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lunedì 19 agosto 2019

La Nanotecnologia "Made in Iran" verrà esportata in tutta l'Asia: pronti pacchetti educativi della Tavana Corp!


L'esportazione di attrezzature educative per le nanotecnologie e relativi pacchetti educativi nei paesi asiatici da parte dell'iraniana 'Tavana Corporation' supererà diverse centinaia di migliaia di dollari nei prossimi anni.

La Tavana Corporation esporterà attrezzature di laboratorio educative sulle nanotecnologie di fabbricazione iraniana, per un valore di diverse centinaia di migliaia di dollari, im primis verso paesi asiatici, collaborando con diverse aziende locali, secondo l'Iran Nanotechnology Innovation Council (INIC).

Secondo l'amministratore delegato della società, questa esportazione sarà realizzata tramite contratti multipli stipulati a partire dal 2015. Negli ultimi tre anni, dozzine di dispositivi tra cui elettrospinning, sputtering e apparecchiature di sabbiatura a filo sono stati esportati nell'ambito degli accordi commerciali a lungo termine.

sabato 10 agosto 2019

La Nanotecnologia Iraniana in forte espansione, aggiungerà 800 nuovi prodotti nei prossimi due anni!


Il Direttore del Consiglio per l'Innovazione delle Nanotecnologie Iraniane (INIC) ha annunciato piani per aumentare il numero di prodotti iraniani potenziati dalle nanotecnologie fino alla considerevole cifra di 1.400 nei prossimi due anni.

Parlando con il corrispondente dell'agenzia di stampa Mehr sabato, Saeid Sarkar, capo del Consiglio per l'Innovazione delle Nanotecnologie iraniane (INIC), ha affermato che fino a 250 prodotti potenziati con le nanotecnologie arriveranno sul mercato quest'anno, aggiungendo che “nelle nanotecnologie raggiungeremo sicuramente il punto in cui sia la nostra produzione che le nostre esportazioni vedranno un notevole aumento ".

lunedì 24 giugno 2019

L'Iran si conferma sesto paese al mondo per mole di ricerca sulla nanotecnologia, sviluppa nanosensore contro la contaminazione di cibo ed acqua!

Continuano i successi iraniani nel campo delle nanoscienze e della nanotecnologia!

Un team iraniano di ricercatori dell'Università del Kurdistan ha sviluppato un nanosensore ultrasensibile economico ma preciso per il rilevamento di metalli pesanti negli alimenti e nell'acqua.

Esistono standard rigorosi per la presenza di metalli pesanti negli alimenti e nell'acqua poiché possono causare seri problemi di salute. Ciò rende i sensori e i rivelatori di metalli pesanti molto utili e preziosi.

lunedì 17 giugno 2019

Il 'tessile-nanotech', frutto delle avanzate ricerche iraniane 'sfonda' sui mercati del Medio Oriente e dell'Asia Centrale!


Nel 2018, una società iraniana ha esportato fino a 70 tonnellate di asciugamani migliorati con nanotecnologia nei paesi limitrofi, tra cui Georgia, Iraq e Azerbaigian.

Banian Azar Novin Ideal Co. è uno dei produttori nano-tessili di maggior successo in Iran. La compagnia ha esportato 70 tonnellate di nano asciugamani migliorati in vari paesi vicini nel 2018 del valore di $ 600.000, secondo l'Iran Nanotechnology Innovation Council (INIC).

sabato 1 giugno 2019

Non solo tappeti persiani: con gli asciugamani "nanotech" il tessile iraniano diventa ad alto tasso tecnologico!


Una società iraniana ha esportato 70 tonnellate di asciugamani  antibatterici realizzati tramite nanotecnologia nei paesi dell'Ex-URSS nel corso dell'ultimo anno lunare.

Gli asciugamani, il cui tessuto é stato arricchito di nanoparticelle antibatteriche, sono stati esportati in Georgia, Turkmenistan e Azerbaigian, mentre altri paesi, tra cui la Russia, sono indicati come destinazioni future.

mercoledì 17 aprile 2019

In continua crescita le esportazioni via mare dall'Iran al Qatar, sia come volumi che come valore!


Circa 678.000 tonnellate di materie prime non petrolifere del valore di $ 117 milioni sono state spedite dalla provincia iraniana di Bushehr al Qatar durante l'anno fiscale passato (terminato il 20 marzo), ha detto oggi un alto funzionario.

Secondo Saeed Zarrinfar, deputato per gli affari economici e lo sviluppo delle risorse dell'Ufficio del governatore generale di Bushehr, le cifre indicano che le esportazioni di Bushehr in Qatar nel corso dell'ultimo anno hanno registrato una crescita del 62% e del 47% rispettivamente in termini di valore e volume con l'anno prima.

giovedì 16 agosto 2018

L'Emiro del Qatar corre in aiuto di Erdogan con 15 miliardi di dollari di investimenti!

Erdogan è passato all’incasso.

Un rapporto privilegiato col Qatar che in anni passati (a sua infamia) si era spinto addirittura al sostegno e ai rapporti con l’ISIS (e più in generale con la politica egemonica del precedente Emiro qatariota, gran finanziatore delle Fratellanze Musulmane dallo Yemen all’Egitto alla Libia) e che é rimasto saldo anche dopo la “sterzata” impressa alla politica estera del petro-reame dal nuovo Emiro Tamim, che ha sostituito il padre ambizioso e avventato con un ‘golpe bianco’, ha dato frutti per 15 miliardi di dollari Usa con l’annuncio (fatto dall’Emiro in persona) di investimenti in Turchia per tale cifra, che hanno permesso alla lira turca di recuperare in breve il 6 per cento del suo valore sul mercato dei cambi.

Video della visita dell'Emiro Tamim durante la quale il colossale piano d'investimenti é stato annunciato.

mercoledì 4 luglio 2018

+214 per cento in un anno per l'expot iraniano in Qatar: il piccolo emirato, assediato dai Sauditi, sopravvive ormai solo grazie a Teheran ed Ankara!

Beni per oltre 74 milioni di dollari Usa sono stati esportati in Qatar dall'Iran nei primi tre mesi del nuovo Anno Persiano, con un balzo del 214 per cento dai livelli raggiunti nel primo trimestre di quello precedente.

Di questi la stragrande maggioranza è costituita da articoli di consumo, soprattutto cibo e prodotti per la casa.
Il Qatar diventa così il 19esimo mercato estero per volume di esportazioni dall'Iran: in passato, quando il Qatar era alleato di Sauditi ed Emirati Arabi le esportazioni dalla Repubblica Islamica al piccolo emirato non erano nemmeno nella top 50.

venerdì 15 gennaio 2016

Renzi guarda Iran e Siria prendere il posto dell’Italia nell’export alimentare verso Mosca!

Mentre l’italietta renziana si assicura di peggiorare sempre più i propri rapporti commerciali con la Russia (vedasi dichiarazioni deliranti del nostro ‘genio fiorentino’ riguardo l’offerta di cooperazione al progetto ‘North Stream’, il prolungamento delle sanzioni verso Mosca et alia…) altri paesi non stanno certo a guardare e si mobilitano (alcuni persino tra enormi difficoltà) per riempire con efficacia le ampie quote di mercato russo lasciate vuote dalla stupida ‘guerra’ dichiarata dall’UE al Cremlino su istigazione e pungolo della Casa Bianca.

Nel nostro caso, dovrebbe più che preoccuparci il vero e proprio slancio con cui Siria e Iran si stanno letteralmente ‘gettando’ sul mercato dell’agroalimentare russo, dove ancora pochi anni fa i nostri esportatori facevano la parte del leone.

E’ di questi giorni la notizia che una prima spedizione di 500 tir carichi di prodotti agricoli sta per lasciare il territorio della Repubblica Islamica dell’Iran per raggiungere la Russia via Azerbaigian, dopo aver ricevuto dalle competenti autorità tutti i “visti” fiscali e sanitari; la notizia é stata annunciata dal Presidente della Camera di Commercio di Teheran, Massoud Khansari.

mercoledì 10 dicembre 2014

Shenyang J-31: ecco l'F-35 Made in China che funziona (e costa anche meno!)

Lo Shenyang J-31, insieme al Chengdu J-20, rappresenta il futuro dell'aviazione della Repubblica Popolare Cinese, ma non solo, é anche previsto che l'ultimo nato in casa Shenyang diventi anche un articolo 'caldo' da esportazione verso paesi sudamericani, asiatici e africani che vorranno dotarsi (a prezzo competitivo) di una macchina di nuova generazione in grado di tenere a bada gli F-35 che dovrebbero nei prossimi decenni entrare in servizio nelle aeronautiche australiana, taiwanese, sudkoreana e di altre piccole potenze asservite a Washington.

Proprio la rivelazione che dal J-31 si aspetta una forte performance sul mercato delle vendite aveva fatto in mesi passati emergere la voce (totalmente non confermata) che la costruzione del jet sarebbe stata lanciata in parallelo col J-20 come seconda metà della nuova generazione di aerei cinesi ma, a causa di suoi non meglio precisati 'difetti', i dirigenti di Beijing avrebbero deciso di 'tenerlo' solo come articolo da esportazione.

Il che sarebbe come dire che gli Usa abbiano deciso di esportare l'F-35 ai loro vassalli perché faceva schifo. In effetti l'F-35 FA SCHIFO, probabilmente anche peggio dell'F-22 ma la decisione di esportarlo era stata presa 'a monte' e molto prima che le sue mille 'magagne' emergessero a pieno.

Comunque questo rumor é stato letteralmente 'abbattuto' dal Presidente della Aviation Industry Corporation of China, Lin Zuoming, che in una intervista ha dichiarato: "In qualunque condizione di combattimento il J-31 può affrontare l'F-35 ad armi pari e vincerlo".

Zuoming ha poi articolato che il desiderio cinese di esportare massicciamente il nuovo jet della Shenyang deriva dalla convinzione di non poter lasciare i mercati mondiali senza un'alternativa economica (ed efficace) alle macchine occidentali.

"Il mondo ha bisogno di essere bilanciato. Non si possono lasciare alcuni articoli come prerogativa esclusiva di una nazione, una parte o un'alleanza".

giovedì 5 luglio 2012

Armi svizzere in mano agli estremisti di Al-Qaeda in Siria! Berna sospende ogni esportazione militare verso gli emirati del Golfo!

La Confederazione Elvetica ha sospeso ogni trasferimento di armamenti e munizioni a favore degli Emirati Arabi Uniti dopo l'emersione di indizi e prove circostanziali che indicherebbero come materiali bellici in precedenza esportati verso il reame del Golfo Persico sarebbero finiti in mano ai terroristi stranieri attivi in territorio siriano. La testata giornalistica "Sonntagszeitung" aveva pubblicato un servizio fotografico realizzato ad Aleppo a fine giugno 2012 nel quale si vedevano bombe a mano svizzere in possesso di estremisti wahabiti nella cittadina di Marea, a nord di Aleppo.

Le granate, del tipo "ananas" sarebbero parte di un lotto fabbricato dalla RUAG, conglomerato bernese delle armi leggere e personali, e avrebbero fatto parte di un lotto da oltre duecentomila unità vendute dagli Svizzeri a Dubai circa nove anni fa; le clausole del contratto, però, proibivano esplicitamente ai recipienti di ri-esportare il materiale, in toto o in parte.

In reazione alle rivelazioni della stampa il Dipartimento Federale degli Affari Economici ha immediatamente 'congelato' tutte le attività di export militare verso gli UAE, in attesa dei risultati di una inchiesta ufficiale. Antje Bertaschi, protavoce del Segretariato di Stato per gli Affari Economici ha dichiarato: "Abbiamo tutta l'intenzione di prendere questa faccenda sul serio, come abbiamo affrontato la precedente rivelazione, arrivata nel 2011, che casse di munizioni svizzere erano state rinvenute in Libia".

La Svizzera si é trovata spesso al centro di iniziative diplomatiche internazionali volte a disinnescare le tensioni generate dalle attività di estremisti e agenti provocatori stranieri infiltratisi nel paese mediorientale ma sembra proprio che, parallelamente a questi nobili sforzi negoziali, "qualcuno" abbia trovato il modo di coinvolgerla (sia pure indirettamente) nei crimini e nelle stragi dei terroristi di Al-Qaeda.
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