Il Dottor Mohammed Abdul Sattar al-Sayyed, Ministro degli Affari Religiosi di Damasco, estende l'augurio suo, dei colleghi del suo Governo e del Presidente Assad a tutti i Cristiani. Se la voce che traduce le sue parole vi sembra familiare é perché l'amico e fratello Ouday Ramadan si é scoperto anche ottimo doppiatore, "prestando" le proprie corde vocali (dal timbro profondo e "Pannofiniano") affinché il messaggio del Dr. Al-Sayyed arrivasse a noi Italiani più immediato e diretto che non tramite anonimi sottotitoli scritti.
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sabato 22 dicembre 2018
KAHANI MANTIENE SEMPRE LE PROMESSE! IN ESCLUSIVA ASSOLUTA IL MESSAGGIO D'AUGURI DELLA REPUBBLICA ARABA SIRIANA!!
Amici ed amiche, fedeli (e numerosissimi) lettori di PALAESTINA FELIX, come annunciato nelle sue dirette video e nel precedente post Suleiman Kahani, vostro umile, affabile e mansueto caporedattore, mantiene fede alle proprie promesse pubblicando sul blog (e anche sul proprio Canale Youtube) il messaggio d'augurio natalizio che ha ricevuto poco prima di pranzo direttamente dalla Repubblica Araba Siriana.
Il Dottor Mohammed Abdul Sattar al-Sayyed, Ministro degli Affari Religiosi di Damasco, estende l'augurio suo, dei colleghi del suo Governo e del Presidente Assad a tutti i Cristiani. Se la voce che traduce le sue parole vi sembra familiare é perché l'amico e fratello Ouday Ramadan si é scoperto anche ottimo doppiatore, "prestando" le proprie corde vocali (dal timbro profondo e "Pannofiniano") affinché il messaggio del Dr. Al-Sayyed arrivasse a noi Italiani più immediato e diretto che non tramite anonimi sottotitoli scritti.
Il Dottor Mohammed Abdul Sattar al-Sayyed, Ministro degli Affari Religiosi di Damasco, estende l'augurio suo, dei colleghi del suo Governo e del Presidente Assad a tutti i Cristiani. Se la voce che traduce le sue parole vi sembra familiare é perché l'amico e fratello Ouday Ramadan si é scoperto anche ottimo doppiatore, "prestando" le proprie corde vocali (dal timbro profondo e "Pannofiniano") affinché il messaggio del Dr. Al-Sayyed arrivasse a noi Italiani più immediato e diretto che non tramite anonimi sottotitoli scritti.
SULEIMAN KAHANI STA LAVORANDO PER VOI! TRA POCO SU PALAESTINA FELIX UN VIDEO ECCEZIONALE!!
Io prendo il mio lavoro su PALAESTINA FELIX molto sul serio.
Sostengo che PALAESTINA FELIX sia uno dei migliori outlet giornalistici in Italiano sul Medio Oriente, perché E' VERO (dieci milioni di visitatori non arrivano per caso).
Lo é perché, oltre a qualche piccola dote mia, posso valermi di fonti di notizie assolutamente di prim'ordine, presenti nei luoghi degli eventi e in contatto con veri 'Top Player' della regione.
Nelle mie dirette video di ieri e di avantieri ho annunciato che oggi caricherò un contenuto ASSOLUTAMENTE ECCEZIONALE
Sostengo che PALAESTINA FELIX sia uno dei migliori outlet giornalistici in Italiano sul Medio Oriente, perché E' VERO (dieci milioni di visitatori non arrivano per caso).
Lo é perché, oltre a qualche piccola dote mia, posso valermi di fonti di notizie assolutamente di prim'ordine, presenti nei luoghi degli eventi e in contatto con veri 'Top Player' della regione.
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domenica 14 ottobre 2018
Video della forza navale yemenita mostra la costruzione della mina "Mersad" e sequenze della distruzione del catamarano emiratino
Le forze navali yemenite nel corso di una campagna-media di cui abbiamo già dato notizia nel nostro precedente articolo hanno rilasciato un filmato intitolato "Mare di Fuoco" in cui si mostrano le fasi di costruzione e di posa di un nuovo tipo di mina, la "Mersad" (Agguato), che è stata introdotta recentemente nell'arsenale di Sanaa.
Il documentario ha mostrato che le forze navali yemenite possiedono tuttora sofisticati sistemi anti-nave e di difesa costiera nel loro inventario, che sono interamente fabbricati sul territorio nazionale.
Ha inoltre mostrato le scene di un catamarano ibrido Emirati HSV-2 Swift colpito con un missile antinave C-802 dalle forze yemenite al largo della costa di Mokha nel Sud-Ovest dello Yemen a ottobre 2016.
In seguito all'attacco il modernissimo vascello, che era stato valutato come potenziale "base mobile" dal "Sealift Command" degli Stati Uniti fu completamente distrutto.
Il documentario ha mostrato che le forze navali yemenite possiedono tuttora sofisticati sistemi anti-nave e di difesa costiera nel loro inventario, che sono interamente fabbricati sul territorio nazionale.
Ha inoltre mostrato le scene di un catamarano ibrido Emirati HSV-2 Swift colpito con un missile antinave C-802 dalle forze yemenite al largo della costa di Mokha nel Sud-Ovest dello Yemen a ottobre 2016.
In seguito all'attacco il modernissimo vascello, che era stato valutato come potenziale "base mobile" dal "Sealift Command" degli Stati Uniti fu completamente distrutto.
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venerdì 12 ottobre 2018
Foto esclusive mostrano uomini e mezzi delle forze di mare yemenite, responsabili di gravi perdite inflitte agli aggressori wahabiti!
Queste immagini eccezionali mostrano come anche un paese assediato, sottoposto da anni a devastanti e continui bombardamenti nel più totale silenzio dell'imbelle e complice "comunità internazionale" (sempre pronta a ragliare di 'diritti umani' quando comodo agli imperialisti anglo-sionisti) possa organizzare un valido corpo di incursori marittimi, dotato di armi all'avanguardia, che già più di una volta hanno fatto vedere i sorci verdi agli invasori sauditi ed emiratini.
La foto seguente mostra una cerimonia ufficiale della Marina di Sanaa; si noti il vessillo di Ansarullah tenuto fianco a fianco della bandiera nazionale.
La foto seguente mostra una cerimonia ufficiale della Marina di Sanaa; si noti il vessillo di Ansarullah tenuto fianco a fianco della bandiera nazionale.
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mercoledì 10 ottobre 2018
SCOOP! Ecco in ESCLUSIVA per PALAESTINA FELIX i nomi dei 15 killer che hanno assassinato e smembrato Jamal Khashoggi a Istanbul!
Siamo ESTREMAMENTE ORGOGLIOSI di poter offrire ai nostri lettori un'informazione che, nel momento in cui l'abbiamo ricevuta, ci risulta, in Italia, essere solo in nostro possesso.
Qui sopra potete leggere, in dettaglio i nomi dei 15 individui che sono arrivati dall'Arabia Saudita a Istanbul, presso il consolato di Riyadh, la mattina del giorno in cui é scomparso il giornalista Jamal Khashoggi.
Siete pronti al RESTO DELLO SCOOP? ECCO I LORO VOLTI!
Qui sopra potete leggere, in dettaglio i nomi dei 15 individui che sono arrivati dall'Arabia Saudita a Istanbul, presso il consolato di Riyadh, la mattina del giorno in cui é scomparso il giornalista Jamal Khashoggi.
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sabato 25 agosto 2018
La fregata "Pytlivy" e due grandi navi da sbarco "Tapir" si dirigono verso la Siria!
Partite dalla Crimea, la Fregata Pytlivij e le due navi da sbarco classe 'Tapir' Nikolaj Filenchkov e la sua gemella Orsk hanno attraversato il Bosforo dirette verso il porto siriano di Tartous.
E' l'ennesimo convoglio di aiuti militari per la Siria, che nemmeno i complotti di Obama coi neonazisti ucraini (mirati a togliere alla Russia la base navale della Crimea) sono riusciti a fermare.
E' l'ennesimo convoglio di aiuti militari per la Siria, che nemmeno i complotti di Obama coi neonazisti ucraini (mirati a togliere alla Russia la base navale della Crimea) sono riusciti a fermare.
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domenica 8 ottobre 2017
La Russia ha inviato all'Egitto altri lanciamissili Antey-2500!
Questa foto esclusiva che siamo felici di poter proporre al nostro numerosissimo e affezionato pubblico grazie al prezioso contributo di un ottimo amico é stata scattata in Russia il 17 settembre ultimo scorso.
In essa si nota un complesso lanciatore Antey-2500 (la versione dell'S-300 in grado di intercettare persino vettori balistici) dipinto coi colori delle Forze Armate egiziane, caricato su un trailer trasporto e pronto a venire spostato fino al bastimento che lo porterà in Nordafrica.
In essa si nota un complesso lanciatore Antey-2500 (la versione dell'S-300 in grado di intercettare persino vettori balistici) dipinto coi colori delle Forze Armate egiziane, caricato su un trailer trasporto e pronto a venire spostato fino al bastimento che lo porterà in Nordafrica.
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mercoledì 23 agosto 2017
Fotonotizia esclusiva! In anteprima per l'Italia PALAESTINA FELIX mostra la torretta dell'ultima versione modificata dell'M-60A3 dell'Esercito Egiziano!
Più volte e con veemenza abbiamo dichiarato che l'M-1 Abrams americano nelle sue varie versioni è una patetica scusa per un carro armato, assolutamente inadatto a comparire decentemente su un moderno campo di battaglia integrato.
E con ragione, perché fa veramente schifo.
E con ragione, perché fa veramente schifo.
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sabato 17 dicembre 2016
IMMAGINI ESCLUSIVE PER L'ITALIA!!!! Palaestina Felix presenta foto delle forze Hezbollah impegnate in Irak!
Abbiamo l'orgoglio di presentarvi in esclusiva assoluta per l'Italia queste immagini inviateci da un nostro contatto che mostrano combattenti libanesi di Hezbollah dopo la fine di una vittoriosa operazione contro l'ISIS in Irak, nei dintorni di Jarf al-Sakr.
Poco più di un anno fa il leader supremo del partito armato sciita libanese, Hassan Nasrallah, aveva dichiarato che combattere il takfirismo in Siria ma anche in Irak era un modo di proteggere tutte le comunità minacciate dal mostro ikhwanita e wahabita e soprattutto per tenerlo il più distante possibile dal Libano.
Poco più di un anno fa il leader supremo del partito armato sciita libanese, Hassan Nasrallah, aveva dichiarato che combattere il takfirismo in Siria ma anche in Irak era un modo di proteggere tutte le comunità minacciate dal mostro ikhwanita e wahabita e soprattutto per tenerlo il più distante possibile dal Libano.
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sabato 26 novembre 2016
IMMAGINE ESCLUSIVA per PALAESTINA FELIX mostra i Su-33 della Marina Russa in sosta presso la base di Hymemim!
Ancora una volta riusciamo a venire incontro ai nostri lettori (che verifichiamo ogni giorno essere numerosi, affezionati e fedeli) con una nuova foto esclusiva per l'Italia che dimostra i nostri sforzi per seguire da presso e con continuità l'evoluzione delle attività del corpo di spedizione russo in Siria.
Ora possiamo mostrarvi come, a fianco dei bombardieri medi Su-24 e -34 e dei caccia multiruolo Su-35 anch i Su-33 della Marina, provenienti dalla Portaerei Kuznetsov, siano parcheggiati sulle piste di Hymemim, presso Latakia.
Evidentemente i jet stavano ricevendo munizioni non disponibili sulla loro nave-madre oppure attendevano di venire caricati di armamenti più pesanti di quelli che possono trasportare decollando dal suo ponte.
Ora possiamo mostrarvi come, a fianco dei bombardieri medi Su-24 e -34 e dei caccia multiruolo Su-35 anch i Su-33 della Marina, provenienti dalla Portaerei Kuznetsov, siano parcheggiati sulle piste di Hymemim, presso Latakia.
Evidentemente i jet stavano ricevendo munizioni non disponibili sulla loro nave-madre oppure attendevano di venire caricati di armamenti più pesanti di quelli che possono trasportare decollando dal suo ponte.
mercoledì 30 dicembre 2015
55 carri armati russi ripresi in viaggio sulle autostrade irakene! Tra di loro anche i T-90?
Qualcuno di voi nel porgerci gli auguri per un buon 2016 in occasione del post sui 2.000.000 di visualizzazioni ci ha chiesto in futuro di includere "più video" nei nostri post; purtroppo per noi é difficile individuare con frequenza video interessanti e ancora non siamo equipaggiati a sufficienza per produrne di nostri (cosa che ci farebbe immenso piacere e troveremmo anche divertente).
Però in questo caso siamo riusciti a trovare una vera e propria "perla"; una testimonianza filmata che rivaleggia col video dei tank e dei blindati di Kataeb Hezbollah, che con orgoglio abbiamo pubblicato qualche mese addietro.
Però in questo caso siamo riusciti a trovare una vera e propria "perla"; una testimonianza filmata che rivaleggia col video dei tank e dei blindati di Kataeb Hezbollah, che con orgoglio abbiamo pubblicato qualche mese addietro.
tank russi entrano in Iraq 29-12-2015
La Russia continua ad inviare carri armati in Iraq. Ecco il video di un altro lungo convoglio di tir che trasportano tank russi in Iraq... io ne ho contati 55...
Posted by Emiliano Cappellini on Monday, December 28, 2015
lunedì 24 agosto 2015
Foto esclusive dei rinforzi russi per la Siria sulla "Nikolay Filenchkov"!
Siamo ORGOGLIOSI, come sempre quando ne abbiamo la possibilità, di presentare al fedele e affezionato pubblico di PALAESTINA FELIX queste ESCLUSIVE immagini fotografate nel Bosforo quattro giorni fa che testimoniano più eloquentemente di qualunque panegirico quanto saldamente la Russia rimanga il principale alleato di Damasco e del Presidente Assad.
Le foto mostrano la nave da sbarco classe 'Alligator' "Nikolay Filenchkov" al suo transito davanti a Istanbul, diretta verso il porto di Tartous. Sul ponte sono chiaramente visibili camion KamAz e Gaz66 mentre, sotto i teli, si intuiscono le sagome di blindati otto ruote modello BTR.
Le foto mostrano la nave da sbarco classe 'Alligator' "Nikolay Filenchkov" al suo transito davanti a Istanbul, diretta verso il porto di Tartous. Sul ponte sono chiaramente visibili camion KamAz e Gaz66 mentre, sotto i teli, si intuiscono le sagome di blindati otto ruote modello BTR.
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giovedì 4 dicembre 2014
Intervista del magazine francese "Paris Match" al Presidente siriano Assad, tradotta in Italiano per voi!
Traduzione integrale dell’intervista che il Presidente Bachar Al Asad ha rilasciato a “Paris Match”.
Ringraziamo tantissimo l'amico Francesco-Syria Press-Guadagni
Paris Match - Signor Presidente, dopo tre anni di guerra, al punto dove siamo oggi, non le dispiace di non aver gestito le cose in modo diverso agli inizi, quando sono apparsi i primi segni della rivolta, a marzo 2011? Non si sente responsabile?
Assad - Dai primi giorni, ci sono stati martiri dell'esercito e della polizia. Quindi noi, in quel momento, eravamo di fronte al terrorismo. Ci sono state dimostrazioni. Certo, ma non in gran numero. La nostra unica scelta è stata quella di difendere il popolo contro i terroristi. Non ci sono stati altri. Non possiamo dire che ci dispiace perché stavamo combattendo contro il terrorismo nei primi giorni. Questo non significa che non ci fossero errori nella pratica. Ci sono sempre degli errori. Parliamoci francamente; se il Qatar non avesse finanziato sin dall'inizio questi terroristi, se la Turchia non avesse fornito supporto logistico e senza il sostegno politico occidentale, le cose sarebbero state diverse. La Siria aveva dei problemi prima della crisi, che è normale, ma ciò non significa che bisogna trovare un origine interna.
PM - Durante questa guerra, il vostro esercito è stato accusato di usare una forza enorme. Perché bombardare i civili?
Quando il terrorismo ti attacca puoi difenderti attraverso il dialogo? L'esercito ha usato le armi quando l'altra parte ne ha fatto uso. Il nostro obiettivo non è stao quello di colpire i civili. Come possiamo resistere per quattro anni uccidendo civili, vale a dire, il nostro popolo, e allo stesso tempo combattere i terroristi e i paesi ostili che li sostengono, e cioè quelli del Golfo, la Turchia e l’Occidente? Se non difendessimo la nostra gente, non saremmo in grado di resistere. Pertanto, non è logico dire che bombardiamo i civili.
PM - Le immagini satellitari di Homs e Hama mostrano quartieri rasi al suolo. Le Nazioni Unite, affermano che ci sono stati 190.000 morti durante la guerra. Gli abitanti di questi quartieri erano tutti i terroristi?
Per prima cosa, si dovrebbero controllare le statistiche delle Nazioni Unite. Quali sono le fonti? Le cifre che circolano nel mondo, oggi, soprattutto nei media, sono esagerate. Si sbagliano. Poi le immagini di distruzione non sono solo foto satellitari, ma le foto scattate sul campo. Questa distruzione è reale. Quando i terroristi entrare in una regione e la occupano, l'esercito deve liberarla. E ci sono dei combattenti. È normale che ci sia la distruzione. Nella maggior parte dei casi, quando si sono insediati i terroristi, i civili sono fuggiti. In realtà, il maggior numero di vittime in Siria è tra i sostenitori dello Stato, e non il contrario. Molti sono stati uccisi negli attentati. Quando si affronta la guerra e il terrorismo, non si possono escludere vittime innocenti. Succede ovunque, se è per questo. Ma è inconcepibile che uno Stato uccida i propri cittadini.
PM - Sempre Secondo le Nazioni Unite, tre milioni di siriani sono fuggiti nei paesi vicini, un ottavo della popolazione siriana. Sono tutti alleati dei terroristi?
No, no. La maggior parte di coloro che hanno lasciato la Siria lo hanno fatto a causa del terrorismo. Tra questi profughi, alcuni sostengono i terroristi, altri lo Stato. Hanno lasciato il paese per motivi di sicurezza. Gran parte dei rifugiati non sostiene nessuno.
PM - Dal punto di vista militare, avete i mezzi per vincere la guerra?
Ora stiamo combattendo degli Stati, non solo bande. Miliardi di dollari pagati per loro. Le armi sono state fornite loro da paesi come la Turchia. Non è una guerra facile da un punto di vista militare. Tuttavia, l'esercito siriano sta progredendo in molte aree. Nessuno può ancora prevedere quando questa guerra finirà, e come. I nostri avversari pensavano, in un primo momento, di conquistare il cuore della Siria. Non ci sono riusciti. Hanno perso il sostegno della popolazione locale. Questo è precisamente ciò che ha permesso all'esercito di avanzare. Dobbiamo considerare la guerra dal punto di vista militare, sociale e politico.
PM - Ma non hanno ancora perso, dal momento che la metà del vostro paese vi sfugge
L’Esercito siriano non può essere ovunque. Dove non è presente, i terroristi hanno la possibilità di attraversare i confini e infiltrarsi in una particolare area. Ma ogni volta che l'esercito decide di prendere una regione, ci riesce. Questa non è una guerra tra due eserciti, in cui ognuno occupa una posizione. Questo è un tipo diverso di guerra. Abbiamo a che fare con gruppi terroristi che si infiltrano una città o villaggio. Questa guerra sarà lunga e difficile.
PM - Molti ritengono che la soluzione sia la sua partenza. Lei ha considerato che la sua partenza sia la soluzione?
Ovunque nel mondo, un capo di Stato è salito al potere attraverso un meccanismo costituzionale e lo ha lasciato attraverso lo stesso meccanismo. Un Presidente non può né vincere né lasciare il potere per il caos. Prova tangibile, è le conseguenze della politica francese in Libia con la decisione di attaccare Gheddafi. Qual è stato il risultato? Dopo aver lasciato, c'era il caos. La sua partenza era la soluzione? La situazione è migliorata? La Libia è diventata democratica? Lo Stato è come una nave in tempesta, il capitano non fugge. Non lascia la nave. Se i passeggeri devono andarsene, allora sarà l'ultimo a farlo.
PM - Questo Significa che il capitano è pronto a morire. Lei ha parlato di Muammar Gheddafi, hai paura di morire allo stesso modo di Saddam Hussein o di Gheddafi?
Il Capitano non pensa né alla morte, né alla vita, pensa a salvare la sua nave. Se affonda, tutti moriranno. Quindi è meglio fare di tutto per salvare il suo paese. Ma vorrei sottolineare una cosa importante. Il mio obiettivo non è quello di rimanere presidente, sia prima, durante o dopo la crisi. Ma qualunque cosa accada, noi, i siriani non permetteremo mai che il nostro paese di diventare un giocattolo nelle mani dell'Occidente. Si tratta di un principio fondamentale per noi.
PM - Parliamo dello Stato islamico. A volte si dice che, inizialmente, il regime siriano ha favorito l'aumento dei radicali islamici per dividere l'opposizione. Che ne dice?
Innanzitutto in Siria, abbiamo uno Stato, non un regime. Cerchiamo di essere chiari sulla terminologia. Se assumiamo che questo è vero, e quindi abbiamo sostenuto lo Stato islamico, questo significa che abbiamo chiesto loro di attaccarci, ovvero attaccare i nostri aeroporti militari, di uccidere centinaia di nostri militari di occupare le nostre città e villaggi. Dove è la logica? Cosa ci guadagniamo in questo? Dividere e indebolire l'opposizione, come dice lei? Non abbiamo avuto bisogno di fare questo. L'Occidente stesso riconosce che questa è un opposizione fantoccio. Questo è ciò che Obama stesso ha detto. L’ipotesi, quindi, è falsa. Ma dove è la verità? In realtà, lo Stato islamico in Iraq è stata fondato nel 2006. Gli Stati Uniti e non la Siria hanno occupato l’Iraq. Abu Baker al-Baghdadi era nelle carceri degli Stati Uniti e non nelle carceri siriane. Dunque, chi ha creato lo Stato islamico? La Siria o Stati Uniti?
PM - I Siriani che incontriamo a Damasco si preoccupano di più per le cellule dormienti jihadisti in Occidente che della guerra contro lo Stato islamico. È incredibile vero?
Il Terrorismo è un'ideologia, non ha organizzazioni o strutture. Ma l'ideologia non conosce confini. Da 20 anni il terrorismo è stato esportato dalla nostra regione, in particolare dai paesi del Golfo come l'Arabia Saudita. Ora viene dll’a Europa, specialmente in Francia. Il più grande contingente di terroristi occidentali in Siria è quello francese. Si commettono attentati in Francia. In Belgio, hanno attaccato il Museo Ebraico. Il terrorismo in Europa non sta dormendo, è sveglio.
PM - Gli Americani sono ora contro lo Stato islamico, degli alleati tattici. Lei ritiene ancora il loro intervento come una violazione del territorio siriano?
Sì, lei ha usato la parola tattica, e questo è un punto importante. Se ha una tattica non ha senso senza una strategia. Perché da sola non riuscirà configgere il terrorismo. Si tratta di un'azione illegale, in primo luogo perché non ha ricevuto l'approvazione del Consiglio di sicurezza, e anche perché non ha tenuto conto della sovranità di uno Stato che è la Siria. La risposta è "sì", si tratta di un'azione illegale, e quindi una violazione della sovranità nazionale.
PM - L'AFP riporta che avete effettuato 2000 attacchi aerei in meno di 40 giorni, un dato enorme. Quando i vostri voli si intersecano con i loro aerei, ad esempio andando a bombardare Raqqa, vi è un protocollo sulla non aggressione?
Non c'è coordinamento diretto. Attacchiamo il terrorismo ovunque si trovi, senza considerare quello che fanno gli Stati Uniti o la coalizione. Si può essere sorpresi di apprendere che il numero giornaliero di uscite della forza aerea siriana per colpire i terroristi è superiore a quella della coalizione. Quindi, prima non esiste un coordinamento. Poi gli attacchi della coalizione sono solo cosmetici.
PM - Ma questi attacchi poi vi aiutano.
Le dimissioni del Segretario alla Difesa americana, Chuck Hagel in parte sono avvenute perché pensava di rafforzare il suo governo e le vostre posizioni.
Questa sua domanda contraddice quella in cui siamo stati accusati di sostenere l’Isis. Significa piuttosto che siamo nemici dell’Isis.
PM - Ho detto, inizialmente, si è sostenuto l’Isis per dividere l'opposizione.
Io non accuso te, mi riferisco invece a quelli che pensano questa cosa.
PM - Ora, una di queste conseguenze dal punto di vista americano sono state queste dimissioni. Pensate, quindi, che gli attacchi della coalizione vi aiutano?
Non si può porre fine al terrorismo con gli attacchi aerei. Le forze di terra che conoscono la geografia e agiscono allo stesso tempo sono essenziali. Questo è il motivo per cui non ci sono stati risultati concreti dopo due mesi di attacchi da parte della coalizione. Quindi non è vero che gli attacchi della coalizione ci aiutano. Ci avrebbero aiutati se fossero seri ed efficaci. Siamo noi che stiamo conducendo battaglie terrestri contro l’Isis e non abbiamo visto nessun cambiamento, in particolare, la Turchia fornisce ancora supporto diretto in queste aree al terrorismo.
PM - Il 14 luglio 2008, è stato sul podio sugli Champs Elysees durante il vertice del Mediterraneo. Oggi il governo francese la considera un paria, come vivete questa situazione?
Le buone relazioni tra il 2008 e il 2011 non sono il risultato di una iniziativa francese. Gli americani hanno spinto il governo francese, di fare pressione sulla Siria riguardo l'Iran. Ha spinto il Qatar con la Francia per migliorare le relazioni con la Siria. Mantenere buoni rapporti con noi non proveniva da una volontà indipendente della Francia. Oggi, le cose non sono cambiate. Hollande, così come Sarkozy, non agiscono di propria iniziativa.
PM - François Hollande la considera come un avversario, pensa che a un certo punto il contatto può essere ricostruito?
Non è una questione di rapporti personali. Inoltre, io non lo conosco. Questi sono i rapporti tra gli Stati e le istituzioni, e nell'interesse di entrambi i popoli. Ci occuperemo di qualsiasi funzionario governativo francese nel comune interesse. Io non sono né nemico né il rivale personale di Hollande. Penso che sia piuttosto l’Isis il suo rivale, in quanto i loro indici di popolarità sono molto vicini.
PM - Sì o no, ci sono in armi chimiche Siria?
No, lo abbiamo detto molto chiaramente, e quando abbiamo deciso di rinunciare alle armi chimiche, era una scelta maniera definitiva e completa.
PM - Intanto, il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha accusato lei di aver violato il trattato con l'uso di cloro. È così?
È Possibile trovare cloro in ogni casa siriana. Ogni fazione può usarlo. Ma non l’ abbiamo usato, perché abbiamo le armi convenzionali più efficaci che usiamo nella nostra guerra contro i terroristi. Non nascondiamo, perché è un nostro diritto. Queste illazioni non ci sorprendono. Inoltre, da quando gli Usa raccontano la verità sulla crisi siriana?
PM - Ha usato armi chimiche?
No. Non abbiamo utilizzato tali armi, altrimenti non ci sarebbero stati decine o addirittura centinaia di migliaia di morti, e non non solo 100 o 200 persone, come si è detto l'anno scorso, soprattutto in una zona popolata da centinaia di migliaia, addirittura milioni di siriani.
PM - Durante il suo ultimo soggiorno a Parigi nel novembre 2010, ho intervistato sua moglie Asma. Vi manca di non essere in grado di viaggiare al di fuori dei vostri confini?
Non sono un appassionato di viaggi, e le mie visite non erano per visitare la città. Quello che mi manca è la Siria come era. Quella ci manca, ovviamente si tratta di un mondo diverso pieno di relazioni logiche e morali. Abbiamo avuto il tempo di grande speranza per sviluppare la nostra regione al fine di garantire una maggiore apertura intellettuale. Abbiamo pensato che la Francia, per il suo patrimonio culturale, fosse nella posizione migliore per svolgere questo ruolo con la Siria in Medio Oriente.
PM - Sua moglie è stata vista come ambasciatore della modernità, come vive adesso questa situazione, ora che lei è reclusa in Siria?
Come tutti i siriani, come me, ha il dolore nel vedere la distruzione e lo spargimento di sangue. Abbiamo il dolore di vedere il nostro paese indietro, di decenni indietro, e diventare un focolaio di terrorismo dopo essere stato tra i primi cinque paesi sul piano della sicurezza. Entrambi, siamo spiacenti di non vedere l'Occidente, che credevamo in grado di aiutare con l'apertura e lo sviluppo, prendere la direzione opposta. Peggio, i suoi alleati sono i paesi medievali del Golfo come l'Arabia Saudita e Qatar.
PM- La sera, quando torna a casa, come spiega ai suoi figli quello che sta succedendo nel vostro paese?
Questo avviene in ogni casa siriana. La parte più difficile è quando si tratta di bambini la cui coscienza sociale si è formata durante la crisi. Le due questioni principali che pongono sono: Come possono persone che credono o pretendere di difendere Dio e l'Islam uccidere e decapitare? Questa è una contraddizione difficile da spiegare. I bambini si chiedono anche se queste persone sanno che ciò sia sbagliato. La risposta è che alcuni conoscono e sfruttano la religione per scopi speciali, altri sono persone ignoranti che non sanno che la religione è buona, non è omicidio. Ci pongono un'ultima domanda: "Perché l'Occidente ci sta attaccando e sostiene i terroristi?. Ovviamente non parlano dell'Occidente in quanto tale, ma evocano determinati paesi, come gli Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna. "Perché si comportano in questo modo? Che cosa abbiamo fatto loro di male?” Spieghiamo poi che il popolo è una cosa, e gli Stati sono tutt'altra cosa.
Ringraziamo tantissimo l'amico Francesco-Syria Press-Guadagni
Paris Match - Signor Presidente, dopo tre anni di guerra, al punto dove siamo oggi, non le dispiace di non aver gestito le cose in modo diverso agli inizi, quando sono apparsi i primi segni della rivolta, a marzo 2011? Non si sente responsabile?
Assad - Dai primi giorni, ci sono stati martiri dell'esercito e della polizia. Quindi noi, in quel momento, eravamo di fronte al terrorismo. Ci sono state dimostrazioni. Certo, ma non in gran numero. La nostra unica scelta è stata quella di difendere il popolo contro i terroristi. Non ci sono stati altri. Non possiamo dire che ci dispiace perché stavamo combattendo contro il terrorismo nei primi giorni. Questo non significa che non ci fossero errori nella pratica. Ci sono sempre degli errori. Parliamoci francamente; se il Qatar non avesse finanziato sin dall'inizio questi terroristi, se la Turchia non avesse fornito supporto logistico e senza il sostegno politico occidentale, le cose sarebbero state diverse. La Siria aveva dei problemi prima della crisi, che è normale, ma ciò non significa che bisogna trovare un origine interna.
PM - Durante questa guerra, il vostro esercito è stato accusato di usare una forza enorme. Perché bombardare i civili?
Quando il terrorismo ti attacca puoi difenderti attraverso il dialogo? L'esercito ha usato le armi quando l'altra parte ne ha fatto uso. Il nostro obiettivo non è stao quello di colpire i civili. Come possiamo resistere per quattro anni uccidendo civili, vale a dire, il nostro popolo, e allo stesso tempo combattere i terroristi e i paesi ostili che li sostengono, e cioè quelli del Golfo, la Turchia e l’Occidente? Se non difendessimo la nostra gente, non saremmo in grado di resistere. Pertanto, non è logico dire che bombardiamo i civili.
PM - Le immagini satellitari di Homs e Hama mostrano quartieri rasi al suolo. Le Nazioni Unite, affermano che ci sono stati 190.000 morti durante la guerra. Gli abitanti di questi quartieri erano tutti i terroristi?
Per prima cosa, si dovrebbero controllare le statistiche delle Nazioni Unite. Quali sono le fonti? Le cifre che circolano nel mondo, oggi, soprattutto nei media, sono esagerate. Si sbagliano. Poi le immagini di distruzione non sono solo foto satellitari, ma le foto scattate sul campo. Questa distruzione è reale. Quando i terroristi entrare in una regione e la occupano, l'esercito deve liberarla. E ci sono dei combattenti. È normale che ci sia la distruzione. Nella maggior parte dei casi, quando si sono insediati i terroristi, i civili sono fuggiti. In realtà, il maggior numero di vittime in Siria è tra i sostenitori dello Stato, e non il contrario. Molti sono stati uccisi negli attentati. Quando si affronta la guerra e il terrorismo, non si possono escludere vittime innocenti. Succede ovunque, se è per questo. Ma è inconcepibile che uno Stato uccida i propri cittadini.
PM - Sempre Secondo le Nazioni Unite, tre milioni di siriani sono fuggiti nei paesi vicini, un ottavo della popolazione siriana. Sono tutti alleati dei terroristi?
No, no. La maggior parte di coloro che hanno lasciato la Siria lo hanno fatto a causa del terrorismo. Tra questi profughi, alcuni sostengono i terroristi, altri lo Stato. Hanno lasciato il paese per motivi di sicurezza. Gran parte dei rifugiati non sostiene nessuno.
PM - Dal punto di vista militare, avete i mezzi per vincere la guerra?
Ora stiamo combattendo degli Stati, non solo bande. Miliardi di dollari pagati per loro. Le armi sono state fornite loro da paesi come la Turchia. Non è una guerra facile da un punto di vista militare. Tuttavia, l'esercito siriano sta progredendo in molte aree. Nessuno può ancora prevedere quando questa guerra finirà, e come. I nostri avversari pensavano, in un primo momento, di conquistare il cuore della Siria. Non ci sono riusciti. Hanno perso il sostegno della popolazione locale. Questo è precisamente ciò che ha permesso all'esercito di avanzare. Dobbiamo considerare la guerra dal punto di vista militare, sociale e politico.
PM - Ma non hanno ancora perso, dal momento che la metà del vostro paese vi sfugge
L’Esercito siriano non può essere ovunque. Dove non è presente, i terroristi hanno la possibilità di attraversare i confini e infiltrarsi in una particolare area. Ma ogni volta che l'esercito decide di prendere una regione, ci riesce. Questa non è una guerra tra due eserciti, in cui ognuno occupa una posizione. Questo è un tipo diverso di guerra. Abbiamo a che fare con gruppi terroristi che si infiltrano una città o villaggio. Questa guerra sarà lunga e difficile.
PM - Molti ritengono che la soluzione sia la sua partenza. Lei ha considerato che la sua partenza sia la soluzione?
Ovunque nel mondo, un capo di Stato è salito al potere attraverso un meccanismo costituzionale e lo ha lasciato attraverso lo stesso meccanismo. Un Presidente non può né vincere né lasciare il potere per il caos. Prova tangibile, è le conseguenze della politica francese in Libia con la decisione di attaccare Gheddafi. Qual è stato il risultato? Dopo aver lasciato, c'era il caos. La sua partenza era la soluzione? La situazione è migliorata? La Libia è diventata democratica? Lo Stato è come una nave in tempesta, il capitano non fugge. Non lascia la nave. Se i passeggeri devono andarsene, allora sarà l'ultimo a farlo.
PM - Questo Significa che il capitano è pronto a morire. Lei ha parlato di Muammar Gheddafi, hai paura di morire allo stesso modo di Saddam Hussein o di Gheddafi?
Il Capitano non pensa né alla morte, né alla vita, pensa a salvare la sua nave. Se affonda, tutti moriranno. Quindi è meglio fare di tutto per salvare il suo paese. Ma vorrei sottolineare una cosa importante. Il mio obiettivo non è quello di rimanere presidente, sia prima, durante o dopo la crisi. Ma qualunque cosa accada, noi, i siriani non permetteremo mai che il nostro paese di diventare un giocattolo nelle mani dell'Occidente. Si tratta di un principio fondamentale per noi.
PM - Parliamo dello Stato islamico. A volte si dice che, inizialmente, il regime siriano ha favorito l'aumento dei radicali islamici per dividere l'opposizione. Che ne dice?
Innanzitutto in Siria, abbiamo uno Stato, non un regime. Cerchiamo di essere chiari sulla terminologia. Se assumiamo che questo è vero, e quindi abbiamo sostenuto lo Stato islamico, questo significa che abbiamo chiesto loro di attaccarci, ovvero attaccare i nostri aeroporti militari, di uccidere centinaia di nostri militari di occupare le nostre città e villaggi. Dove è la logica? Cosa ci guadagniamo in questo? Dividere e indebolire l'opposizione, come dice lei? Non abbiamo avuto bisogno di fare questo. L'Occidente stesso riconosce che questa è un opposizione fantoccio. Questo è ciò che Obama stesso ha detto. L’ipotesi, quindi, è falsa. Ma dove è la verità? In realtà, lo Stato islamico in Iraq è stata fondato nel 2006. Gli Stati Uniti e non la Siria hanno occupato l’Iraq. Abu Baker al-Baghdadi era nelle carceri degli Stati Uniti e non nelle carceri siriane. Dunque, chi ha creato lo Stato islamico? La Siria o Stati Uniti?
PM - I Siriani che incontriamo a Damasco si preoccupano di più per le cellule dormienti jihadisti in Occidente che della guerra contro lo Stato islamico. È incredibile vero?
Il Terrorismo è un'ideologia, non ha organizzazioni o strutture. Ma l'ideologia non conosce confini. Da 20 anni il terrorismo è stato esportato dalla nostra regione, in particolare dai paesi del Golfo come l'Arabia Saudita. Ora viene dll’a Europa, specialmente in Francia. Il più grande contingente di terroristi occidentali in Siria è quello francese. Si commettono attentati in Francia. In Belgio, hanno attaccato il Museo Ebraico. Il terrorismo in Europa non sta dormendo, è sveglio.
PM - Gli Americani sono ora contro lo Stato islamico, degli alleati tattici. Lei ritiene ancora il loro intervento come una violazione del territorio siriano?
Sì, lei ha usato la parola tattica, e questo è un punto importante. Se ha una tattica non ha senso senza una strategia. Perché da sola non riuscirà configgere il terrorismo. Si tratta di un'azione illegale, in primo luogo perché non ha ricevuto l'approvazione del Consiglio di sicurezza, e anche perché non ha tenuto conto della sovranità di uno Stato che è la Siria. La risposta è "sì", si tratta di un'azione illegale, e quindi una violazione della sovranità nazionale.
PM - L'AFP riporta che avete effettuato 2000 attacchi aerei in meno di 40 giorni, un dato enorme. Quando i vostri voli si intersecano con i loro aerei, ad esempio andando a bombardare Raqqa, vi è un protocollo sulla non aggressione?
Non c'è coordinamento diretto. Attacchiamo il terrorismo ovunque si trovi, senza considerare quello che fanno gli Stati Uniti o la coalizione. Si può essere sorpresi di apprendere che il numero giornaliero di uscite della forza aerea siriana per colpire i terroristi è superiore a quella della coalizione. Quindi, prima non esiste un coordinamento. Poi gli attacchi della coalizione sono solo cosmetici.
PM - Ma questi attacchi poi vi aiutano.
Le dimissioni del Segretario alla Difesa americana, Chuck Hagel in parte sono avvenute perché pensava di rafforzare il suo governo e le vostre posizioni.
Questa sua domanda contraddice quella in cui siamo stati accusati di sostenere l’Isis. Significa piuttosto che siamo nemici dell’Isis.
PM - Ho detto, inizialmente, si è sostenuto l’Isis per dividere l'opposizione.
Io non accuso te, mi riferisco invece a quelli che pensano questa cosa.
PM - Ora, una di queste conseguenze dal punto di vista americano sono state queste dimissioni. Pensate, quindi, che gli attacchi della coalizione vi aiutano?
Non si può porre fine al terrorismo con gli attacchi aerei. Le forze di terra che conoscono la geografia e agiscono allo stesso tempo sono essenziali. Questo è il motivo per cui non ci sono stati risultati concreti dopo due mesi di attacchi da parte della coalizione. Quindi non è vero che gli attacchi della coalizione ci aiutano. Ci avrebbero aiutati se fossero seri ed efficaci. Siamo noi che stiamo conducendo battaglie terrestri contro l’Isis e non abbiamo visto nessun cambiamento, in particolare, la Turchia fornisce ancora supporto diretto in queste aree al terrorismo.
PM - Il 14 luglio 2008, è stato sul podio sugli Champs Elysees durante il vertice del Mediterraneo. Oggi il governo francese la considera un paria, come vivete questa situazione?
Le buone relazioni tra il 2008 e il 2011 non sono il risultato di una iniziativa francese. Gli americani hanno spinto il governo francese, di fare pressione sulla Siria riguardo l'Iran. Ha spinto il Qatar con la Francia per migliorare le relazioni con la Siria. Mantenere buoni rapporti con noi non proveniva da una volontà indipendente della Francia. Oggi, le cose non sono cambiate. Hollande, così come Sarkozy, non agiscono di propria iniziativa.
PM - François Hollande la considera come un avversario, pensa che a un certo punto il contatto può essere ricostruito?
Non è una questione di rapporti personali. Inoltre, io non lo conosco. Questi sono i rapporti tra gli Stati e le istituzioni, e nell'interesse di entrambi i popoli. Ci occuperemo di qualsiasi funzionario governativo francese nel comune interesse. Io non sono né nemico né il rivale personale di Hollande. Penso che sia piuttosto l’Isis il suo rivale, in quanto i loro indici di popolarità sono molto vicini.
PM - Sì o no, ci sono in armi chimiche Siria?
No, lo abbiamo detto molto chiaramente, e quando abbiamo deciso di rinunciare alle armi chimiche, era una scelta maniera definitiva e completa.
PM - Intanto, il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha accusato lei di aver violato il trattato con l'uso di cloro. È così?
È Possibile trovare cloro in ogni casa siriana. Ogni fazione può usarlo. Ma non l’ abbiamo usato, perché abbiamo le armi convenzionali più efficaci che usiamo nella nostra guerra contro i terroristi. Non nascondiamo, perché è un nostro diritto. Queste illazioni non ci sorprendono. Inoltre, da quando gli Usa raccontano la verità sulla crisi siriana?
PM - Ha usato armi chimiche?
No. Non abbiamo utilizzato tali armi, altrimenti non ci sarebbero stati decine o addirittura centinaia di migliaia di morti, e non non solo 100 o 200 persone, come si è detto l'anno scorso, soprattutto in una zona popolata da centinaia di migliaia, addirittura milioni di siriani.
PM - Durante il suo ultimo soggiorno a Parigi nel novembre 2010, ho intervistato sua moglie Asma. Vi manca di non essere in grado di viaggiare al di fuori dei vostri confini?
Non sono un appassionato di viaggi, e le mie visite non erano per visitare la città. Quello che mi manca è la Siria come era. Quella ci manca, ovviamente si tratta di un mondo diverso pieno di relazioni logiche e morali. Abbiamo avuto il tempo di grande speranza per sviluppare la nostra regione al fine di garantire una maggiore apertura intellettuale. Abbiamo pensato che la Francia, per il suo patrimonio culturale, fosse nella posizione migliore per svolgere questo ruolo con la Siria in Medio Oriente.
PM - Sua moglie è stata vista come ambasciatore della modernità, come vive adesso questa situazione, ora che lei è reclusa in Siria?
Come tutti i siriani, come me, ha il dolore nel vedere la distruzione e lo spargimento di sangue. Abbiamo il dolore di vedere il nostro paese indietro, di decenni indietro, e diventare un focolaio di terrorismo dopo essere stato tra i primi cinque paesi sul piano della sicurezza. Entrambi, siamo spiacenti di non vedere l'Occidente, che credevamo in grado di aiutare con l'apertura e lo sviluppo, prendere la direzione opposta. Peggio, i suoi alleati sono i paesi medievali del Golfo come l'Arabia Saudita e Qatar.
PM- La sera, quando torna a casa, come spiega ai suoi figli quello che sta succedendo nel vostro paese?
Questo avviene in ogni casa siriana. La parte più difficile è quando si tratta di bambini la cui coscienza sociale si è formata durante la crisi. Le due questioni principali che pongono sono: Come possono persone che credono o pretendere di difendere Dio e l'Islam uccidere e decapitare? Questa è una contraddizione difficile da spiegare. I bambini si chiedono anche se queste persone sanno che ciò sia sbagliato. La risposta è che alcuni conoscono e sfruttano la religione per scopi speciali, altri sono persone ignoranti che non sanno che la religione è buona, non è omicidio. Ci pongono un'ultima domanda: "Perché l'Occidente ci sta attaccando e sostiene i terroristi?. Ovviamente non parlano dell'Occidente in quanto tale, ma evocano determinati paesi, come gli Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna. "Perché si comportano in questo modo? Che cosa abbiamo fatto loro di male?” Spieghiamo poi che il popolo è una cosa, e gli Stati sono tutt'altra cosa.
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mercoledì 3 dicembre 2014
24 ore dopo PALAESTINA FELIX, RaiNews, IlPost e altri outlet 'scoprono' l'intervento aereo iraniano in Irak!!
Ecco come, 24 ore giuste dopo che noi avevamo pubblicato il nostro articolo in merito 'RaiNews' titolava sulla sua sezione 'esteri':
Notare l'impagabile "ignorantata" della foto di una formazione di F-18 Usa a corredo della notizia...essù, eddai, lo sappiamo che a voi sparapanzane filo-Nato filo-Sion assunti in Rai a forza di raccomandazioni vi pagano stipendi da urlo e "Google Images" lo avete anche voi, usatelo! Guarda qui sopra 'giornalista rai', non é difficile, dai!
Poi arriva "IlPost", anche lui con un 'accademico' ritardo di 24 ore:
Qui la pigrizia é a livelli epici; manco la fatica di cercare una foto di aerei -visto che si parla di attacchi aerei- "massì dai ci metto quella dei barbuti dell'ISIS ormai stracotta di giugno scorso". Ma li capiamo i 'colleghi' del Post...loro devono attendere la 'conferma' del Department of Defense Usa (senza il nullaosta dei loro padroni a stelle a sei punte e strisce non aprono il becco...i "colleghi"!) e poi in prima pagina devono metterci i servizi "importanti" tipo: Come Riconoscere un Buon Sushi e la bastonatura internettiana del genio scientifico J.Watson "reo" di non belare a tempo col coro 'meticciamente corretto'.
"Il Faro sul Mondo" punta invece il suo fascio di luce indagatoria con un ritardo di APPENA 22 ore e 50 minuti...BRUCIA SUL TEMPO la concorrenza!
Gli Speedy Gonzales del 'Faro' si conquistano il 'bradipo d'oro' per la velocità di questa cialtrona 'stampa' italiana online, che propone notizie cotte, stracotte, bollite, decotte che quasi si fa prima a copiarle direttamente dalla carta stampata nell'era delle messaggerie istantanee, dei filmati e delle foto in diretta streaming.
Per questo, per questi motivi provati e documentati affermiamo con orgoglio che PALAESTINA FELIX é un servizio di qualità internazionale fornito GRATUITAMENTE al pubblico italiano.
PALAESTINA FELIX, per saperlo MEGLIO, per saperlo PRIMA!
Notare l'impagabile "ignorantata" della foto di una formazione di F-18 Usa a corredo della notizia...essù, eddai, lo sappiamo che a voi sparapanzane filo-Nato filo-Sion assunti in Rai a forza di raccomandazioni vi pagano stipendi da urlo e "Google Images" lo avete anche voi, usatelo! Guarda qui sopra 'giornalista rai', non é difficile, dai!
Poi arriva "IlPost", anche lui con un 'accademico' ritardo di 24 ore:
Qui la pigrizia é a livelli epici; manco la fatica di cercare una foto di aerei -visto che si parla di attacchi aerei- "massì dai ci metto quella dei barbuti dell'ISIS ormai stracotta di giugno scorso". Ma li capiamo i 'colleghi' del Post...loro devono attendere la 'conferma' del Department of Defense Usa (senza il nullaosta dei loro padroni a stelle a sei punte e strisce non aprono il becco...i "colleghi"!) e poi in prima pagina devono metterci i servizi "importanti" tipo: Come Riconoscere un Buon Sushi e la bastonatura internettiana del genio scientifico J.Watson "reo" di non belare a tempo col coro 'meticciamente corretto'.
"Il Faro sul Mondo" punta invece il suo fascio di luce indagatoria con un ritardo di APPENA 22 ore e 50 minuti...BRUCIA SUL TEMPO la concorrenza!
Gli Speedy Gonzales del 'Faro' si conquistano il 'bradipo d'oro' per la velocità di questa cialtrona 'stampa' italiana online, che propone notizie cotte, stracotte, bollite, decotte che quasi si fa prima a copiarle direttamente dalla carta stampata nell'era delle messaggerie istantanee, dei filmati e delle foto in diretta streaming.
Per questo, per questi motivi provati e documentati affermiamo con orgoglio che PALAESTINA FELIX é un servizio di qualità internazionale fornito GRATUITAMENTE al pubblico italiano.
PALAESTINA FELIX, per saperlo MEGLIO, per saperlo PRIMA!
giovedì 12 giugno 2014
Ecco la prima parte dei DOCUMENTI ESCLUSIVI provenienti dal Palazzo Reale di Doha!!
Come abbiamo annunciato veniamo a presentare al nostro affezionato pubblico le immagini e le traduzioni dei primi esemplari di documenti riservati riguardo al fenomeno delle 'spese folli' e della corruzione nell'Emirato del Qatar e presso le sue rappresentanze e sedi diplomatiche all'estero, che ci sono stati trasmessi da una delle nostre fonti più discrete e attendibili.
--Urgente e top secret--
Sua eccellenza Abdallah el Khalifa Al-thani, primo ministro e ministro degli interni, palazzo reale,
un caro saluto e dopo vorrei far sapere a Vostra Eccellenza che abbiamo deciso di istituire la Commissione di esperti sotto la Vs guida.
Questa Commissione ha il compito di ricercare le cause complete dietro l’aumento dei costi dei progetti realizzati in Qatar rispetto agli altri stati, oltre a proporre i migliori metodi ed i passi legali e pratici necessari per affrontare questo fenomeno e limitarlo.
Il compito di questa Commissione è finire il lavoro al più presto ed emanare un rapporto da inoltrare a Sua Eccellenza, il Principe del Paese, che Dio lo protegga, entro 2 mesi dalla sua prima riunione.
Si prega di fare il possibile in questo senso e cordiali saluti. Khaled Ben Khalifa Al-Thani, direttore del protocollo di Sua Eccellenza.
Ministero degli Esteri del Qatar
Sig. Direttore Sua Eccellenza il Presidente dei Musei del Qatar,
Doha Facendo seguito alla ns. missiva n.38422, in data 14/07/2013, Vi inviamo una copia della missiva all’Ambasciatore permanente del Qatar presso l’ONU a New York n.344 del 30/08/2013 contenente che la Delegazione Permanente ha pagato cifre per un numero di alberghi e aziende per il noleggio di auto.
Vi diamo questa copia e fate ciò che ritenete opportuno. Ibrahim Youssef Fakhro, direttore del protocollo Esteri. Delegazione Permanente del Qatar presso l’ONU, New York, 30/08/2013. FAX Sua Eccellenza Ibrahim Youssef Fakhro, direttore del protocollo Esteri.
La pace sia con voi.
Facendo seguito alla Ns. missiva n.1624 del 12/07/2013, riguardante i preparativi necessari per la visita di Sua Eccellenza Principessa Yamasa, figlia di Hamad Ben Khalifa Al-thani, Presidente dei musei del Qatar e la delegazione accompagnatrice agli Stati Uniti di America nel mese di Agosto corrente.
Vogliamo informarVi che la Delegazione permanente ha pagato ad alberghi e ditte per noleggio di auto, per questo chiediamo alla Direzione dei Musei di inviarci ulteriori fondi, quantificati in 500.000 dollari per poter far fronte a queste spese di Sua Eccellenza.
Distinti saluti.
Mechal Ben Hamad Al-Thani, inviato permanente.
--Urgente e top secret--
Sua eccellenza Abdallah el Khalifa Al-thani, primo ministro e ministro degli interni, palazzo reale,
un caro saluto e dopo vorrei far sapere a Vostra Eccellenza che abbiamo deciso di istituire la Commissione di esperti sotto la Vs guida.
Questa Commissione ha il compito di ricercare le cause complete dietro l’aumento dei costi dei progetti realizzati in Qatar rispetto agli altri stati, oltre a proporre i migliori metodi ed i passi legali e pratici necessari per affrontare questo fenomeno e limitarlo.
Il compito di questa Commissione è finire il lavoro al più presto ed emanare un rapporto da inoltrare a Sua Eccellenza, il Principe del Paese, che Dio lo protegga, entro 2 mesi dalla sua prima riunione.
Si prega di fare il possibile in questo senso e cordiali saluti. Khaled Ben Khalifa Al-Thani, direttore del protocollo di Sua Eccellenza.
Ministero degli Esteri del Qatar
Sig. Direttore Sua Eccellenza il Presidente dei Musei del Qatar,
Doha Facendo seguito alla ns. missiva n.38422, in data 14/07/2013, Vi inviamo una copia della missiva all’Ambasciatore permanente del Qatar presso l’ONU a New York n.344 del 30/08/2013 contenente che la Delegazione Permanente ha pagato cifre per un numero di alberghi e aziende per il noleggio di auto.
Vi diamo questa copia e fate ciò che ritenete opportuno. Ibrahim Youssef Fakhro, direttore del protocollo Esteri. Delegazione Permanente del Qatar presso l’ONU, New York, 30/08/2013. FAX Sua Eccellenza Ibrahim Youssef Fakhro, direttore del protocollo Esteri.
La pace sia con voi.
Facendo seguito alla Ns. missiva n.1624 del 12/07/2013, riguardante i preparativi necessari per la visita di Sua Eccellenza Principessa Yamasa, figlia di Hamad Ben Khalifa Al-thani, Presidente dei musei del Qatar e la delegazione accompagnatrice agli Stati Uniti di America nel mese di Agosto corrente.
Vogliamo informarVi che la Delegazione permanente ha pagato ad alberghi e ditte per noleggio di auto, per questo chiediamo alla Direzione dei Musei di inviarci ulteriori fondi, quantificati in 500.000 dollari per poter far fronte a queste spese di Sua Eccellenza.
Distinti saluti.
Mechal Ben Hamad Al-Thani, inviato permanente.
ECCEZIONALE ESCLUSIVA! "Palaestina Felix" pubblicherà DOCUMENTI ORIGINALI della corte qatariota sulla corruzione nell'emirato degli Al-Thani!!
Grazie all'INESTIMABILE CONTRIBUTO dei nostri collaboratori esterni con la giornata di oggi "Palaestina Felix" arriva a realizzare un obiettivo, un sogno che tre anni e mezzo fa, quando iniziammo questa avventura di blogging giornalistico, riservavamo unicamente alle nostre fantasie alimentate da tante, troppe letture di Eric Ambler, John LeCarré e Len Deighton.
Siamo in grado di presentarvi e di pubblicare in assoluta, esclusiva mondiale, una serie di documenti provenienti direttamente dal Palazzo Reale di Doha, nell'Emirato del Qatar, che riguardano il fenomeno della corruzione sistematica e delle "spese folli" alla corte degli Al-Thani e presso le loro numerose legazioni diplomatiche.
Che fino all'anno scorso il piccolo stato petrolifero del Golfo ambisse a instaurare una propria egemonia tra le monarchie conservatrici sunnite (a tutto danno dell'Arabia Saudita) é cosa nota; che mirasse a farlo estendendo sempre più il dominio della Fratellanza Musulmana su vari stati del Medio Oriente e del Nordafrica da un lato e promuovendo opere faraoniche in casa (come ad esempio l'organizzazione dei Mondiali FIFA 2022) dall'altro é cosa nota ed é ovvio che per ottenere simili risultati, per convincere i paesi imperialisti occidentali che un Medio Oriente a influenza qatariota fosse preferibile a uno a guida saudita, per 'ungere' i comitati olimpici e calcistici fossero necessarie MONTAGNE DI DENARO é altrettanto ovvio.
Ma come é noto, una cosa é essere consci di un fatto, un'altra e possederne le PROVE EVIDENTI e sono esattamente queste quelle che PALAESTINA FELIX fornirà in anteprima ai propri lettori e in seguito a tutto il mondo (stante la rapida riproducibilità di ogni contenuto internettiano), per adesso iniziamo con un "antipastino", un memo interno del Premier Abdallah el Khalifa Al-thani del dicembre 2013 in cui si annuncia l'istituzione di un organo investigativo sui fenomeni di corruttela legati ai progetti interni...
Siamo in grado di presentarvi e di pubblicare in assoluta, esclusiva mondiale, una serie di documenti provenienti direttamente dal Palazzo Reale di Doha, nell'Emirato del Qatar, che riguardano il fenomeno della corruzione sistematica e delle "spese folli" alla corte degli Al-Thani e presso le loro numerose legazioni diplomatiche.
Che fino all'anno scorso il piccolo stato petrolifero del Golfo ambisse a instaurare una propria egemonia tra le monarchie conservatrici sunnite (a tutto danno dell'Arabia Saudita) é cosa nota; che mirasse a farlo estendendo sempre più il dominio della Fratellanza Musulmana su vari stati del Medio Oriente e del Nordafrica da un lato e promuovendo opere faraoniche in casa (come ad esempio l'organizzazione dei Mondiali FIFA 2022) dall'altro é cosa nota ed é ovvio che per ottenere simili risultati, per convincere i paesi imperialisti occidentali che un Medio Oriente a influenza qatariota fosse preferibile a uno a guida saudita, per 'ungere' i comitati olimpici e calcistici fossero necessarie MONTAGNE DI DENARO é altrettanto ovvio.
Ma come é noto, una cosa é essere consci di un fatto, un'altra e possederne le PROVE EVIDENTI e sono esattamente queste quelle che PALAESTINA FELIX fornirà in anteprima ai propri lettori e in seguito a tutto il mondo (stante la rapida riproducibilità di ogni contenuto internettiano), per adesso iniziamo con un "antipastino", un memo interno del Premier Abdallah el Khalifa Al-thani del dicembre 2013 in cui si annuncia l'istituzione di un organo investigativo sui fenomeni di corruttela legati ai progetti interni...
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sabato 29 settembre 2012
Eccezionali immagini dalla Striscia di Gaza in esclusiva per l'Italia su "Palaestina Felix": la Jihad Islamica fa sfilare i suoi militanti!
Mentre, ci duole dirlo, Hamas si divide in 'Hamasan' (i due Hamas), fratturandosi per colpa di pochi disonesti dirigenti più attenti alle sirene degli emiri del petrolio e meno alle richieste della base che vuole rimanere fedele ai dettami della Resistenza e della lotta di liberazione, la Jihad Islamica in Palestina non soffre di sbandamenti o traccheggiamenti di sorta e, con una imponente parata notturna a Gaza, si dichiara oggi, domani, in ogni momento pronta alla lotta armata per i Diritti innegabili della Palestina e del suo popolo.
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