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martedì 29 novembre 2011

La Guardia Rivoluzionaria della Repubblica Islamica equipaggiata con "dozzine" di nuove batterie antiaeree!


Fonti del Ministero della Difesa della Repubblica Islamica dell'Iran hanno rivelato come, nelle ultime settimane, i reparti del Corpo della Guardia Rivoluzionaria abbiano iniziato a ricevere in assegnazione diverse dozzine di batterie di avanzata artiglieria antiaerea, frutto della ricerca e del lavoro dell'Organizzazione delle Industrie per la Difesa da anni impegnate nella "Jihad per l'Autosufficienza Militare", dottrina che permette a Teheran di non dover dipendere da nessuno nell'organizzazione e nel rifornimento delle proprie forze armate e di poter dunque condurre una politica veramente autonoma e indipendente.




A fianco dei propri grandissimi successi nell'industria dei razzi balistici e della missilistica l'Iran non ha mai trascurato il campo dell'artiglieria convenzionale, anche come mezzo di difesa antiaerea per una serie di ottimi motivi: rispetto al razzo e al missile il proietto d'artiglieria é più economico, vola a velocità maggiore e impatta sul bersaglio con maggiore energia cinetica, grazie ai materiali moderni e a nuove tecniche come munizioni base-bleed il raggio di certi proiettili antiaerei é ulteriormente aumentato, collegati in strati successivi e coordinati con moderni sistemi ottici ed elettronici i sistemi di difesa antiaerea basati sul cannone sono meno suscettibili dei missili alle distorsioni della guerra elettronica e alle offese dei missili 'wild weasel' impiegati in funzione antiradar e di soppressione delle difese missilistiche antiaeree dalle aviazioni moderne.


I recenti sviluppi dell'industria militare iraniana nel campo dei cannoni antiaerei comprendono armi da tiro rapido e rapidissimo da 35 e 40 millimetri, capaci di saturare ampie zone di spazio aereo con proiettili a deflagrazione di prossimità e cannoni medi e pesanti capaci di coprire altitudini fino oltre i sedicimila metri dal suolo.


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sabato 29 ottobre 2011

La Repubblica Islamica coopererà nel settore Difesa con i paesi liberati dalla "Primavera Araba"!


Il Ministro della Difesa iraniano Ahmad Vahidi ha dichiarato che Teheran é fin da ora pronta per una "Profonda ed articolata" collaborazione nel settore difesa con il governo tunisino che verrà a breve nominato dall'Assemblea costituente (eletta in base alle consultazioni di domenica scorsa) e, nel prossimo futuro, con quelli che risulteranno dalle votazioni in Egitto e in Libia; "Questi paesi stanno passando attraverso periodi di transizione, ma, come nel caso della Tunisia, la volontà popolare é chiara e si esprimerà attraverso relazioni a ogni grado e livello con la Repubblica Islamica".

L'Iran si sta gradualmente imponendo come un'ottima fonte di armi ed equipaggiamenti militari per quei paesi che non vogliano sottostare ai ricatti e alle manipolazioni dell'occidente imperialista, che usa le sue industrie della Difesa come una leva in una strategia arrogante e manipolatoria, volta a trasformare i suoi clienti in pedine legate al loro 'patrono' da mille invisibili fili. Caso lampante é la vendita americana di jet da combattimento i cui radar d'attacco sono modificati per indicare come 'amico' ogni apparecchio israeliano, senza che all'utilizzatore finale sia possibile modificare il codice sorgente di tale impostazione senza forfettare ogni futuro rifornimento/manutenzione da parte americana.

Teheran invece, non impone nessuna limitazione del genere ai propri acquirenti e, negli ultimi trenta anni, grazie alle capacità dei propri tecnici ed ingegneri e a una guida politica motivata e coerente é riuscita a mettere in piedi un comparto tecnologico della difesa in grado di soddisfare pienamente le richieste interne (necessità essenziale per una politica estera indipendente e autonoma) nonché ansioso di provvedere alle necessità degli stati recentemente liberatisi da decenni di tirannia grazie al soffio rigeneratore della 'Primavera Araba'.
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venerdì 23 settembre 2011

Un nuovo Cacciatorpediniere e nuovi missili antinave per la Marina della Repubblica Islamica!


Il Comandante supremo delle Forze navali iraniane, Contrammiraglio Habibollah Sayyari ha dichiarato, durante le manifestazione della "Settimana Sacra della Difesa" (la ricorrenza che ogni settembre celebra gli eroici sforzi compiuti dalle Forze armate della Repubblica iraniana per bloccare e respingere l'invasione irachena che scatenò la Guerra del Golfo dal 1980 al 1988) che il Cacciatorpediniere 'Velayat', unità gemella della 'Jamaran' varata nel 2007 e in servizio attivo dal 2010, si unirà presto alla flotta della Repubblica islamica.

La notizia, ripresa e diffusa dall'Agenzia di stampa ufficiale IRNA, segnala un nuovo importante traguardo dell'industria navale iraniana, che sembra ormai in grado di impostare e completare moderne unità navali che hanno poco o punto da invidiare a quelle prodotte da nazioni con una ben più lunga storia cantieristica alle spalle; dopo i sistemi terrestri, aerei e missilistici, quindi, anche il know-how marittimo di Teheran ha fatto imponenti passi avanti, nell'ottica di quella "Jihad per l'Autosufficienza militare" che deve garantirne la totale indipendenza della politica difensiva, al contrario di quanto accadde nei primi anni '80, quando l'arsenale militare iraniano, pieno zeppo di articoli 'Made in Usa' acquistati con eccessiva prodigalità dal corrotto sovrano Reza Palhevi, venne quasi reso inutilizzabile dal rifiuto americano di provvedere parti di ricambio e munizioni alla Repubblica islamica impegnata nella difesa contro le armate di Saddam Hussein.

Pesante 1420 tonnellate ed equipaggiata con strumenti all'avanguardia per la guerra elettronica e la rilevazione radar precoce la 'Velayat' sarà come la 'Jamaran' dotata di piattaforma elicotteristica, cannoni a tiro rapido derivati dal leggendario 76mm navale della OTO-Melara, siluri, armi antisom e missili antiaerei e antinave. Proprio nel campo dei missili antinave un nuovo modello di vettore, battezzato "Khalij Fars" (cioé 'Golfo Persico'), capace di un raggio di circa 300 chilometri e di complesse evoluzioni contro ogni tentativo di abbattimento o evasione, testato per la prima volta nel 2008, verrà presto prodotto in serie e aggiunto al già ragguardevole arsenale missilistico di Teheran.

Il Khalij Fars sarà capace di portare sul bersaglio un'ogiva bellica di 650 chili di esplosivo ad alto potenziale alla ragguardevole velocità di Mach 3. Oltre a questi annunci Sayyari ha anche previsto il prossimo avvicendamento nelle acque del Golfo di Aden delle unità navali attualmente presenti in operazioni di pattugliamento e contrasto della pirateria con quelle della Sedicesima Flottiglia dell'IRIN; nell'ambito degli sforzi della Repubblica Iraniana per garantire la libertà di transito e commercio in un tratto di mare strategico per gli interessi del paese e della regione.
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giovedì 18 agosto 2011

L'Egitto cancella le esercitazioni militari con gli Usa, il dominio di Washington sul Cairo é ormai cosa del passato!



La Giunta di Generali transitoriamente al potere in Egitto ha deciso di cancellare l'esercitazione biennale "Bright Star", che si teneva nel Paese delle Piramidi fin dal 1981 e che testimoniava nei fatti l'asservimento non solo politico ed economico, ma anche militare, ai voleri di Washington e quindi di Tel Aviv. Parlando con emissari dell'agenzia britannica Reuters un alto ufficiale delle forze armate egiziane ha confermato che, se per il momento il Maresciallo Tantawi ha preferito la formula delle "eccezionali condizioni in cui si trova il paese" per giustificare la cancellazione agli ormai ex-alleati a stelle e strisce "é estremamente improbabile" che le esercitazioni in questione abbiano mai più modo di ripetersi.

Del resto, visto che il Parlamento egiziano che verrà eletto in autunno sarà dominato da forze politiche che hanno sempre avuto inviso il legame del dittatore Mubarak con la Casa Bianca (legame ereditato dal traditore del Nasserismo, Anwar Sadat, che firmò l'umiliante 'Trattato di Pace' di Camp David con l'ex-terrorista assassino Menachem Begin), é chiaro che i giorni dell'egemonia washingtoniana sul Cairo (e soprattutto su Suez) sono ormai definitivamente da archiviarsi insieme alle foto del Muro di Berlino e delle Guardie Rosse di Mao.

L'Egitto, in trent'anni, ha accumulato un notevole arsenale di equipaggiamenti e armi "made in Usa", per mantenere in efficienza le quali siamo certi che l'esperienza e il "know how" iraniano saranno estremamente utili e apprezzati. Il governo rivoluzionario di Teheran, suo malgrado, dovette imparare rapidamente a gestire un'arsenale di quasi totale marca americana, una volta cacciato lo Shah Reza Palhevi.
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