Un "Hookah Bar" di Latakia; nella storica cittadina rivierasca siriana, roccaforte del 'terribile' 'regime' di Assad e soci, le donne possono frequentare locali pubblici (anche da sole!) ordinare drink in pubblico e fumare la tradizionale pipa ad acqua mediorientale.
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domenica 30 aprile 2017
Come vengono trattate e considerate le donne dal 'crudele dittatore' Assad e dagli 'eroici' ribelli moderati amici di Del Grande!
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giovedì 29 novembre 2012
A Gaza cartelloni di gratitudine verso l'Iran per il decisivo sostegno tecnico e militare alle organizzazioni di Resistenza armata!
In tutta la Striscia di Gaza durante e subito dopo il recente confronto militare con il regime ebraico le attestazioni di riconoscenza e gratitudine verso la Siria, l'Iran e il Movimento Hezbollah (l'Asse della Resistenza) che ha messo in grado le milizie del ghetto palestinese di rispondere a tono al pogrom militare sionazista sono risuonati più volte ma fedeli al motto latino "Scripta Manent" gli abitanti della Striscia hanno eretto placard di ringraziamento all'indirizzo della Repubblica Islamica, ben visibili, le cui foto hanno già fatto il giro del mondo.
In una intervista al quotidiano libanese Al-Liwaa, l'ambasciatore di Teheran a Beirut, il famoso Ghazanfar Roknabadi ha dichiarato che "nonostante divergenze emerse recentemente nei confronti di alcuni leader del Movimento", l'Iran e Hamas, in particolare la sua ala militare, condividono ancora una visione comune sulla Lotta, la Resistenza e il Destino della Palestina e dei Diritti del suo popolo.
A tal proposito menzioniamo la voce giuntaci direttamente da Gaza negli scorsi giorni secondo cui il 'fantasma' Mohammed Daif in persona, influentissimo leader della milizia armata di Hamas, più volte scampato a tentativi di assassinio sionazisti, sarebbe contrarissimo a ogni distaccamento dalle posizioni della lotta armata e dall'alleanza con l'Iran; pronto, si dice, a sostenere Mahmoud Zahar in una linea di 'scontro' con quei dirigenti (come Mishaal e Marzouk) recentemente "tentati" da un accordo anti-iraniano con Emiri del petrolio sauditi e qatarioti.
In una intervista al quotidiano libanese Al-Liwaa, l'ambasciatore di Teheran a Beirut, il famoso Ghazanfar Roknabadi ha dichiarato che "nonostante divergenze emerse recentemente nei confronti di alcuni leader del Movimento", l'Iran e Hamas, in particolare la sua ala militare, condividono ancora una visione comune sulla Lotta, la Resistenza e il Destino della Palestina e dei Diritti del suo popolo.
A tal proposito menzioniamo la voce giuntaci direttamente da Gaza negli scorsi giorni secondo cui il 'fantasma' Mohammed Daif in persona, influentissimo leader della milizia armata di Hamas, più volte scampato a tentativi di assassinio sionazisti, sarebbe contrarissimo a ogni distaccamento dalle posizioni della lotta armata e dall'alleanza con l'Iran; pronto, si dice, a sostenere Mahmoud Zahar in una linea di 'scontro' con quei dirigenti (come Mishaal e Marzouk) recentemente "tentati" da un accordo anti-iraniano con Emiri del petrolio sauditi e qatarioti.
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sabato 14 luglio 2012
Campagna di cartelloni filopalestinesi fa breccia nella Metro di New York!
Uno non potrebbe forse immaginare una metropoli 'occidentale' più contaminata dal virus filosionista della 'lobby a sei punte' più profondamente e radicalmente di New York. Nella 'Grande Mela' a causa della pervasività dell'influenza sionista é praticamente impossibile concorrere a una qualunque carica pubblica se non si é sostenuti dalla potente lobby filoisraeliana: lo sa benissimo la 'Strega dell'Ovest' Madame Hillary Clinton che, pur essendo nata a Chicago e avere vissuto nel profondo Arkansas dove il marito era Governatore é andata a farsi eleggere senatrice a New York, dove poteva godere dell'appoggio dei 'grandi elettori' dell'AIPAC e di altre simili associazioni (che avevano sostenuto suo marito in odio a Bush Sr che aveva 'costretto' Israele a sedere alle conferenze di Madrid e Oslo).
Eppure, anche in questa roccaforte del filosionismo, voci e segnali di dissenso e di contro-informazione iniziano a farsi sentire, a moltiplicarsi e a rafforzarsi, nonostante la devastante potenza di fuoco mediatica dei padroni dei giornali, delle televisioni, di Wall Street, del Dipartimento di Stato e della stessa Casa Bianca con inquilino nero. Numerose stazioni della metro di New York, che tutti abbiamo imparato a conoscere attraverso film e sceneggiati televisivi negli ultimi giorni hanno iniziato a ospitare cartelloni corredati dalle mappe progressive dell'estensione cancerosa dell'occupazione sionista della Palestina, dal 1946 al 2010.
Le didascalie abbinate alle immagini chiariscono agli osservatori che a causa dell'occupazione ebraica "attualmente 4 milioni e 700mila Palestinesi sono considerati profughi dalle Nazioni Unite". La campagna di informazione, finanziata dal magnate Henry Clifford, intende, nelle parole stesse del suo sponsor: "Chiarire al pubblico newyorchese che il Popolo di Palestina ha perso la maggior parte della propria patria, come mostrato dalle mappe successive e che, essendo tutto il Medio Oriente 'contagiato' dagli effetti di questa ingiustizia, é solamente necessario e auspicabile informare il pubblico americano sulla realtà delle cose".
Nonostante le proteste di numerose associazioni filosioniste l'Autorità della Metro di New York ha dichiarato che i cartelloni non violano alcuna delle norme o delle direttive per le affissioni pubblicitarie e rimarranno esposti per tutto il tempo pattuito con la committenza della campagna.
Eppure, anche in questa roccaforte del filosionismo, voci e segnali di dissenso e di contro-informazione iniziano a farsi sentire, a moltiplicarsi e a rafforzarsi, nonostante la devastante potenza di fuoco mediatica dei padroni dei giornali, delle televisioni, di Wall Street, del Dipartimento di Stato e della stessa Casa Bianca con inquilino nero. Numerose stazioni della metro di New York, che tutti abbiamo imparato a conoscere attraverso film e sceneggiati televisivi negli ultimi giorni hanno iniziato a ospitare cartelloni corredati dalle mappe progressive dell'estensione cancerosa dell'occupazione sionista della Palestina, dal 1946 al 2010.
Le didascalie abbinate alle immagini chiariscono agli osservatori che a causa dell'occupazione ebraica "attualmente 4 milioni e 700mila Palestinesi sono considerati profughi dalle Nazioni Unite". La campagna di informazione, finanziata dal magnate Henry Clifford, intende, nelle parole stesse del suo sponsor: "Chiarire al pubblico newyorchese che il Popolo di Palestina ha perso la maggior parte della propria patria, come mostrato dalle mappe successive e che, essendo tutto il Medio Oriente 'contagiato' dagli effetti di questa ingiustizia, é solamente necessario e auspicabile informare il pubblico americano sulla realtà delle cose".
Nonostante le proteste di numerose associazioni filosioniste l'Autorità della Metro di New York ha dichiarato che i cartelloni non violano alcuna delle norme o delle direttive per le affissioni pubblicitarie e rimarranno esposti per tutto il tempo pattuito con la committenza della campagna.
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lunedì 2 maggio 2011
Ma quale "Terra della Libertà!" negli usa vige soffocante la cappa della censura, ovviamente...filosionista!
"Uguali diritti per i Palestinesi - Smettiamola di regalare soldi all'esercito israeliano".
Questa affermazione é in qualche modo considerabile come "Ingiuriosa", "Minacciosa", "Razzista", "Anti-semita"?
Ovviamente no, si tratta solo di un invito a preoccuparsi affinché i Palestinesi smettano di essere discriminati e perseguitati e a cessare di regaliare le forze armate di uno Stato che si vorrebbe 'sovrano' e 'autonomo' in modo che queste non possano procurarsi le armi e le munizioni per qualche invasione (vedi Libano 2006) o qualche 'Pogrom' (vedi Dicembre-Gennaio 2008-2009) o qualche bombardamento e raid casuale (vedi Aprile 2011) con i contributi dei lavoratori di un altro paese, che magari gradirebbero vedere le loro tasse spese in patria a beneficio di un sistema di sicurezza sociale che fa rimpiangere l'Inghilterra vittoriana e una situazione economica ansimante e sull'orlo del collasso.
Eppure, tramite le solite losche manovre della famigerata e potente "Lobby a Sei Punte" la campagna promossa dal comitato Seattle Mideast Awareness Campaign (SeaMAC) é potuta durare solo una settimana, dopodiché dai tre cartelloni affittati dal gruppo sono stati rimossi gli avvisi che invitavano la popolazione a mobilitarsi in favore della Palestina e contro l'annuale emolumento multimiliardario che impoverisce i lavoratori e i cittadini americani a favore dello Stato ebraico.
Ovviamente sappiamo bene quanto il regime dell'Apartheid di Tel Aviv tema la democrazia e il libero confronto, se non la temesse non sentirebbe il bisogno di muovere gruppi di potere occulti, ampiamente foraggiati di mezzi finanziari e aderenze politiche che li rendono indebitamente più influenti di quanto la consistenza numerica consentirebbe loro, per soffocare ogni voce critica contro Israele e il suo inumano trattamento dei Palestinesi.
Già in passato la Lobby filosionista aveva brigato per sabotare la campagna di sensibilizzazione della SeaMAC raffigurata qui sopra, quella volta corrompendo e ricattando la direzione degli annunci pubblicitari di una compagnia di trasporto pubblico. Tuttavia i volontari dell'organizzazione non si fanno certo intimidire o scoraggiare e troveranno sempre nuovi modi per contrastare ed erodere il potere di lobbisti vigliacchi e ipocriti, perché, finalmente, l'espressione che vorrebbe gli Usa "Terra della Libertà" suoni una volta tanto non come una stridente menzogna.
Questa affermazione é in qualche modo considerabile come "Ingiuriosa", "Minacciosa", "Razzista", "Anti-semita"?
Ovviamente no, si tratta solo di un invito a preoccuparsi affinché i Palestinesi smettano di essere discriminati e perseguitati e a cessare di regaliare le forze armate di uno Stato che si vorrebbe 'sovrano' e 'autonomo' in modo che queste non possano procurarsi le armi e le munizioni per qualche invasione (vedi Libano 2006) o qualche 'Pogrom' (vedi Dicembre-Gennaio 2008-2009) o qualche bombardamento e raid casuale (vedi Aprile 2011) con i contributi dei lavoratori di un altro paese, che magari gradirebbero vedere le loro tasse spese in patria a beneficio di un sistema di sicurezza sociale che fa rimpiangere l'Inghilterra vittoriana e una situazione economica ansimante e sull'orlo del collasso.
Eppure, tramite le solite losche manovre della famigerata e potente "Lobby a Sei Punte" la campagna promossa dal comitato Seattle Mideast Awareness Campaign (SeaMAC) é potuta durare solo una settimana, dopodiché dai tre cartelloni affittati dal gruppo sono stati rimossi gli avvisi che invitavano la popolazione a mobilitarsi in favore della Palestina e contro l'annuale emolumento multimiliardario che impoverisce i lavoratori e i cittadini americani a favore dello Stato ebraico.
Ovviamente sappiamo bene quanto il regime dell'Apartheid di Tel Aviv tema la democrazia e il libero confronto, se non la temesse non sentirebbe il bisogno di muovere gruppi di potere occulti, ampiamente foraggiati di mezzi finanziari e aderenze politiche che li rendono indebitamente più influenti di quanto la consistenza numerica consentirebbe loro, per soffocare ogni voce critica contro Israele e il suo inumano trattamento dei Palestinesi.
Già in passato la Lobby filosionista aveva brigato per sabotare la campagna di sensibilizzazione della SeaMAC raffigurata qui sopra, quella volta corrompendo e ricattando la direzione degli annunci pubblicitari di una compagnia di trasporto pubblico. Tuttavia i volontari dell'organizzazione non si fanno certo intimidire o scoraggiare e troveranno sempre nuovi modi per contrastare ed erodere il potere di lobbisti vigliacchi e ipocriti, perché, finalmente, l'espressione che vorrebbe gli Usa "Terra della Libertà" suoni una volta tanto non come una stridente menzogna.
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