
Il secondo agente dei sionisti aveva fornito aiuto e appoggio alla missione del primo ed era in contatto con Israele tramite un apparentemente innocuo 'social network' tramite il quale riceveva indicazioni e ordini sui suoi compiti di spionaggio. Il parlamentare Abderraouf Ayyadi, interrogato in merito alla questione, ha sottolineato la necessità di 'passare al pettine' gli apparati di polizia e sicurezza dello Stato per espellere tutti gli elementi compromessi col passato regime di Ben Ali, molto amichevole e cooperativo nei confronti di Israele.
Ayyadi ha altresì osservato che prima di venire contattati dagli agenti sionisti i due giovani erano disoccupati, indicando la necessità di misure drastiche per combattere l'emarginazione e la disoccupazione giovanile che possono venire sfruttate da forze ostili alla Rivoluzione come dimostrato anche da questo caso.
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