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sabato 11 maggio 2013

In Bahrein la gente di Bani Jamra si solleva contro la tirannia di Re Al-Khalifa, "pupillo" dell'Occidente!

Una nuova colossale manifestazione che ha attraversato i centri di Daih e Bani Jamra, intorno alla capitale barheini Manama sta a dimostrare la volontà indomita del popolo dell'Isola delle Perle di resistere contro l'offensiva di terrore, tortura, violenza, illegalità scatenata dal satrapo sunnita Al-Khalifa, "cocco" delle monarchie liberticide di Arabia Saudita, Kuwait e Qatar, che prostituisce la Terra che indegnamente governa aprendo le sue baie e i suoi porti alla flotta Usa.

Contro la folla riunita si sono scatenati i soliti caroselli  di spari, cariche, gas urticanti usati per asfissiare, ma la gente continua ad accorrere e radunarsi, giocando a rimpiattino coi corrotti gendarmi reali e coi loro alleati, soldati sauditi e mercenari pachistani.

A due anni dal suo inizio il movimento barheini per la democratizzazione del paese sembra più forte e determinato che mai e forse manca pochissimo al punto di non ritorno in cui la mobilitazione popolare potrà passare il segno e trasformarsi in Rivoluzione, come già fece 34 anni fa in Iran.

domenica 17 febbraio 2013

Gli sgherri di Re Al-Khalifa uccidono un altro adolescente, ma i suoi funerali confermano che il popolo Barheini non é disposto a fermarsi!


Come avevamo annunciato al momento della sua uccisione é di  Hussein al-Jaziri, 16enne già residente nella cittadina di Dahi, l'identità dell'ultima vittima dei brutali mazzieri di Re Al-Khalifa, tiranno sunnita del Barhein mantenuto sul trono in odio alla totalità dei suoi abitanti solo dalle convenienze strategiche dell'inquilino nero della Casa Bianca che vuole usarne l'Isola delle Perle come 'portaerei' in funzione anti-iraniana e come base-appoggio per la sua Quinta Flotta.

Ma i funerali del ragazzo Barheini, ennesima vittima di un Movimento per la Democrazia e il Cambiamento che dura ormai da due anni e che si concluderà in una sola maniera: con il rovesciamento di Al-Khalifa e la sua cacciata in esilio o il suo processo da parte del Popolo. Una enorme, colossale marcia ha riempito e animato le strade, concludendosi con l'usuale scontro con i gendarmi reali, i loro alleati sauditi e i crudeli mercenari pachistani arruolati nelle madrasse fondamentaliste.

Non si sono registrati morti negli scontri ma, quando ormai il conteggio delle vittime di Casa Al-Khalifa ha raggiunto e sorpassato le centinaia nel più completo silenzio ipocrita e interessato dei media occidentali, la cosa ha molta poca importanza, ha importanza che a oltre 24 mesi dall'inizio delle proteste il popolo del Barhein non ha intezione di farsi intimidire, minacciare o ricattare in alcun modo e continua a radunarsi e lottare per i propri Diritti e i propri Ideali.
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