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venerdì 8 marzo 2013

Procede a pieno ritmo negli arsenali della Repubblica Islamica la produzione degli ATGM 'Dehlavieh'!

Anche questo articolo é stato notato e ritenuto degno di venir ripreso dagli amici di 'Stato&Potenza', grazie ragazzi! Iniziata otto mesi fa con un annuncio speciale da parte del Minstro della Difesa iraniano Brigadier Generale Ahmad Vahidi, la produzione seriale degli ATGM mobili 'Dehlavieh', evoluzione radicale dei già efficacissimi "Kornet" di fabbricazione russa (usati da Hezbollah con estremo successo nella lotta contro l'invasione sionista dell'estate 2006), sta procedendo a ritmo massiccio permettendo di equipaggiare un grande numero di unità dell'Esercito, della Guardia Rivoluzionaria e dei Basij con questo temibile sistema d'arma.

Appartenente alla categoria degli ATGM a guida 'SACLOS' (Comando Semiautomatico su Linea di Vista) il Dehlavieh combina la grande precisione possibile ai missili a comando manuale con la rapidità di arrivo sul bersaglio tipica di quelli automatici (infatti i missili a guida interamente manuale hanno un 'raggio minimo' sotto il quale non possono venire sparati, questo dà modo ai loro bersagli di individuarne la vampa di avvicinamento e mettere eventualmente in atto manovre evasive o fuoco di disturbo sulle probabili postazioni di guida).
Il Dehlavieh invece può essere lanciato contro il suo bersaglio anche da poche decine di metri e arrivare a colpirlo in qualche decimo di secondo, troppo poco per venire 'spottato' dal nemico, a volte persino quando questo sia dotato di contromisure attive anti-missile. "Dehlavieh" col suo nome rende omaggio al luogo del martirio di Mostafa Chamran, Ministro della Difesa iraniano che trovò la morte in battaglia durante la Guerra Imposta contro l'Irak di Saddam Hussein.

domenica 8 luglio 2012

Comincia la produzione in serie dei nuovi missili anticarro delle forze armate iraniane: i "Dehlavieh!"

Come precedentemente annunciato su queste stesse pagine era solo questione di tempo prima che la Repubblica Islamica iraniana aggiungesse, grazie agli sforzi e alla disciplina dei suoi ricercatori e dei suoi tecnici specializzati, un nuovo, avanzato e letale sistema d'arma anticarro alla sua già nutrita panoplia di armi progettate per sopraffarre i veicoli corazzati nemici che finora annoverava i missili "Toophan" (-1, -2, -2B e -5) e "Saegheh" (nelle versioni -1 e -2) se Toophan e Saegheh erano rispettivamente versioni evolute e migliorate de 'TOW' e dei 'Dragon' di origine Usa il nuovo missile "Dehlavieh" invece ha più punti in comune con il russo "Kornet", già in possesso delle forze armate iraniane e usato con grande successo da Hezbollah nella guerra dell'estate 2006 contro gli invasori israeliani, ma non ne é una copia migliorata ma piuttosto una radicale evoluzione.
"Dehlavieh é progettato per poter colpire bersagli protetti da pesanti corazzature con grande precisione da lunga distanza grazie a un avanzato e innovativo sistema di guida SACLOS (Controllo Semiautomatico lungo Linea Visuale) molto resistente alle interferenze nemiche e che permette il trasferimento dall'arma al bersaglio del massimo di potenza distruttiva al momento dell'impatto". Secondo quanto dichiarato dal Ministro della Difesa iraniano, Brigadier-Generale Ahmad Vahidi, l'estrema leggerezza, versatilità e portabilità del sistema ne fanno un "assetto primario sul campo di battaglia, la cui presenza pone in netto svantaggio quanunque nemico che faccia un grande affidamento su veicoli blindati e corazzati, anche se dotati di armature reattive, per sconfiggere le quali la testata del 'Dehalvieh é stata dotata di particolari caratteristiche che le permettono di baipassare efficacemente quel sistema di protezione".
"Dehlavieh" prende il nome dalla regione del Khuzestan meridionale dove Mostafa Chamran, il primo Ministro della Difesa della neonata Repubblica Islamica si immolò sul campo di battaglia quando, sorpreso in una sua visita al fronte da una puntata offensiva di brigate corazzate irakene (nell'ambito dell'aggressione di Saddam Hussein avallata e sponsorizzata dagli Usa e dall'Occidente), rifiutò di mettersi in salvo separatamente e guidò personalmente le truppe iraniane contro gli invasori. In un'epoca in cui i dirigenti delle corrotte e arroganti potenze imperialiste manipolano terroristi e mercenari come loro burattini da continenti di distanza per cercare di mettere in difficoltà l'Iran e gli Stati suoi alleati dell' "Asse della Resistenza" l'esempio del matririo di Chamran deve rimanere scolpito nei cuori e nelle menti di tutti, per ricordare che ogni sacrificio é accettabile e persino auspicabile se porta la lotta per il riscatto degli Oppressi e l'umiliazione e il castigo degli Oppressori anche solo un po' più vicina alla sua conclusione predestinata.
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