E' evidente il tentativo dell'azienda americana di crearsi un rapporto preferenziale con la leadership curda, chissà, forse attendendo il momento in cui l'unità nazionale irachena venga messa in forse da manifestazioni settarie e offensive terroristiche come quelle che hanno cercato, invano, di spaccare la Siria negli ultimi due anni, eventualità, ovviamente che farebbe tutto il gioco di Washington e della Casa Bianca che riuscirebbe così a realizzare "in corner" il sogno di una perpetua influenza sull'ex-Irak spezzato in 'cantoni' curdi, sunniti e sciiti laddove non era riuscita a imporla sulla punta delle baionette.
La maggioranza degli irakeni, che oltre ogni barriera etnica e settaria vogliono uno Stato unito e forte, si incaricherà di rendere chiaro come tali progetti siano velleitari e destinati in partenza alla più cocente delle sconfitte, come hanno dimostrato, anche recentemente le colossali manifestazioni di Bassora, Najaf, Bagdad e persino Mosul a favore del Primo Ministro Maliki e del suo operato.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
