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domenica 27 maggio 2012

Sayyari: "Nei cantieri navali iraniani sono in costruzione altri cacciatorpedinieri come lo Jamaran e il Velayat!"

Il Contrammiraglio Habibollah Sayyari, comandante supremo dell'IRIN, ha dichiarato che i cantieri navali della Repubblica Islamica sono attualmente impegnati ad assemblare nuove unità del tipo del cacciatorpediniere 'Jamaran' e della sua unità gemella 'Velayat', che andranno a rafforzare i ranghi della Marina di Teheran. In una conferenza tenutasi il 26 maggio Sayyari ha dichiarato che ogni successivo vascello nella linea incorporerà migliorie e avanzamenti rispetto ai primi due esemplari, in una politica di costruzione che mira a dare sostanza e credibilità ai piani che vogliono una costante presenza iraniana in acque internazionali.
Anche questo programma si inserisce nella cornice della Jihad per l'Autosufficienza Militare, spina dorsale delle scelte e dei programmi dell'industria della difesa iraniana: navale, aerea, terrestre, missilistica ed informatica. Il cacciatorpediniere Jamaran é entrato in servizio nel febbraio 2010 e il dicembre successivo si é impegnato in operazioni anti-pirati nel Golfo di Aden, riportando notevole successo.
Con una stazza di poco più di 1420 tonnellate i cacciatorpedinieri di classe 'Jamaran' possono raggiungere velocità di crociera di circa 30 nodi; sono inoltre equipaggiati di avanzati sistemi antiaerei, antinave ed antisom e possono portare a bordo un elicottero alloggiato sulla piattaforma poppiera. Fin dal 2008 le flottiglie dell'IRIN sono impegnate nel pattugliamento e nel contrasto alla pirateria lungo le rotte che dallo Stretto di Hormuz portano al Bab el Mandeb, imboccatura meridionale del Mar Rosso.
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lunedì 2 gennaio 2012

"La Marina iraniana espanderà la propria presenza nelle acque internazionali fino all'Oceano Atlantico!"



La Marina iraniana soltanto pochi mesi fa si é incaricata di stupire e smentire quei compiacenti e sbruffoni osservatori occidentali che non la ritenevano capace di inviare le proprie navi nel Mar Rosso e, attraverso il Canale di Suez, nel Mar Mediterraneo; adesso, con le esercitazioni di "Velayat 90" che si avviano a conclusione, gli alti gradi dell'IRIN, totalmente soddisfatti delle prestazioni di uomini, vascelli, componenti aeree e sistemi d'arma, hanno annunciato che, in futuro, la nuova generazione di unità di totale costruzione iraniana, di cui i cacciatorpedinieri "Jamaran" e "Velayat" sono soltanto i primi esemplari si spingeranno abitualmente lungo le rotte delle "Acque Blu", fino nell'Oceano Atlantico ed oltre.

"Poco prima dell'inizio di queste manovre il nostro cacciatorpediniere Jamaran é rientrato alla base dopo una lunga missione in acque distanti, che prova la nostra incrementata competenza nella proiezione di potere navale; la missione avrebbe potuto durare ancora a lungo e spingersi in acque più distanti, solo il desiderio di vedere la nave prendere parte alle esercitazioni ci ha spinto a richiamarla", il Contrammiraglio Habibollah Sayyari, comandante in capo della Marina iraniana, ha spiegato che, coerentemente con le indicazioni etiche della leadership della Repubblica e con la dottrina strettamente difensiva delle Forze Armate, tale presenza internazionale non deve essere vista come una minaccia, ma come un segno di maturità e responsabilità di Teheran, nonché della sua volontà di contribuire attivamente alla libertà di navigazione, transito e commercio sulle maggiori rotte navali.

Rispondendo a una domanda dei cronisti del canale satellitare PressTV Sayyari ha commentato le recenti dichiarazioni americane riguardo "l'inabilità" dell'IRIN di riuscire a chiudere lo Stretto di Ormuz alla navigazione, in caso di attacco. "Non ho intenzione di dilungarmi sulle affermazioni di persone che, evidentemente non hanno una buona conoscenza delle nostre forze e delle loro possibilità, ma per rispondere alla vostra domanda ripeterò quel che ho già detto in passato: la chiusura dello Stretto di Ormuz é una delle nostre opzioni-base in determinati protocolli operativi, siamo perfettamente in grado di implementarla e tuttavia, nel superiore interesse della comunità locale e internazionale, siamo pronti e disposti a contribuire a un sistema di sicurezza sostenibile per la Regione, per il quale sentiamo che il contributo di forze estranee al Golfo Persico sia totalmente superfluo e non necessario".
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venerdì 23 settembre 2011

Un nuovo Cacciatorpediniere e nuovi missili antinave per la Marina della Repubblica Islamica!


Il Comandante supremo delle Forze navali iraniane, Contrammiraglio Habibollah Sayyari ha dichiarato, durante le manifestazione della "Settimana Sacra della Difesa" (la ricorrenza che ogni settembre celebra gli eroici sforzi compiuti dalle Forze armate della Repubblica iraniana per bloccare e respingere l'invasione irachena che scatenò la Guerra del Golfo dal 1980 al 1988) che il Cacciatorpediniere 'Velayat', unità gemella della 'Jamaran' varata nel 2007 e in servizio attivo dal 2010, si unirà presto alla flotta della Repubblica islamica.

La notizia, ripresa e diffusa dall'Agenzia di stampa ufficiale IRNA, segnala un nuovo importante traguardo dell'industria navale iraniana, che sembra ormai in grado di impostare e completare moderne unità navali che hanno poco o punto da invidiare a quelle prodotte da nazioni con una ben più lunga storia cantieristica alle spalle; dopo i sistemi terrestri, aerei e missilistici, quindi, anche il know-how marittimo di Teheran ha fatto imponenti passi avanti, nell'ottica di quella "Jihad per l'Autosufficienza militare" che deve garantirne la totale indipendenza della politica difensiva, al contrario di quanto accadde nei primi anni '80, quando l'arsenale militare iraniano, pieno zeppo di articoli 'Made in Usa' acquistati con eccessiva prodigalità dal corrotto sovrano Reza Palhevi, venne quasi reso inutilizzabile dal rifiuto americano di provvedere parti di ricambio e munizioni alla Repubblica islamica impegnata nella difesa contro le armate di Saddam Hussein.

Pesante 1420 tonnellate ed equipaggiata con strumenti all'avanguardia per la guerra elettronica e la rilevazione radar precoce la 'Velayat' sarà come la 'Jamaran' dotata di piattaforma elicotteristica, cannoni a tiro rapido derivati dal leggendario 76mm navale della OTO-Melara, siluri, armi antisom e missili antiaerei e antinave. Proprio nel campo dei missili antinave un nuovo modello di vettore, battezzato "Khalij Fars" (cioé 'Golfo Persico'), capace di un raggio di circa 300 chilometri e di complesse evoluzioni contro ogni tentativo di abbattimento o evasione, testato per la prima volta nel 2008, verrà presto prodotto in serie e aggiunto al già ragguardevole arsenale missilistico di Teheran.

Il Khalij Fars sarà capace di portare sul bersaglio un'ogiva bellica di 650 chili di esplosivo ad alto potenziale alla ragguardevole velocità di Mach 3. Oltre a questi annunci Sayyari ha anche previsto il prossimo avvicendamento nelle acque del Golfo di Aden delle unità navali attualmente presenti in operazioni di pattugliamento e contrasto della pirateria con quelle della Sedicesima Flottiglia dell'IRIN; nell'ambito degli sforzi della Repubblica Iraniana per garantire la libertà di transito e commercio in un tratto di mare strategico per gli interessi del paese e della regione.
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domenica 15 maggio 2011

"La Marina Iraniana non teme confronti con le forze di nessun paese circostante!"


Il Comandante in Capo della Marina iraniana, il Contrammiraglio Habibullah Sayyari ha recentemente dichiarato che le forze di mare della Repubblica Islamica godono di una superiorità decisiva rispetto a quelle dei paesi confinanti, grazie agli altissimi tassi di proficienza e professionalità dei suoi ufficiali e marinai, uniti alla disponibilità di armamenti ed equipaggiamenti d'avanguardia.

"L'Iran non teme confronti con le marine circostanti per quanto riguarda la sofisticazione dei suoi equipaggiamenti navali, delle sue strutture e delle sue tecnologie", ha dichiarato il Contrammiraglio all'agenzia di Stato IRNA, nella giornata di sabato 14 maggio.

Il Comando della Marina ha conferito speciale urgenza ed attenzione al miglioramento delle pratiche e dell'equipaggiamento da utilizzarsi durante le missioni di protezione del traffico commerciale e di ingaggio di forze pirata al largo della Somalia, nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, evidenziando che la sfida, del tutto imprevedibile solo pochi anni fa, é stata affrontata e vinta con uno sforzo comune che ha visto impegnato lo Stato Maggiore della Marina insieme con i settori della ricerca e dell'industria per la difesa.


L'anno scorso la Marina della Repubblica Islamica ha varato il Cacciatorpediniere Jamaran, di oltre 1400 tonnellate di stazza, equipaggiato con gli apparati radar più moderni e specialmente munito di potenzialità di jamming e guerra elettronica; con 120-140 uomini di complemente lo Jamaran può ingaggiare una varietà di bersagli in cielo e in mare, grazie a un armamento missilistico di prim'ordine.



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