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sabato 22 settembre 2012

La Marina iraniana progetta di "mostrare la bandiera" fino al Polo Sud, la 21esima flottiglia ritorna dall'Oceano Indiano!

Nell'ambito delle manifestazioni per la "Sacra Settimana della Difesa" il Capo di Stato Maggiore dell'IRIN, Contrammiraglio Habibollah Sayyari ha annunciato che la Marina di Teheran sta stilando piani per una crociera dimostrativa fino alle acque del Polo Sud, che potrà servire come 'prova' e preparazione per una più continua e stabile presenza in quelle acque nel medio futuro.

Nodo centrale dei preparativi iraniani per la transizione definitiva da "Marina da acque verdi" a "Marina da acque blu" (cioé fa forza di interdizione e protezione costiera a forza pienamente oceanica) é ovviamente la costruzione di nuove unità e nuovi tipi di vascello, che in Iran procede a ritmo serrato con grandi innovazioni tecniche e qualitative. Proprio negli scorsi giorni il lancio dello scafo del nuovo cacciatorpediniere "Sahand" ha segnalato un nuovo passo avanti su questa strada.
Ma prima che il 'Sahand' (attualmente al 20 per cento dei lavori) sarà terminato il 'Velayat' (adesso al 75 per cento di completamento): a queste navi in seguito si uniranno i nuovi destroyer classe "Sina" (Jamaran, Velayat e Sahand sono classe "Moudgeh") evolute dalla classe "Kaman"/"Combattante II". La Marina iraniana ha già quattro destroyer "Sina" in linea (Pakyan, Joshan, Derafsh, Kalat), costruiti tra il 2003 e il 2008 e ne sta preparando altri quattro da varare entro il 2020.
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martedì 18 settembre 2012

La Repubblica Islamica iraniana celebra nuovi successi nel campo dell'industria militare!

Con una imponente cerimonia nella città portuale di Bandar Abbas l'IRIN, la Marina iraniana, ha rimesso in linea il sommergibile classe 'Kilo' (scafo 901) "Tareq" acquistato nel 1992 e riportato alla piena efficienza con estese modifiche e modernizzazioni dopo venti anni esatti di onorato servizio.

La modernizzazione degli scafi russi rappresenta una ulteriore vittoria nella ricerca della totale autosufficienza militare da parte della Repubblica Islamica. Mosca infatti aveva proposto che i vascelli fossero riportati in Russia per i lavori di manutenzione mentre Teheran voleva che le operazioni si svolgessero in Iran sotto gli occhi di ingegneri iraniani che sarebbero così stati in grado di apprendere tecniche e know-how. Alla fine il Governo iraniano decise di fare da sé, rassicurato riguardo al fatto che la tecnologia navale nazionale potesse assumersi il compito dell'overhaul senza dover chiedere assistenza all'estero.
La scommessa é stata vinta e ora si attende che anche gli scafi '902' e '903' ('Noor' e 'Younes') escano dai bacini di carenaggio ammodernati e pronti a riprendere il pattugliamento delle acque del Golfo Persico e dell'Oceano Indiano. Sempre nella giornata di ieri é stato varato anche lo scafo del cacciatorpediniere "Sahand", unità di nuova concezione che eredita il nome della fregata classe 'Alvand' eroicamente affondata nel 1988, lottando contro la flotta imperialista americana.
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