Non é la prima volta che sulle pagine di PALAESTINA FELIX dedichiamo un post alla memoria di un martire caduto nella lotta per la difesa della Siria. Temiamo che questa non sarà certamente l'ultima. Vorremmo ricordare anzi, come abbiamo tenacemente difeso la scelta di chiamare i caduti in questa battaglia per la Civiltà col nome con cui vengono onorati dai loro commilitoni e camerati, cioé, appunto, "martiri" nonostante a qualche lettore questa parola paresse poco 'battagliera'.
Non solo perché "Shaheed" é il termine usato in Arabo per essi, ma anche perché, attenti all'etimologia come tutti i Letterati, riteniamo che "martire", cioé 'testimone' rappresenti in pieno lo sforzo di questi eroi che hanno dato le loro vite per testimoniare che "Islam" non é takfirismo, non é wahabismo, non sono le eresie di qualche sozzo "imam" o "sceicco" saudita o ikhwanita, Islam é Storia, Cultura e Civiltà plurisecolare cresciuta in mezzo ad altre culture e religioni e sviluppatasi insieme con esse.
