"E-POLICE", un nome, una sigla, sospetta fin da subito; infatti, come mai un bollettino online "rivolto "ai vari attori che operano nel mondo della polizia locale e delle altre forze di polizia" (si suppone, italiane, visto che é pubblicato in tale lingua), dovrebbe presentarsi con un titolo della sua testata IN INGLESE?
Forse ci troviamo di fronte a una "dichiarazione di lealtà" a certe centrali dell'imperialismo anglo-americano? O a certi attori trans- e inter-nazionali che utilizzano preferibilmente l'Inglese come loro "langue franche"?
Ma ancora più sospetto, ancora più INSPIEGABILE, per un gazzettino che dichiara di voler "fornire agli operatori AGGIORNAMENTI PROFESSIONALI E NORMATIVI INERENTI IL LORO RUOLO", il presentare IN PRIMA PAGINA UNA "INCHIESTA" SULLA SIRIA, improntata all'odio prevenuto e ideologico contro la Repubblica Islamica dell'Iran e il Movimento Hezbollah.
Cui Prodest????
Forse i poliziotti italiani vanno "ammaestrati" a coltivare l'odio preventivo verso Khamenei e Nasrallah?
Forse i poliziotti italiani, più che dedicarsi alla caccia ai terroristi dell'ISIS (finanziati da Washington, Londra, Riyadh e Tel Aviv) vanno "educati" a identificare altri 'nemici' (che mai hanno dato problemi di ordine pubblico all'Italia) nell'Iran e nel movimento politico degli sciiti libanesi?
Insomma, questi di "E-police" a che gioco stanno giocando, e per conto di chi (e chi li paga?).

