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mercoledì 27 giugno 2018

Rappresentante iraniano all'Assemblea Generale dell'ONU: "La Resistenza dei popoli sottoposti a invasione e occupazione non può venire considerata 'terrorismo'!"

"Non si possono considerare le azioni di Resistenza dei popoli sottoposti a invasione od occupazione come 'terroristiche'", certo, a meno di non voler assumere il punto di vista delle SS che appendevano i cartelli "Achtung! Banditen!" nelle zone ove le popolazioni locali resistevano alla loro presenza.

Oggi sionisti, sauditi, americani e altri paesi di secondo piano legati a queste vere e proprie centrali del terrorismo internazionale assumono il punto di vista delle SS, cosa vuole fare il mondo civilizzato?

mercoledì 13 dicembre 2017

Pilota della compagnia di bandiera giordana bloccato e interrogato all'aeroporto JFK di Nuova York per aver definito (giustamente) Gerusalemme "Capitale di Palestina"!

La 'Transport Security Administration' americana è l'agenzia federale più inutile della storia a stelle e strisce.

Creata nell' "aftershock" dopo l'11 settembre é stata gonfiata di fondi, personale e autorità...riuscendo a prevenire esattamente...nemmeno un grande attentato terroristico.

Tipica elefantiasi americana basso-imperiale.

Ora, gli agenti di questa stupida e inutile agenzia hanno cercato di fare "i grossi" con l'ufficiale pilota che vedete ritratto in foto.

Egli é il giordano Youssef al-Daja.

mercoledì 20 settembre 2017

Il Presidente Aoun da New York denuncia le violazioni sioniste dello spazio aereo libanese!

Trovandosi a New York per l'annuale apertura dei lavori dell'Assemblea Generale dell'ONU il Presidente libanese Michel Aoun ha denunciato in termini inequivoci la continua violazione da parte del regime sionista della sovranità del Paese dei Cedri.

Come abbiamo spiegato più volte al nostro pubblico gli attacchi dei jet di Tel Aviv contro la Siria e le forze che la stanno liberando dal terrorismo non potrebbero avvenire col grado di impunità che finora li ha contraddistinti se non fosse possibile per gli aviogetti aggressori penetrare nei cieli libanesi senza timore di rappresaglie.

Ma la presenza in Libano di partiti venduti a Riyadh e al regime ebraico (in primis quello del mezzo saudita Hariri) ha finora impedito a Beirut di procurarsi mezzi di dissuasione adeguati a difendere il proprio spazio aereo.

giovedì 27 ottobre 2016

Il riposizionamento strategico diplomatico dell'Egitto é sempre più irreversibile

Atef Saadawi, esperto del Centro Studi Strategici e Politici Al-Ahram ha dichiarato recentemente ai microfoni dell'Agenzia FARS che lo "shift" nella politica estera egiziana é ormai "paradigmatico" e pressoché irreversibile.
In particolare non sono da considerarsi suscettibili di riparazione i legami con l'Arabia Saudita (ma anche con gli Usa), mentre nel prossimo futuro il Cairo si allineerà sempre più con Mosca, Teheran, Bagdad, Damasco ma anche con Pechino, Caracas e altri punti di riferimento della geopolitica multipolare, eurasiatica, del blocco BRICS e dei paesi emergenti.

venerdì 14 ottobre 2016

Ad El-Alamein arrivano i paracadutisti di Putin per undici giorni di manovre coi militari egiziani!

Questo articolo a momenti verrà pubblicato anche sul quotidiano online L'Opinione Pubblica, col quale mi pregio di collaborare e dove i miei scritti sono tutti consultabili a questa pagina web.
Da domani e per i successivi undici giorni la località costiera egiziana di El-Alamein, immortalata nella storia per le battaglie tra Rommel e Montgomery che si svolsero nei suoi dintorni tra agosto e ottobre del 1942, sentirà di nuovo tuonare i cannoni e sferragliare i mezzi cingolati, non per una rievocazione degli scontri tra Afrika Korps e Topi del Deserto, ma per un'esercitazione denominata "Guardiani dell'Amicizia" che vedrà coinvolte truppe egiziane e un contingente aerotrasportato russo.

Queste manovre, che vedono il ritorno di forze russe su suolo egiziano a oltre quarant'anni dalla loro ultima presenza (primi anni '70), sono estremamente significative, specie quando si consideri che l'esercitazione "Bright Star", che vedeva forze americane ed egiziane impegnate ogni due anni, non si tengono più dal 2009, prima per gli eventi legati alla caduta di Mubarak, poi alla presidenza Morsi e alla sua successiva destituzione.

E questo è solamente un segnale di un progressivo "sganciamento" dell'Egitto del Presidente Al-Sisi dal blocco americano-saudita, per ricollocarsi su posizioni decisamente filorusse.

giovedì 13 ottobre 2016

Clamoroso schiaffo del Presidente Al-Sisi ai Sauditi in sede ONU: l'Egitto si svincola e vota la risoluzione russa!

Tempo addietro quando il benedetto intervento correttivo del Generale (poi Presidente) Al-Sisi tolse l'Egitto dalle grinfie dell'Ikhwan qualche lettore perplesso mi chiese come mai sostenevo apertamente un personaggio che godeva del sostegno dell'Arabia Saudita. Io, che di Medio Oriente mi occupo da trent'anni e non da trenta minuti e che ho la fastidiosa tendenza a "saperla lunga" con l'affabile calma olimpica che mi contraddistingue replicavo che ci sono "sostegni" che nascono da solide alleanze e convergenze di vedute e di interessi e che perciò sono solidi come le Piramidi, e altri "sostegni" invece che derivano da temporanee coincidenze di egoismi e che sono meno duraturi della spuma del mare.

Io non avevo altro da aggiungere e l'argomento "Al-Sisi amico dei Sauditi" rimase ben presto appannaggio della limitata faretra di argomenti dei contestatori  ipocriti che sporadicamente ravvivano i thread dei commenti del blog.

giovedì 29 gennaio 2015

Gli Editoriali del NYT: Manuali perfetti di Sinofobia Atlantista?

Recentemente ho avuto il piacere di tradurre questo articolo del "Quotidiano del Popolo" (organo del Governo della Cina Popolare) per gli amici di "Stato e Potenza"; pur non trattando a rigore di Medio Oriente lo ritengo interessante e illuminante -specie se messo in relazione con un'altra notizia che adatterò tra poco per queste pagine-, spero che possa risultarvi utile e interessante. Come al solito questo verrà indicato dalle frequenze di visite alla pagina relativa.
Nonostante il suo atteggiamento ostentato a proposito di ‘etica giornalistica’ l’americano New York Times (‘Tazebao della finanza mondialista di Wall Street e Manhattan’ – NdT) mostra una preoccupante tendenza ad assumere i peggiori vizi che intende denunciare e stigmatizzare negli altri, diventando, in certe occasioni, un outlet che evoca una ‘storia’ costruendola su una piccolissima parte di un panorama più grande, che trascura completamente di menzionare ai propri lettori.

lunedì 15 dicembre 2014

La Cina costruisce il suo ruolo internazionale offrendo a Bagdad assistenza e bombardamenti anti-ISIS!!

Diverse testate e agenzie internazionali hanno ripreso le recenti dichiarazioni del Ministro degli Esteri irakeno Ibrahim Jafari il quale ha rivelato che nel corso del meeting ONU anti-terrorismo tenutosi lo scorso settembre al Palazzo di Vetro il responsabile del dicastero Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang Yi, avrebbe offerto a Bagdad il suo sostegno nella lotta contro l'ISIS, prospettando la possibilità di scambio di intelligence, addestramento militare, vendita di munizioni avanzate (soprattutto missili e bombe guidate) e persino attacchi aerei contro le posizioni del 'califfato'.

Quest'ultimo particolare ha colpito la fantasia collettiva, visto che rappresenterebbe il primo caso di intervento diretto di Beijing in un conflitto esterno da quando la Cina ha assunto il ruolo di potenza emergente. Ci sarebbe da notare che, anche se si verificasse, questo intervento sarebbe coerente con la visione cinese del 'Mutuo sviluppo attraverso la Stabilità e la Cooperazione', laddove gli interventi militari Usa e occidentali sono invece mirati a mantenere intere regioni nel caos e nell'instabilità.

Interrogato in merito il Ministero degli Esteri cinese non ha commentato la dichiarazione anche se il portavoce Hong Lei ha confermato in seguito che l'offerta di intelligence e addestramento é stata effettivamente avanzata. Se apparecchi cinesi dovessero compiere missioni contro l'ISIS é ovvio che dovrebbero farlo dal territorio iraniano visto che non esistono altre potenze filocinesi nell'area.

Questo sarebbe coerente con il progressivo avvicinamento Teheran-Beijing in molte materie collegate con la Difesa e la tecnologia militare.

venerdì 4 ottobre 2013

Amareggiata e scossa dalle recenti, gravi sconfitte all'Arabia Saudita non resta che disertare il palco ONU di New York!

E' proprio un'Arabia 'Stizzita' quella che, oggi a New York, ha fatto dare forfeit ai suoi delegati invece di mandarli sul palco a recitare l'annuale discorso di intenti per la sessione autunnale dei lavori dell'Assemblea Generale, dove, man mano che si delineano le nuove tendenze della diplomazia internazionale appare sempre più chiaro come regimi come quello di Riyadh stiano rimanendo sempre più isolati e marginalizzati nei nuovi scenari che si prospettano.

Finora i delegati sauditi si erano alzati dai loro banchi e avevano abbandonato l'aula quando parlavano gli oratori Siriani, Iraniani e di altri paesi a loro avversi che negli ultimi mesi (o anni) hanno più volte respinto e sconfitto i tentativi di destabilizzazione ordinati o finanziati da Riyadh e dalla sua Corte; rinunciando anche a prendere la parola (come invece ha fatto, sia pur in maniera ripetitiva e ridicola il loro alleato Netanyahu) i Sauditi hanno reso chiara ed evidente la loro frustrazione per una situazione che si presenta sempre più lontata dalle loro aspettative.

A volte chi decide di non tenere un discorso inaugurale all'Assemblea ONU può comunque sottoporre un memorandum scritto al suo posto, il Ministro saudita Principe Al-Faisal non si é avvalso nemmeno di questa opzione alternativa.

mercoledì 2 ottobre 2013

Benji Netanyahu calunnia e offende la Korea Democratica all'ONU. Delegato di Pyongyang risponde: "Israele è cancro!"

Spiazzato e atterrito dalla semplice possibilità di un'apertura diplomatica tra Washington e Teheran e della composizione negoziale della questione nucleare iraniana (questione che non dovrebbe nemmeno esistere vista l'adesione della Repubblica Islamica al TNP) il Premier Benji Netanyahu é volato a Nuova York con tutto il suo bagaglio di trita, frusta, disingenua e noiosa retorica anti-iraniana: gli mancava solo il ridicolo cartoon della bomba di Wile Coyote per replicare il suo "show" dell'anno scorso.
Nel suo intervento (di fronte a una sala semivuota visto l'abbandono di numerose dozzine di delegazioni di paesi africani, arabi, sudamericani e del movimento dei Nonallineati), Benji Netanyahu ha insultato, offeso, calunniato in ogni modo la Repubblica Islamica, cercando di far pesare minacce di azione militare solitaria contro Teheran e citando in causa più volte la Repubblica Democratica di Korea come esempio di 'Stato Canaglia dotato di armi nucleari'.

A stretto giro gli é arrivata la risposta del delegano ONU Nordkoreano Sin Son Ho, che, in toni tersi ma chiari ha dichiarato: "Israele é ed é sempre stato il cancro del Medioriente, la sua continuata esistenza metter in pericolo la pace e la sicurezza regionale; ovviamente i dirigenti israeliani, incapaci di ammettere questa verità, cercano di dare la colpa ai paesi loro vicini e circonvicini".

mercoledì 7 novembre 2012

Coccodrillo di 170 cm catturato a Beit Lahiya nella Striscia di Gaza

Non sarà stato albino come i "cugini" che la leggenda urbana vuole vivano nel sottosuolo di New York, ma il coccodrillo catturato di recente dalle forze di polizia di Gaza presso gli scarichi fognari di Beit Lahiya con il suo metro e settanta di lunghezza fa certamente un po' di impressione.
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lunedì 10 settembre 2012

Serpeggia sempre di più il malcontento in Arabia Saudita! Manifestazione di massa in preparazione il 23 settembre!

Il 23 settembre sarà come ogni anno festa nazionale in Arabia Saudita ma i cittadini, o meglio i sudditi, dell'ultima monarchia assoluta del mondo, i cui corrotti governanti sono manovrati a bacchetta da Usa e Israele, le cui fallimentari politiche sono riuscite a creare la carestia di benzina e gasolio nel principale paese esportatore di greggio al mondo, non pensano di avere nulla da festeggiare e si preparano a far sentire la loro voce alla reggia dei satrapi Al-Saoud.

Mentre la classe dirigente del paese é sempre più paralizzata a causa della senescenza e delle croniche malattie del sovrano e dei prossimi pretendenti al trono, attraverso le reti di Twitter e dei social network già fondamentali per far ruzzolare giù dai loro troni il 'Bey' Ben Ali e il 'Faraone' Mubarak il popolo saudita, senza differenze di setta o di orientamento politico, si organizza per prendere il controllo delle strade e delle piazze e gridare alta e forte la richiesta di liberazione per gli oltre trentamila detenuti politici incarcerati nelle galere del regime.
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martedì 4 settembre 2012

Re Saoud é negli Usa convalescente da un infarto mentre nel regno del petrolio scoppia la carenza di benzina e carburanti!

Il vecchio e malandato despota saudita, Re Abdullah bin Abdulaziz ha subito un'intervento a cuore aperto in una clinica statunitense: la quarta operazione chirurgica nel giro di due anni per il sovrano quasi novantenne. Secondo il quotidiano palestinese Al-Quds l'operazione sarebbe stata portata a termine tra le mura dell'Ospedale Mount Sinai, in seguito ai sintomi dell'ennesimo piccolo attacco cardiaco che avrebbe colpito il sovrano alla fine di Agosto.

In questo momento le redini del paese sono state lasciate in mano al Principe Salman bin Abdulaziz, fratello del monarca, la cui salute tuttavia non é poi di molto migliore e di cui diversi osservatori di cose mediorientali hanno osservato con preoccupazione diversi indizi di senescenza, come la difficoltà a mantenere l'attenzione concentrata sui dettagli di un argomento.
L'Arabia Saudita, oltre che dalle continue proteste nelle province sciite e da un sempre più diffuso fermento anche in altre città e regioni, sta venendo scossa ultimamente da una inaudita penuria di carburante che ha costretto molti rivenditori e stazioni di servizio a chiudere a tempo indefinito, specialmente nella regione di Al-Qassim.
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sabato 14 luglio 2012

Campagna di cartelloni filopalestinesi fa breccia nella Metro di New York!

Uno non potrebbe forse immaginare una metropoli 'occidentale' più contaminata dal virus filosionista della 'lobby a sei punte' più profondamente e radicalmente di New York. Nella 'Grande Mela' a causa della pervasività dell'influenza sionista é praticamente impossibile concorrere a una qualunque carica pubblica se non si é sostenuti dalla potente lobby filoisraeliana: lo sa benissimo la 'Strega dell'Ovest' Madame Hillary Clinton che, pur essendo nata a Chicago e avere vissuto nel profondo Arkansas dove il marito era Governatore é andata a farsi eleggere senatrice a New York, dove poteva godere dell'appoggio dei 'grandi elettori' dell'AIPAC e di altre simili associazioni (che avevano sostenuto suo marito in odio a Bush Sr che aveva 'costretto' Israele a sedere alle conferenze di Madrid e Oslo).
Eppure, anche in questa roccaforte del filosionismo, voci e segnali di dissenso e di contro-informazione iniziano a farsi sentire, a moltiplicarsi e a rafforzarsi, nonostante la devastante potenza di fuoco mediatica dei padroni dei giornali, delle televisioni, di Wall Street, del Dipartimento di Stato e della stessa Casa Bianca con inquilino nero. Numerose stazioni della metro di New York, che tutti abbiamo imparato a conoscere attraverso film e sceneggiati televisivi negli ultimi giorni hanno iniziato a ospitare cartelloni corredati dalle mappe progressive dell'estensione cancerosa dell'occupazione sionista della Palestina, dal 1946 al 2010.
Le didascalie abbinate alle immagini chiariscono agli osservatori che a causa dell'occupazione ebraica "attualmente 4 milioni e 700mila Palestinesi sono considerati profughi dalle Nazioni Unite". La campagna di informazione, finanziata dal magnate Henry Clifford, intende, nelle parole stesse del suo sponsor: "Chiarire al pubblico newyorchese che il Popolo di Palestina ha perso la maggior parte della propria patria, come mostrato dalle mappe successive e che, essendo tutto il Medio Oriente 'contagiato' dagli effetti di questa ingiustizia, é solamente necessario e auspicabile informare il pubblico americano sulla realtà delle cose".

Nonostante le proteste di numerose associazioni filosioniste l'Autorità della Metro di New York ha dichiarato che i cartelloni non violano alcuna delle norme o delle direttive per le affissioni pubblicitarie e rimarranno esposti per tutto il tempo pattuito con la committenza della campagna.
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sabato 31 marzo 2012

Raccapricciante dichiarazione di 'Rudy Giuliani' (il sindaco dell'11 settembre): "Dobbiamo finanziare i terroristi contro l'Iran!"


Rudolf Giuliani é un ridicolo e patetico individuo che ben incarna la decadenza della politica occidentale  che riuscì a  farsi eleggere sindaco di New York con un programma reazionario e basato sulla paura (la famosa 'tolleranza zero'), proprio lui che viene da una minoranza etnica che negli Usa veniva (e spesso ancora viene) svilita da offensivi stereotipi, costretta a svolgere i lavori più faticosi e umili, sottoposta a discriminazioni religiose, bene incarna il peggio della società americana dove, lungi dal vivere improbabili "sogni" i discriminati e gli oppressi di ieri (italiani, ebrei, irlandesi) diventano i discriminatori e gli oppressori di oggi (verso musulmani, indiani, oltre che 'ovviamente' contro tutti gli africani, che siano immigrati recenti o discendenti di schiavi)!

Poi nel corso della sua carriera da sindaco, gli capitò di attraversare il momento della distruzione del World Trade Center e, immediatamente, cercò di spendere il capitale di notorietà che aveva tratto da questo evento per 'lanciare' una possibile candidatura presidenziale, ovviamente sotto le bandiere dell'ala del 'Partito Bipartisan' più conservatrice, manganellatrice, guerrafondaia...ma venne sconfitto da un altro ridicolo vecchio che aveva il 'merito' di aver causato il più grande e tragico incidente a bordo di una portaerei americana prima di venire abbattuto dagli eroici Nordvietnamiti che difendevano il loro paese dalle grinfie dell'Imperialismo.

Adesso, questo ex-sindaco trombato, ha dichiarato, senza apparenti segni di vergogna o schifo per sé stesso, che l'unico modo di rallentare i progressi della Repubblica Islamica nel suo programma di sviluppo dell'energia nucleare (programmi che non hanno mai dato un solo indizio di voler essere mirati alla realizzazione di armi nucleari), sarebbe quello di "usare l'MKO per attaccare militarmente gli scienziati e i centri di ricerca iraniani".

Forse Rudolf Giuliani non lo sa, ma l'MKO é sulla lista delle 'organizzazioni terroristiche' stilata dal Dipartimento di Stato; proprio lui, che l'11 settembre ha visto le conseguenze di una azione terroristica sulla città che amministrava, tra tutti i ridicoli pupazzi del teatrino politico occidentale, avrebbe dovuto astenersi dal fare simili considerazioni. Ma nel farle egli non si rende conto di ripetere in piccolo e in periodo molto più breve la sua parabola di Italoamericano una volta ghettizzato e oppresso e poi sindaco ghettizzatore e oppressore in nome di un legalismo cieco e senza cuore né anima. Perché questo é alla base del "sistema" americano: "Fai agli altri, per il tuo tornaconto, il male che una volta é stato fatto a te", per questo gli Stati Uniti sono marci e corrotti dentro, per questo i loro disegni egemonici in Medio Oriente e nel resto del mondo si stanno sgretolando.
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mercoledì 28 marzo 2012

La Park Slope Food Coop di New York elimina tutti i prodotti sionisti dai suoi scaffali!


In un nuovo importante successo della campagna di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni contro il regime ebraico dell'Apartheid la 'Park Slope Food Coop' di Brooklyn, New York, ha approvato, dopo un voto a larghissima maggioranza, l'eliminazione di ogni genere di prodotto israeliano dal proprio assortimento, come misura di solidarietà nei confronti dei Palestinesi oppressi dall'occupazione sionista.

Nella serata di marted' 27 marzo migliaia di membri della cooperativa di Park Slope si sono riuniti nell'aula magna della High School tecnica di Brooklyn per discutere della proposta di boicottaggio dei prodotti agricoli israeliani e, dopo attenta e accurata discussione, hanno deciso di allargare la proposta a ogni genere di prodotto proveniente dall'entità di occupazione, approvandola quindi a schiacciante maggioranza.

"Sosteniamo il boicottaggio a causa delle politiche sioniste di discriminazione che vanno avanti da decenni contro i Palestinesi del 1948 e del 1967; la politica della colonizzazione e del sostegno ai fanatici armati deve ricevere adeguata risposta con il boicottaggio e il disinvestimento a tutti i livelli" ha dichiarato Carol Wald, membro della Coop di Park Slope, durante la riunione.

Recentemente il continuo sostegno israeliano alle comunità di violenti fanatici armati che vivono nei territori palestinesi occupati della Cisgiordania aveva causato la condnanna ufficiale di Tel Aviv anche da parte del Consiglio ONU per i Diritti Umani.
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lunedì 26 settembre 2011

L'Ufficio Profughi di Hamas dichiara: "L'Occupazione sionista non ha diritto nemmeno a un centimetro di Palestina!"


Abbiamo già espresso con chiarezza il convincimento che l'attuale 'balletto' in corso di svolgimento al Palazzo di Vetro dell'ONU, a New York, per il 'riconoscimento' di un parziale e mutilato 'Stato palestinese' sulla base dei confini antecedenti l'aggressione alle spalle sionista del 1967 sia molto poco utile alla Causa nazionale palestinese, almeno tanto quanto é invece vitale per la sopravvivenza politica di Mahmud Abbas che ha trovato in esso una comoda scusa per rinviare 'sine die' il progresso del dialogo di riconciliazione con Hamas e con il resto del 'Fronte del Rifiuto'.

Abbiamo spiegato che, anche qualora venisse riconosciuto uno 'Stato' esteso solo sul 22 per cento della Palestina, intossicato dalla metastasi degli insediamenti ebraici e privo di continuità territoriale, si corre il gravissimo rischio che, per 'rimbalzo' automaticamente Tel Aviv consideri 'legittimata' la sua occupazione del 78 per cento della Palestina, invasa con la Nakba del 1948. Oggi, provando la fondatezza dei nostri convincimenti il Dipartimento di Affari dei Profughi del Movimento Hamas ha rilasciato un comuncato in cui "si obietta fortemente a qualunque ipotesi di 'abbandono' delle rivendicazioni sulla parte di Palestina occupata dall'entità sionista e si lancia un severo monito contro ogni ventilata 'rinuncia' al Diritto al Ritorno dei profughi e dei loro discendenti, parte delle richieste irrinunciabili e non-negoziabili della Causa palestinese".

Il comunicato asserisce la "totale legittimità di ogni opzione di Resistenza all'occupazione sionista, ivi compresa quella armata" e altresì denuncia "l'ipotesi di un eventuale ritorno al tavolo della trattativa, obiettivo chimerico e inutile come dimostrato dai 'frutti' -inesistenti- di diciotto anni di simile 'trattativa', seguita agli Accordi di Oslo". Il Vicepremier del legittimo Governo palestinese Mohammed Awad ha dichiarato anche che, prima di rivolgersi all'ONU per il riconoscimento formale di uno Stato palestinese Abbas avrebbe dovuto completare il processo di riconciliazione e formare un nuovo Governo, tecnico e di transizione, col compito di amministrare Gaza e Cisgiordania in preparazione di nuove elezioni parlamentari e presidenziali.
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giovedì 31 marzo 2011

Adalah New York manifesta per il boicottaggio di Israele...nel bel mezzo della Grand Central Station!



Originale, coraggiosa, ben studiata e preparata...un grandissimo successo, come altro definire l'iniziativa pubblica di "Adalah-NY", frazione newyorchese del network internazionale per il rispetto dei Diritti umani in Palestina, che ha animato pochi giorni fa la vasta e affollata hall della celebre stazione ferroviaria Grand Central, che molti di noi conoscono per aver visto in numerosi film ambientati nella "Grande Mela"?

Accompagnati dalla musica e dal ritmo (forniti "live" da una piccola orchestra) di "Don't Stop Believing" dei 'Journey' gli attivisti di Adalah si sono esibiti in una routine di danza e canto adattando il testo originale in 'Don't Stop Boycotting', ricordando ai passanti che si fermavano a osservarli e ammirarli quanto sia vitale colpire gli interessi economici del regime dell'Apartheid ebraico evitando sia di comprare beni provenienti da Israele, ma soprattutto evitando prodotti e servizi di compagnie che facciano affari, investano o realizzino progetti in quel paese.
Le strofe della canzone 'riadattata' menzionavano anche artisti come Roger Waters ed Elvis Costello, che da diversi anni rifiutano di esibirsi in Israele per compensi molto alti, ma sono ben felici di suonare nei territori palestinesi per cachet simbolici, contribuendo a generare entrate e ricavi per l'economia locale palestinese. Ben ricevuta dagli astanti, che hanno applaudito l'esibizione, l'iniziativa é stata anche un modo per contrastare 'dal basso' con la forza delle convinzioni e dell'ingegno, la macchina della propaganda filosionista che, grazie ai tentacoli della "lobby a sei punte", negli Stati Uniti controlla praticamente tutta la stampa, la televisione e l'industria del cinema.
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