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sabato 26 maggio 2018

Inizia a emergere in Irak la possibilità di una Grande Coalizione tra i principali vincitori, mentre Sadr dichiara di non essere mai stato anti-iraniano!

Continua a svilupparsi in Irak la dialettica post-elettorale, che sembra registrare un avvicinamento tra le parti in causa maggiormente premiate alle urne: i quattro partiti più votati, più i seguaci dell'Ex-leader del Supremo Consiglio Islamico Ammar al-Hakim, potrebbero confluire in una 'Grande Coalizione'.

Lo confermano i recenti incontri, tutti all'insegna della cordialità e dello spirito cooperativo, dell'Ex-premier Haider Abadi con Hadi al-Ameri e Nouri al-Maliki e con Moqtada al-Sadr.

giovedì 24 maggio 2018

Di nuovo sulle dichiarazioni del Movimento Sadrista: "Aperti a molte opzioni di alleanza e coalizione governativa; gli Usa devono lasciare l'Irak!"

Nella frenesia del clima post-elettorale la scena politica irakena sta dando segnali molto chiari riguardo al futuro del paese, un paese che ha tutte le intenzioni di mantenere ed espandere i propri rapporti amichevoli con la Repubblica Islamica Iraniana e che non transige sull'immediato ritiro di tutte le forze militari straniere sul proprio territorio, in primis quelle statunitensi.

Ecco una ulteriore testimonianza, questa volta in video, delle recenti dichiarazioni dell'Ufficio Politico del Movimento Sairoun, l'alleanza tra sostenitori di Moqtada al-Sadr e Comunisti uscita premiatissima dalle recenti consultazioni politiche:

Di seguito la traduzione dei passi più importanti:

mercoledì 23 maggio 2018

Il movimento di Moqtada al-Sadr rilascia una dichiarazione che smorza le speranze Usa di farne un 'baluardo anti-Iran'!

Nella delusione per i risultati delle recenti elezioni politiche irakene, alcuni commentatori americani avevano provato a cercare un "silver lining", per dirla in Inglese, cioé un lato positivo in una situazione complessivamente avversa, da cui sperare di poter iniziare a invertire il trend.

Visto che a imporsi alle elezioni è stata soprattutto la coalizione guidata da Moqtada al-Sadr, questi "pundit" americani sono andati a spulciare le cronache recenti trovando qualche dichiarazione del rampollo della celebre 'dinastia' religiosa mesopotamica, che potevano essere lette come blandamente critiche verso la Repubblica Islamica.

martedì 30 settembre 2014

L'Esercito irakeno e i volontari sciiti sadristi liberano 16 villaggi in Provincia di Diyala in una spettacolare avanzata!!

Cento terroristi dell'ISIS eliminati e ben sedici villaggi della provincia di Diyala liberati, questo il bilancio della spettacolare avanzata compiuta nelle ultime ore dalle truppe di Bagdad e dai miliziani sciiti mobilitatisi contro la minaccia wahabita; lo ha comunicato ai media regionali e internazionali il comandante delle operazioni militari nell'area, Abdulemir ez-Zadi.

Avanzando le forze irakene hanno catturato oltre venti veicoli militari sottratti dai terroristi alle truppe governative durante la loro avanzata tre mesi fa, hanno disinnescato circa cinquanta congegni esplosivi e, soprattutto, hanno identificato (come confermato dal leader sadrista Hakim al-Zameli) il cadavere del comandante militare dell'ISIS nella zona, oltre a catturare i suoi quattro collaboratori più prossimi.

Dopo la liberazione della diga di Muqdadiyah la provincia di Diyala é ormai prevalentemente sotto il controllo governativo, fonti militari irakene dichiarano senza esagerazione che prima della ricorrenza dell'Eid al-Adha (Festa del Sacrificio) che quest'anno cade il 4 ottobre, l'intera provincia potrebbe essere libera da terroristi.