Era chiaro ed evidente a chiunque avesse anche solo una infarinatura di strategia militare che l'improvviso infiammarsi del 'Fronte Nord' col coinvolgimento della Turchia in raid oltreconfine e schermaglie sulla frontiere con la Siria non aveva altro scopo se non quello di cercare di 'distrarre' il fulcro delle operazioni militari dalla zona di Qalamoun dove, poco prima, con la caduta di Yabroud, i mercenari terroristi anti-Assad avevano subito l'ennesima gravissima sconfitta.
Ma nuovi preziosi obiettivi aspettavano le colonne trionfanti dell'Esercito Siriano e di Hezbollah, come avevano già annunciato noi stessi nell'articolo sulla conquista del capoluogo del Qalamoun e oggi, nonostante gli sforzi di Erdogan e della sua cricca, questi obiettivi sono stati raggiunti: i villaggi di Flita e di Ras al-Maara, infatti, sono caduti completamente in mano alle forze governative.
Intanto, in Turchia si estende lo scandalo riguardo le conversazioni del Ministro degli Esteri Davutoglu che parlava apertamente con un intelocutore della possibilità di creare ad arte un finto "attacco siriano" da oltreconfine, per poter giustificare un raid armato contro le forze di Assad attorno a Latakia.
Sembrerebbe, infatti, che l'intercettazione incriminata sia stata "passata" da elementi anti-Erdogan all'interno delle stesse forze armate turche (che hanno il dente avvelenato con l'attuale Premier per via delle sue 'purghe' contro il vecchio corpo ufficiali) ai servizi siriani, che poi l'hanno diffusa a tutti i media della regione.
