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sabato 4 agosto 2018

In Afghanistan le forze speciali locali conquistano una "prigione illegale" gestita dai Talebani, liberano 61 persone e fanno alcuni prigionieri!

Il tentativo di tenere il mio sempre più numeroso ed affezionato pubblico al corrente della situazione afghana (come esplicitamente richiesto da alcuni lettori) mi mette in condizione di notare particolari che altrimenti mi sarebbero sfuggiti e ritengo che non sia un'impresa oziosa informare di ciò anche chi mi segue.

Il mio contatto ed amico Roman R. Talanov una volta ha osservato che le forze speciali americane (e quelle dei paesi sotto influenza Usa) tendono sempre più ad assomigliare a un branco di cosplayer appassionati di 'softair', coi loro aggeggi 'tacticool' e più ottiche, camere, intensificatori d'immagine e altri 'gizmo' tecnologici della vetrina di un negozio di fotografia attorno a Natale, quando alle forze speciali sovietiche bastavano e avanzavano una tunica "Gorka" e un AKM più o meno silenziato.

Guardate la foto di apertura, essa ritrae un'unità delle Forze Speciali Afghane fotografata pochi mesi fa.

Comunque, il Btg. 7 delle Forze Speciali di Kabul, operando nel Distretto di Kajaki, Provincia di Helmand, é riuscito a conquistare una "prigione illegale" dei terroristi talebani, liberarne i prigionieri e catturare alcuni dei loro carcerieri.

domenica 16 settembre 2012

Grande successo di militanti della Resistenza afghana che a Lashkargah distruggono ben sei jet americani!

Non voleranno mai più nei tersi e azzurri cieli afghani come condor mostruosi pronti a recare morte e distruzione tra i villaggi di montagna, bombardando e cannoneggiando donne indifese, lasciando dietro di sé bambini orfani e mutilati, i sei 'A-8 Harrier' che sono andati in fiamme e brandelli in seguito alla coraggiosissima operazione della Resistenza afghana che attaccando la base aerea di Lashkargah ('camp bastion' nel ridicolo gergo militare yankee) ha distrutto apparecchi per 150 milioni di dollari abbattendo per sovrappiù anche due militari invasori e ferendone altri nove.

Gli attaccanti erano divisi in tre diverse squadre e hanno agito con estremo ardimento e precisissima coordinazione, riuscendo, oltre a distruggere i sei jet a decollo verticale, anche a danneggiare gravemente tre stazioni di rifornimento, sei hangar e a recare notevoli danni ad altri due apparecchi che non si sa se potranno venire riparati. Il coraggioso attacco della Resistenza afghana porta i morti tra le forze di invasione della NATO alla cifra di 332 nel corso di questo anno. Nel 2011 in Afghanistan morirono più di 500 invasori, ma i contingenti erano più numerosi visto che molti paesi hanno già iniziato le procedure di ritiro.
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