100 milionicini di dollari, tanto sono disposti a spendere i petro-monarchi sauditi nel tentativo di "comprarsi" Mahmoud Abbas, la fazione Fatah e l'Anp, 'lock, stock e barrel', come dicono gli Inglesi; l'agenzia WAFA ha riportato l'intenzione del Ministro delle Finanze di Riyadh Ibrahim al-Wassaf di autorizzare un trasferimento di 100 milioni a Ramallah per permettere a Fatah di colmare il buco di bilancio pauroso scavato dai suoi avidi 'cacique' nelle casse dell'Anp (sentina di sperperi e corruzione) e di pagare almeno qualche stipendio arretrato ai dipendenti pubblici della sclerotica e inefficiente amministrazione.
Ancora una volta le tirannie petrolifere del Golfo, ottime alleate di Usa e Israele cercano di usare la loro ricchezza per imbrigliare la Resistenza palestiense in catene d'oro. Sta al Popolo di Palestina e alle organizzazioni fedeli ai principi non-negoziabili della sua Causa chiarire agli emiri wahabiti che come di fronte all'oro di Sion il sangue e la terra tra il Giordano e il Mediterraneo
non sono in vendita nemmeno di fronte all'oro dei servi di Sion.
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