Non crediamo che ci sia bisogno di commentare questa foto.
Questa foto va contemplata e poi, silenziosamente, va rivolto un omaggio alle donne in essa ritratte e a tutte quelle che, come loro, hanno deciso di vestire l'uniforme e le insegne della Repubblica Araba Siriana per prendere parte in prima persona alla lotta per la difesa della Patria contro la violenza e l'oscurantismo dei takfiri stranieri.
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giovedì 8 marzo 2018
Buon OTTO MARZO a tutte le donne siriane che lottano per difendere le loro famiglie e i loro cari dalla violenza takfira!
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domenica 8 marzo 2015
PALAESTINA FELIX onora le Leonesse delle formazioni armate che difendono la Siria laica, socialista, baathista!
Oggi il mondo celebra e ricorda le lotte delle Donne che hanno sofferto, lavorato, studiato per vedere riconosciuto il loro valore e le loro capacità.
Noi di "Palaestina Felix" non siamo 'fan' dell'Uguaglianza a Ogni costo, che crediamo snaturi le qualità proprie del Sesso Femminile, ma siamo prontissimi a riconoscere ed esaltare la determinazione tutta femminile delle Donne che, di fronte a situazioni eccezionali di pericolo e di emergenza sanno assumere ruoli anche molto differenti da quelli che la Natura e la Provvidenza hanno assegnato loro.
Noi di "Palaestina Felix" non siamo 'fan' dell'Uguaglianza a Ogni costo, che crediamo snaturi le qualità proprie del Sesso Femminile, ma siamo prontissimi a riconoscere ed esaltare la determinazione tutta femminile delle Donne che, di fronte a situazioni eccezionali di pericolo e di emergenza sanno assumere ruoli anche molto differenti da quelli che la Natura e la Provvidenza hanno assegnato loro.
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sabato 8 marzo 2014
Gli occupanti sionisti fanno gli 'auguri' dell'8 marzo alle donne cisgiordane ferendone 11 a Qalandiya!
Riceviamo dall'Agenzia Ma'an la notizia che a Qalandyia, tra Ramallah e Al-Quds nel territorio occupato della Cisgiordania una manifestazione della popolazione locale che intendeva celebrare i sacrifici delle donne palestinesi nella Giornata Internazionale della Donna é stata subissata dal consueto lancio indiscriminato di granate a gas tossico CS da parte dei vigliacchi militari sionazisti che ha causato il ricovero di undici persone (in maggioranza donne) con sintomi da soffocamento e asfissia.
Nell'Occidente imperialista e corrotto, dove le naturali istanze di uguaglianza tra uomini e donne sono state trasformate da uomini politici schifosi e vigliacchi (Turco, Boldrini, Kyenge...) in occasioni di condurre una astorica e assurda 'guerra agli uomini' e di imporre 'quote rosa' in ogni dove, in barba a ogni criterio di valida meritocrazia, dove l'8 marzo é triste occasione per umilianti e superficiali cenette tra amiche con strip-tease maschile finale, é opportuno per la Redazione di Palaestina Felix fare I SUOI auguri alle donne.
I nostri auguri sono rivolti alle donne che lottano direttamente e indirettamente contro l'arroganza dell'imperialismo americano e sionista e contro i loro manutengoli, uomini e donne che siano: alle mogli, alle madri, alle lavoratrici di Palestina, Libano, Siria, Russia, Crimea, Venezuela, Iran, Irak, Argentina, Bolivia, Ecuador, Cuba, Bielorussia e ancora oltre...
...a voi, vere Donne, va il nostro omaggio e il nostro rispetto, non un giorno all'anno, ma anche per tutti gli altri trecento e sessantaquattro!
Nell'Occidente imperialista e corrotto, dove le naturali istanze di uguaglianza tra uomini e donne sono state trasformate da uomini politici schifosi e vigliacchi (Turco, Boldrini, Kyenge...) in occasioni di condurre una astorica e assurda 'guerra agli uomini' e di imporre 'quote rosa' in ogni dove, in barba a ogni criterio di valida meritocrazia, dove l'8 marzo é triste occasione per umilianti e superficiali cenette tra amiche con strip-tease maschile finale, é opportuno per la Redazione di Palaestina Felix fare I SUOI auguri alle donne.
I nostri auguri sono rivolti alle donne che lottano direttamente e indirettamente contro l'arroganza dell'imperialismo americano e sionista e contro i loro manutengoli, uomini e donne che siano: alle mogli, alle madri, alle lavoratrici di Palestina, Libano, Siria, Russia, Crimea, Venezuela, Iran, Irak, Argentina, Bolivia, Ecuador, Cuba, Bielorussia e ancora oltre...
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mercoledì 9 marzo 2011
Otto marzo a Gaza: le priorità delle donne palestinesi sono educazione, lavoro, famiglia, non gossip e cosmetici!
La Giornata internazionale della Donna é una celebrazione globale dei traguardi e delle conquiste della Donna attraverso i secoli e un memento di quanto sia possibile guadagnare sotto il punto di vista dell'autostima, dell'affermazione, della realizzazione di sé nella cornice della lotta per una società più libera e più giusta.
Le donne di Gaza si sono riunite per ricordare e ricordarsi che parte vitale e importante del movimento arabo, musulmano e mondiale delle donne esse rappresentino, avendolo dimostrato più e più volte negli ultimi decenni con la loro abnegazione, la loro sofferenza, le loro lacrime e, troppo spesso, anche col loro sangue.
Le donne di Gaza hanno infatti molto subito e molto patito per mano dell'occupazione e della politica di segregazione e aggressione del vicino Stato di Israele, vedendo le loro comunità, le loro famiglie, i loro figli attaccati, assediati, minacciati su base costante e regolare; né a loro erano risparimate angosce e tormenti, nelle corse disperate verso i rifugi antiaerei, nelle attese senza fine ai posti di blocco, negli abusi e nelle molestie della soldataglia sionista.
Tuttavia le donne della Striscia continuano a vivere e a far vivere, nonostante l'assedio, nonostante i raid, nonostante tutto; spesso si prendono il carico di mantenere le loro famiglie lavorando, quando i loro mariti, i loro padri sono uccisi o incarcerati da Israele, spesso si migliorano attraverso lo studio e l'esercizio della cultura e della professione intellettuale.
Il desiderio di ricostruire e migliorare quanto é stato offeso e distrutto dall'arroganza dell'occupazione é la migliore e più certa garanzia di un futuro radioso per Gaza. Certe donne, come loro, sanno essere e diventare invincibili.
Le donne di Gaza si sono riunite per ricordare e ricordarsi che parte vitale e importante del movimento arabo, musulmano e mondiale delle donne esse rappresentino, avendolo dimostrato più e più volte negli ultimi decenni con la loro abnegazione, la loro sofferenza, le loro lacrime e, troppo spesso, anche col loro sangue.
Le donne di Gaza hanno infatti molto subito e molto patito per mano dell'occupazione e della politica di segregazione e aggressione del vicino Stato di Israele, vedendo le loro comunità, le loro famiglie, i loro figli attaccati, assediati, minacciati su base costante e regolare; né a loro erano risparimate angosce e tormenti, nelle corse disperate verso i rifugi antiaerei, nelle attese senza fine ai posti di blocco, negli abusi e nelle molestie della soldataglia sionista.
Tuttavia le donne della Striscia continuano a vivere e a far vivere, nonostante l'assedio, nonostante i raid, nonostante tutto; spesso si prendono il carico di mantenere le loro famiglie lavorando, quando i loro mariti, i loro padri sono uccisi o incarcerati da Israele, spesso si migliorano attraverso lo studio e l'esercizio della cultura e della professione intellettuale.
Il desiderio di ricostruire e migliorare quanto é stato offeso e distrutto dall'arroganza dell'occupazione é la migliore e più certa garanzia di un futuro radioso per Gaza. Certe donne, come loro, sanno essere e diventare invincibili.
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Ecco come le donne arabe festeggiano il loro otto marzo: lottando!
Mentre durante la "Festa della Donna" milioni di 'libere' donne occidentali vapide e superficiali, le cui esistenze sono scandite dalla 'libertà' di scegliere se rivolgersi a "Vogue", "Cosmopolitan", "Elle" o "Donna Moderna" per vivere per procura esistenze dominate dalla ricerca di una bellezza impossibile (ma per tendere alla quale si scialacquano miliardi di Euro), dalla 'libertà' di poter spettegolare sul 'Grande Fratello' piuttosto che sull' 'Isola dei Famosi', dalla 'libertà' di poter scoprire cosce, natiche o glutei (in qualunque mix e combinazione) si affollavano in ristoranti con 'menù a tema', discoteche e locali notturni con obbligatorio spettacolo di strip maschile, dall'altra parte del mondo le 'arretrate donne islamiche' vivevano la loro 'Festa' con un contegno, una passione e una determinazione che, sole, le rendevano in grado di onorare ed eternare la memoria delle lotte femminili per i diritti e l'emancipazione, quella vera, non quella della scollatura e dello strip-tease!
Queste immagini, diffuse dall'agenzia di stampa iraniana "Ahlul Bayt" testimoniano della marcia di migliaia di donne del Bahrein dal porto commerciale a Piazza delle Perle, una marcia portata a termine come parte integrante della lotta degli abitanti dell'isola, maschi e femmine, per ottenere riforme costituzionali e l'allontanamento dal potere dell'attuale casata regnante degli Al-Khalifa.
Ancora una volta il mondo musulmano, che la vulgata occidentalista dei parassiti e degli sfruttatori vorrebbe dipingerci come "medievale e arretrato", fa una figura molto ma molto migliore del 'libero e avanzato' occidente!!
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