Per oltre sette anni i takfiri sono rimasti abbarbicati ostinatamente alla parte centro-meridionale della città di Daraa, capoluogo dell'omonimo governatorato e "corridoio" verso la Giordania, dalla quale, con la complicità del corrotto reuccio ascemita, essi ricevevano da Riyadh, Tel Aviv, Washington, vagonate di denaro, armi, droga ed equipaggiamenti.
