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giovedì 1 febbraio 2018

Coloni razzisti dell'insediamento illegale di 'rahalim' vandalizzano dozzine di olivi di un agricoltore palestinese!

Nella foto qui sopra vediamo gli effetti di un 'raid' di coloni sionisti di un insediamento illegale contro un oliveto palestinese.

I sionisti sono così alieni alla Palestina da non aver nemmeno rispetto per i suoi alberi secolari.

L'olivo che per millenni ha dato ai popoli del Mediterraneo cibo, luce, combustibile, legno da costruzione...che ha ispirato sentimenti di pace, di scienza, di coraggio è uno dei simboli di una civiltà che in Palestina é aggredita da barbari ignoranti e violenti.

sabato 24 settembre 2011

Teppisti ebrei aggrediscono Palestinesi a Qasra, l'esercito sionista accorre a dar loro manforte ed ammazza un uomo!


Si chiama Issam Badran il 35enne palestinese ultima vittima della profana alleanza tra l'esercito di occupazione sionista e i gangster ebrei degli insediamenti illegali, miliziani fanatici 'paracadutati' in Cisgiordania per portare avanti i folli piani di 'giudeizzazione forzata' pensati dai teorici della colonizzazione armata, gente al cui confronto Heinrich Himmler, Rosemberg, Frank, Koch e Terboven, propugnatori della 'germanizzazione dell'Est Europa' fanno la figura di dilettanti pasticcioni.

Circa 200 teppisti dell'insediamento di Esh Kodesh si sono mossi come un'orda barbarica contro gli uliveti e i terreni agricoli di proprietà degli abitanti di Qasra, lo stesso villaggio cisgiordano che pochi giorni fa aveva organizzato un'efficace ronda civica anti-coloni, dandosi alla devastazione e all'incendio nel tentativo di rovinare economicamente i legittimi abitanti della zona; ancora una volta i giovani di Qasra si sono mobilitati, facendo segno gli aggressori di un fitto lancio di pietre, ma questa volta i gangster ebrei avevano alle loro spalle un contingente dell'esercito sionista, che, avvicinatosi, ha iniziato a lanciare canister di gas uritcante e a sparare prima proiettili di plastica, poi munizioni regolari in piombo, per cercare di respingere i legittimi residenti e permettere ai miliziani fanatici di terminare la loro opera di distruzione.

Infine, Badran é caduto riverso al suolo, colpito al collo da un proiettile; trasportato d'urgenza verso l'ospedale più vicino vi é giunto cadavere, mentre un altro Palestinese di cui ancora non si conosce il nome, pur gravemente ferito, é stato ricoverato in rianimazione e sembra destinato a salvarsi. Sempre nella giornata di ieri un ragazzino palestinese é stato travolto e ferito gravemente da un automobilista ebreo degli insediamenti illegali; la polizia sionista, anziché attivarsi per individuare e arrestare il pirata della strada, ha fermato e trattenuto i genitori della giovane vittima.
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giovedì 18 novembre 2010

Coloni ebrei incendiano uliveto palestinese: la polizia di Israele arresta i coltivatori danneggiati!


Immaginate di essere un coltivatore di olive e mandorle; immaginate, una notte, di venire svegliato dai vostri vicini che vi avvertono che i vostri filari di alberi sono in fiamme: vi vestite, vi precipitate fuori di casa con parenti e amici, preoccupati come non mai; i vostri alberi, i loro frutti, sono ciò che vi consente di mettere il cibo sulla tavola, vi permettono di vestire e dare un'istruzione ai vostri figli.

Una volta arrivati al luogo dell'incendio vi viene impedito di accedervi: l'esercito di occupazione sionista "teme" per l'incolumità del vicino insediamento illegale di fondamentalisti ebrei, costruito su terra rubata al vostro popolo, giacché l'incendio é stato appiccato dai teppisti indottrinati fin dall'infanzia a odiarvi (e che regolarmente si rendono colpevoli di atti di vandalismo, incendio, aggressione e pestaggio, come e peggio di una qualunque 'gang' di hooligan razzisti).

Chiamate i pompieri, che inviano un'autopompa, bloccata a sua volta; il fuoco continua ad ardere e consuma il frutto della vostra fatica e del vostro lavoro...alla fine all'autopompa viene concesso di entrare sulla vostra terra (ma è vostra, non dovreste decidere voi cosa può o non può entrarci?), ma il focolaio d'incendio é stato appiccato con perizia dai teppisti ebrei...l'automezzo non può risalire il ripido crinale per aggredirlo coi suoi getti, rischierebbe di ribaltarsi.



Finalmente a voi e ai vostri compagni viene "concesso" (oh, magnanimità del 'popolo eletto'!) di correre in soccorso dei vostri alberi; vi impegnate a fondo e con sacchi di terra e altri semplici espedienti le fiamme sono vinte: dieci acri di terreno coltivato sono però andati in cenere.

Alla fine, l'esercito di occupazione vi arresta, sì, avete letto bene! Vi arresta insieme a coloro che vi hanno aiutato, e insieme a una troupe di giornalisti locali che stava riprendendo l'accaduto; perché non é bene che quanto accade nella terra occupata di Palestina, le quotidiane angherie e scorrerie dei settler integralisti e la connivenza e indifferenza delle forze armate e di polizia israeliane si risappia in giro, meglio che le opinioni pubbliche occidentali continuino ad abbeverarsi ai pozzi avvelenati dei media controllati dalle lobby sionista internazionale.

Questo é quanto é successo ieri presso Safa, un villaggio palestinese a 12 Km da Hebron, ed é successo altre cinque volte in passato, semplicemente un altro capitolo nella lunga storia degli attacchi sionisti contro agricoltori palestinesi; una storia che sembra tratta da un western di John Sturges o Howard Hawks, ma che anziché nelle vallate del Montana o dell'Arizona ha come teatro la Palestina occupata e come protagonisti negativi coloro che con la violenza e l'arroganza sperano di indebolire l'indissolubile legame fra la terra e coloro che l'hanno abitata e coltivata da sempre, i suoi inalienabili padroni.