Abbiamo già parlato in passato di Alice Walker, portabiandiera del lesbofemminismo e del 'politicamente corretto' che tanta fortuna avevano tra anni '80 e '90 tanto da "meritarsi" un piagnoso e noioso filmone del sionista Spielberg che voleva mostrarsi "regista impegnato" (ma meglio se rimaneva alle sarabande d'avventura di Indiana Jones, che sono più il suo terreno).
Adesso però la Walker ha perso tutto il sostegno della 'Lobby a Sei Punte' e anzi, é stata messa all'indice per avere OSATO affermare nel suo "The Cushion in the Road" l'ovvietà che il Popolo di Palestina sia perseguitato dal regime ebraico che lo sottopone a un regime di Apartheid, tanto da vedersi esclusa da un evento all'Università del Michigan quando i finanziatori sionisti dello stesso hanno minacciato di chiudere i rubinetti del denaro.
Anziché dimostrare dignità umana e scientifica i dirigenti dell'Università hanno preferito escludere la personalità 'sgradita' ai sacerdoti del sinedrio, dimostrando quanto misero sia il livello delle istituzioni pretese 'culturali' americane, ricattabili e "in vendita" al migliore offerente.
Laddove una società si fa permeare dal denaro e soggiace alle sue leggi non può esistere Vera Libertà.
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sabato 17 agosto 2013
Alice Walker, profetessa femminista della 'correttezza' paga lo scotto delle sue affermazioni pro-Palestina!
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venerdì 21 giugno 2013
La lobby sionista americana dopo aver coccolato per decenni l'autrice di "Color Purple" la 'scopre' ANTISEMITA!!!!!
La signora con gli occhiali ritratta in foto é la scrittrice statunitense Alice Walker, autrice di diversi volumi di narrativa e saggistica, tra cui il più popolare e conosciuto é certo "Il Colore Viola", romanzo generazionale sui neri d'America negli anni '30 e '40 adattato anche per il cinema.
Personalmente chi scrive non ama eccessivamente la narrativa della Signora Walker, che trova eccessivamente smielata, buonista, femministoide e "terribilmente anni '90" almeno quanto le camicione di flanella e i dischi dei Nirvana e dei Dinosaur Jr, ciò non toglie, comunque, che sia scritta con un certo talento legato in non piccola parte alla capacità della Walker di osservare la realtà e renderla con descrizioni semplici e coinvolgenti.
Recentemente la Walker ha dato alle stampe un volume di riflessioni intitolato "The Cushion in the Road" di cui un buon quarto é dedicato a pensieri e meditazioni sulla situazione della Palestina e sui collegamenti tra la lotta dei Palestinesi e quella dei neri negli Stati Uniti. Un argomento tutt'altro che banale specialmente quando si pensi che il primo africano americano che "rischiava" di diventare presidente Usa ben prima del "Cameriere dell'AIPAC" Obama venne letteralmente distrutto dal lobbysmo a Sei Punte che preferì mandare il maldestro Dukakis a farsi massacrare da Bush Sr. piuttosto che sostenere il Reverendo Jackson, amico della Causa Palestinese.
Puntualmente la cagnara sionista é saltata in piedi ad accusare la Walker di ANTISEMITISMO! evidentemente scordando che la carriera della stessa come "opinion leader" del liberalismo progressista americano venne lanciata dall'ebreissimo Howard Zinn e come la stessa sia stata a lungo sposata con un avvocato ebreo. Strano antisemitismo quello dellla Walker! Se poi a garantire l'infamante accusa basta osservare l'ovvio quando nel libro si afferma che "La politica israeliana degli insediamenti deriva dalla convinzione che il possesso costituisca i nove decimi del Diritto", frase che potrebbe venire iscritta a lettere d'oro nella bandiera del regime ebraico di occupazione della Palestina, lasciamo capire quanto fondate siano le pretese sioniste di bollare l'ennesimo intellettuale che non ragli a tempo nel coro del Sinedrio.
Personalmente chi scrive non ama eccessivamente la narrativa della Signora Walker, che trova eccessivamente smielata, buonista, femministoide e "terribilmente anni '90" almeno quanto le camicione di flanella e i dischi dei Nirvana e dei Dinosaur Jr, ciò non toglie, comunque, che sia scritta con un certo talento legato in non piccola parte alla capacità della Walker di osservare la realtà e renderla con descrizioni semplici e coinvolgenti.Recentemente la Walker ha dato alle stampe un volume di riflessioni intitolato "The Cushion in the Road" di cui un buon quarto é dedicato a pensieri e meditazioni sulla situazione della Palestina e sui collegamenti tra la lotta dei Palestinesi e quella dei neri negli Stati Uniti. Un argomento tutt'altro che banale specialmente quando si pensi che il primo africano americano che "rischiava" di diventare presidente Usa ben prima del "Cameriere dell'AIPAC" Obama venne letteralmente distrutto dal lobbysmo a Sei Punte che preferì mandare il maldestro Dukakis a farsi massacrare da Bush Sr. piuttosto che sostenere il Reverendo Jackson, amico della Causa Palestinese.
Puntualmente la cagnara sionista é saltata in piedi ad accusare la Walker di ANTISEMITISMO! evidentemente scordando che la carriera della stessa come "opinion leader" del liberalismo progressista americano venne lanciata dall'ebreissimo Howard Zinn e come la stessa sia stata a lungo sposata con un avvocato ebreo. Strano antisemitismo quello dellla Walker! Se poi a garantire l'infamante accusa basta osservare l'ovvio quando nel libro si afferma che "La politica israeliana degli insediamenti deriva dalla convinzione che il possesso costituisca i nove decimi del Diritto", frase che potrebbe venire iscritta a lettere d'oro nella bandiera del regime ebraico di occupazione della Palestina, lasciamo capire quanto fondate siano le pretese sioniste di bollare l'ennesimo intellettuale che non ragli a tempo nel coro del Sinedrio.
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