Visualizzazione post con etichetta Moqtada al-sadr. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Moqtada al-sadr. Mostra tutti i post

venerdì 21 gennaio 2022

In Irak il dialogo tra forze sciite sta facendo riavvicinare formazioni un tempo ferocemente avverse le une alle altre!

I negoziati inter sciiti in Irak procedono lentamente e positivamente all'interno del “quadro di coordinamento” che rappresenta tutti i partiti sciiti e Sayed Moqtada al-Sadr, che nel recente passato aveva preso le distanze dagli altri gruppi sciiti nel tentativo, fallito, di aumentare il proprio prestigio e clout a discapito delle altre formazioni politiche della stessa corrente religiosa. Tuttavia, la partecipazione del ex Vicepresidente Nouri al-Maliki è ancora in discussione perché al-Sadr si ostinerebbe a rifiutarsi di includerlo in un futuro Governo. 

Ma al contrario del 'giovane' (per la media dei leader religiosi sciiti) Al-Sadr, Al-Maliki, PROPRIO per essersi allontanato dal proscenio politico (pur continuando a frequentarne le "quinte") ha visto solo salire il proprio prestigio e la propria influenza, mentre il discendente del famoso martire oppositore di Saddam Hussein, si é "logorato" nel tentativo di rafforzare una supremazia che non ha mai realmente avuto.

Tuttavia, è troppo presto per concludere il percorso negoziale perché c'è ancora tempo per scegliere un blocco sciita unificato che eleggerà il Presidente della repubblica e il prossimo Premier.

lunedì 20 agosto 2018

A tre mesi dalle elezioni sembra che finalmente la situazione politica in Irak possa chiarirsi!

A tre mesi dalle elezioni, dopo un processo di riconteggio dei voti che ha confermato i risultati emersi dalle urne, sembra che finalmente l'Irak possa emergere dalla stasi che l'aveva immobilizzato (e che, tra l'altro, aveva anche avuto un grande ruolo nel causare le proteste contro la cattiva qualità dei servizi essenziali in diverse città del paese).

mercoledì 13 giugno 2018

In Irak si sparigliano le carte, Moqtada al-Sadr e Hadi al-Ameri annunciano di unire le forze per governare il paese!

Con un deciso rivolgimento rispetto a quanto si era profilato nell'immediato epilogo della contesa elettorale in Irak il Blocco Sairoun (alleanza di sadristi e comunisti) e il blocco Fatah (rappresentante delle milizie di mobilitazione popolare Hashd al-Shaabi) hanno annunciato oggi la loro alleanza.

In precedenza sembrava che Hadi al-Ameri foss molto più incline a un'alleanza con Nouri al-Maliki e che stesse cercando la 'sponda' anche dell'Ex-premier Haider Abadi.

sabato 26 maggio 2018

Inizia a emergere in Irak la possibilità di una Grande Coalizione tra i principali vincitori, mentre Sadr dichiara di non essere mai stato anti-iraniano!

Continua a svilupparsi in Irak la dialettica post-elettorale, che sembra registrare un avvicinamento tra le parti in causa maggiormente premiate alle urne: i quattro partiti più votati, più i seguaci dell'Ex-leader del Supremo Consiglio Islamico Ammar al-Hakim, potrebbero confluire in una 'Grande Coalizione'.

Lo confermano i recenti incontri, tutti all'insegna della cordialità e dello spirito cooperativo, dell'Ex-premier Haider Abadi con Hadi al-Ameri e Nouri al-Maliki e con Moqtada al-Sadr.

giovedì 24 maggio 2018

Di nuovo sulle dichiarazioni del Movimento Sadrista: "Aperti a molte opzioni di alleanza e coalizione governativa; gli Usa devono lasciare l'Irak!"

Nella frenesia del clima post-elettorale la scena politica irakena sta dando segnali molto chiari riguardo al futuro del paese, un paese che ha tutte le intenzioni di mantenere ed espandere i propri rapporti amichevoli con la Repubblica Islamica Iraniana e che non transige sull'immediato ritiro di tutte le forze militari straniere sul proprio territorio, in primis quelle statunitensi.

Ecco una ulteriore testimonianza, questa volta in video, delle recenti dichiarazioni dell'Ufficio Politico del Movimento Sairoun, l'alleanza tra sostenitori di Moqtada al-Sadr e Comunisti uscita premiatissima dalle recenti consultazioni politiche:

Di seguito la traduzione dei passi più importanti:

mercoledì 23 maggio 2018

Il movimento di Moqtada al-Sadr rilascia una dichiarazione che smorza le speranze Usa di farne un 'baluardo anti-Iran'!

Nella delusione per i risultati delle recenti elezioni politiche irakene, alcuni commentatori americani avevano provato a cercare un "silver lining", per dirla in Inglese, cioé un lato positivo in una situazione complessivamente avversa, da cui sperare di poter iniziare a invertire il trend.

Visto che a imporsi alle elezioni è stata soprattutto la coalizione guidata da Moqtada al-Sadr, questi "pundit" americani sono andati a spulciare le cronache recenti trovando qualche dichiarazione del rampollo della celebre 'dinastia' religiosa mesopotamica, che potevano essere lette come blandamente critiche verso la Repubblica Islamica.

domenica 20 maggio 2018

INCREDIBILE! Le due opposte alleanze 'Sadr+Hakim' e 'Ameri+Maliki' ENTRAMBE a 73 seggi! Abadi coi suoi 42 può VERAMENTE essere il 'kingmaker'!

Sono arrivati finalmente i risultati completi, definitivi e confermati delle elezioni irakene della settimana scorsa.

Io sto ancora ridendo.

Sto ridendo perché, nonostante il colossale "flop" rispetto alle aspettative della vigilia, il Primo Ministro uscente Haider al-Abadi, in virtù di una combinazione di circostanze incredibili o di una vera e propria "fortuna sfacciata", si é ritrovato LETTERALMENTE nella posizione di 'ago della bilancia'.

venerdì 18 maggio 2018

In Irak i vincitori delle elezioni politiche "fanno la corte" all'Ex-premier Abadi che, pur da sconfitto, può essere 'ago della bilancia'!

L'Alleanza di Haider Abadi, Premier uscente dell'Irak, é molto "popolare".

No, non nel segreto dell'urna elettorale, dove, anzi, é stata letteralmente 'bastonata' nelle consultazioni politiche dello scorso sabato, ma nelle stanza del Parlamento, dove emissari sia dell'alleanza sadrista che di quella tra Ex-miliziani Hashd al-Shaabi alleatisi con i seguaci di Nouri Al-Maliki hanno offerto ad Abadi e ai suoi di sostenere progetti di Governo alternativi e contrapposti.

lunedì 14 maggio 2018

Ecco, provincia per provincia, i risultati delle elezioni irakene! Confermato il crollo di Abadi, Al-Sadr e Ameri vincitori!

In questa mappa vedete le diciotto province (o governatorati) in cui é diviso l'Irak.

Per ciascuna di esse elencheremo i primi tre partiti per numero di voti raccolti alle elezioni del 12 maggio.

BAGDAD: 1) Sadristi + comunisti 2) Fatah (Alleanza Milizie) 3) Alleanza Al-Maliki
Pessima performance del Premier Abadi nel distretto della capitale, dove riesce ad arrivare addirittura quinto, superato anche dall'Alleanza di Allawi.

BASSORA: 1) Fatah 2) Sadristi+c. 3) Alleanza Abadi (ma con Al-Maliki molto vicino)
A Bassora, metropoli sciita, il partito delle milizie popolari sbaraglia tutti con una performance eccezionale.

In Irak testa a testa tra Moqtada al-Sadr e Hadi al-Ameri, mentre gli Usa preparano una nuova campagna di terrore contro la Mesopotamia!

Preparatevi, amici irakeni: torneranno le autobombe, torneranno i kamikaze, torneranno gli sporchi traffici tra Curdi, ex-baathisti e rimasugli dell'ISIS; dall'Arabia Saudita arriveranno nuovi mercenari raccattati tra le latrine wahabite di tutto il mondo.

Questo perché il popolo ha 'osato' votare i candidati più determinati nel chiedere la partenza delle ultime centinaia di militari americani nel paese, la chiusura di tutte le loro basi e strutture e la rescissione di ogni rapporto col Pentagono.

Infatti, con 10 province scrutinate su 18 (e le metropoli di Bagdad e Basra già conteggiate) é chiaro che i vincitori di queste elezioni irakene sono l'Alleanza Rivoluzionaria per la Riforma (che riunisce gli ultras di Moqtada al-Sadr e i comunisti) e l'Alleanza Fatah di Hadi al-Ameri, che riunisce esponenti delle milizie popolari Hashd al-Shaabi.

martedì 1 agosto 2017

Il responsabile della debacle yemenita cerca 'sponde' in Irak per mediare verso Teheran una via d'uscita dal pantano!


Negli ultimi giorni il Ministro degli Interni irakeno Mohammed Jalal Araji e il famigerato "enfant terrible" del clero sciita irakeno, Moqtada al-Sadr, sono stati ricevuti in Arabia Saudita.

Se la visita di Araji può essere vista come un episodio di normale diplomazia (anche se è curioso che sia stato invitato il Ministro degli INTERNI, e non quello degli Esteri), quella di Sadr ha suscitato molto clamore e ha fatto esprimere giudizi avventati e frettolosi ai soliti noti commentatori ansiosi di preconizzare disastri, tradimenti, voltafaccia e quant'altro ai danni dell'Asse della Resistenza.

venerdì 12 dicembre 2014

Moqtada al-Sadr lancia un appello alla lotta contro il terrorismo bigotto dell'ISIS e mobilita i suoi seguaci!

A seguito di un recente attentato terroristico dell'ISIS a Samarra il celebre chierico sciita Moqtada al-Sadr ha lanciato un appello pubblico alla compattezza di tutta la società irakena contro la minaccia takfira, avvertendo nel contempo i propri seguaci organizzati nella milizia delle 'Brigate del Giorno Promesso' (Muqawimun) di tenersi pronti a entrare in azione.

Moqtada al-Sadr ha già avuto ai propri comandi una forte organizzazione armata, l'Esercito del Mahdi, col quale inflisse gravissime perdite agli invasori occupanti americani dal 2005 al 2008, anno in cui l'Esercito Usa iniziò le operazioni di ritiro concluse il 31 dicembre 2011.

L'attentato di Samarrà ha causato nove vittime e 13 feriti più o meno gravi, ma non é il suo bilancio ad aver preoccupato Moqtada al-Sadr, quanto il fatto che per la prima volta da moltissimo tempo l'ISIS grazie a una cellula 'dormiente' sia riuscito a colpire in profondità nel territorio sciita, alla vigilia dell'importantissima festività dell'Arbaeen.

Per proteggere quanti a milioni e milioni si troveranno a Karbala durante queste giornate di festività religiosa persino l'Hezbollah libanese ha inviato suoi esperti antiterrorismo nell'Irak meridionale.


martedì 16 settembre 2014

Moqtada al-Sadr: "Se gli americani tornassero sul suolo irakeno siamo pronti a fargli assaggiare nuovamente l'Inferno!"

Non ha alcun dubbio Moqtada al-Sadr, leader sciita, erede del celeberrimo Mohammed Sadeq al-Sadr (cui é intitolata l'area sciita di Bagdad, 'Sadr City') su quello che accadrebbe se Obama, approfittando del 'pretesto' dell'ISIS cercasse di far tornare truppe Usa sul suolo mesopotamico dopo la completa, ignominiosa ritirata del 31 dicembre 2011.

Esattamente come aveva promesso nell'autunno di tre anni fa, se soldati Usa dovessero tornare in Irak "Saremo pronti a fare assaggiar loro nuovamente l'Inferno". L'Esercito del Mahdi, la milizia sciita sadrista, era infatti riuscita a mandare in crisi il meccanismo di occupazione americano tra 2005 e 2007 e soltanto precipitosi accordi per la ritirata definitiva da completarsi nel triennio 2008-2011 (e non come vantato dai media menzogneri, alcun inutile 'surge' di truppe) avevano disinnescato l'insurrezione di Sadr City, di Bassora, di tutti gli sciiti irakeni.

Con l'avanzata dei takfiri dell'ISIS nel Nord del paese l'Esercito del Mahdi si é riattivato in forze e attualmente combatte valorosamente fianco a fianco con le truppe regolari a Nord di Amerli (zona turcommanna sciita), recentemente ha contribuito alla liberazione del villaggio di Al-Bouhassan.

lunedì 2 giugno 2014

Battaglia nell'Anbar tra takfiri e militari irakeni, mentre Al-Maliki trova sostegno per un nuovo termine come Premier!!

Un "intenso scontro a fuoco" durato almeno tre ore che ha visto l'intervento anche della copertura aerea delle forze regolari, si é registrato nella Provincia di Anbar nella zona di Saqlawiya ove continua con inesausta intensità l'offensiva di Bagdad contro i gruppi estremisti takfiri.

Intanto nella capitale irakena, dopo il successo delle elezioni tenutesi senza eccessivi disturbi e attentati della militanza jihadista, dopo la pubblicazione dei risultati con  la netta affermazione del partito del Premier Nouri al-Maiki che ha staccato i secondi classificati di quasi sessanta seggi, un deciso passo avanti per la formazione di un terzo gabinetto a guida Maliki si é avuta oggi quando l'Unione Patriotica del Kurdistan, coi suoi 19 deputati si é detta disposta ad appoggiare un terzo mandato per lo statista sciita.

Ovviamente i Curdi non faranno nulla per nulla e in ambio del loro appoggio chiederanno a Maliki molte poltrone, forse anche quella di Presidente della Repubblica; vedremo quanto l'attuale Primo Ministro sarà disposto a concedere loro, se preferirà ampiare la base del suo consenso per quanto possibile o se si 'accontenterà del sostegno degli altri partiti sciiti.

martedì 20 maggio 2014

Grande affermazione di Nouri al-Maliki nelle elezioni politiche irakene: il Premier in carica stacca il secondo partito di 58 seggi!

Il Premier irakeno Nouri al-Maliki ha ottenuto 721.000 preferenze personali nelle recenti elezioni politiche del 30 aprile, portando il suo partito a conquistare 92 seggi. Subito dopo di lui si sono classificati, a cinquantotto lunghezze di distanza, i seguaci di Moqtada al-Sadr con 34 seggi, mentre il terzo partito sciita di Sayyed Hakim ha totalizzato 29 deputati.

Le formazioni curde del PUK e del KDP arrivano a 19 e 25 seggi a testa mentre solo le briciole rimangono per i sunniti di Osama Nujaifi con 23 parlamentari e del Blocco Arabiya di Mutlak, con 10 seggi. Visti i risultati a guidare nei prossimi anni il paese mesopotamico sarà una coalizione di partiti sciiti in cui Nouri al-Maliki, anche se non ricoprisse il premierato, avrà comunque un'importanza decisiva.

Si può certamente dire che i tentativi dell'Arabia Saudita di destabilizzare l'Irak con il terrorismo mercenario wahabita sono decisamente falliti, nel globale panorama di sconfitte rimediate da Riyadh nel corso di questi ultimi tre anni.



giovedì 8 agosto 2013

La stampa di regime cerca di sfruttare un vecchio (e molto chiacchierato) chierico sciita per seminare dubbi nel campo pro-Assad!

Nella loro frenetica e disperata ricerca di "pagliuzze" cui attaccarsi per evitare il catastrofico naufragio del castello di menzogne che hanno iniziato a propalare fin da due anni e mezzo fa con l'inizio del complotto imperialista anti-siriano i pennivendoli della stampa di regime si espongono a sempre peggiori figuracce e rovinose smentite delle loro posizioni. Dopo avere annunciato stamattina nientemeno che "La morte del Presidente Assad, colpito da diciassette (sic!) colpi di mortaio mentre attraversava le strade di Damasco" -Assad si é poi presentato regolarmente alle preghiere di fine del Ramadan guidando senza nessun problema la sua stessa auto attraverso la città- adesso alcune fonti di informazione, o meglio, di dis-informazione si sono messe in testa di "fabbricare" nientemeno che "una scissione nel campo sciita" secondo cui 'alcuni importanti chierici' sarebbero 'contrari' a sostenere il popolo siriano nella sua lotta contro i terroristi estremisti takfiri e wahabiti.

Questa vera e propria panzana è stata immediatamente recuperata e strombazzata da latrine filoimperialiste come "informazione corretta" e addirittura "Il Foglio" di Ferrara (sul livello di deontologia professionale di coloro che vi scrivono sopra ci siamo già occupati in passato, con grande divertimento...). Tutto nascerebbe dal rifiuto dell'Ayatollah irakeno Al-Sistani di sottoscrivere documenti come quelli già emessi dalle più alte autorità sciite di Qom (in Iran) che indicano come opera virtuosa e pia il recarsi in Siria ad aiutare la popolazione a difendersi dall'aggressione takfira dei seguaci di Al-Qaeda, della CIA e del Mossad.

Ma l'Ayatollah Al-Sistani a chi conosca un minimo di storia dell'Irak é ampiamente noto come un religioso estremamente 'cauto' se non diciamo proprio proprio 'timido' visto che, mentre il padre di Moqtada al-Sadr denunciava le violenze e l'oppressione del regime di Saddam Hussein, venendo per ciò martirizzato in mezzo alla strada insieme a due suoi figli Al-Sistani si accordava quietamente col tiranno di Bagdad e infatti, dopo la morte di Sadr Padre, si trovò persino 'promosso' massimo Ayatollah mesopotamico (la sua moschea, è vero, venne chiusa, ma la differenza di trattamento tra lui e il predecessore salta comunque agli occhi!).

Ora é ovvio che un personaggio simile non bruci di zelo e preferisca curare il suo orticello senza preoccuparsi di quello che avviene agli sciiti siriani (perseguitati, massacrati, rapiti e torturati dai macellai wahabiti), ma da qui a dire che esista "una frattura" nel mondo sciita passa tutta la distanza siderale che esiste tra la Realtà dei Fatti e i sogni oppiacei dei pennivendoli al servizio dell'Occidentalume.

Tantopiù che il futuro dello sciismo in Irak non fa certo di nome Al-Sistani ma bensì "Moqtada al-Sadr" le cui posizioni riguardo la questione siriana sono arcinote e portate avanti da quegli eroi che rispondono al nome di "Battaglioni Zulfiqar"!

lunedì 11 marzo 2013

Moqtada al-Sadr si trova a Beirut per incontri ad alto livello con i leader di Amal ed Hezbollah!

Abbiamo ricevuto notizia che nella giornata di oggi, lunedì 11 marzo, il leader religioso e politico irakeno Moqtada al-Sadr, figura fondamentale del panorama sciita nel paese mesopotamico, ha raggiunto Beirut accompagnato da un piccolo 'cadre' dei suoi più stretti collaboratori, tra cui si contano numerosi membri del blocco parlamentare sadrista.

Una fonte riferita proprio al blocco sadrista ha riferito alla Agenzia Nazionale Iraki News che Moqtada al-Sadr spenderà tutto il suo soggiorno nella capitale libanese in incontri con i leader di Amal, Hezbollah e altre formazioni politiche locali. Sembra, ma non é possibile confermarlo con certezza, che la maggior parte delle discussioni verteranno sulla situazione siriana e sui passi necessari da parte del blocco sadrista per accelerare una sua soluzione in linea con gli interessi politici e strategici dell'Asse della Resistenza.

E' la prima volta, dal rientro di Moqtada al-Sadr in Irak dopo il suo soggiorno di studio e perfezionamento teologico nella città sacra iraniana di Qom, che il leader sciita si imbarca in un viaggio 'diplomatico'.

martedì 18 dicembre 2012

AGGIORNAMENTO: Non sarebbe morto ma "in coma" o "in condizioni critiche" il Presidente irakeno Talabani!

Fonti ufficiali irakene avrebbero smentito la morte del settantanovenne Presidente Jalal Talabani, precedentemente riportata, asserendo invece che il Capo dello Stato sarebbe "In condizioni critiche, ma stabili, a causa dell'infarto che lo ha colpito stamane". Secondo altre voci, però non confermate, Talabani si troverebbe in coma.

Anche se non fosse morto, comunque, i poteri presidenziali dovrebbero passare per incapacità di esercitarli al Vicepresidente Khodair al-Khozaei, esponente del Partito Islamico Dawa.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

E' morto per un infarto il Presidente irakeno Jalal Talabani: Bagdad si prepara a un terremoto politico!

Jalal Talabani, il leader filo-Usa messo dagli invasori sulla poltrona di Presidente dell'Irak é finalmente morto per le conseguenze di un infarto a causa del quale era stato ricoverato in prima mattina in terapia intensiva.
Dopo le ultime frizioni tra il Governo di Bagdad e le province curde e il caso della latitanza e della condanna a morte in contumacia dell'Ex-vicepresidente Tareq al-Hashemi (privato della carica per manifesta indegnità), altro esponente filo-Usa attualmente alla corte del 'sultano in sedicesimo' Recep Erdogan é necessario per le autorità irakene che hanno a cuore la libertà e l'autonomia del paese agire rapidamente per evitare "scivoloni all'indietro" in senso filoamericano.
Il Primo Ministro Nouri al-Maliki e il suo maggiore sponsor e sostenitore politico, il leader sciita Moqtada al-Sadr devono mettere in campo tutte le loro risorse e tutto il sostegno di cui godono dalla parte largamente maggioritaria del paese per mantenere il saldo controllo della situazione e continuare ad assicurare la ferma presenza dell'Irak all'interno dell'Asse della Resistenza.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 23 giugno 2012

Alto chierico sciita iraniano dichiara: "La caduta degli Al-Saoud e degli Al-Khalifa é prossima!"

In un sermone recitato nella giornata di ieri il Grande Ayatollah Hussein Nour Hamedani, istruttore di seminario nella città sacra di Qom, dove l'elite religiosa sciita si reca a perfezionare le proprie credenziali teologiche e giuresprudenziali (come negli scorsi anni ha fatto anche l'influente e popolare leader sciita irakeno Moqtada al-Sadr, prima di tornare definitivamente in patria), ha definito "Inevitabile e imminente" la caduta delle dinastie sunnite che attualmente regnano su Arabia Saudita e sul Barhein, la prima opprimendo e depredando delle ricchezze naturali una sostanziosa minoranza sciita stanziata sulla costa orientale della Penisola Arabica, la seconda tiranneggiando una popolazione che é in stragrande maggioranza sciita e che si vide imporre un sovrano dispotico e non desiderato dall'intrigante colonialismo inglese di inizio secolo, ansioso di procurarsi 'sovrani amici' e basi sicure da cui controllare il flusso del petrolio persiano necessario alle navi della Marina Britannica, passate dalla propulsione a carbone a quella a nafta.
Hamedani ha definito i sovrani Sauditi e Bahreini "cani al servizio dell'imperialismo Usa, ansiosi di mettere in pratica gli ordini della Casa Bianca" e ha stimolato i musulmani, di qualunque setta e tendenza, a non restare in silenzio e a mobilitarsi per cacciare dagli scranni del potere dirigenti così compromessi con i peggiori nemici della Umma islamica e delle popolazioni oppresse di tutto il mondo facendo inoltre notare che é "grazie agli atti estremisti sostenuti e finanziati da questi sovrani corrotti che una falsa e tendenziosa immagine dell'Islam si diffonde nel mondo".
Il Grande Ayatollah ha indicato nei movimenti del Risveglio Islamico che via via si sono diffusi in tutto il mondo musulmano e vanno aumentando sempre di più la loro intensità e la loro vastità la forza che porterà questi come già altri iniqui regimi della regione a crollare e condurrà i loro rappresentanti alla stessa, ignominiosa e illamentata fine dell'Ex-scià di Persia, scalzato dall'onda potente della Rivoluzione Islamica e mandato a morire in esilio. "Presto anche gli Al-Khalifa e gli Al-Saoud conosceranno il destino che fu di Pahlavi!".
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.