Abbiamo notizia di diciotto persone ricoverate a Londra dopo l'esplosione dell'ordigno (apparentemente artigianale) che é detonato, incendiandosi, nel convoglio della metropolitana che si trovava nei pressi della stazione di Parsons Green.
Coerentemente con la natura incendiaria della bomba, la maggior parte dei pazienti ricoverati lamentano ustioni di vario grado; sembra, ma non possiamo essere completamente sicuri, che uno dei ricoverati, sembra una donna, versi in condizioni mediamente gravi.
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venerdì 15 settembre 2017
Almeno diciotto persone ricoverate in ospedale a Londra dopo la bomba incendiaria esplosa nella metro!
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Ennesimo "regalino" terrorista alla Londra anti-Brexit, bombe incendiarie nella Metro fanno numerosi feriti!
Un convoglio dell'Underground londinese é stato sconvolto dall'esplosione di almeno un ordigno incendiario (ma le prime testimonianze dei superstiti parlano di 'contenitori con esplosivo').
La foto che siamo in grado di mostrarvi ritrae un secchiello di plastica avvolto in buste della spesa, da cui si levano ancora alcune residue lingue di fiamma.
L'esplosione (o le esplosioni) sarebbero avvenute nei pressi della stazione di Parsons Green, che sorge vicino all'omonimo parco pubblico.
Non si ha notizia di vittime, ma i feriti sarebbero numerosi, compresi alcuni con "gravi ustioni al volto".
La foto che siamo in grado di mostrarvi ritrae un secchiello di plastica avvolto in buste della spesa, da cui si levano ancora alcune residue lingue di fiamma.
L'esplosione (o le esplosioni) sarebbero avvenute nei pressi della stazione di Parsons Green, che sorge vicino all'omonimo parco pubblico.
Non si ha notizia di vittime, ma i feriti sarebbero numerosi, compresi alcuni con "gravi ustioni al volto".
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martedì 4 aprile 2017
Volete sapere come la Russia reagirà all'attentato? GUARDATE LE FOTO!
Niente gessetti, niente lagne pop riarrangiate al pianoforte, niente gesti da neonati con le dita.
La risposta russa alla vigliaccheria takfira (istigata e sobillata -quando non direttamente aiutata sul posto- dai servizi segreti atlantici) sarà una e incontrovertibile.
La risposta russa alla vigliaccheria takfira (istigata e sobillata -quando non direttamente aiutata sul posto- dai servizi segreti atlantici) sarà una e incontrovertibile.
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lunedì 3 aprile 2017
Erano tre le bombe sulla metro di San Pietroburgo! Due sono esplose, la terza, per fortuna, è rimasta inerte!
Continuano ad arrivare aggiornamenti e notizie sul terribile attentato di San Pietroburgo, col quale i soliti noti, manipolatori e istigatori del terrorismo takfiro, vorrebbero cercare di "intimidire" Vladimir Putin e cercare di seminare paura e diffidenza nel popolo che finora lo ha sempre seguito, riconoscendo in lui il carisma e la decisione dei più grandi statisti russi di sempre.
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VILE ATTENTATO alla metropolitana di San Pietroburgo di Piazza Sennaya: almeno dieci morti!
Nella metropolitana di San Pietroburgo tra il "Tekhnologichesky Institut" e Piazza Sennaya una carica esplosiva é detonata, apparentemente all'interno di un vagone, facendo diverse vittime e numerosi feriti.
La matrice terroristica é chiarissima: bisogna solo capire se la mano omicida era quella di qualche takfiro, adontato dall'intervento russo in Siria e dal sostegno di Mosca all'Asse della Resistenza oppure se la bomba é stata collocata da qualche servizio segreto occidentale, magari per fare "pendant" con l'ondata di russofobia liberata sui media imperialisti nelle ultime settimane, in concomitanza con le fasulle manifestazioni sorosiane di Navalny & co.
La matrice terroristica é chiarissima: bisogna solo capire se la mano omicida era quella di qualche takfiro, adontato dall'intervento russo in Siria e dal sostegno di Mosca all'Asse della Resistenza oppure se la bomba é stata collocata da qualche servizio segreto occidentale, magari per fare "pendant" con l'ondata di russofobia liberata sui media imperialisti nelle ultime settimane, in concomitanza con le fasulle manifestazioni sorosiane di Navalny & co.
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sabato 22 dicembre 2012
Boicotta! Disinvesti! Sanziona! Veolia perde un appalto a Londra per i suoi rapporti con l'Apartheid sionista!
Veolia, la compagnia già oggetto di stigma per la sua partecipazione (poi ritirata) al progetto di metropolitana leggera tra gli insediamenti ebraici illegali in Cisgiordania é finita ancora una volta nel mirino degli attivisti filo-palestinesi che l'hanno costretta a ritirarsi dalla gara per l'assegnazione di un appalto londinese per la costruzione di un termovalorizzatore che producesse energia elettrica dai rifiuti distrutti.
Infatti Veolia continua a profittare di lucrosi contratti con il regime di apartheid sionista, come quello che la vede responsabile della gestione della discarica di Tovlan (si vede che si sentono ad agio tra i rifiuti!) e, per questo motivo, la campagna BDS contro il sostegno e il collaborazionismo economico con Tel Aviv si é scatenata contro la partecipazione all'appalto londinese.
Nella campagna é stato coinvolto anche il Responsabile ONU per il Rispetto dei Diritti Umani a Gaza e nei territori occupati, Richard Falk, che aveva inviato una lettera aperta a fine novembre all'autorità londinese competente raccomandando di non accettare le offerte di Veolia. Ora, in conseguenza di questa vasta e profonda mobilitazione, la multinazionale ha deciso di ritirarsi dalla competizione: segno che la campagna BDS può e deve intensificare i propri sforzi per l'isolamento economico del regime razzista israeiano.
Infatti Veolia continua a profittare di lucrosi contratti con il regime di apartheid sionista, come quello che la vede responsabile della gestione della discarica di Tovlan (si vede che si sentono ad agio tra i rifiuti!) e, per questo motivo, la campagna BDS contro il sostegno e il collaborazionismo economico con Tel Aviv si é scatenata contro la partecipazione all'appalto londinese.
Nella campagna é stato coinvolto anche il Responsabile ONU per il Rispetto dei Diritti Umani a Gaza e nei territori occupati, Richard Falk, che aveva inviato una lettera aperta a fine novembre all'autorità londinese competente raccomandando di non accettare le offerte di Veolia. Ora, in conseguenza di questa vasta e profonda mobilitazione, la multinazionale ha deciso di ritirarsi dalla competizione: segno che la campagna BDS può e deve intensificare i propri sforzi per l'isolamento economico del regime razzista israeiano.
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sabato 14 luglio 2012
Campagna di cartelloni filopalestinesi fa breccia nella Metro di New York!
Uno non potrebbe forse immaginare una metropoli 'occidentale' più contaminata dal virus filosionista della 'lobby a sei punte' più profondamente e radicalmente di New York. Nella 'Grande Mela' a causa della pervasività dell'influenza sionista é praticamente impossibile concorrere a una qualunque carica pubblica se non si é sostenuti dalla potente lobby filoisraeliana: lo sa benissimo la 'Strega dell'Ovest' Madame Hillary Clinton che, pur essendo nata a Chicago e avere vissuto nel profondo Arkansas dove il marito era Governatore é andata a farsi eleggere senatrice a New York, dove poteva godere dell'appoggio dei 'grandi elettori' dell'AIPAC e di altre simili associazioni (che avevano sostenuto suo marito in odio a Bush Sr che aveva 'costretto' Israele a sedere alle conferenze di Madrid e Oslo).
Eppure, anche in questa roccaforte del filosionismo, voci e segnali di dissenso e di contro-informazione iniziano a farsi sentire, a moltiplicarsi e a rafforzarsi, nonostante la devastante potenza di fuoco mediatica dei padroni dei giornali, delle televisioni, di Wall Street, del Dipartimento di Stato e della stessa Casa Bianca con inquilino nero. Numerose stazioni della metro di New York, che tutti abbiamo imparato a conoscere attraverso film e sceneggiati televisivi negli ultimi giorni hanno iniziato a ospitare cartelloni corredati dalle mappe progressive dell'estensione cancerosa dell'occupazione sionista della Palestina, dal 1946 al 2010.
Le didascalie abbinate alle immagini chiariscono agli osservatori che a causa dell'occupazione ebraica "attualmente 4 milioni e 700mila Palestinesi sono considerati profughi dalle Nazioni Unite". La campagna di informazione, finanziata dal magnate Henry Clifford, intende, nelle parole stesse del suo sponsor: "Chiarire al pubblico newyorchese che il Popolo di Palestina ha perso la maggior parte della propria patria, come mostrato dalle mappe successive e che, essendo tutto il Medio Oriente 'contagiato' dagli effetti di questa ingiustizia, é solamente necessario e auspicabile informare il pubblico americano sulla realtà delle cose".
Nonostante le proteste di numerose associazioni filosioniste l'Autorità della Metro di New York ha dichiarato che i cartelloni non violano alcuna delle norme o delle direttive per le affissioni pubblicitarie e rimarranno esposti per tutto il tempo pattuito con la committenza della campagna.
Eppure, anche in questa roccaforte del filosionismo, voci e segnali di dissenso e di contro-informazione iniziano a farsi sentire, a moltiplicarsi e a rafforzarsi, nonostante la devastante potenza di fuoco mediatica dei padroni dei giornali, delle televisioni, di Wall Street, del Dipartimento di Stato e della stessa Casa Bianca con inquilino nero. Numerose stazioni della metro di New York, che tutti abbiamo imparato a conoscere attraverso film e sceneggiati televisivi negli ultimi giorni hanno iniziato a ospitare cartelloni corredati dalle mappe progressive dell'estensione cancerosa dell'occupazione sionista della Palestina, dal 1946 al 2010.
Le didascalie abbinate alle immagini chiariscono agli osservatori che a causa dell'occupazione ebraica "attualmente 4 milioni e 700mila Palestinesi sono considerati profughi dalle Nazioni Unite". La campagna di informazione, finanziata dal magnate Henry Clifford, intende, nelle parole stesse del suo sponsor: "Chiarire al pubblico newyorchese che il Popolo di Palestina ha perso la maggior parte della propria patria, come mostrato dalle mappe successive e che, essendo tutto il Medio Oriente 'contagiato' dagli effetti di questa ingiustizia, é solamente necessario e auspicabile informare il pubblico americano sulla realtà delle cose".
Nonostante le proteste di numerose associazioni filosioniste l'Autorità della Metro di New York ha dichiarato che i cartelloni non violano alcuna delle norme o delle direttive per le affissioni pubblicitarie e rimarranno esposti per tutto il tempo pattuito con la committenza della campagna.
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mercoledì 1 dicembre 2010
Boicotta, disinvesti, sanziona! Veolia abbandona progetto in Israele!!
Veolia, il colosso transalpino dell'Ingegneria, ha ritirato la propria partecipazione al progetto di una metropolitana leggera/people mover che dovrebbe collegare la parte israeliana di Gerusalemme con le colonie illegali di ultranazionalisti ebrei, costruite su terra rubata ai Palestinesi, attraversando la parte Est della città, arbitrariamente occupata dai sionisti dopo la guerra del 1967.
Yoni Yitzhak, portavoce per Israele della compagnia francese, ha comunicato in uno stringato press-release che la dirigenza del gruppo ha deciso di vendere la propria quota di partecipazione al progetto alla compagnia di autobus e corriere Egged, una firm israeliana cui mancano l'esperienza e il know-how di un gruppo come Veolia.
Portavoce della compagnia maggioritaria dell'impresa, l'israeliana Dan, hanno annunciato che quereleranno la Veolia per infrazione di obblighi contrattuali, reclamando un'opzione prioritaria per la quota lasciata dai Francesi. Lo scorno e la rabbia degli israliani sono evidenti nelle loro dichiarazioni: "E' tutta colpa dei gruppi di pressione filoarabi e filopalestinesi!" dice Eitan Fixman, portavoce della Dan, sbracciandosi con i reporter stranieri, "Queste associazioni hanno fatto pressioni su Veolia fin dal 2009 e, come risultato, la ditta francese sta staccando la spina a tutte le sue partecipazioni che coinvolgano a qualsiasi livello territori occupati come Gerusalemme Est e gli insediamenti".
Ma questo non é che un risultato parziale per gli attivisti della campagna BDS, che mira a costringere Israele a cessare le sue politiche di annessione di terre occupate e Apartheid contro i Palestinesi attraverso boicottaggi, pressioni sugli investitori e infine l'applicazione di vere e proprie sanzioni internazionali; infatti portavoce del BDSMovement hanno dichiarato che il ritiro delle compagnie internazionali (anche Alstom sembra sul punto di vendere la sua quota a un consorzio israeliano) indica come l'isolamento internazionale di Israele cominci a diventare realtà e che, tramite la continua pressione su altri investitori, questo vero e proprio 'embargo del know-how' cominci a incidere sensibilmente sull'economia dello Stato sionista.
Oltre che in Francia ed Europa la compagnia per "deragliare" Veolia ed Alstom fuori dalla metropolitana leggera di Gerusalemme ha avuto contributi importanti anche negli Stati arabi, alcuni dei quali hanno minacciato di far saltare contratti ben più lucrosi se le compagnie occidentali non si fossero ritirate dal progetto.
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