Al termine della sua visita diplomatica in Russia, il Ministro degli Esteri irakeno, Ibrahim Jafaari, ha preso una ferma e chiara posizione (senza dubbio in prospettiva elettorale) riguardo alla futura presenza di basi con forze militari americane nel paese mesopotamico.
"Bagdad ripudia e rifiuta categoricamente la costruzione o la creazione di basi militari Usa sul proprio suolo".
Jafaari ha deciso di non 'rimanere indietro' nella gara alle dichiarazioni anti-americane rilasciate ultimamente da diverse personalità irakene, tra cui i capi delle milizie popolari (Hashd al-Shaabi) tra cui Kataib Hezbollah, Harakat al-Nujaba e milizie turcomanne.
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sabato 3 marzo 2018
mercoledì 21 febbraio 2018
Nella notte gli irakeni intercettano uomini-bomba che si fanno esplodere per non venir catturati! Anche Al-Ameri si scaglia contro gli Americani ancora in Mesopotamia!
Hadi al-Ameri, figura fondamentale della Mobilitazione Popolare che ha fermato e sconfitto l'ISIS, al contrario della 'coalizione' americana che invece voleva in tutti i modi facilitarlo e favorirlo (per compiere così il piano Obamian-Clintoniano di 'ritorno' in Mesopotamia), ha preso a sua volta la parola per dire BASTA alla presenza degli ultimi militari Usa in Irak.
Ha unito il suo appello, in effeti reiterandolo, a quelli già levatisi dai Kataib Hezbollah e dalle Harakat al-Nujaba, organizzazioni CARDINE nel panorama delle Hashd al-Shaabi.
Ha unito il suo appello, in effeti reiterandolo, a quelli già levatisi dai Kataib Hezbollah e dalle Harakat al-Nujaba, organizzazioni CARDINE nel panorama delle Hashd al-Shaabi.
mercoledì 14 febbraio 2018
Dopo Al-Nujaba e i Kataib Hezbollah anche i volontari Turcomanni dell'Hashd al-Shaabi lanciano il loro 'ultimatum' alle forze americane ancora in Irak!
Dopo le dichiarazioni contro la permanenza nel paese mesopotamico anche degli ultimi militari americani (ridotti a poche centinaia di unità) pervenute da parte dei comandanti delle milizie popolari irakene Kataib Hezbollah e Harakat al-Nujaba un simile avvertimento è arrivato anche da parte di Kenan Tuzlu, comandante delle forze turcomanne che fanno parte della Mobilitazione Popolare irakena.
"Non vogliamo che in Iraq ci siano militari USA o di altri paesi stranieri. Noi crediamo che sia inaccettabile. La presenza sul nostro territorio non ha alcuna ragionevole spiegazione. Prima come scusa per essere qui il contingente ha usato la lotta con l'ISIS. Ma ora, è finita e agli USA non sono rimaste scuse. L'ISIS è stato distrutto, allora ci siamo esposti contro la presenza americana in Iraq. Contro lo Stato Islamico ha combattuto l'esercito iracheno, con le nostre forze".
"Non vogliamo che in Iraq ci siano militari USA o di altri paesi stranieri. Noi crediamo che sia inaccettabile. La presenza sul nostro territorio non ha alcuna ragionevole spiegazione. Prima come scusa per essere qui il contingente ha usato la lotta con l'ISIS. Ma ora, è finita e agli USA non sono rimaste scuse. L'ISIS è stato distrutto, allora ci siamo esposti contro la presenza americana in Iraq. Contro lo Stato Islamico ha combattuto l'esercito iracheno, con le nostre forze".
giovedì 8 febbraio 2018
Anche Al-Nujaba "avverte" i militari Usa ancora presenti in Irak; il portavoce governativo Hadithi assicura: "Il 60 per cento sta già lasciando il paese!"
Il portavoce governativo irakeno Saad al-Hadithi ha annunciato nella giornata di ieri che "una massiccia riduzione del numero di militari americani presenti sul territorio irakeno é già in corso".
Pur ammettendo che questo non porterà alla partenza di 'tutti' i militari americani in Irak, Hadithi ha puntualizzato che oltre il 60 per cento delle poche centinaia attualmente presenti nel paese sarà partita alla fine del ridispiegamento in questone.
Non é difficile vedere dietro a questa dichiarazione una rapida 'risposta' all'ultimatum lanciato il giorno prima dal comandante di Kataib Hezbollah Jafar Hosseini, che aveva minacciato attacchi alle forze americane se non avessero rapidamente abbandonato il paese.
Pur ammettendo che questo non porterà alla partenza di 'tutti' i militari americani in Irak, Hadithi ha puntualizzato che oltre il 60 per cento delle poche centinaia attualmente presenti nel paese sarà partita alla fine del ridispiegamento in questone.
Non é difficile vedere dietro a questa dichiarazione una rapida 'risposta' all'ultimatum lanciato il giorno prima dal comandante di Kataib Hezbollah Jafar Hosseini, che aveva minacciato attacchi alle forze americane se non avessero rapidamente abbandonato il paese.
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