Gli abitanti del sobborgo, che si erano trincerati in casa per timore delle violenze e delle stragi che gli integralisti sunniti reclutati in Marocco, Algeria, Liba, Pachistan, ma anche nei ghetti di Londra e Parigi, esaltati da predicatori fanatici e ignoranti e storditi dalle anfetamine liberamente spacciate dai servizi segreti turchi, si abbandonano verso gli appartenenti a qualunque altra religione e ai sostenitori del legittimo Governo di Assad, sono andati incontro ai militari festeggiandoli e abbracciandoli, ringraziando di aver messo fine a un incubo durato settimane.
Circa 180 militanti qaedisti sono stati uccisi degli ultimi due giorni e trenta catturati; fra di essi anche dieci cecchini "pavoliniani", fanatici votati al suicidio lasciati nei quartieri riconquistati per aprire il fuoco sui militari siriani e sui civili dopo la ritirata dei loro complici. Intanto anche a Daraa, vicino al confine giordano, i wahabiti sono stati sloggiati dall'area di Al-Harak. Ormai l'avanzata delle truppe siriane sta sgretolando il sistema di 'cellule' terroriste wahabite in tutto il paese e non sembra lontano il momento in cui il Governo centrale possa dichiarare vinta la battaglia contro gli estremisti finanziati da Arabia Saudita, Qatar e Turchia per conto degli interessi americani e sionisti.
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