Strano "umanitarismo" quello delle ONG occidentali (AmneSY International, Human Rights Watch e similari)...essendo tutte operazioni di copertura per i servizi segreti a stelle e strisce, a sei punte, NATO o direttamente transnazionali (Soros society e simili...) si accalorano per il fato di sgozzatori e tagliatori di teste, ma non versano una lacrima per le popolazioni siriane, yemenite, irakene oppresse e massacrate dai loro amici takfiri.
Il Presidente Al-Sisi, lo sappiamo, é un fervente patriota e un accanito servitore dello Stato e del Popolo egiziano...non é una margheritina, ma gli Statisti NON POSSONO PERMETTERSI di essere 'margheritine' (altrimenti vengono fatti fuori...Allende docet...); dopo che l'ISIS, con un suo attacco suicida, ha assassinato oltre 300 persone colpendo un'affollata moschea nel Nord Sinai, Al-Sisi ha dato ordine ai comandanti della sicurezza interna e delle forze armate di preparare una vasta operazione antiterrore che spezzi la schiena del sedicente 'califfato' nella penisola che separa l'Egitto dalla Palestina.
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lunedì 23 aprile 2018
Al-Sisi si prepara a spazzare l'ISIS via dal Sinai e l'occidente filo-terrorista 'scatena' i suoi mastini "umanitari"!
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giovedì 17 agosto 2017
Takfiro dell'ISIS eliminato dagli uomini di Hamas, voleva infiltrarsi in Egitto secondo gli ordini dei suoi padroni sionisti!
Nell'ambito delle sue manovre di 'riposizionamento' dopo il repulisti della dirigenza compromessa con l'Ikhwan e la coalizione anti-Assad risultato nel siluramento di Khaled Mishaal e nella sua sostituzione con Ismail Haniyeh il movimento di Resistenza palestinese Hamas ha iniziato, sotto la supervisione del nuovo Premier di Gaza Yahya Sinwar (succeduto ad Haniyeh lo scorso febbraio) a trattare con l'Egitto per una regolare apertura del varco di confine di Rafah.
Puntualmente il regime ebraico di Tel Aviv ha mobilitato le sue pedine terroriste per cercare di sabotare l'accordo tra Gaza e Il Cairo.
Puntualmente il regime ebraico di Tel Aviv ha mobilitato le sue pedine terroriste per cercare di sabotare l'accordo tra Gaza e Il Cairo.
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mercoledì 23 novembre 2016
Al-Sisi a RTP TV: "Bisogna sostenere a livello internazionale gli Eserciti siriano, irakeno e libico!"
Il Presidente egiziano Abdelfatah al-Sisi, nel corso della sua opera di "spostamento" dell'Egitto nel quadro politico e strategico del Medio Oriente ha fatto un'importante dichiarazione ai microfoni di RTP TV nella giornata di ieri.
"Dovrebbe esserci un vasto e intenso sostegno internazionale agli eserciti siriano, irakeno e anche libico, che ogni giorno lottano contro forze distruttive ed oscurantiste per ristabilire la pace e la sicurezza nei loro rispettivi paesi".
"Dovrebbe esserci un vasto e intenso sostegno internazionale agli eserciti siriano, irakeno e anche libico, che ogni giorno lottano contro forze distruttive ed oscurantiste per ristabilire la pace e la sicurezza nei loro rispettivi paesi".
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mercoledì 17 giugno 2015
L'Egitto decide di prolungare fino a venerdì l'apertura del confine di Rafah con la Striscia di Gaza!
Un ulteriore "bonus" di respiro é stato concesso alla popolazione del ghetto assediato di Gaza, quando, nella mattinata di oggi, le autorità egiziane hanno dichiarato che il varco di confine di Rafah resterà aperto fino a venerdì, estendendo il periodo di 72 ore precedentemente annunciato.
Sono migliaia i cittadini della Striscia che alla notizia si sono precipitati al confine con l'Egitto, tra di essi molti sono malati che a causa dello shylockiano strangolamento dichiarato dal regime ebraico devono sottoporsi a trattamenti sanitari o interventi fuori dall'enclave litoranea.
Sono migliaia i cittadini della Striscia che alla notizia si sono precipitati al confine con l'Egitto, tra di essi molti sono malati che a causa dello shylockiano strangolamento dichiarato dal regime ebraico devono sottoporsi a trattamenti sanitari o interventi fuori dall'enclave litoranea.
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domenica 14 giugno 2015
L'Egitto decide di tenere aperto il varco di confine di Gaza per 72 ore: primo effetto del 'disgelo' con Hamas?
A quattro giorni dall'incontro tra i responsabili della Sicurezza egiziana e la dirigenza di Hamas il varco di confine di Rafah, unica via di comunicazione della Striscia di Gaza non controllata dal regime ebraico é stato riaperto per tre giorni.
L'immagine che vi presentiamo é stata scattata da un residente di Gaza nella sala d'attesa del varco di confine, immediatamente affollatasi di centinaia di persone che sperano di riuscire a passare in Egitto per rivedere parenti, per sottoporsi a interventi chirurgici e cure mediche, per procurarsi qualche bene ormai introvabile nell'enclave litoranea.
L'immagine che vi presentiamo é stata scattata da un residente di Gaza nella sala d'attesa del varco di confine, immediatamente affollatasi di centinaia di persone che sperano di riuscire a passare in Egitto per rivedere parenti, per sottoporsi a interventi chirurgici e cure mediche, per procurarsi qualche bene ormai introvabile nell'enclave litoranea.
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mercoledì 10 giugno 2015
L'Egitto "ci ripensa" su Hamas e, con discrezione, apre un dialogo con il movimento palestinese!
Da momenti di intensa tensione ed estremo raffreddamento dei rapporti le relazioni Cairo-Gaza sembrano essere sulla strada di un riavvicinamento: una delegazione di ufficiali della sicurezza egiziana si sarebbe infatti recentemente incontrata con rappresentanti di Hamas per discutere delle relazioni bilaterali tra il grande paese arabo e il ghetto palestinese assediato dal regime ebraico.
Hamas, ovviamente ha chiesto una prolungata e duratura riapertura del varco di confine di Rafah; richiesta che subito da parte egiziana ha provocato la presentazione di alcune condizioni preliminari. Su diverse Hamas non ha avuto alcun problema a garantirle fin da subito, ma altre sono state accolte con una serie di distinguo e andranno trattate con calma in incontri successivi.
Hamas, ovviamente ha chiesto una prolungata e duratura riapertura del varco di confine di Rafah; richiesta che subito da parte egiziana ha provocato la presentazione di alcune condizioni preliminari. Su diverse Hamas non ha avuto alcun problema a garantirle fin da subito, ma altre sono state accolte con una serie di distinguo e andranno trattate con calma in incontri successivi.
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lunedì 16 marzo 2015
Zahar: "Hamas guarda con fiducia all'appello di fine marzo sulla sentenza egiziana!"
Mahmoud Zahar, storico leader del Movimento di Resistenza Hamas, in un suo dialogo con rappresentanti dei media, ha espresso le aspettative (condivise da buona parte della dirigenza del suo gruppo) che l'appello del 28 marzo contro la sentenza egiziana che definiva l'organizzazione palestinese 'un'entità terrorista' segni una svolta nei rapporti tra il Cairo e Gaza.
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venerdì 13 marzo 2015
Hezbollah saluta e approva la richiesta di appello del Governo egiziano contro la sentenza anti-Hamas!
Immediate e positive le reazioni in tutto il Medio Oriente schierato con la Resistenza per la decisione maturata al Cairo di chiedere (con iniziativa ufficiale del Governo) la revisione in appello della sentenza 'Anti-Hamas' che aveva definito i combattenti della Resistenza islamica palestinese 'terroristi'.
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giovedì 12 marzo 2015
Il Governo egiziano ricorre in appello contro la sentenza anti-Hamas: il buon senso prevale al Cairo?
In una mossa che dimostra eloquentemente come in Egitto vi sia una dialettica in corso tra varie componente dello Stato (e non certo la 'dittatura' che una tipo di rozza propaganda specialmente finanziata dai dollari del Qatar descrive sulle pagine di outlet ikhwaniti totalmente screditati) il Governo del Cairo ha depositato una richiesta di ricorso in appello contro la sentenza emessa poco tempo fa che catalogava Hamas e i suoi militanti come 'movimento terrorista'.
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domenica 22 febbraio 2015
Bardawi all'Egitto: "Hamas combatterà sempre e soltanto l'occupazione sionista; accuse sul Sinai sono false e tendenziose!"
Il Movimento musulmano di Resistenza Hamas, per bocca del suo portavoce Sala al-Bardawi ha dichiarato pubblicamente, rivolgendosi alle autorità egiziane, che: "Gaza rimarrà un sicuro e saldo confine orientale per l'Egitto e Hamas ha chiarito che non anela a scontrarsi con alcun altro esercito se non quello dell'occupazione ebraica della Palestina!".
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mercoledì 4 febbraio 2015
Mahmoud Zahar: "L'Egitto non può incolpare Hamas, Gaza o i Palestinesi per le sue difficoltà interne!"
Il leader storico e co-fondatore di Hamas Mahmoud Zahar (che qualche lettore forse recentemente arrivato sulle nostre pagine, non conosceva bene...) nel corso di un'intervista rilasciata al sito-web Arabi 24 ha dichiarato che l'attuale dirigenza egiziana sta cercando maldestramente di incolpare Hamas, o Gaza o i Palestinesi delle sue gravi difficoltà coi terroristi dell'Ikhwan e di altre organizzazioni estremiste presenti sul suo territorio, specialmente nella Penisola del Sinai.
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sabato 31 gennaio 2015
Hamas prende imponenti misure di sicurezza al confine col Sinai!
Quarantaquattro persone sono morte e circa un'ottantina sono rimaste ferite a causa di attacchi terroristici nel Sinai. Un'autobomba ad altissimo potenziale é esplosa fuori dal Quartier Generale della 101esima Brigata dell'Esercito Egiziano ad Al Arish, importante centro della Penisola, dopodiché colpi di mortaio sono stati lanciati contro coloro che accorrevano per prestare soccorso, codarda misura per aumentare il bilancio di sangue.
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mercoledì 21 gennaio 2015
Gli Egiziani riaprono Rafah per 72 ore: centinaia di Palestinesi della Striscia in coda al confine!
Forse anche in conseguenza della massiccia protesta pacifica dello scorso venerdì, che ha visto migliaia e migliaia di Palestinesi riunirsi per le importanti preghiere settimanali immediatamente a ridosso del varco di confine meridionale della Striscia di Gaza, il Governo egiziano ha deciso di riaprire per 72 ore i transiti ai soli viaggiatori nei due sensi.
sabato 17 gennaio 2015
Migliaia di cittadini di Gaza pregano presso il varco di Rafah per protesta contro la sua chiusura!
Le fotografie che corredano questo articolo testimoniano dell'imponente manifestazione pacifica messa in atto ieri dai cittadini della Striscia di Gaza che a migliaia si sono radunati presso il varco di confine meridionale di Rafah, effettuando le loro preghiere settimanali per esprimere la propria protesta contro la protratta chiusura del confine decisa dalle autorità egiziane.
mercoledì 22 ottobre 2014
Due soldati sionisti feriti in un attacco con mitra ed RPG alla frontiera con l'Egitto!
Due militari delle forze di occupazione di Tel Aviv schierate alla frontiera con il Sinai egiziano sono rimasti feriti quando da oltreconfine ignoti aggressori hanno aperto il fuoco contro la loro pattuglia impiegando armi automatiche e almeno una granata a razzo anticarro.
Il veicolo semi-protetto su cui si trovavano i militari ha riportato estesi danni.
Finora non ci sono rivendicazioni dell'attacco e lo stesso comunicato del comando sionista non dà chiarimenti sull'entità delle ferite riportate dai due.
E' molto tempo che non si registravano attacchi armati contro l'occupazione sionista dal Sinai, uno degli ultimi, sicuramente il più intenso, fu circa tre anni fa contro la località marittima di Eilat; quell'attacco, in prima battuta attribuito a militanti palestinesi, in seguito si rivelò opera di beduini del Sinai.
Il veicolo semi-protetto su cui si trovavano i militari ha riportato estesi danni.
Finora non ci sono rivendicazioni dell'attacco e lo stesso comunicato del comando sionista non dà chiarimenti sull'entità delle ferite riportate dai due.
E' molto tempo che non si registravano attacchi armati contro l'occupazione sionista dal Sinai, uno degli ultimi, sicuramente il più intenso, fu circa tre anni fa contro la località marittima di Eilat; quell'attacco, in prima battuta attribuito a militanti palestinesi, in seguito si rivelò opera di beduini del Sinai.
giovedì 2 ottobre 2014
L'Egitto celebra l'anniversario della Guerra del Ramadan e si appresta a ricevere i MiG-29M (e -35) di Mosca!!
Quarantuno anni fa, con un immenso sforzo logistico e organizzativo le truppe egiziane, validamente consigliate e rifornite dall'Unione Sovietica, attraversavano di slancio il Canale di Suez, schiantavano la linea Barlev delle truppe sioniste, entravano nel Sinai occupato e stendevano una mortale "ragnatela" di missili antiaerei e anticarro che distrusse il meglio delle truppe corazzate e dei jet sionisti. Solamente la mobilitazione massiccia degli Usa in favore di Tel Aviv impedì che la Guerra del Ramadan (detta anche Guerra d'Ottobre) si concludesse con la totale distruzione delle forze sioniste, che pure non riuscirono ridurre la testa di ponte egiziana. Purtroppo Sadat aveva già meditato di tradire la Resistenza e di saltare sul carro Usa, per cui quella vittoria fu l'ultimo momento di gloria dell'Egitto prima di tre decenni di stagnazione e declino in seguito all'abbandono degli ideali nasseristi di socialismo e patriottismo.
Per ogni Vero Egiziano, l'anniversario di quello storico momento é sacro e va celebrato con dignità e rispetto, perciò nella giornata di ieri l'Ex-generale Al-Sisi, per la prima volta in blazer blu anziché nell'alta uniforme sfoggiata dai suoi ex-colleghi a fianco a lui, ha presenziato alle cerimonie commemorative tenutesi presso l'Accademia militare della capitale.
Intanto é confermata la notizia che il primo contingente di ventiquattro caccia di 4a generazione avanzata MiG-29M 'Super Fulcrum' arriverà tra poco in Egitto mentre nel corso del mese di ottobre, secondo quanto affermato dal Direttore Generale dell'OkB MiG, Sergej Korotkov, si terranno incontri russo-egiziani per stabilire come, quando e in che quantità avverrà l'esportazione dei modelli più avanzati MiG-35 (evoluzione ulteriore del modello MiG-29M2). A metà febbraio 2014 la Russia e l'Egitto hanno siglato un contratto per la fornitura di armi e di attrezzature militari per un importo complessivo di oltre tre miliardi di dollari.
Per ogni Vero Egiziano, l'anniversario di quello storico momento é sacro e va celebrato con dignità e rispetto, perciò nella giornata di ieri l'Ex-generale Al-Sisi, per la prima volta in blazer blu anziché nell'alta uniforme sfoggiata dai suoi ex-colleghi a fianco a lui, ha presenziato alle cerimonie commemorative tenutesi presso l'Accademia militare della capitale.
Intanto é confermata la notizia che il primo contingente di ventiquattro caccia di 4a generazione avanzata MiG-29M 'Super Fulcrum' arriverà tra poco in Egitto mentre nel corso del mese di ottobre, secondo quanto affermato dal Direttore Generale dell'OkB MiG, Sergej Korotkov, si terranno incontri russo-egiziani per stabilire come, quando e in che quantità avverrà l'esportazione dei modelli più avanzati MiG-35 (evoluzione ulteriore del modello MiG-29M2). A metà febbraio 2014 la Russia e l'Egitto hanno siglato un contratto per la fornitura di armi e di attrezzature militari per un importo complessivo di oltre tre miliardi di dollari.
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lunedì 15 settembre 2014
L'Esercito egiziano elimina sette terroristi legati al Qatar, dell'organzzazione Beit al-Maqdis!
Le forze armate egiziane hanno rivelato di aver condotto un'operazione antiterrorismo nel Nord del Sinai, nel corso della quale sette componenti dell'organizzazione wahabita finanziata dal Qatar, Ansar Beit al-Maqdis, sono stati eliminati.
I takfiri, esponenti di punta del gruppo terroristico, avevano preso parte all'attacco contro un posto di confine sulla frontiera libica condotto lo scorso luglio; nei loro piani l'operazione doveva essere la prima di una serie che mirasse a dare ai guerriglieri finanziati da Doha il controllo del confine, da cui fare entrare nel paese altri militanti provenienti dall'inferno in cui si é trasformata la Libia.
Fortunatamente il loro piano andò incontro al fallimento e i sette erano stati costretti a rifugiarsi nel Sinai, sperando di sfuggire al Mukhabarat e all'Esercito, ma così non é stato.
I takfiri, esponenti di punta del gruppo terroristico, avevano preso parte all'attacco contro un posto di confine sulla frontiera libica condotto lo scorso luglio; nei loro piani l'operazione doveva essere la prima di una serie che mirasse a dare ai guerriglieri finanziati da Doha il controllo del confine, da cui fare entrare nel paese altri militanti provenienti dall'inferno in cui si é trasformata la Libia.
Fortunatamente il loro piano andò incontro al fallimento e i sette erano stati costretti a rifugiarsi nel Sinai, sperando di sfuggire al Mukhabarat e all'Esercito, ma così non é stato.
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sabato 15 febbraio 2014
112 terroristi eliminati nel Sinai dall'Esercito di Al-Sisi!! Altri sessantanove estremisti arrestati e imprigionati!!
"Ansar Beit al-Maqdis", questo il nome dell'organizzazione qaedista alleatasi coi rimasugli della Fratellanza Musulmana che é stata distrutta nelle operazioni militari condotte da giovedì scorso dall'Esercito nella Penisola del Sinai.
I raid egiziani hanno portato alla morte di oltre cento terroristi e alla cattura di quasi settanta loro complici che sono immeiatamente stati inviati alle prigioni di massima sicurezza riservate ai sostenitori dell'ex-Presidente Mursi.
L'intero arsenale del gruppo sarebbe stato catturato dalle forze armate che avrebbero anche sventato un programmato attentato esplosivo contro un obiettivo governativo.
La scorsa estate l'Esercito egiziano ha deposto Mohamed Mursi e ha sciolto l'Esecutivo guidato dalla Fratellanza Musulmana, che stava facendo affondare il paese in una palude di inefficiente settarismo. In seguito l'intera organizzazione islamista é stata dichiarata fuorilegge e quasi tutti i suoi dirigenti arrestati.
I raid egiziani hanno portato alla morte di oltre cento terroristi e alla cattura di quasi settanta loro complici che sono immeiatamente stati inviati alle prigioni di massima sicurezza riservate ai sostenitori dell'ex-Presidente Mursi.
L'intero arsenale del gruppo sarebbe stato catturato dalle forze armate che avrebbero anche sventato un programmato attentato esplosivo contro un obiettivo governativo.
La scorsa estate l'Esercito egiziano ha deposto Mohamed Mursi e ha sciolto l'Esecutivo guidato dalla Fratellanza Musulmana, che stava facendo affondare il paese in una palude di inefficiente settarismo. In seguito l'intera organizzazione islamista é stata dichiarata fuorilegge e quasi tutti i suoi dirigenti arrestati.
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mercoledì 25 dicembre 2013
Bomba sventra centrale di polizia in Egitto, l'Ikhwan musulmana, accusata dal Governo viene definita 'ente terrorista'!
Nella giornata di ieri una violenta esplosione ha distrutto il Quartier Generale della polizia di Mansoura, in Egitto, uccidendo quindici uomini delle forze dell'ordine del Cairo; nonostante la pronta rivendicazione di un finora sconosciuto gruppo jihadista che si é detto basato nella Penisola del Sinai il Governo patrocinato dal Generale Al-Sisi ha accusato l'Ikhwan musulmana di essere complice del sanguinoso atto.
In una seduta governativa straordinaria convocata nell'aftermath dell'attacco l'intera organizzazione religiosa egiziana (già messa fuorilegge e coi suoi beni sottoposti a sequestro coatto) é stata defiinita "parte coinvolta" nell'atto di terrore e in precedenti episodi di terrorismo e tutte le sue attività, incluse le manifestazioni pubbliche, sono state proibite.
Il Vicepremier Hossam Eissa e il Ministro della Solidarietà Sociale Ahmed al Borei hanno assicurato che il provvedimentò sarà scrupolosamente applicato; non vi é dubbio che i governanti del Cairo vogliano portare alle estreme conseguenze il loro conflitto con l'Ikhwan, chiudendo qualunque possibile spiraglio a un dialogo o a un tentativo di convivenza.
In una seduta governativa straordinaria convocata nell'aftermath dell'attacco l'intera organizzazione religiosa egiziana (già messa fuorilegge e coi suoi beni sottoposti a sequestro coatto) é stata defiinita "parte coinvolta" nell'atto di terrore e in precedenti episodi di terrorismo e tutte le sue attività, incluse le manifestazioni pubbliche, sono state proibite.
Il Vicepremier Hossam Eissa e il Ministro della Solidarietà Sociale Ahmed al Borei hanno assicurato che il provvedimentò sarà scrupolosamente applicato; non vi é dubbio che i governanti del Cairo vogliano portare alle estreme conseguenze il loro conflitto con l'Ikhwan, chiudendo qualunque possibile spiraglio a un dialogo o a un tentativo di convivenza.
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mercoledì 20 novembre 2013
Bomba contro colonna militare ad Al-Arish, muoiono 11 soldati egiziani
Almeno 11 soldati egiziani sono rimasti uccisi e decine (forse quaranta) feriti quando un veicolo parcheggiato a lato della strada che la loro unità stava percorrendo nella cittadina di Al-Arish (nella Penisola del Sinai) é saltato in aria nella giornata di oggi.
Non vi sono stati messaggi o rivendicazioni di alcun tipo ma le autorità del Cairo parlano di 'azione dovuta a elementi attigui alla Fratellanza Musulmana', l'organizzazione messa fuorilegge dopo la deposizione dell'Ex-presidente Mohammed Mursi.
L'attacco é stato il secondo più sanguinoso tra quelli avvenuti nel Sinai recentemente, superato solo dalla strage di 25 poliziotti a Rafah, avvenuta lo scorso 19 agosto.
Le autorità egiziane hanno istituito funerali solenni per i caduti decretando il lutto nazionale.
Non vi sono stati messaggi o rivendicazioni di alcun tipo ma le autorità del Cairo parlano di 'azione dovuta a elementi attigui alla Fratellanza Musulmana', l'organizzazione messa fuorilegge dopo la deposizione dell'Ex-presidente Mohammed Mursi.
L'attacco é stato il secondo più sanguinoso tra quelli avvenuti nel Sinai recentemente, superato solo dalla strage di 25 poliziotti a Rafah, avvenuta lo scorso 19 agosto.
Le autorità egiziane hanno istituito funerali solenni per i caduti decretando il lutto nazionale.
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