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domenica 19 aprile 2015

Guerriglieri yemeniti colpiscono a volontà le truppe di Re Salman oltreconfine: ancora un soldato saudita morto!

Il Brigadier Generale Ahmed al-Assiri, portavoce saudita dell'Esercito, ha ammesso che nel corso di un raid yemenita oltreconfine avvenuto nelle ultime ore 'almeno un militare' di Riyadh avrebbe perso la vita, nella zona sudoccidentale dell'Arabia Saudita; inoltre scontri armati sarebbero in corso nella zona saudita della regione di Najran.

L'iniziativa, al di qua e al di là dei confini terrestri tra Yemen e Arabia Saudita rimane nettamente nelle mani dei miliziani Houthi e degli uomini dei clan sunniti yemeniti che non hanno nessuna difficoltà a infiltrarsi al di là della frontiera e colpire avamposti e basi di Riyadh.

lunedì 6 agosto 2012

Analisti politici dichiarano: "L'attacco al confine egiziano con ogni probabilità opera di Israele!"

L'attacco alla caserma di frontiera nel Sinai che ha ucciso 16 guardie egiziane é chiaramente un tentativo di rovinare le relazioni tra l'Egitto e Gaza, lo afferma l'analista politico Mustafa al-Sawwaf ai microfoni dell'Agenzia Ma'an poche ore dopo l'annuncio del sanguinoso attacco."Quello che é successo ha tutta l'aria di una provocazione mirata a distruggere la possibilità che presto l'Egitto apra del tutto il suo confine con Gaza, decretando la fine dell'assedio sionista contro la Striscia, non si può escludere che gli attaccanti siano stati manipolati a questo scopo proprio dai servizi segreti sionisti".

"Nessuna fazione palestinese, Hamas, Jihad Islamica, PFLP o Comitati Popolari avrebbe alcun guadagno dall'attaccare forze egiziane, e invece Israele, che ha visto con orrore la caduta di Mubarak e la salita al potere della Fratellanza Musulmana, vedrebbe il suo terrore di una salda alleanza egiziano-palestinese calmierato da un raffreddamento dei rapporti tra il Cairo e Gaza.

L'attacco é arrivato pochi giorni dopo l'annuncio del Presidente Mursi di voler allungare gli orari di apertura di Rafah e la proposta di creare una zona di libero scambio priva di dazi commerciali tra l'Egitto e Gaza, ipotesi che avrebbe del tutto e definitivamente distrutto l'assedio sionista al ghetto costiero palestinese. Ma i piani sionisti potrebbero venire rovinati lo stesso ma in una maniera diversa se Mursi approfittasse dell'attacco per dichiarare decaduti i termini della capitolazione di Camp David e decidere per la sicurezza dell'Egitto, di rimilitarizzare completamente la Penisola del Sinai.
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Attaccanti "sconosciuti" uccidono 15 guardie di confine egiziane nel Sinai: erano israeliani travestiti?

Nel corso della serata tra domenica e lunedì un gruppo di sconosciuti 'attaccanti' ha dato l'assalto a un posto di guardia egiziano nel Sinai uccidendo quindici guardie di frontiera.
Appena messo al corrente della drammatica notizia il Presidente egiziano Mohammed Mursi ha convocato una riunione d'emergenza del Governo; poco dopo é stata dichiarata la chiusura cautelativa fino a nuovo ordine di tutti i varchi di confine, compreso quello di Rafah con la Striscia di Gaza.
Testimoni oculari dell'attacco dichiarano che i responsabili erano vestiti "alla maniera tradizionale beduina" ma al contrario degli attentati contro il metanodotto verso Israele l'ipotesi di una matrice beduina dell'attacco non convince affatto visto che i membri delle tribù del Sinai non avrebbero nessun interesse ad uccidere uomini del Governo col quale devono giocoforza trattare per il miglioramento delle loro condizioni di vita.

Questo incidente, a detta di chi scrive, sa molto di attacco "sotto falsa bandiera"; una modalità operativa che é marchio distintivo degli assassini e delle spie sioniste. In definitiva é da quando la rivoluzione anti-Mubarak ha trionfato che esponenti del regime ebraico di occupazione si sono messi ad abbaiare incessantemente riguardo la possibilità di "disordini nel Sinai", segno evidente che, qualora essi non si fossero manifestati, Tel Aviv era più che pronta a fornirli.
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venerdì 14 ottobre 2011

Delegazione di Hamas al Cairo: "Schalit non sarà l'ultimo soldato sionista catturato dalla Resistenza!"


Abu Obeida, portavoce della formazione armata di Hamas, le Brigate Ezzedine al-Qassam, ha dichiarato alla stampa egiziana che Gilad Schalit, l'Ebreo francese arruolatosi nelle forze di occupazione sioniste e catturato dai combattenti palestinesi in una operazione preventiva poco prima che coi suoi camerati attaccasse la Striscia di Gaza, "non sarà certo l'ultimo soldato sionista catturato da Hamas o da altre forze della Resistenza, perlomeno fin quando vi saranno detenuti politici da liberare".

Obeida (sopra con la Kefia rossa) ha quindi dichiarato che gli uomini delle Brigate Qassam si sentono dediti alla liberazione di tutti i prigionieri (circa settemila) che restano in mano all'occupazione, e che tale priorità sarà riflettuta dall'agenda operativa cui si dedicheranno appena concluso lo scambio tra Schalit e i 1047 detenuti palestinesi cui il Governo di ultradestra di Benji Netanyahu ha acconsentito pochi giorni orsono.

Secondo quanto filtrato finora una prima tranche di prigionieri verrà liberata entro pochi giorni; quindi sarà il turno di Schalit e, entro un paio di mesi, del secondo gruppo di detenuti palestinesi. Nella giornata di avantieri inoltre i genitori di Schalit, Noam e Aviva, sarebbero tornati nella loro residenza nel nord della Palestina occupata, avendo abbandonato il sito di Gerusalemme che avevano occupato per mesi protestando l'inazione del Governo Netanyahu nel seguire il caso di loro figlio. Certo, bisogna anche considerare che se se ne fossero restati in Francia, anziché prestarsi come pedine all'occupazione della Palestina, nulla di tutto questo sarebbe successo.
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