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martedì 16 ottobre 2018
Jet della forza aerea saudita precipita durante l'addestramento! Morti allievo ed istruttore!
Sembra proprio che i corrotti Principi sauditi dovranno continuare ancora per un bel po' ad assoldare mercenari per pilotare i loro aerei.
Due piloti dell'aviazione militare saudita sono morti quando il loro jet di addestramento si è schiantato durante un'uscita nella regione nord-occidentale di Tabuk.
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lunedì 27 maggio 2013
Da Manama a Qatif gli Sciiti dimostrano a milioni: "Via dal Barhein i servi di Saoud!"; violenze e brutalità dei regimi wahabiti!!
Oceani di folla mobilitati tanto in Barhein quanto in Arabia Saudita chiedono Libertà, Democrazia e Uguaglianza sfidando ogni giorno gli apparati repressivi delle monarchie più retrive della Terra. A Qatif e in tutte le province orientali dell'Arabia Saudita i dimostranti, appartenenti alla minoranza sciita, hanno domandato l'immediato ritiro delle truppe saudite dall'Isola di Barhein, dove sono state inviate dai tiranni di Riyadh per aiutare il satrapo wahabita locale a difendersi dal suo stesso popolo.Anche in Barhein sono scoppiate intense manifestazioni quando, con un verdetto scandaloso, una corte locale ha assolto due sgherri del regime accusati dell'omicidio di un manifestante al quale avevano sparato a sangue freddo nel novembre 2011, durante le fasi iniziali della Rivoluzione barheini.
In un altro processo-farsa un aguzzino di Re Al-Khalifa che aveva manganellato a morte un dimostrante per la Democrazia si é visto ridurre la pena inflitta in primo grado da sette anni di carcere (sette anni per un assassinio!) ad appena SEI MESI. Questi sono i regimi amati e coccolati dall'Occidente ipocrita, tanto amante dei 'Diritti Umani' quando di comodo.
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sabato 11 maggio 2013
In Bahrein la gente di Bani Jamra si solleva contro la tirannia di Re Al-Khalifa, "pupillo" dell'Occidente!
Una nuova colossale manifestazione che ha attraversato i centri di Daih e Bani Jamra, intorno alla capitale barheini Manama sta a dimostrare la volontà indomita del popolo dell'Isola delle Perle di resistere contro l'offensiva di terrore, tortura, violenza, illegalità scatenata dal satrapo sunnita Al-Khalifa, "cocco" delle monarchie liberticide di Arabia Saudita, Kuwait e Qatar, che prostituisce la Terra che indegnamente governa aprendo le sue baie e i suoi porti alla flotta Usa.Contro la folla riunita si sono scatenati i soliti caroselli di spari, cariche, gas urticanti usati per asfissiare, ma la gente continua ad accorrere e radunarsi, giocando a rimpiattino coi corrotti gendarmi reali e coi loro alleati, soldati sauditi e mercenari pachistani.
A due anni dal suo inizio il movimento barheini per la democratizzazione del paese sembra più forte e determinato che mai e forse manca pochissimo al punto di non ritorno in cui la mobilitazione popolare potrà passare il segno e trasformarsi in Rivoluzione, come già fece 34 anni fa in Iran.
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sabato 29 dicembre 2012
Hosseini all'ICANA: "Situazione tragica in Arabia Saudita, la repressione del regime va fermata!"
Poche ore dopo l'arrivo della notizia dell'ennesima vittima civile immolata sull'altare della repressione eretto da Casa Saoud (tranquilla e sicura di poter massacrare quanti civili vuole, essendo garantita e protetta dalle alleanze con Washington e Tel Aviv) é stato un parlamentare iraniano, ai microfoni dell'Agenzia stampa ICANA a lanciare l'allarme umanitario.
Seyyed Sharif Hosseini, membro della Presidenza del Parlamento della Repubblica Islamica, ha dichiarato che "ormai da mesi" le proteste, originatesi nei centri sciiti delle Province Orientali come Qatif e Awamiyah, si sono estese fino a Riyadh ed altre città del paese, vedendo sempre più coinvolti anche cittadini di fede sunnita. La protesta, dichiara Hosseini, non é più (se mai lo sia stata), settaria e confessionale ma esprime la delusione del popolo per una gestione pubblica fallimentare in ogni campo.
In particolare sono scandalosi i rapporti internazionali sulle "enormi somme" versate dalla corte di Al-Saoud ad agitatori, mercenari e terroristi in Siria, quando invece la popolazione saudita chiede investimenti nelle infrastrutture, nello stato sociale, per la creazione di posti di lavoro e per diminuire la dipendenza dalle importazioni estere almeno dal febbraio del 2011.
Seyyed Sharif Hosseini, membro della Presidenza del Parlamento della Repubblica Islamica, ha dichiarato che "ormai da mesi" le proteste, originatesi nei centri sciiti delle Province Orientali come Qatif e Awamiyah, si sono estese fino a Riyadh ed altre città del paese, vedendo sempre più coinvolti anche cittadini di fede sunnita. La protesta, dichiara Hosseini, non é più (se mai lo sia stata), settaria e confessionale ma esprime la delusione del popolo per una gestione pubblica fallimentare in ogni campo.
In particolare sono scandalosi i rapporti internazionali sulle "enormi somme" versate dalla corte di Al-Saoud ad agitatori, mercenari e terroristi in Siria, quando invece la popolazione saudita chiede investimenti nelle infrastrutture, nello stato sociale, per la creazione di posti di lavoro e per diminuire la dipendenza dalle importazioni estere almeno dal febbraio del 2011.
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venerdì 28 dicembre 2012
Un altro ragazzo sciita massacrato a Qatif dagli sgherri del regime Saudita! Dove sono le prefiche occidentali?
Si chiamava Ali al-Marar e aveva soltanto 18 anni l'ennesima vittima della brutalità insensata del regime saudita-wahabita di Riyadh, che mantiene lo sfarzo satrapico della sua corte di principi fannulloni da gerontocomio svendendo alle potenze occidentali la ricchezza del petrolio estratto dal sottosuolo delle province sciite dell'Est.
Ma il giovane Ali Marar non é stata l'unica vittima della valanga di fuoco ad altezza d'uomo riversato dai giannizzeri saudita contro la folla disarmata che protestava contro la corruzione, l'inefficienza, la brutalità del regime; molti altri giovani dimostranti sono stati feriti: non sappiamo precisamente quanti perché da lungo tempo i feriti non vengono più portati in ospedale o ai pronto soccorso, dove potrebbero venire identificati e arrestati dalle autorità.
Il fuoco contro la manifestazione pacifica, secondo testimoni oculari, é partito da due veicoli blindati e da cecchini posizionati sui tetti degli edifici.
Ma il giovane Ali Marar non é stata l'unica vittima della valanga di fuoco ad altezza d'uomo riversato dai giannizzeri saudita contro la folla disarmata che protestava contro la corruzione, l'inefficienza, la brutalità del regime; molti altri giovani dimostranti sono stati feriti: non sappiamo precisamente quanti perché da lungo tempo i feriti non vengono più portati in ospedale o ai pronto soccorso, dove potrebbero venire identificati e arrestati dalle autorità.
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martedì 4 dicembre 2012
Un jet addestratore saudita precipita al suolo nella Provincia di Tabuk: il pilota salvo per miracolo!
Dopo l'F-15 Eagle precipitato in mare nel corso del week-end siamo stati raggiunti nella serata di ieri dalla notizia che un altro jet in forza all'aeronautica saudita é precipitato distruggendosi: questa volta si é trattato di un BaE 'Hawk', addestratore transonico di produzione inglese, schiantatosi a terra presso la base aerea 'King Faisal' nella provincia nordoccidentale di Tabuk.
A meno di non credere a una epidemia di 'Gremlin' (i folletti responsabili di incidenti aeronautici di memoria Disneyana e Kelleyana) tra i ranghi dell'aviazione saudita é chiaro che, stante il basso livello di addestramento e responsività dei suoi piloti, un aumentato ritmo di incidenti non possa che coincidere con un aumento del ritmo delle attività.
Evidentemente, a causa delle notizie sempre più circostanziate sul coma irreversibile di Re Abdallah, qualcuno dei power-broker della dinastia di Riyadh sta mettendo in "preallarme" le sue pedine, evidentemente temendo di venire preso di sorpresa da atti ostili o colpi di mano. La successione al trono saudita, lo abbiamo più volte annunciato, ha una altissima probabilità di degenerare in scontri armati o addirittura a una guerra civile che potrebbe distruggere il regno.
A meno di non credere a una epidemia di 'Gremlin' (i folletti responsabili di incidenti aeronautici di memoria Disneyana e Kelleyana) tra i ranghi dell'aviazione saudita é chiaro che, stante il basso livello di addestramento e responsività dei suoi piloti, un aumentato ritmo di incidenti non possa che coincidere con un aumento del ritmo delle attività.
Evidentemente, a causa delle notizie sempre più circostanziate sul coma irreversibile di Re Abdallah, qualcuno dei power-broker della dinastia di Riyadh sta mettendo in "preallarme" le sue pedine, evidentemente temendo di venire preso di sorpresa da atti ostili o colpi di mano. La successione al trono saudita, lo abbiamo più volte annunciato, ha una altissima probabilità di degenerare in scontri armati o addirittura a una guerra civile che potrebbe distruggere il regno.
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sabato 14 gennaio 2012
Accade l'impensabile, in Arabia Saudita non sono più i soli sciiti a protestare, manifestazione anche a Riyadh!
Con l'apparato militare-repressivo di Casa Saoud sbilanciato a Est, tanto nei confini interni (le restive province orientali, popolate da sciiti oppressi ed esclusi dalla bonanza petrolifera), quanto esteri (il corpo di spedizione mandato nell'isola di Bahrein a massacrare la popolazione locale che dimostra da mesi per porre fine al corrotto regno della dinastia Al-Khalifa) non é stato troppo sorprendente, nella giornata di ieri, vedere come le forze di polizia e polizia militarizzata abbiano faticato non poco per soffocare (con gli usuali "gentili" metodi tanto apprezzati da cultori dei Diritti Umani come Obama e la sua corte) la vasta ma spontanea manifestazione concretatasi dinanzi alla sede del Ministero della Salute e dell'Occupazione.
In Arabia Saudita, é bene ricordarlo, ogni genere di riunione pubblica e manifestazione politica é tassativamente proibita, ma questo, apparentemente non dissuade i rappresentanti degli imperialismi occidentali dal trattare il Re Saudita (l'ultimo sovrano assoluto della Terra) come un amicone e garantirgli perciò immunità dalle cretiche di "autoritarismo" che a orologeria questi soloni dell'umanitarismo a singhiozzo lanciano contro quegli Stati e quei Governi che non si prostrano ai loro piedi e non accettano le loro interferenze e le loro manipolazioni.
Uno di questi Soloni, il premieruccio britannico David Cameron, si trova attualmente in visita al tiranno Saoud, proprio nella capitale, chissà se dalle finestre della sua residenza all'interno del Palazzo Reale avrà potuto sentire l'eco delle urla e degli scontri di piazza.
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venerdì 4 novembre 2011
La magistratura libanese svela i meccanismi del traffico di armi israeliane, spicca mandato di cattura per un terzo trafficante!
La magistratura militare libanese, dopo aver a lungo interrogato i due siriani catturati nel Nord del paese mentre cercavano di trasportare oltreconfine un ingente carico di armi di manifattura e provenienza israeliana per rifornire terroristi e provocatori che negli ultimi mesi hanno provato (fortunatamente invano) a far precipitare la Siria nel caos, sono riusciti a chiarire il meccanismo del traffico e hanno stilato un mandato di cattura per un terzo siriano, personaggio collegato con la sedicente 'opposizione' a Bashir Assad, figura chiave nel contrabbando d'armi che 'triangolava' tra i paesi petroliferi del Golfo, il Libano e il regime dell'occupazione sionista.
Il Giudice Fadi Sawan, secondo quanto riportato dall'Agenzia News Nazionale (NNA) avrebbe spiccato il mandato verso questo personaggio dopo aver confrontato a lungo le dichiarazioni rese dai due arrestati, di cui ha confermato i provvedimenti di custodia cautelare. Centrale nel traffico d'armi sarebbe stata la cittadina di Arsal, dove i siriani avrebbero fatto confluire i denari affidati loro dagli sponsor Sauditi, Kuwaitiani e degli Emirati Arabi, per scambiarli con armi israeliane.
Fra le armi confiscate vi erano dozzine di mitragliette Uzi di varie dimensioni, fucili d'assalto Galil e Kalashnikov, granate, razzi anticarro e decine di migliaia di munizioni di ogni calibro.
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mercoledì 2 novembre 2011
Armi israeliane bloccate in Libano: i sionisti, pagati dagli sceicchi del petrolio, contrabbandano armi per destabilizzare la Siria!
Le forze di polizia libanesi, con una ampia e coordinata operazione nel nord del paese, hanno bloccato un enorme carico di armi israeliane dirette verso la Siria, arrestando due dei contrabbandieri che le stavano trasportando verso il confine. Immediatamente spediti a Beirut e sottoposti a interrogatorio i due hanno rivelato di fare parte di una organizzazione ramificata in tutta la regione che, con denaro Saudita e degli altri sceiccati del petrolio (Kuwait, UAE, etc...) acquista nello Stato sionista armi e munizioni da trasportare in Siria e rifornire gli agenti provocatori infiltrati nel paese in questi ultimi mesi e armare i fanatici sunniti di Hama.
Lo scorso 18 ottobre, in occasione di un altro importante sequestro di armi israeliane l'ambasciatore alla Lega Araba Youssef Ahmed portò prove evidenti del coinvolgimento dello Stato ebraico nel fomentare gli atti di terrore che hanno mietuto vittime e scosso la pace e la sicurezza di tante città siriane: Daraa, Homs, Tartous. "Israele fornisce armi e proiettili ai terroristi che uccidono i leali figli della mia nazione!", accusò, senza tema di smentite Ahmed di fronte ai suoi colleghi dei paesi arabi, anche quelli a loro volta coinvolti nel traffico.
E' significativo che il sequestro sia avvenuto nel Nord del Paese dei Cedri, tradizionalmente roccaforte dei falangisti, attualmente parte della coalizione di minoranza guidata da Saad Hariri, il Renzo Bossi libanese, nato ed educato in Arabia Saudita, quindi in ottimi rapporti con i corrotti e retrivi monarchi del petrolio, schierati contro le forze progressiste, contro la Primavera Araba e a fianco di Usa e Israele.
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lunedì 3 ottobre 2011
Proteste e scontri in Arabia Saudita! Si infiammano nuovamente le province sciite sul Golfo Persico
Non sono bastate le ridicole "concessioni" sul voto amministrativo alle donne e lo show mediatico della 'grazia' alla donna al volante, infingimenti buoni per raggirare i boccaloni dei media occidentali, intrisi di pregiudizi razzisti e islamofobi, per disinnescare la voglia di riforme degli abitanti del governatorato di Qatif e di tutte le province orientali dell'Arabia Saudita, che sempre più decisamente sentono spirare il vento della "Primavera Araba" che porta i loro fratelli Yemeniti e Bahreini a scendere in piazza ormai da mesi nonostante stragi, torture e intimidazioni sostenute dallo stesso corrotto monarca che siede sul suo trono dorato a Riyadh.
Una improvvisa manifestazione si é tenuta nel villaggio di Awamiyah, popolato in maggioranza da Sciiti, come quasi tutta la parte orientale dell'Arabia Saudita (incidentalmente, proprio la più ricca di petrolio e la meno beneficiata dalla corrotta corte sunnita che ne depreda le ricchezze e poi ne dispone arbitrariamente secondo logiche predatorie e medievali). I manifestanti hanno stracciato effigi del Governatore della provincia, il Principotto Mohammed bin Fahd, figlio dell'ex-Sovrano Fahd bin Abdul Aziz Al Saoud.
Brutale e cieca come sempre, la repressione non si é fatta attendere e, al suo culmine, la sbirraglia di Re Saoud ha toccato un picco di abiezione arrivando a sequestrare un vecchio settuagenario (che non aveva preso alcuna parte al rally di protesta) per convincere, con una minaccia trasversale nel più puro stile mafioso, suo figlio (che era stato visto fra i dimostranti più attivi) a consegnarsi loro.
Una nuova manifestazione di protesta dovrebbe tenersi oggi nel centro vero e proprio di Qatif.
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sabato 10 settembre 2011
Dietro i terroristi che cercano di precipitare la Siria nel caos c'é la mano insanguinata di Re Saoud!
Le autorità siriane impegnate a contrastare le azioni di agitatori e terroristi che mettono in pericolo la vita e la sicurezza dei cittadini e che hanno negli ultimi mesi colpito a morte molte dozzine di uomini dell'esercito e della polizia hanno rivelato che un numero crescente di individui collegati con questi atti ha dimostrato e confermato di aver ricevuto denaro e armi dall'Arabia Saudita.
![]() |
| Youssef Chaalan Al-Youssef e Ammar Taleb Ma’ath, terroristi recentemente arrestati dalle forze di sicurezza siriane. |
Numerosi provocatori e terroristi sono stati recentemente neutralizzati, uccisi e catturati nel villaggio di Ibleen, nel distretto nordoccidentale di Jabal al-Zawiyah; ci si augura che da questa brillante operazione delle forze di sicurezza siriane possa venire un colpo decisivo al network di mercenari e agitatori che da marzo scorso, pur diffondendo panico e vittime, non é riuscito a incrinare la popolarità di Assad, che ha anzi iniziato un processo di riforma in senso progressivo dell'ordinamento della Repubblica e che recentemente, a dimostrare di non avere nulla da nascondere, ha persino aperto le porte delle proprie carceri ai rappresentanti del Cominato internazionale della Croce Rossa/Mezzaluna Rossa.
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sabato 5 marzo 2011
Aggiornamento: la situazione in Arabia Saudita si fa tesa, scontri e arresti ad Al-Hufuf e Al-Qatif
Molte migliaia di persone hanno iniziato a protestare da venerdì mattina nelle cittadine della costa persica dell'Arabia Saudita, provincia a maggioranza sciita dove più forte é l'insofferenza verso l'autoritarismo dello Stato e la discriminazione largamente praticata nella società, sia a livello sociale che economico.
La manifestazione convocata per protestare contro l'arresto dello Sceicco Tawfiq al-Amer, ha radunato una grande folla ad Al-Hufuf, mentre un raduno nella vicina Al-Qatif, che chiedeva oltre alla liberazione dello sceicco anche quella di nove prigionieri politici, é stato disperso dalle forze di sicurezza reali, che hanno impiegato senza risparmio gas urticanti e manganelli.
22 persone sono state arrestate in seguito agli scontri, secondo quanto riportato telefonicamente alla France Presse da Ibrahim al-Mugaiteeb, Presidente di della locale sezione di "Human Rights First". Secondo quanto dichiarato da Al-Mugaiteeb e dal sito-web "Rasid" le manifestazioni chiedevano, oltre al rilascio dei prigionieri, anche riforme politiche quali l'adozione di un sistema monarchico costituzionale e non contenevano messaggi settari o separatisti.
Nonostante vivano nella zona dell'Arabia Saudita più ricca in assoluto di petrolio i cittadini sciiti vedono ben poco degli immensi fatturati della sua esportazione reinvestito nelle loro province; la maggior parte si invola verso la capitale Ryiadh dove il Re Abdullah, la sua Casata e i suoi sodali lo sperperano mantenendo stili di vita che definire "stravaganti" é poco.
Proprio a Ryiadh una piccola manifestazione spontanea iniziata fuori dalla Moschea di Al-Rajhi é stata stroncata sul nascere con l'arresto di tre persone, afferrate a caso dalla polizia tra le venti che stavano intonando slogan contro "l'oppressione autoritaria" del Sovrano.
Il movimento di dissenso saudita ha 'convocato' tramite internet un giorno di proteste per l'11 marzo e uno per il 20.
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