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venerdì 27 maggio 2011

Israele continua a perseguitare i pescatori di Gaza! Tre feriti nell'attacco di oggi!


Soltanto ieri dozzine di pescatori palestinesi avevano picchettato moli e banchine del porto di Gaza chiedendo che venisse messa fine al blocco navale israeliano, totalmente illegale e ingiustificato, mirato esclusivamente a peggiorare le condizioni di vita dei lavoratori che ogni giorno gettano le loro reti al largo della Striscia assediata (e che dovrebbero poter raggiungere le 20 miglia dalla costa) e a diminuire la quantità di cibo che gli abitanti dell'enclave costiera possono procurarsi senza dover dipendere dagli aiuti internazionali o dal mercato nero.

Oggi, in un ennesimo vigliacco e piratesco attacco i militari con la Stella di Davide hanno rivolto le canne di cannoncini e mitragliatrici delle loro navi contro una barca di inoffensivi pescatori, 'colpevoli' solo di cercare di dare da mangiare alle loro famiglie e ai possibili acquirenti del loro pescato; secondo quanto riportato dall'Agenzia France Press tre membri dell'equipaggio palestinese sono stati feriti dai colpi sionisti e il loro natante, avendo subito un principio d'incendio mentre tornava verso riva, non potrà tornare in acqua prima di riparazioni relativamente lunghe e costore.

Secondo i termini già piuttosto iniqui dei cosiddetti 'Accordi di Oslo' le unità della marina israeliana devono controllare le acque di Gaza, ma dovrebbero lasciare libertà di transito e pesca ai battelli civili, fino appunto a venti miglia dalla riva; in realtà qualunque tentativo di oltrepassare le tre miglia (quasi un settimo di quanto 'consentito'!) provoca invariabilmente attacchi, cannoneggiamenti e mitragliamenti da parte israeliana.
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martedì 17 maggio 2011

Dal Governo Hanyieh cinquanta nuove barche per i pescatori di Gaza perseguitati dalla marina sionista!!


Il Ministro dell'Agricoltura del Governo Hanyieh, il Dottor Mohamed Ramadan al-Agha, ha annunciato la prossima implementazione di un piano dell'Esecutivo per fornire ai pescatori dell'enclave costiera assediata, colpiti dalle aggressioni armate della marina sionista, ben cinquanta nuove e moderne imbarcazioni da pesca totalmente gratis, di cui quaranta verranno assegnate a vittime dei cannoneggiamenti e dei mitragliamenti israeliani che hanno perso il loro natante e altre dieci a pescatori particolarmente indigenti che non riescono a riparare o sostituire il loro vecchio barcone.

Annunciando il progetto, Al-Agha ha dichiarato che il suo Ministero ha cercato di accelerare al massimo le procedure di consegna in modo da permettere ai pescatori di ricominciare quanto prima il lavoro, che permette di mantenere le loro famiglie e porta pesce fresco sulle tavole di Gaza, ancora duramente colpita dalle disumane misure di strangolamento economico applicate contro di essa dal Regime dell'Apartheid. Questo spiega l'accanimento della marina ebraica contro i pescatori di Gaza: perseguitando loro essa cerca di affamare ancor peggio la popolazione della Striscia.


Nel contempo il Primo Ministro Ismail Hanyieh, partecipando alla cerimonia durante la quale é stata presentata l'iniziativa, ha duramente condannato il codardo attacco alla Motonave Finch che, recando con sé un carico di tubature fognarie, é stata aggredita e fatta segno di fuoco dalel motovedette di Tel Aviv. Il Primo Ministro ha lodato il coraggio dell'equipaggio di volontari malesi, irlandesi, indiani e canadesi e ha invitato le ONG di tutto il mondo a continuare a inviare imbarcazioni umanitarie a Gaza per mettere sempre più in crisi la macchina dell'assedio sionista.

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mercoledì 20 aprile 2011

Varata a Gaza 'Oliva' la barca dei diritti che con un equipaggio internazionale veglierà sui pescherecci palestinesi!


Si é tenuta come annunciato nella mattinata di oggi la cerimonia di varo di 'Oliva' la lancia con equipaggio di volontari internazionali che renderà più difficile alle cannoniere e motovedette della marina sionista i loro pirateschi attacchi contro gli indifesi barconi da pesca palestinesi, che nel corso di oltre cinque anni hanno causato dozzine di vittime e pressoché distrutto un fiorente settore economico e una preziosa fonte di sussistenza per la popolazione del ghetto assediato da Israele.

L'iniziativa, lanciata dall'organizzazione umanitaria "Civil Peace Service" coinvolge attivisti spagnoli, statunitensi, belgi e italiani e prevede azioni di monitoraggio e, nel caso, anche interposizione fra natanti sionisti e pescherecci palestinesi, in modo da evitare le aggressioni armate; inoltre, gli attivisti a bordo di 'Oliva' registreranno la condotta delle unità della marina israeliana, in modo da poter documentare e denunciare ogni abuso e ogni violazione della libertà di pesca e navigazione.

Ad appena pochi giorni dalla sua morte e dal commosso saluto alla sua salma era pressoché impossibile che la cerimonia di varo non si trasformasse in un nuovo omaggio a Vik Arrigoni, omaggio tanto più appropriato e cogente, visto che proprio lui era stato uno dei principali promotori dell'iniziativa, suggerendo egli stesso che, piuttosto che con un nome di persona, il natante dei diritti venisse battezzato "Oliva".

Lunga otto metri e dotata di motore entrobordo Oliva é parte di una ben più vasta strategia che porterà nei prossimi mesi altre organizzazioni internazionali a interfacciarsi con le controparti della Striscia: Il Centro palestinese per i Diritti Umani, il Coordinamento dei Comitati di Lotta popolare, l'Unione dei Comitati Agricoltura e Pesca in primis. I cosiddetti 'Accordi di Oslo', sempre traditi e violati dallo Stato ebraico, riservavano venti chiliometri di mare dalla costa alle attività palestinesi nautiche e di pesca; da quando Hamas ha vinto le regolari e democratiche elezioni del 2006 il regime sionista ha unilateralmente ridotto tale fascia a 3 chilometri ma regolarmente vedette e cannoniere con la stella di davide aprono il fuoco sui pescatori palestinesi anche a un solo chilometro dalla costa, nel tentativo di impedire che gli abitanti dell'enclave assediata si procurino con le loro mani cibo utile a resistere allo strangolamento economico.

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mercoledì 2 marzo 2011

Peschereccio palestinese distrutto dal fuoco delle motovedette israeliane davanti a Rafah!


Un natante da pesca palestinese é stato distrutto nelle scorse ore quando motovedette armate della Marina sionista hanno aperto il fuoco con cannoncini di piccolo calibro e mitragliere prendendo di mira un gruppo di barconi ancorati al largo di Rafah, capoluogo meridionale della Striscia di Gaza.

Testimoni oculari hanno riportato come le salve delle motovedette siano state accuratamente "aggiustate" sui bersagli, segno che i marinai sionisti volevano esplicitamente danneggiare distruggere i piccoli pescherecci, per rendere ancora più precario l'afflusso di generi alimentari nel territorio sottoposto allo strangolamento economico voluto da Israele.

Il settore della pesca, permettendo agli abitanti di Gaza di procurarsi cibo in maniera 'autonoma' dalle tabelle della fame e della carestia stilate dagli Shylock di Tel Aviv, é stato oggetto di un trattamento terroristico tutto particolare, che ovviamente lo Stato ebraico ha cercato di gabellare e travestire come 'operazioni anti-terrorismo', ma, in ultimo, é sempre più scoperta ed evidente la sua natura duplice e ipocrita, mirata esclusivamente ad aumentare e peggiorare le sofferenze degli abitanti del 'ghetto' di Gaza.

Una dozzina di giorni fa era toccato a tre pescatori di Beit Lahia (Jihad Fathi Khalaf, Ashraf Abdel-Latif Aktefan e Tal'at Ar-Ruwagh) di venire massacrati sul bagnasciuga dai colpi della Marina sionista; questa volta, fortunatamente, le perdite sono state solo materiali, anche se non bisogna dimenticare che l'affondamento di un barcone da pesca vuol dire fame e povertà per le famiglie dei suoi proprietari.

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