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giovedì 14 giugno 2012

Adesso nelle galere dell'occupazione sionista anche ragazzi e adolescenti palestinesi entrano in sciopero della fame!

Venti ragazzi e giovani palestinesi, tutti di età inferiore ai 18 anni, arrestati e detenuti dall'occupazione sionista senza motivo, hanno iniziato, nella galera di Hasharon, uno sciopero della fame a oltranza per protestare contro le inumane condizioni di detenzione e la negligenza dell'amministrazione carceraria nel considerare i loro reclami e porvi un qualche rimedio.

Come confermato dal diciassettenne Ahmed Lafi, uno dei portavoce della protesta, in una rara comunicazione con gli ufficiali del Ministero per gli Affari dei Prigionieri del legittimo Governo palestinese, i venti giovani sarebbero pronti a portare avanti la loro protesta senza considerazione per le conseguenze sulla loro incolumità fisica, dimostrando lo stesso coraggio e la stessa determinazione dello Sceicco Adnan, di Hana'a Shalabi, di Bilal Dhiab e Thaer Halhleh.

Lafi ha anche rivelato che "L'amministrazione carceraria sionista continua a impiegare torture e maltrattamenti nei confronti dei detenuti adolescenti e minorenni, anche dopo l'accordo siglato per far cessare lo sciopero della fame di massa qualche settimana addietro". L'uso di pratiche di tortura verso minorenni é un abominevole esempio della malvagità e della corruzione morale del regime ebraico.

Attualmente i ragazzi palestinesi sotto i 18 anni nelle galere sioniste é di 190 e a essi non viene risparmiato nessuno dei maltrattamenti inflitti agli altri detenuti politici.
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lunedì 2 aprile 2012

Hana'a Shalabi é libera! Gaza accoglie la coraggiosa figlia della Palestina che preferiva la morte all'ingiusta prigionia!


Come annunciato "con caveat" su queste pagine, in quanto il "lancio" non era altrimenti confermato da fonti palestinesi attendibili, Hana'a Shalabi, la detenuta politica palestinese ri-arrestata irregolarmente dai sionisti dopo essere stata liberata lo scorso autunno é stata rilasciata dalle carceri del regime ebraico (dove si é sottoposta a quasi cinquanta giorni di digiuno a oltranza) ed é stata portata nella Striscia di Gaza, lontano dalle persecuzioni, dalle torture, dalle angherie dell'occupazione a cui manca solo di istoriare la svastica al centro delle sue 'stelle di david' per meritarsi del tutto l'aggettivo di "sionazista".

La famiglia Shalabi, pur sollevata nel sapere che la propria figlia non corre più il rischio di morire per inedia (é stata infatti subito portata all'Ospedale Al-Shifa, dove é stata messa in terapia intensiva per combattere le conseguenze della disidratazione, della perdita di peso e dell'atrofia muscolare) ha però protestato per non essere riuscita a entrare in contatto con la giovane prima del suo trasferimento a Gaza, dove dovrebbe rimanere almeno per tre anni.

Anche l'ONG umanitaria 'Addameer' ha espresso la propria insoddisfazione per una misura che "non sana il grave vulnus giuridico della legislazione sionista che tuttora permette di arrestare e imprigionare cittadini palestinesi senza un'accusa certa", aggiungendo come "Sia imperativo trovare una soluzione permanente alla barbara e ingiustificata pratica israeliana di detenzione arbitraria, in accordo con le norme e le leggi umanitarie internazionali".
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venerdì 30 marzo 2012

Media filosionisti dichiarano che Hana'a Shalabi ha interrotto lo sciopero della fame, ma fonti indipendenti non lo confermano!


Poco tempo fa l'agenzia stampa filosionista 'Reuters' e la britannica 'BBC' hanno pubblicato vibranti titoli secondo i quali la coraggiosa e determinata detenuta politica palestinese Hana'a Shalabi, da 44 giorni senza cibo per protesta contro il suo ri-arresto illegale da parte delle autorità del regime sionista di occupazione, avrebbe "interrotto lo sciopero della fame" in cambio di un accordo in base al quale verrebbe trasferita nella Striscia di Gaza, lontano dalla sua famiglia ma anche al sicuro da possibili nuovi arresti e torture e angherie da parte degli sbirri di Tel Aviv.

 La notizia ha iniziato a rimbalzare anche su altre testate e agenzie (Al-Jazeera, Al-Arabiya), ma allo stato attuale dei fatti la Redazione di Palaestina Felix non se la sente di confermare quanto preteso da questi "lanci" visto che manca una conferma da parte di una fonte palestinese affidabile. Anzi, 'Palaestina Felix' invita tutti i suoi lettori a esercitare cautela estrema rispetto a tali pretese che: 1) provengono finora solo da media controllati da sionisti e pesantemente allineati con loro 2) vorrebbero dare l'idea di Hana'a Shalabi che 'accetta' di venire esiliata e quindi separata dal background politico e sociale della sua lotta per l'emancipazione della Palestina occupata.

L'associazione 'Clinici per i Diritti Umani' e il gruppo 'Addameer', che più da vicino hanno seguito l'evoluzione della lotta di Hana'a Shalabi si sono riservati di confermare o smentire in un secondo tempo la veridicità delle affermazioni e notizie in questione visto che la prevista visita di Hana'a Shalabi da parte dei suoi legali che avrebbe dovuto tenersi oggi é stata cancellata così come la programmata ispezione delle sue condizioni cliniche che i medici dell'ONG avrebbero dovuto tenere domani, oggi e domani anche tutte le visite da parte di familiari sono state cancellate. Sta succedendo qualcosa ad Hana'a Shalabi, nel 44esimo giorno del suo digiuno autoimposto, ma non sappiamo ancora dire che cosa.
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giovedì 29 marzo 2012

Robert Serry intima al regime sionista: "Liberate Hana'a Shalabi!"


Il Coordinatore ONU per il Medio Oriente, Robert Serry ha esteso al Governo del regime ebraico di occupazione della Palestina la richiesta di provvedere "immediatamente una soddisfacente soluzione al caso della prigioniera politica Hana'a Shalabi, attualmente in stato di sciopero della fame a oltranza".

 Serry ha circostanziato che la soluzione "deve essere in linea con la posizione dell'ONU sul caso della 'detenzione amministrativa'", cioé valevole a dire che la Shalabi deve essere immediatamente e senza alcuna condizione rimessa in stato di libertà, visto che le Nazioni Unite non riconoscono alcuna legittimità o validità a tale arbitraria pratica sionista, 'ereditata' dai precedenti occupanti coloniali della Palestina, gli Inglesi (che escogitarono la 'Dichiarazione di Balfour' per sostituire alla loro occupazione quella di un'entità ebraica).

Serry ha sporto il proprio invito in una sessione del Consiglio di Sicurezza ONU tenutasi nella gironata di ieri, affermando che la situazione non solo della Shalabi ma di centinaia e centinaia di detenuti politici palestinesi nelle prigioni israeliane "E' per noi e per questa assemblea causa continua di apprensione". E' universalmente noto, infatti, che nelle caìne e nelle galere di Sion i prigionieri palestinesi, uomini, anziani, bambini, ragazzi, donne e fanciulle vengano sottoposti a ogni genere di abuso, angheria, tortura, molestia e violenza, non ultime quelle sessuali, il collocamento in isolamento per lunghissimi periodi di tempo, l'incuria igienica e sanitaria, gli esperimenti farmaceutici e persino la somministrazione di derrate alimentari volutamente contaminate e corrotte, quando non direttamente avvelenate.
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mercoledì 28 marzo 2012

Hana'a Shalabi, martire moderna, si sta dando la morte per digiuno, ma non demorde!


Una giovane di ventinove anni avrebbe il diritto di vivere una vita ricca di amore, una vita consacrata alla famiglia, all'affetto materno e filiale.

Invece, a causa della disumanità e della crudeltà del regime ebraico di occupazione della Palestina, Hana'a Shalabi sta giacendo in un letto dove per la maggior parte del tempo non riesce nemmeno a dormire per gli atroci crampi indotti dall'atrofia muscolare, le carni, il grembo, il seno scavati e rinsecchiti dal digiuno usato come arma per protestare contro la negazione dei diritti suoi e degli altri prigionieri politici palestinesi che hanno subito arresti, percosse, torture e nuova prigionia dopo che, mendacemente, Israele aveva promesso che non li avrebbe perseguitati dopo il rilascio, questo autunno, in cambio dell'Ebreo francese Gilad Schalit.

 Recentemente visitata da un gruppo di ispezione della Società per i Diritti dei Prigionieri Palestinesi accompagnato da uno dei suoi rappresentanti legali, l'avvocato Jawad Boulos, la Shalabi ha espresso risentimento e rabbia per il trattamento cui é stata sottoposta finora e che ha incluso vere e proprie angherie proseguite anche con il peggiorare delle sue condizioni di salute, attualmente la giovane é talmente indebolita da avere sviluppato piaghe su tutta la superficie interna della bocca e da soffrire costanti emorragie dal naso, che contribuiscono a prostrarla.

L'equipe di Clinici per i Diritti Umani l'ha implorata di aggiungere vitamine solubili all'acqua che ingerisce, ma la Shalabi non si é ancora risolta a farlo giacché teme che un simile gesto possa essere interpretato come un 'allentamento' della sua lotta e una diminuzione nella sua determinazione a protestare mettendo in pericolo la sua stessa vita.
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sabato 3 marzo 2012

Hana'a Shalabi trasferita di nuovo tra i detenuti politici annuncia: "Sciopererò fino alla mia liberazione o alla mia morte!"


La giovane e coraggiosa Hana'a Shalabi, prigioniera politica palestinese ri-arrestata meno di due mesi dopo la sua liberazione in violazione flagrante degli accordi sottoscritti dal regime sionista con Hamas e l'Egitto per la restituzione dell'Ebreo francese Gilad Schalit ha dichiarato che continuerà il proprio sciopero della fame fino alla sua liberazione o alle estreme conseguenze. In un messaggio portato dai suoi avvocati al Ministro Palestinese per gli Affari dei Prigionieri ha dichiarato che non accetterà compromessi o rese sulla questione della sua libertà.

"L'occupazione sionista pensa di poterci trattare come vuole: umiliandoci, offendendoci, torturandoci e sequestrandoci a suo piacimento, il mio sacrificio servirà a mostrarle come questo non sia vero". Shalabi ha dichiarato che la sua libertà era stata garantita dall'accordo siglato in autunno, dal ruolo di mediazione del Cairo e della Croce Rossa Internazionale; se queste realtà vorranno effettuare pressioni su Tel Aviv per la sua liberazione tanto meglio, altrimenti il suo sciopero della fame andrà avanti a oltranza.

"L'occupazione sionista crede di potere arrestare e imprigionare le persone che hanno intenzione di resistere, che non vogliono accettare l'occupazione: ditemi se al mondo esiste un altro regime che arresti e imprigioni uomini e donne per le loro INTENZIONI", ha dichiarato. Gli avvocati che l'hanno visitata hanno detto che il deperimento continua e le sue condizioni di salute stanno peggiorando rapidamente. Tuttavia le autorità carcerarie sioniste l'hanno trasferita di nuovo tra i detenuti politici palestinesi dopo averla tenuta vari giorni tra assassini e criminali comuni ebrei.
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mercoledì 29 febbraio 2012

L'iniqua corte militare sionista prende tempo per prolungare le sofferenze di Hana'a Shalabi, la coraggiosa ragazza in sciopero della fame!


La corte militare sionista di Ofer ha deciso nella mattinata di oggi di posporre l'emissione del verdetto sul ricorso presentato dai legali della detenuta politica palestinese Hana'a Shalabi, irregolarmente ri-arrestata dopo essere stata liberata questo autunno e sottoposta senza motivo a un provvedimento di 'detenzione amministrativa' che l'ha spinta, oltre alle torture e ai maltrattamenti subiti dopo il suo arresto, a porsi in stato di sciopero della fame a oltranza per protesta.

L'avvocato Jawad Bulous, che ha consegnato la richiesta di ricorso, ha ipotizzato che il rinvio sia un tentativo del tribunale di costringere la ragazza a interrompere il suo sciopero della fame, che va avanti esattamente da due settimane e che finora ne ha causato il trasferimento "per punizione" in un settore del carcere insieme a criminali comuni ed assassini ebrei, nella speranza di intimidirla e fiaccarne la volontà di resistenza.

Ufficialmente il tribunale avrebbe chiesto 'tempo' per "analizzare il rapporto segreto sull'imputata" (un presunto dossier 'segreto' che sarebbe alla base della richiesta di detenzione amministrativa) ma é chiaro che questo non é altro che un pretesto e che il vero intento di accusa e tribunale (alleati contro la difesa in barba a qualunque pretesa di "giusto processo") é quello di portare Hana'a a capitolare interrompendo lo sciopero della fame. La deputata palestinese Samira al-Halaika ha dichiarato che é "dovere morale" di tutti i Palestinesi, nelle terre occupate dal'48 e nei territori occupati di levarsi in protesta per il rilascio di Hana'a e per l'abolizione della "detenzione amministrativa".

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Manifestazioni a Gaza e in Cisgiordania a sostegno della lotta di Hana'a Shalabi, la detenuta politica in sciopero della fame!


I Palestinesi di Gaza si sono riuniti di fronte agli uffici ONU nella Striscia assediata per domandare che le Nazioni Unite premano per il rilascio della prigioniera politica Hana'a Shalabi, liberata in autunno in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit e recentemente ri-arrestata in barba alle promesse del regime ebraico di non sorvegliare, pedinare o imprigionare nuovamente i detenuti rilasciati.

La Shalabi, in sciopero della fame a oltranza, é stata trasferita in un reparto di criminali comuni ebrei come "punizione" per la sua protesta, scattata dopo avere denunciato i maltrattamenti, i pestaggi e le torture cui é stata sottoposta dal momento della sua cattura, anche di fronte ai suoi familiari venuti a visitarla.

I dimostranti di Gaza, tra loro diversi prigionieri politici liberati insieme alla Shalabi, hanno dimostrato la loro solidarietà con la giovane, cantando slogan contro il Premier sionista Benji Netanyahu e stigmatizzando gli Usa per il loro atteggiamento di acritico sostegno alle politiche del regime dell'Apartheid. Una manifestazione simile si é tenuta anche in Cisgiordania, di fronte agli uffici della Croce Rossa di Ramallah.
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martedì 28 febbraio 2012

Anche Mona Mansour invita l'Egitto a dire la sua per la pronta liberazione di Hana'a Shalabi!


La parlamentare Mona Mansour ha unito la propria voce al coro crescente di quanti chiedono all'Egitto, in quanto patrono dello scambio di prigionieri avvenuto in autunno tra Hamas e l'entità sionista di occupazione, di "intervenire rapidamente" per ottenere la liberazione di Hana'a Shalabi e la fine del suo sciopero della fame a oltranza.

La Mansour, dal Cairo, ha rilasciato un comunicato stampa nella giornata di ieri nel quale si invitano le autorità del regime ebraico ad attenersi ai termini pattuiti al momento della liberazione di Gilad Schalit, rilasciando immediatamente l'ex-prigioniera Hana'a Shalabi, ormai da tredici giorni in sciopero della fame. La Shalabi, al momento della liberazione aveva ricevuto la garanzia che non sarebbe stata pedinata, sorvegliata e tantomeno ri-arrestata.

Invece cio é esattamente quel che é successo, quando si é vista infliggere da una corte militare sionista sei mesi di 'detenzione amministrativa' senza alcuna spiegazione, decidendo quindi di porsi in sciopero della fame fino al momento del proprio rilascio. Per rappresaglia i suoi carcerieri (che la hanno picchiata e torturata più volte, anche di fronte alla propria famiglia) la hanno trasferita in un reparto di criminali comuni ed assassini ebrei.
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lunedì 27 febbraio 2012

Gli aguzzini sionisti trasferiscono la coraggiosa detenuta Hana'a Shalabi tra gli assassini e i delinquenti comuni ma lei continua lo sciopero della fame!


Dopo dodici giorni di totale sciopero della fame da parte della coraggiosa prigioniera politica Hana'a Shalabi i codardi carcerieri sionisti hanno messo in pratica la loro vigliacca minaccia e la hanno trasferita in una cella di isolamento ma nel mezzo dei detenuti ebrei condannati per omicidio. I rappresentanti di diverse organizzazioni umanitarie palestinesi hanno dichiarato che questa misura dovrebbe 'punirla' della sua decisione di continuare lo sciopero della fame.

La giovane Hana'a, 29enne, ha dichiarato al suo avvocato, Shireen Iraki, di essere stata torturata e picchiata al momento del suo fermo e del suo arresto e di avere deciso allora di entrare in sciopero della fame appena possibile, decisione rafforzata quando, in luogo di ricevere un'accusa formale si é sentita infliggere sei mesi di 'detenzione amministrativa' senza alcuna motivazione precisa.

I suoi genitori e la sua famiglia chiedono all'Egitto, garante degli accordi di scambio dei prigionieri grazie ai quali la giovane é stata liberata in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Schalit, che le autorità del Cairo facciano pressione sul regime ebraico per la liberazione di Hana'a, che non ha intenzione di cessare la sua estrema e determinata forma di protesta.
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venerdì 24 febbraio 2012

Il regime ebraico dell'Apartheid non mantiene la parola e arresta sei prigionieri liberati: la coraggiosa Hana'a Shalabi inizia lo sciopero della fame!


I patti erano più che chiari: secondo gli accordi stretti indirettamente tra il Movimento di Resistenza Hamas e il regime ebraico di occupazione della Palestina grazie alla mediazione egiziana l'Ebreo francese Gilad Schalit, catturato mentre si preparava ad attaccare la Striscia di Gaza nel 2006, sarebbe stato rilasciato in cambio di centinaia e centinaia di prigionieri politici palestinesi, non solo, ma l'entità sionista si era impegnata a non farli oggetto di controllo o sorveglianza e, soprattutto, a non arrestarli nuovamente.

Dimostranzione di quanto valga la parola data da un sionista: le forze militari dell'occupazione hanno iniziato PRATICAMENTE DA SUBITO a pedinare, controllare e fermare più volte i detenuti liberati; col passare del tempo hanno iniziato anche ad arrestarli. Adesso sono sei i prigionieri politici liberati tornati nelle prigioni sioniste e il Ministro per gli Affari dei Prigionieri del Governo palestinese Atallah Abulsabh ha dichiarato che, in quanto mediatore e garante dell'accordo, l'Egitto dovrebbe esercitare pressioni su Tel Aviv perché tenga fede agli accordi presi.

Tramite la segnalazione della sua legale Shireen Iraki veniamo a conoscenza che Hana'a Shalabi, ex-detenuta politica del villaggio di Bruqin, vicino Jenin, in Cisgiordania, si é posta in stato di sciopero della fame a oltranza dal momento del suo ri-arresto, avvenuto esattamente una settimana fa. Arrestata e posta in stato di 'detenzione amministrativa' la donna é stata sottoposta a torture fisiche e addirittura picchiata dai secondini di fronte alla sua famiglia, che era andata a trovarla nella giornata di giovedì. L'avvocato Iraki ha anche rivelato che la sua assistita ha ricevuto minacce da parte dei carcerieri che le hanno prospettato l'idea di inserirla in un reparto di criminali comuni ebrei se non interromperà il suo sciopero della fame.
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lunedì 19 dicembre 2011

Completato l'accordo di scambio prigionieri con la liberazione di 550 perseguitati politici palestinesi!


Il regime di occupazione ha eseguito ieri la seconda parte degli accordi stipulati col Movimento di Resistenza Hamas per la liberazione dell'Ebreo francese Gilad Schalit, liberando 550 prigionieri politici palestinesi. Il rilascio della seconda tranche di detenuti porta finalmente a 1047 il numero di detenuti che hanno riguadagnato la libertà grazie alla fermezza e alla dedizione dei dirigenti di Hamas.

Tra i 550 liberati 41 provengono dalla Striscia di Gaza, 2 sono Giordani e 507 della West Bank; tra di loro vi sono sei donne. Tra di essi si annoverano membri di tutte le fazioni e i partiti palestinesi. I 41 nativi di Gaza sono stati riportati nella Striscia attraverso il varco di Karem Abu Salem, venendo accolti da una folla festante di parenti e amici che li hanno attesi pazientemente per ore.

Il numeroso gruppo di Cisgiordani sono stati ricevuti da una delegazione di rappresentanti di tutte le fazioni, parlamentari del Consiglio legislativo e, ovviamente, congiunti e familiari. La lentezza da parte sionista nelle procedure di liberazione non é riuscita a rovinare la gioia di una grande giornata che degnamente corona la vittoria di Hamas nel braccio di ferro durato cinque anni con due differenti Governi dell'occupazione.
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giovedì 24 novembre 2011

Entro 20 giorni la liberazione dei 550 detenuti politici palestinesi ancora da rilasciare!


Si avvicina sempre più la data in cui il secondo gruppo di 550 detenuti politici palestinesi verrà rilasciata dalle carceri del regime ebraico secondo i termini della capitolazione sionista alle richieste di Hamas in cambio della restituzione dell'Ebreo francese Gilad Schalit, catturato durante un raid preventivo di Hamas contro la zona in cui l'esercito di occupazione stava radunando forze per attaccare la Striscia di Gaza.

Lo Sceicco Saleh al-Aruri, membro del Politburo di Hamas ha dichiarato nella giornata di ieri che, come ampiamente previsto dalla dirigenza del Movimento di Resistenza, avendo già ottenuto quello che volevano, i sionisti sono molto più riottosi e ostinati nel portare a termine i patti dell'accordo sottoscritto grazie alla mediazione egiziana.

Il regime dell'Apartheid infatti ha respinto ogni richiesta riguardo la possibilità di migliorare gli standard di liberazione dei prigionieri, come ad esempio effettuare loro un check-up medico, permettere la supervisione di personale umanitario internazionale e così via. Tel Aviv ha altresì rifiutato tutte le liste di liberazione proposte tramite la mediazione egiziana, riservandosi di scegliere chi verrà rilasciato.
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giovedì 27 ottobre 2011

Saranno venticinque i detenuti egiziani liberati dalle carceri sioniste in cambio della spia Ilan Grapel!


L'Egitto e il regime sionista di occupazione sono arrivati tra lunedì e martedì a una bozza di accordo per lo scambio tra la spia del Mossad Ilan Grapel, arrestata al Cairo la scorsa primavera, e un cospicuo numero di cittadini del Paese delle Piramidi che sono attualmente rinchiusi nelle prigioni israeliane. Ovviamente, il numero di questi ultimi non é clamoroso come quello degli oltre mille carcerati palestinesi strappati al sadismo dei secondini a sei punte dalla recente, grande vittoria di Hamas, ma si tratta comunque di 25 egiziani che, in alcuni casi, avrebbero dovuto passare in prigionia fino a dieci anni delle loro vite e che invece, grazie alla solerzia dei loro giovani compatrioti che denunciarono subito all'intelligence le bizzarre profferte di Grapel (che voleva istigare scontri fra i manifestanti anti-Mubarak e le forze dell'ordine) potranno presto tornare liberi.
Grapel in una foto presa durante le manifestazioni popolari in Piazza Tahrir, dove iniziò a incitare i giovani alla violenza.
Il Governo Netanyahu, che dovrebbe presto munirsi di inginocchiatoi, vista la quantità di tempo ultimamente passata dal suo premier chino in atteggiamento supplice, ha pattuito la liberazione, tra gli altri prigionieri, anche di tre ragazzini, che finora, nonostante ripetuti tentativi del Cairo, anche sotto il precedente regime di Mubarak, sono rimasti in prigione, essendo i loro carcerieri sionisti sordi a ogni appello all'umanità e alla ragionevolezza. Quando Israele non vuole intendere ragione, se ne evince, non c'é di meglio che prendere in ostaggio qualche militare o agente segreto per ridurlo, eventualmente, a più miti consigli!
I genitori dell'Ebreo americano Ilan Grapel.
Ilan Grapel, ex-paracadutista che prese parte anche alla banditesca invasione del libano dell'estate 2006 (fermata e respinta dalla determinazione dei combattenti di Hezbollah e delle altre fazioni della Resistenza libanese e palestinese), é un Ebreo americano che, all'atto di prendere la 'cittadinanza' sionista si é guardato bene dal rinunciare a quella a stelle e strisce, mantenendo così fede alla tradizione di doppie lealtà e doppie affiliazioni che costituisce la base del potere ricattatorio delle lobby a sei punte, sparse ai quattro angoli del mondo ma mirate e coordinate per l'esclusivo beneficio del regime dell'Apartheid.
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domenica 23 ottobre 2011

Abbas e Mishaal si incontreranno al Cairo: uno indebolito dallo stallo all'ONU, l'altro rafforzato dalla liberazione dei prigionieri


Come due abili e consumati giocatori di 'backgammon' il capo di Fatah e Presidente 'de facto' dell'Anp Mahmud Abbas e il leader supremo di Hamas Khaled Mishaal si incontreranno al Cairo durante il mese di novembre; lo ha annunciato Izzat al-Rishiq durante una conferenza stampa tenutasi a Gaza nella giornata di ieri. "Hamas ha ogni intenzione di rendere questo incontro un successo", ha riportato l'agenzia Maan, citando lo stesso Rishiq, anche se, per ora, non si é parlato di date ufficiali.

E' prevedibile che Abbas tenterà di ritardare l'appuntamento il più possibile se avrà il sentore di un possibile riconoscimento ONU della sua richiesta di ammissione della Palestina al consesso internazionale; per quanto formale e vuoto, sarebbe comunque un successo diplomatico da poter mettere sul tavolo a fronte della colossale vittoria di Hamas che ha portato alla liberazione di centinaia e centinaia di detenuti politici.

D'altra parte, se la questione si trascinasse nel pantano in cui sembra scivolata dai 'giorni di fuoco' di settembre, quando la fazione Fatah sperava di poter ottenere un verdetto dall'assemblea newyorchese a stretto giro, allora probabilmente l'ex Presidente dell'Autorità nazionale palestinese (il cui mandato é scaduto da due anni e dieci mesi) potrebbe trovarsi in gravi difficoltà, con la popolarità del suo movimento ai minimi e gli impegni siglati a primavera per la Riconciliazione nazionale che chiederebbero a gran voce di venire rispettati.
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venerdì 21 ottobre 2011

E' confermato: la spia Ilan Grapel verrà scambiata con gli Egiziani detenuti dal regime sionista!


Fonti diplomatiche egiziane hanno ribadito che sono in corso negoziati tra Il Cairo e Tel Aviv per raggiungere un soddisfacente accordo di scambio tra l'ex paracadutista spia del Mossad Ilan Grapel catturato la scorsa primavera in nella capitale egiziana mentre cercava di incitare gruppi di giovani ad azioni violente. Secondo il quotidiano Al-Ahram: "Lo Stato ebraico ritiene di poter arrivare a una conclusione della trattativa entro la prossima settimana, mentre da parte egiziana vi é la convinzione che ogni parola definitiva in merito dovrà necessariamente arrivare dopo la conclusione della liberazione dei prigionieri palestinesi attualmente in corso".

L'ok a iniziare trattative per lo scambio tra Grapel e i cittadini egiziani detenuti in Israele sarebbe arrivato ai servizi segreti direttamente dal Consiglio supremo delle Forze armate, baipassando il Governo ad interim di Essam Sharaf(foto). Del resto sembra evidente che il Governo Sharaf sia incaricato solo dell'amministrazione degli affari spiccioli mentre Tantawi e colleghi continuano ad avocare a loro stessi ogni competenza 'politica' di rilevanza nazionale. Questo non é un buon segno in prospettiva del futuro passaggio di poteri dal Consiglio militare a un'amministrazione civile frutto di elezioni,

Una delegazione congiunta di esponenti americani e del regime sionista avrebbe visitato Grapel al Cairo. Grapel, al momento di trasferirsi nel regime dell'Apartheid non ha infatti rinunciato alla cittadinanza Usa, "ricordandosene" al momento opportuno, per costringere Washington (messa sotto pressing dalla Lobby a Sei Punte) perché intervenisse nella questione.

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Parlamentare di opposizione avverte Netanyahu: "Stai perdendo un'occasione storica per intavolare nuovi rapporti con Hamas!"


Il rappresentante del raggruppamento di opposizione 'Kadima' Nachman Shai ha invitato il Premier sionista Benji Netanyahu a ripensare profondamente le relazioni con Hamas alla luce della pressoché unica 'finestra di opportunità' creatasi con l'accordo per la liberazione di Gilad Schalit. Lungi dal considerare l'evento un incidente isolato Shai vede l'accordo raggiunto come la prova che Hamas sia, per l'evidente sostegno di cui gode presso la popolazione palestinese, un necessario partner di dialogo che perdipiù ha appena mostrato di essere affidabile e leale alla parola data.

Shai ha dichiarato che adesso sarebbe possibile levare il blocco economico contro Gaza, istituito, ricorda "non per affamare la popolazione, ma come misura per arrivare alla liberazione di Schalit -scopo peraltro in cui ha pienamente fallito visto che l'Ebreo francese é stato liberato quando Israele si é piegato alle condizioni di Hamas, NdA-"; aggiungendo che il miglioramento della situazione economica e umanitaria potrebbe sbloccare la possibilità di nuovi accordi con Hamas.

Naturalmente, queste sensate e fondate considerazioni potrebbero essere raccolte e fatte proprie qualora il Governo dell'entità sionista fosse affidato a politici con almeno una vaga idea della situazione sul terreno e una concezione realistica delle possibilità e delle convenienze politiche e diplomatiche di Israele in uno scenario politico regionale in profonda e rapida evoluzione. Purtroppo, come già dimostrato in numerose occasioni precedenti, questo non é il caso di Benji Netanyahu e del suo esecutivo infarcito di estremisti religiosi, razzisti criptofascisti, militaristi e altri allucinati.
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martedì 18 ottobre 2011

I primi 477 prigionieri politici in viaggio verso le loro destinazioni!


Riceviamo ora la notizia che tutti i 477 detenuti politici palestinesi inclusi nella prima tranche dello scambio con l'Ebreo francese Gilat Schalit (catturato da Hamas con un'operazione di sicurezza preventiva nel 2006) avrebbero lasciato le carceri dove l'arroganza dell'occupazione avrebbe voluto rinchiuderli per anni, decenni o persino per l'intera loro vita.

Fra di essi sono incluse vere e proprie icone della Resistenza come il veterano della detenzione Nael Barghouti (31 anni in carcere) o la bella e coraggiosa Ahlam al-Tamimi, una delle 27 donne che fino a ieri erano rinchiuse nelle carceri del regime dell'Apartheid; in questo momento non esistono più donne palestinesi nelle carceri israeliane.

Cento dei 477 liberandi verranno rilasciati in Cisgiordania, una trentina verranno accolti da altri paesi arabi (ma Hamas ha già annunciato che li farà rientrare in Palestina in un secondo momento) e il resto raggiungeranno la Striscia di Gaza. Una volta completato il loro ritorno sarà il turno di Schalit di venire restituito alle autorità ebraiche.
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domenica 16 ottobre 2011

Droni israeliani sopra Gaza: il regime ebraico tenterà un "colpo di mano" per non liberare i detenuti politici?


I droni dell'occupazione israeliana hanno aumentato numero, durata e frequenza dei loro 'passaggi' sopra la Striscia di Gaza, un apparente controsenso vista la sigla dell'accordo di restituzione dei prigionieri politici palestinesi in cambio del cittadino francese Schalit, arruolatosi nelle forze sioniste e catturato da Hamas. Il sospetto dei responsabili della Resistenza é che il regime ebraico non si dia per vinto e cerchi con un colpo di mano di riprendersi (o al limite di abbattere) Schalit mentre viene trasportato da Gaza al Sinai egiziano per lo scambio, rendendo così nullo e vuoto l'impegno alla liberazione dei detenuti.

La Quds Press ha citato una fonte di Hamas secondo la quale i droni ricognitori incrociano preferibilmente su una zona ristretta dove evidentemente i capi dello spionaggio ebraico ritengono sia tenuto Schalit. Le forze di sicurezza di Hamas sono state messe in massima allerta, e faranno tutto il possibile per fuorviare i droni di Tel Aviv; fra le contromisure più elementari vi sarà certo l'organizzazione di uno o più convogli 'sospetti' che mandino i velivoli sionisti su false piste mentre Schalit verrà trasferito in Egitto per altre vie.

Nonostante il sospiro di sollievo e il genuino entusiasmo di migliaia di cittadini palestinesi e parenti di prigionieri inclusi nella lista dello scambio, le prossime ore e le prossime giornate saranno probabilmente le più tese e le più rischiose degli ultimi cinque anni e agli uomini di Hamas saranno richiesti sforzi eccezionali per portare finalmente a conclusione una delle più grandi vittorie politiche del movimento nei suoi ventitré anni di esistenza.
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venerdì 14 ottobre 2011

Delegazione di Hamas al Cairo: "Schalit non sarà l'ultimo soldato sionista catturato dalla Resistenza!"


Abu Obeida, portavoce della formazione armata di Hamas, le Brigate Ezzedine al-Qassam, ha dichiarato alla stampa egiziana che Gilad Schalit, l'Ebreo francese arruolatosi nelle forze di occupazione sioniste e catturato dai combattenti palestinesi in una operazione preventiva poco prima che coi suoi camerati attaccasse la Striscia di Gaza, "non sarà certo l'ultimo soldato sionista catturato da Hamas o da altre forze della Resistenza, perlomeno fin quando vi saranno detenuti politici da liberare".

Obeida (sopra con la Kefia rossa) ha quindi dichiarato che gli uomini delle Brigate Qassam si sentono dediti alla liberazione di tutti i prigionieri (circa settemila) che restano in mano all'occupazione, e che tale priorità sarà riflettuta dall'agenda operativa cui si dedicheranno appena concluso lo scambio tra Schalit e i 1047 detenuti palestinesi cui il Governo di ultradestra di Benji Netanyahu ha acconsentito pochi giorni orsono.

Secondo quanto filtrato finora una prima tranche di prigionieri verrà liberata entro pochi giorni; quindi sarà il turno di Schalit e, entro un paio di mesi, del secondo gruppo di detenuti palestinesi. Nella giornata di avantieri inoltre i genitori di Schalit, Noam e Aviva, sarebbero tornati nella loro residenza nel nord della Palestina occupata, avendo abbandonato il sito di Gerusalemme che avevano occupato per mesi protestando l'inazione del Governo Netanyahu nel seguire il caso di loro figlio. Certo, bisogna anche considerare che se se ne fossero restati in Francia, anziché prestarsi come pedine all'occupazione della Palestina, nulla di tutto questo sarebbe successo.
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