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venerdì 25 novembre 2011

Il regime ebraico, parte diretta nelle operazioni contro la Somalia, inizia con una 'overture' sionista classica: massacrando 17 civili!


Diciassette civili somali sono stati massacrati da un drone remoto senza pilota, nei pressi del confine col Kenya, paese dal quale, di recente é partito un nuovo tentativo di invasione del Corno d'Africa portato avanti dagli Ascari di Mombasa per conto dell'imperialismo americano e occidentale; questa volta però non é stato un robot-assassino della Casa Bianca a compiere l'ennesima strage di innocenti in terra africana, le ali del 'terminator' volante da cui si sono staccati i razzi e le bombe micidiali erano adorne di un differente emblema che per la prima volta ha mostrato sulla Somalia il suo profilo minaccioso: la svastica a sei punte del regime ebraico.

Il drone Elbit é stato schierato insieme ad altri quattro esemplari in una base segreta sul confine somalo-keniota, spediti insieme a tredici tra tecnici e operatori e a una quantità imprecisata ma ingente di armi, equipaggiamenti e 'istruttori militari' per le forze del Primo Ministro Raila Odinga, che come l'ignara vittima di un film di vampiri ha invitato egli stesso (madronale errore!) i Dracula di Tel Aviv in casa propria, nella speranza di ottenerne aiuto per estendere il proprio potere sulla Somalia e magari strapparle qualche provincia di confine.
Fattosi "pecora matta" il Premier keniota Raila Odinga ha ben presto perso il sorriso, suscitando invece la lugubre ilarità dei suoi nuovi "amici" sionisti!
Imperdonabile la leggerezza di Raila Odinga! Dove era focalizzata la sua attenzione nel 2008, quando Israele, volutamente e scientemente forzò la Georgia ad attaccare la Russia scatenando un conflitto che Tblis non aveva nessuna speranza di vincere? Non ha imparato la lezione, Raila Odinga? Non ha capito che israhell non ha 'amici' o 'alleati' ma solo fantocci e pedine da fare agitare un po' sulla scacchiera prima di venire sacrificati, ovviamente nel nome dei superiori interessi del "popolo eletto"?

Intanto i guerriglieri musulmani Shabaab continuano con successo a rallentare l'avanzata keniota in Somalia; nella giornata di ieri un camion di soldati invasori é saltato su una mina riportando dodici perdite tra morti e feriti. Muoiono i soldati neri in terra d'Africa, mentre a Tel Aviv Shimon Peres, Benji Netanyahu e Avi Lieberman sghignazzano e fanno pronostici su dove affondare i loro artigli partendo dalla nuova, conveniente base d'operazioni nel Continente Nero offerta loro dalla superficiale stupidità di Raila Odinga.
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martedì 24 maggio 2011

Proteste in Georgia! Traballa nel Caucaso un altro 'pupazzo' di Tel Aviv!!


Le proteste anti-governative a Tiblis, capitale della Georgia, sono entrate ormai nel quarto giorno consecutivo e le folle che riempiono strade e piazze della cittadina ex-sovietica non cessano di domandare a gran voce le dimissioni di Mikheil Saakashvili, che strappò il potere all'ex-Ministro degli Esteri di Gorbachov, Eduard Shevarnadze, con l'impostura della fasulla "rivoluzione delle rose", orchestrata da CIA, Mossad ed altri stakeholder occidentalisti (come il miliardario George Soros) sulla falsariga di tante altre 'rivoluzioni colorate' che dovevano garantire a Usa e Israele il ferreo controllo dell'Asia Centrale e un anello di basi in funzione anti-russa, anti-iraniana e anti-cinese.


L'arrogante politica di Saakashvili, che dopo aver nominato noti esponenti della locale lobby filoisraeliana a posti-chiave di Governo riuscì a trascinare il paese nella disastrosa guerra del 2008 contro la Russia di Putin ha fatto provare ai georgiani una 'sbronza nazionalista' i cui postumi però, tra l'umiliante conclusione del conflitto col gigante russo e il totale sfacelo di un'economia già normalmente non brillantissima si stanno rivelando amari soprattutto per l'inquilino del terrificante palazzaccio disegnato da Michele de Lucchi.

I manifestanti, tra l'altro, sono anche muniti di spranghe e bastoni, nel caso che dovessero ripetersi "colpi di mano" simili a quello tentato l'altro ieri da forze di polizia che hanno cercato di sgombrare le piazze con proiettili di gomma e gas urticanti molto probabilmente comprati da Israele. I dimostranti, guidati dall'ex alleata del Presidente e capo dell'assise parlamentare Nino Brujanadze, si ispirano direttamente ai manifestanti che in Azerbaijan hanno messo in crisi a più riprese il Governo locale.

Intanto il leader dell'opposizione Irakli Okruashvili ha giurato di tornare in Georgia dal suo esilio francese e di farlo in tempo per il mega-raduno programmato per domani, mercoledì 25 maggio.
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