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martedì 30 ottobre 2012

Trafficante d'armi wahabita muore in misterioso incidente a Nord di Tripoli Siriaca!

Marwan al-Qassab era un trafficante di armi sunnita, legato ai gruppi estremisti responsabili di scontri e violenze nel Nord del Libano nel loro velleitario tentativo di trasformare il Paese dei Cedri nella retrovia dell'offensiva qaedista contro la Siria, o perlomeno lo era, fino a che un incidente nel tentativo di assemblare o riparare una mitragliera pesante Dshk non lo ha ucciso nella sua officina di Minieh, pochi chilometri a Nord di Tripoli Siriaca.

La notizia della sua morte é stata confermata da un ufficiale del Governo libanese, che ha tenuto a mantenere l'anonimato. La fonte ha smentito che la causa della morte sia da collegarsi al tentativo di preparare una bomba o all'incauto maneggio di esplosivi, ma che l'incidente sia stato puramente 'meccanico' e abbia conficcato una scheggia di metallo nel torace dell'uomo che é morto per lo shock e la perdita di sangue.

Noi preferiamo pensare che il trafficante sia stato raggiunto da agenti del Partito Socialista della Nazione Siriana (che sostiene la causa dell'unificazione tra Libano e Siria) o del Partito Democratico Arabo (formazione della comunità Alawita legata al Presidente Assad). Speriamo altresì che Marwan Qassab non sia affatto l'ultimo dei sostenitori del complotto wahabita a ricevere simili visite.
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mercoledì 2 marzo 2011

Peschereccio palestinese distrutto dal fuoco delle motovedette israeliane davanti a Rafah!


Un natante da pesca palestinese é stato distrutto nelle scorse ore quando motovedette armate della Marina sionista hanno aperto il fuoco con cannoncini di piccolo calibro e mitragliere prendendo di mira un gruppo di barconi ancorati al largo di Rafah, capoluogo meridionale della Striscia di Gaza.

Testimoni oculari hanno riportato come le salve delle motovedette siano state accuratamente "aggiustate" sui bersagli, segno che i marinai sionisti volevano esplicitamente danneggiare distruggere i piccoli pescherecci, per rendere ancora più precario l'afflusso di generi alimentari nel territorio sottoposto allo strangolamento economico voluto da Israele.

Il settore della pesca, permettendo agli abitanti di Gaza di procurarsi cibo in maniera 'autonoma' dalle tabelle della fame e della carestia stilate dagli Shylock di Tel Aviv, é stato oggetto di un trattamento terroristico tutto particolare, che ovviamente lo Stato ebraico ha cercato di gabellare e travestire come 'operazioni anti-terrorismo', ma, in ultimo, é sempre più scoperta ed evidente la sua natura duplice e ipocrita, mirata esclusivamente ad aumentare e peggiorare le sofferenze degli abitanti del 'ghetto' di Gaza.

Una dozzina di giorni fa era toccato a tre pescatori di Beit Lahia (Jihad Fathi Khalaf, Ashraf Abdel-Latif Aktefan e Tal'at Ar-Ruwagh) di venire massacrati sul bagnasciuga dai colpi della Marina sionista; questa volta, fortunatamente, le perdite sono state solo materiali, anche se non bisogna dimenticare che l'affondamento di un barcone da pesca vuol dire fame e povertà per le famiglie dei suoi proprietari.

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