "Vittorio Arrigoni" ha iniziato a prendere forma a Ras al-Oje, a Sudest della località di Tobas, nella Valle del Giordano, grazie agli sforzi e alla fatica di settanta operai improvvisati, tra Palestinesi di etnia beduina e cooperanti e volontari del Movimento internazionale di Solidarietà che un colpo di badile alla volta, un mattone dopo l'altro, stanno portandone avanti la costruzione.
Abitanti del circondario hanno descritto l'inizio e il prosieguo dei lavori a reporter dell'agenzia stampa palestinese "Palestine Information Center", rimarcando come, quando si sono diffuse le tragiche notizie sul ritrovamento del cadavere di Vittorio 'Vik Utopia' la decisione di intitolargli la costruenda struttura é stata presa pressoché all'unanimità.
Come segno tangibile del perpetuo legame fra l'edificio e la figura del volontario italiano, una piccola bandiera tricolore garrisce nelle raffiche di vento, ben più dignitosa e fiera degli stendardi di quanti, sotto gli stessi colori, si prestano a vergognose occupazioni militari. Una volta completata la struttura potrà provvedere alle necessità educative di una settantina fra scolari e studenti; un numero più che sufficiente per la piccola comunità locale.
| Il fondatore del Fondo Nazionale Ebraico, il sionista razzista Yossef Weitz |
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domenica 20 marzo 2011
Da un parcheggio sotterraneo a una scuola moderna e attrezzata: l'odissea di scolari e insegnanti di Beit Sahour
Un chilometro a Est di Betlemme sorge la cittadina di Beit Sahour; tra i suoi 15,000 abitanti, ben un terzo sono in età scolastica, perciò, quando la scuola locale non fu puiù sufficiente alle necessità educative della popolazione e dopo aver saturato anche i plessi delle località vicine, le autorità locali non ebbero altra scelta se non quella di adattare a 'succursale' gli unici locali disponibili: purtroppo, essi si trovavano all'interno di un parcheggio sotterraneo.
La scuola-parcheggio si dimostrò presto un incubo per scolari e docenti: le stanze non avevano finestre e gli impianti di ventilazione erano insufficienti alle necessità di classi di trenta e passa bambini per sezione, mal di testa e disturbi dell'attenzione erano all'ordine nel giorno nei malsani locali e i banchi dovevano essere tanto premuti gli uni agli altri che era impossibile per maestre e professori muoversi tra di essi, condannando i più distanti dalla cattedra a venire trascurati dall'attenzione dei docenti.
Per fortuna, dopo molti mesi di tale supplizio, ANERA, la 'American Near East Refugee Aid', é riuscita a intervenire donando una nuova ala alla scuola Al-Tasamoh di Beit Sahour, sufficiente ad accogliere le sezioni 'condannate' allo scomodo e insalubre 'parcheggio', con nuove aule, laboratori scientifici e informatici perfettamente attrezzati, una cucina e un refettorio moderno e luminoso, perfettamente accessibile a bambini portatori di handicap e una nuova e ampia area di gioco e ricreazione.
Anche l'edificio originale, grazie ai fondi e all'impegno di ANERA é stato rinnovato per portarlo 'a pari' con la nuova ala.
La ex-preside dell'istituto, Georgette Hilal e l'insegnante di Scienza Rana Boulos dichiarano che, vedendo le nuove classi e i nuovi ambienti, gli scolari che erano stati 'confinati' nel parcheggio letteralmente non credevano ai loro occhi "Anche se" aggiungono sorridendo "Ovviamente la struttura che hanno più apprezzato era il campo giochi!". I loro genitori sono stati sollevati ed entusiasti a loro volta e hanno trasformato, portando qualche dolce e cioccolatino, l'inaugurazione del rinnovato plesso scolastico in una piccola festa.
Il giorno dell'inaugurazione é stato anche quello dell'avvicendamento alla presidenza, con l'insediamento della nuova dirigente scolastica Fatima Abu Taha, anche lei costretta per lungo tempo a insegnare nel parcheggio sotterraneo: "Non credevo che questo giorno sarebbe stato tanto gioioso e tanto vicino, all'ANERA, ai suoi finanziatori, va tutta la gratitudine mia e delle famiglie dei nostri scolari!".
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martedì 1 marzo 2011
Hamas avverte l'UNRWA: "Non includerete l'Olocausto nei programmi di storia per i bambini dei campi profughi palestinesi"
Il Dipartimento per gli Affari dei Rifugiati del Movimento musulmano di Resistenza Hamas ha emesso un netto e duro ammonimento contro l'UNWRA (United Nations Relief Works Agency), segnalando l'inopportunità di inserire un capitolo sull'Olocausto ebraico nella Seconda Guerra Mondiale nel curriculum di Storia per gli scolari e studenti palestinesi che frequentano le lezioni del programma ONU di alfabetizzazione e scolarizzazione degli ospiti dei campi profughi palestinesi.
"La richiesta di 'insegnare l'Olocausto' ai giovani palestinesi non copre altro che il tentativo di portare avanti politiche tese a giustificare e rendere 'accettabile' l'invasione della Palestina susseguente alla Seconda Guerra Mondiale, collegandola alle persecuzioni naziste svoltesi in Europa tra gli anni '30 e il 1945; tale tentativo é rozzo e inaccettabile".
Il Dipartimento di Hamas fa notare come non sia necessario dedicare cura o attenzione particolare allo studio dell'Olocausto, un argomento che ha molto poco a che fare con il normale curriculum di studi storici dei bambini e dei ragazzi arabi in generale e palestinesi in particolare, le cui vite quotidiane, piuttosto, sono costantemente e a volte anche drammaticamente influenzate non dai lontani crimini dei nazisti tedeschi, ma da quelli molto più prossimi e palpabili degli occupanti sionisti.
| Aula di scuola palestinese bombardata da Israele durante uno dei molti 'pogrom' militari contro la popolazione civile. |
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domenica 9 gennaio 2011
Gaza commemora le vittime della scuola "Fakhoura", bombardata due anni fa dagli israeliani
Cittadini di Gaza hanno commemorato il secondo anniversario del bombardamento israeliano sull'edificio scolastico "Fakhoura" gestito dalle Nazioni Unite presso Beit Lahyia, avvenuto durante il sanguinoso e brutale "pogrom" militare scatenato contro la popolazione civile della Striscia dalle forze armate dello Stato ebraico.
Centinaia di persone hanno preso parte all'evento, che é stato seguito da rappresentanti dei media regionali e internazionali; fra di esse erano presenti parecchi sopravvissuti all'attacco, compresi alcuni che portavano più o meno evidenti le ferite e le mutilazioni dovute ad esso.
Durante la fase più intensa del bombardamento israeliano circa cinquecento persone, in massima parte donne e bambini, si erano stipate nelle aule della scuola, sperando che l'edificio, chiaramente identificato come una struttura civile gestita dall'ONU, sarebbe stato risparmiato dagli attacchi.
Non avevano fatto i conti con la disumana "Dottrina Dahyia", il protocollo operativo dell'esercito più im-morale del mondo, che raccomanda esplicitamente di colpire le strutture civili per danneggiare, di risulta, i movimenti di Resistenza popolare come Hezbollah o Hamas; puntualmente infatti le artiglierie con la stella di davide inquadrarono l'istituto femminile nei loro mirini, polverizzandolo a colpi di granate da 155mm di fabbricazione americana.
Le vittime furono 40, e i feriti oltre 50. La distruzione della scuola Fakhoura, richiama alla memoria il bombardamento di un altro edificio scolastico (a Canaa, in Libano - oltre 100 morti), distrutto da Israele nel 1996 nel corso di una sua inutile campagna militare contro Hezbollah.
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