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lunedì 12 marzo 2012

Cemento iraniano antisisma, rinforzato con quarzo e fibre, rende le installazioni nucleari resistenti alle più pesanti bombe Usa!


Mentre da parte sionista e americana continua imperterrita la propaganda bellicista riguardo all'eventualità di raid e bombardamenti contro il pacifico programma nucleare della Repubblica Islamica arriva da una fonte imprevista ma sicuramente attendibile un nuovo elemento che lancia l'ennesima ombra di dubbio sull'effettiva efficacia di attacchi aerei, per quanto ripetuti e profondi, contro le installazioni tecnologice di Teheran, soprattutto quelle sotterranee e fortificate.

Sul sito-web della 'Aggregate Research', branca tecnico-scientifica delle omonime 'Aggregate Industries' gruppo britannico dei materiali da costruzione é apparso un articolo valutativo che indica come in Iran, a causa della nota sismicità di alcune regioni del paese, sia prassi comune utilizzare un tipo di calcestruzzo del tutto particolare, frutto della ricerca nazionale sulla qualità e le proprietà dei materiali, rinforzato con polveri di quarzo e fibre, che lo rende di grado 'UHP' (Ultra-High Performance), più rigido rispetto alle sollecitazioni sussultorie e più elastico e in grado di trasmettere e disperdere energia rispetto a quelle ondulatorie.

Lo sviluppo di questo particolare tipo di cemento nazionale, a sua volta frutto delle sanzioni decretate contro la Repubblica Islamica dai paesi occidentali imperialisti, con ogni probabilità rende bunker e installazioni sotterranee iraniane molto più resistenti e imperive alle capacità deflagranti e penetrative anche delle più pesanti "bunker buster", né é il caso di dubitare che l'UHPC (Ultra High Performance Concrete) sia stato usato nelle installazioni nucleari, vista l'enorme diffusione del suo uso (anche le tubature dei collettori fognari sono realizzate in questo materiale in Iran) e la peculiare necessità di proteggere al massimo simili siti dagli effetti di sismi e terremoti.

Ancora una volta, le politiche inique e punitive dell'occidente arrogante contro l'Iran si sono trasformate in un boomerang, dando alla Repubblica Islamica un'arma in più per proteggersi contro i 'diktat' e le minacce di Washington e Tel Aviv.
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mercoledì 22 febbraio 2012

Salehi: "La Repubblica Islamica sta preparandosi autonomamente ad arricchire l'uranio al 20 per cento!"


Il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi ha dichiarato che la Repubblica Islamica é attualmente impegnata a dotarsi delle risorse e delle apparecchiature necessarie per portare il proprio controllo del ciclo dell'uranio completamente al livello del 20 per cento di arricchimento, incontrando un apprezzabile successo nello sforzo nonostante i tentativi delle arroganze potenze imperialiste istigate da Usa e Israele che vorrebbero frenare, sviare o distruggere i progressi di Teheran in questo delicato campo delle tecnologie avanzate.

Salehi nel suo intervento ha articolato che, essendo la capacità di arricchire l'uranio a tale livello considerata esclusivo appannaggio delle 'potenze nucleari conclamate' il Governo iraniano si aspetta una reazione ammirata e stupita da parte dell'Occidente. La decisione di spingere i propri sforzi nucleari in questo senso é venuta dalle difficoltà di ottenere, ai sensi del Trattato di Nonproliferazione Nucleare una fornitura di uranio arricchito al 20 per cento dalla IAEA, come sarebbe prerogativa di Teheran. A quel punto, di fronte alle neghittosità di una Agenzia Atomica evidentemente vittima dei 'diktat' americani e sionisti la Repubblica Islamica ha pensato bene che "Chi fa da sé fa per tre".

L'Iran aveva già mostrato la sua capacità di compiere significati passi avanti in totale autonomia nel suo programma nucleare lo scorso 15 febbraio, quando elementi di combustibile di totale produzione iraniana sono stati inseriti per la prima volta nel reattore nucleare sperimentale di Teheran, sotto il controllo attento di ispettori e inviati dell'Agenzia Atomica. Ovviamente rifornire di combustibile iraniano le strutture previste dall'ambizioso piano di sviluppo nucleare della Repubblica Islamica sarà un obiettivo realizzabile solo con un grande sforzo scientifico, tecnico e industriale.
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sabato 23 luglio 2011

La Guardia Rivoluzionaria iraniana nega di avere abbattuto velivoli Usa su Qom: ma qual'é la verità?



Pochi giorni orsono si era diffusa la notizia, riportata dai maggiori outlet mediatici mediorientali e internazionali, che un drone UAV da ricognizione americano era stato intercettato e abbattuto dalle forze di difesa aerea del Corpo della Guardia Rivoluzionaria dell'Iran nel cielo sopra la città di Qom. Le prime analisi dell'incidente parlavano di un tentativo americano di registrare layout e attività attorno al sito nucleare di Fordoh, una delle installazioni regolarmente dichiarate dall'Iran come facenti parte del suo programma di sviluppo dell'energia atomica per uso civile.

Adesso, direttamente dall'ufficio stampa dell'IRGC, arriva una irrituale smentita, secondo la quale "la diffusione di erronee ipotesi su scontri aerei nei cieli sopra Qom si é generata a causa dell'abbattimento di un drone iraniano nell'ambito di normali preparativi per un'esercitazione aeronautica che dovrà tenersi nelle prossime settimane"; che dire, bastava che ci aggiungessero anche un 'pallone sonda' e tutto il copione della 'smentita dell'establisment' sarebbe stato rispettato.

In realtà, il comunicato stampa arriva troppo dopo l'incidente per poter essere del tutto credibile. Certo, l'Iran é in effetti uno dei più grandi costruttori di droni senza pilota della regione e dopo la fine delle esercitazioni missilistiche di qualche settimana fa ne erano state annunciate di nuove, che avrebbero coinvolto le forze aeree e di difesa aerea, ma, quel che sembra più probabile é che il drone abbattuto fosse effettivamente americano ma che, in una vera e propria dimostrazione di responsabilità e amore per la stabilità, le autorità iraniane abbiano preferito 'disinnescare' l'attenzione sull'incidente in modo da evitare a Washington un grave imbarazzo e quietare animi che altrimenti si sarebbero facilmente potuti incendiare.
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