I vantati prodotti dell'industria bellica sionista funzionano soltanto quando vengono impegnati contro bersagli inermi incapaci di reagire come la popolazione civile di Gaza, fatta di donne, vecchi, bambini...come ha già più volte dimostrato Hezbollah, contro avversari in grado di rispondere a tono i 'rambo' di Tel Aviv perdono molta se non tutta la loro burbanza e la stessa cosa, puntualmente, capita anche alle loro macchine da guerra.
Lo ha dimostrato ancora una volta un drone senza pilota 'Hermes 450', inviato da Tel Aviv a spiare il confine con l'Egitto, che a un certo punto ha smesso di rispondere ai comandi impartiti a distanza e ha iniziato a puntare decisamente verso l'Egitto.
Piuttosto che farlo cadere in mano ai militari del Cairo gli operatori sionisti hanno preferito distruggerlo facendo esplodere una carica detonante collocata apposta a bordo della carlinga, sperando che i rottami cadessero per la maggior parte al di qua del confine.
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martedì 16 luglio 2013
Ennesimo imbarazzo per Tel Aviv: un altro drone sionazista si "perde" e deve venire distrutto a distanza!
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mercoledì 2 novembre 2011
"I debiti di Mubarak non li paghiamo!". L'Egitto lancia una campagna per spezzare la morsa del debito estero
Attivisti egiziani hanno lanciato una campagna per suscitare la consapevolezza pubblica riguardo alle negative ripercussioni del debito estero e dei forti prestiti accesi dal passato regime del tiranno Mubarak, che ancora pesano sulla bilancia dei pagamenti del Cairo. Durante una conferenza soprannominata "Campagna popolare per l'Estinzione dei Debiti egiziani" i partecipanti sono stati confrontati con la nozione che i debiti della nazione debbano essere rinegoziati e ripudiati quando provati illegittimi e ingiusti.
Uno dei concetti centrali del simposio é stato quello che i popoli e le nazioni possano e debbano dire la loro riguardo alle politiche fiscali del paese, soprattutto nei casi in cui queste siano state per decenni dirette da piccole minoranze remote e separate dagli interessi generali del Paese; quasi niente delle somme ingenti prese a prestito dal regime di Mubarak é andato a beneficio della popolazione, mentre adesso gli interessi annui su quegli stessi debiti sono uno dei più forti articoli di spesa della bilancia dei pagamenti del Cairo.
Alla riunione erano presenti molti ospiti latinoamericani che hanno portato ad esempio le esperienze dei loro paesi riguardo alla rinegoziazione del debito; si spera che, una volta completato il passaggio di poteri verso istituzioni civili anche il paese nordafricano possa seguire una strada simile, liberando quindi importanti risorse da investire nell'istruzione, nella sanità pubblica e in programmi di welfare, coerentemente con gli obiettivi dichiarati della Rivoluzione di Piazza Tahrir, che esplicitamente indicavano la giustizia sociale e la redistribuzione della ricchezza.
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sabato 29 ottobre 2011
La Repubblica Islamica coopererà nel settore Difesa con i paesi liberati dalla "Primavera Araba"!
Il Ministro della Difesa iraniano Ahmad Vahidi ha dichiarato che Teheran é fin da ora pronta per una "Profonda ed articolata" collaborazione nel settore difesa con il governo tunisino che verrà a breve nominato dall'Assemblea costituente (eletta in base alle consultazioni di domenica scorsa) e, nel prossimo futuro, con quelli che risulteranno dalle votazioni in Egitto e in Libia; "Questi paesi stanno passando attraverso periodi di transizione, ma, come nel caso della Tunisia, la volontà popolare é chiara e si esprimerà attraverso relazioni a ogni grado e livello con la Repubblica Islamica".
L'Iran si sta gradualmente imponendo come un'ottima fonte di armi ed equipaggiamenti militari per quei paesi che non vogliano sottostare ai ricatti e alle manipolazioni dell'occidente imperialista, che usa le sue industrie della Difesa come una leva in una strategia arrogante e manipolatoria, volta a trasformare i suoi clienti in pedine legate al loro 'patrono' da mille invisibili fili. Caso lampante é la vendita americana di jet da combattimento i cui radar d'attacco sono modificati per indicare come 'amico' ogni apparecchio israeliano, senza che all'utilizzatore finale sia possibile modificare il codice sorgente di tale impostazione senza forfettare ogni futuro rifornimento/manutenzione da parte americana.
Teheran invece, non impone nessuna limitazione del genere ai propri acquirenti e, negli ultimi trenta anni, grazie alle capacità dei propri tecnici ed ingegneri e a una guida politica motivata e coerente é riuscita a mettere in piedi un comparto tecnologico della difesa in grado di soddisfare pienamente le richieste interne (necessità essenziale per una politica estera indipendente e autonoma) nonché ansioso di provvedere alle necessità degli stati recentemente liberatisi da decenni di tirannia grazie al soffio rigeneratore della 'Primavera Araba'.
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giovedì 27 ottobre 2011
Saranno venticinque i detenuti egiziani liberati dalle carceri sioniste in cambio della spia Ilan Grapel!
L'Egitto e il regime sionista di occupazione sono arrivati tra lunedì e martedì a una bozza di accordo per lo scambio tra la spia del Mossad Ilan Grapel, arrestata al Cairo la scorsa primavera, e un cospicuo numero di cittadini del Paese delle Piramidi che sono attualmente rinchiusi nelle prigioni israeliane. Ovviamente, il numero di questi ultimi non é clamoroso come quello degli oltre mille carcerati palestinesi strappati al sadismo dei secondini a sei punte dalla recente, grande vittoria di Hamas, ma si tratta comunque di 25 egiziani che, in alcuni casi, avrebbero dovuto passare in prigionia fino a dieci anni delle loro vite e che invece, grazie alla solerzia dei loro giovani compatrioti che denunciarono subito all'intelligence le bizzarre profferte di Grapel (che voleva istigare scontri fra i manifestanti anti-Mubarak e le forze dell'ordine) potranno presto tornare liberi.
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| Grapel in una foto presa durante le manifestazioni popolari in Piazza Tahrir, dove iniziò a incitare i giovani alla violenza. |
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| I genitori dell'Ebreo americano Ilan Grapel. |
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lunedì 31 gennaio 2011
Clamorosa gaffe di Fox News, il canale dei "Neocon" mette l'Egitto...in Irak!!
Fox News, il canale di notizie 24/7 di proprietà di Rupert Murdoch, mogul dei media di dichiarata e palese fede filosionista e neoconservatrice, é la principale fonte di informazioni degli elettori e dei simpatizzanti del Partito repubblicano statunitense.
"Gente talmente ignorante che quando sente parlare di 'America Centrale' pensa al Kansas" é un'adatta descrizione del livello socio-culturale di quell'elettorato, fanatico sostenitore del diritto di portare armi, ascoltatore fedele della 'Talk Radio' conservatrice e razzista di Rush Limbaugh, appassionato di teorie cospirazioniste sul certificato di nascita di Barack Obama e sulla sua supposta fede religiosa musulmana.
Si capisce che, con un pubblico simile, ai giornalisti e ai commentatori di tale TV, che potremmo paragonare a un atroce ibrido catodico fra il peggio del peggio del giornalismo italiano, simile a un incrocio fra "Libero", "Il Giornale", "La Padania" e "Il Foglio" (rende abbastanza l'idea dello schifo?), non é necessaria più di tanta attenzione ai riferimenti storici e geografici dei loro servizi.
Come dimostra la foto qui sopra, tuttavia, in questi giorni la FOX é riuscita addirittura a superare sé stessa, "pasticciando" con un'immagine di corredo a un servizio sulla rivolta egiziana che, come vedete qua sopra, raffigurava la dicitura "Egypt" in una carta del Medio Oriente...esattamente sopra l'Irak!!!!
Immaginatevi lo stupore dei bifolchi americani seduti a vedere "the box" dentro le loro case mobili in Kentucky o in West Virginia, con una lattina di "Pabst Blue Ribbon" ben stretta nella manona grassoccia: "Ehi mà!" avrà esclamato il Billy-bob di turno, "Ma quel posto lì in arabistan non l'avevamo invaso otto anni fa???".
Questo succede nel mondo degli Hillbillies dell'informazione, nell'anno di grazia 2011.
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