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giovedì 5 luglio 2012

Armi svizzere in mano agli estremisti di Al-Qaeda in Siria! Berna sospende ogni esportazione militare verso gli emirati del Golfo!

La Confederazione Elvetica ha sospeso ogni trasferimento di armamenti e munizioni a favore degli Emirati Arabi Uniti dopo l'emersione di indizi e prove circostanziali che indicherebbero come materiali bellici in precedenza esportati verso il reame del Golfo Persico sarebbero finiti in mano ai terroristi stranieri attivi in territorio siriano. La testata giornalistica "Sonntagszeitung" aveva pubblicato un servizio fotografico realizzato ad Aleppo a fine giugno 2012 nel quale si vedevano bombe a mano svizzere in possesso di estremisti wahabiti nella cittadina di Marea, a nord di Aleppo.

Le granate, del tipo "ananas" sarebbero parte di un lotto fabbricato dalla RUAG, conglomerato bernese delle armi leggere e personali, e avrebbero fatto parte di un lotto da oltre duecentomila unità vendute dagli Svizzeri a Dubai circa nove anni fa; le clausole del contratto, però, proibivano esplicitamente ai recipienti di ri-esportare il materiale, in toto o in parte.

In reazione alle rivelazioni della stampa il Dipartimento Federale degli Affari Economici ha immediatamente 'congelato' tutte le attività di export militare verso gli UAE, in attesa dei risultati di una inchiesta ufficiale. Antje Bertaschi, protavoce del Segretariato di Stato per gli Affari Economici ha dichiarato: "Abbiamo tutta l'intenzione di prendere questa faccenda sul serio, come abbiamo affrontato la precedente rivelazione, arrivata nel 2011, che casse di munizioni svizzere erano state rinvenute in Libia".

La Svizzera si é trovata spesso al centro di iniziative diplomatiche internazionali volte a disinnescare le tensioni generate dalle attività di estremisti e agenti provocatori stranieri infiltratisi nel paese mediorientale ma sembra proprio che, parallelamente a questi nobili sforzi negoziali, "qualcuno" abbia trovato il modo di coinvolgerla (sia pure indirettamente) nei crimini e nelle stragi dei terroristi di Al-Qaeda.
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mercoledì 19 ottobre 2011

L'Unione Interparlamentare censura duramente Israele per le sue pratiche detentive contrarie al Diritto internazionale!


La Commissione Diritti Umani dell'Unione Interparlamentare (IPU) ha emesso una forte risoluzione di condanna contro il regime sionista, condannando le sue pratiche di arresto e detenzione illegali e contrarie a ogni norma giuridica internazionalmente riconosciuta, specialmente quando sono esercitate contro parlamentari eletti al Consiglio legislativo palestinese.

A latere della 125esima riunione IPU nella capitale elvetica Berna, in seguito ai reclami e agli appelli all'azione sollevati da parlamentari palestinesi e iraniani il regime sionista é stato ufficialmente condannato dall'assise, come ha riferito il portavoce del Comitato iraniano per la Sicurezza nazionale e la Politica estera, Kazem Jalali.

Anche dopo la recente liberazione di centinaia e centinaia di detenuti politici rimangono comunque oltre 6500 Palestinesi nelle galere israeliane, tra cui diversi parlamentari; molti di loro sono tenuti in 'detenzione amministrativa', senza cioé che alcuna corte li abbia accusati di un qualsivoglia crimine; in questo modo l'occupazione sionista si riserva il 'diritto' di gettare in prigione ogni Palestinese su cui riesca a mettere le mani.

L'Unione Interparlamentare si riunisce 4 volte all'anno con lo scopo di promuovere la democrazia e il dialogo tra i Parlamenti delle varie nazioni del globo, in stretta cooperazione con l'ONU e altri organismi internazionali.
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