"Come abbiamo promesso vittoria sulla strada di Al-Kastillo e abbiamo mantenuto la promessa così faremo a Ramouseh e dintorni".
Questa era la promessa rilasciata dal Generale Souhail Hassan, comandante in capo della Forza Tigre meno di venti giorni fa al principio della controffensiva contro i takfiri a Sud-Ovest di Aleppo.
Di nuovo abbiamo avuto la conferma che Tigre Hassan non parla MAI a vanvera.
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giovedì 8 settembre 2016
"Forza Tigre" e Brigata Gerusalemme riconquistano la maggior parte del quartiere di Ramouseh!
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lunedì 30 maggio 2016
Estremisti di Ajnad al-Sham a Moadimiyah si arrendono, bandiera siriana issata sul municipio!
Le più belle vittorie delle forze governative siriane sono sicuramente quelle ottenute senza nemmeno bisogno di combattere, il più delle volte riportate contro gruppi terroristici a maggioranza di Siriani nelle loro fila che ben si rendono conto dell'inutilità di prolungare a oltranza una resistenza già condannata dalla sproporzione di forze in campo o dai vantaggi tattici acquisiti da parte delle forze regolari.
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domenica 22 febbraio 2015
Ecco Zekra Alwach, il nuovo sindaco di Bagdad, metropoli che vuol tornare il gioiello del Medio Oriente!
Il Premier irakeno Haider Abadi per la prima volta nella Storia ha nominato un sindaco donna a capo del Municipio di Bagdad; ma Zekra Alwach non é certo un candidato improvvisato per quella delicata carica, avendo già brillanetemente servito come Direttore Generale del Ministero dell'Educazione Superiore e Universitaria.
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venerdì 27 gennaio 2012
Cambio di passo nelle proteste in Giordania: ragazzo condannato a due anni per aver bruciato un poster del reuccio ascemita!
Un tribunale speciale militare di Amman ha condannato Uday abu Issa, appena diciottenne, a due anni di reclusione per avere "minato la dignità del Re", bruciando un manifesto con la foto del piccolo Abdullah II dopo averlo strappato dal muro durante una manifestazione a Madaba, località a Sud della capitale del regno ascemita. La protesta era stata scatenata dall'autoimmolazione di un impiegato statale, di cui avevamo dato puntuale notizia su queste stesse pagine.
L'avvocato di Abu Issa aveva impetrato il perdono della casa reale invocando la giovane età dell'imputato, ma evidentemente non é stato ascoltato. Anche la ONG umanitaria Human Rights Watch aveva chiesto di lasciar cadere le accuse contro il ragazzo, argomentando per bocca di Cristoph Wilcke che bruciare una immagine di un personaggio pubblico é un'affermazione politica, non un attentato e quindi non andrebbe perseguito come tale.
"Condannare come criminale questo atto lancia un messaggio agghiacciante: vuol dire dare a intendere che la critica alla figura e al ruolo del Sovrano é off limits, vuol dire mettere la Giordania al livello di monarchie assolute e dittature". Finora le frequenti dimostrazioni politiche che si susseguono in Giordania da almeno un anno non avevano mai rivolto biasimo alla figura del Re, ma piuttosto alla sua condotta indecisa nel pilotare un programma di riforma della Cosa Pubblica. Forse questo evento segnala un cambio di marcia nella protesta, dopo mesi di misure parziali e inefficaci forse i Giordani cominciano a vedere il Reuccio Abdullah come parte del problema piuttosto che della soluzione.
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venerdì 13 gennaio 2012
Impiegato statale in miseria si dà fuoco in Giordania: squadracce di picchiatori contro i dimostranti che lo commemorano!
Come in Tunisa poco più di dodici mesi fa anche la Giordania, scossa da mesi e mesi di proteste, manifestazioni e fumose promesse di 'riforma' da parte di una Casa Reale che si sente sempre più assediata, ha assistito a un'episodio di auto-immolazione, risultato nella morte di un impiegato statale 51enne.
La motivazione per un atto tanto estremo sta da ricercarsi nel fatto che l'uomo, pur avendo un lavoro regolare come impiegato statale trovava tuttavia impossibile riuscire a sostenere adeguatamente la propria famiglia. Il fatto aiuta a capire come la corruzione anche a livelli medio-bassi sia tanto endemica nell'apparato pubblico giordano: a volte non é questione di avidità, ma di sopravvivenza.
Puntualmente, dopo le tradizionali preghiere del venerdì, gruppi di dimostranti antigovernativi, principalmente riconducibili al Fronte Islamico d'Azione, ma anche indipendenti o aderenti ad altri partiti e movimenti, si sono radunati sotto lo slogan "Anche Noi siamo Cittadini Infiammabili". Ad Amman si sono riportati scontri tra squadracce di bastonatori realisti e dimostranti, che sono proseguite sotto gli occhi indifferenti della polizia che non ha fatto nemmeno finta di cercare di dividere gli aggressori dagli aggrediti.
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martedì 19 luglio 2011
La Giordania protesta contro la brutale repressione voluta dal reuccio Abdallah!
Sit-in, cortei e manifestazioni di protesta non si sono arrestate dal giorno in cui, fidando sulla complicità ipocrita di Usa e Israele e sulla distrazione cronica degli altri stati dell'occidente, il piccolo re Abdallah, sovrano del regno ascemita di Giordania, ha cercato di disperdere con la brutalità poliziesca i dimostranti che si dirigevano dalla Moschea di Hussein verso il Municipio della capitale.
In particolare, visto l'accanirsi della sbirraglia reale contro reporter e giornalisti, é stata netta e senza mezze misure la condanna di Tareq Momani, dell'Associazione Stampa Giordana, che ha riportato numerosi casi di fratture e ferite tra i giornalisti aggrediti e ha annunciato una prossima raffica di denunce nei confronti di esecutori materiali e responsabili morali delle brutalità poliziesche, denunce che potrebbero non risparmiare nemmeno dignitari e cortigiani della cerchia di Abdallah.
Secondo l'agenzia di stampa cinese Xinhua raduni di cittadini sono in atto in tutto il paese, contrassegnati da slogan che chiedono le dimissioni dell'attuale Governo, riforme economiche e più ampie garanzie democratiche per i cittadini, oltre la cessazione totale e immediata di qualunque forma di cooperazione e riconoscimento dello Stato sionista.
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venerdì 15 luglio 2011
Il "piccolo re" ascemita scatena i suoi sbirri contro il popolo in protesta! Inizia finalmente a vacillare il trono di Abdullah?
Almeno dieci persone sono rimaste ferite negli scontri scoppiati ad Amman dopo le consuete preghiere del venerdì, quando migliaia di persone, uscite dalla Moschea di Hussein, hanno cercato di marciare sul Municipio gridando slogan contro il Governo e il monarca.
Quel che appare singolare é che quasi tutti i feriti non si contano tra i manifestanti, che pure sono stati dispersi dagli sbirri di re Abdallah non certo con le buone maniere, ma tra reporter e giornalisti, che dichiarano: "Ci hanno presi di mira, i giubbotti e le pettorine con scritto "stampa" non sono servite a proteggerci, anzi, gli hanno indicato chiaramente chi dovevano colpire!".
Accanirsi contro i rappresentanti della stampa e dell'informazione é uno dei segni distintivi dei tiranni, quei 'tiranni' che l'occidente ipocrita dice di voler denunciare e combattere, ma si sa che la casa ascemita di Giordania é troppo benvoluta da Usa e Israele, (E come! Ha ammazzato un sacco di Palestinesi e li ha spinti a emigrare in Libano per poterlo destabilizzare!!) per dover pagare lo scotto di comportamenti come questi.
Ma nella giornata di oggi oltre che ad Amman si sono tenute manifestazioni anche a Tafileh, Man, Karak, Irbid e Jerash. Forse, nel prossimo futuro, il piccolo re ascemita si troverà di fronte manifestazioni tanto grandi e tanto diffuse da non poter sperare di trarsi d'impaccio facendo manganellare qualche giornalista.
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