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martedì 6 ottobre 2015

Di rifiuti ideologici, disguidi aerei, indipendenza morale e altre minuzie...

Esistono persone per le quali il mantenimento della propria "purezza ideologica" diventa un obiettivo supremo e totalizzante, al di là e al di sopra di considerazioni pratiche e tattiche che, a volte, suggerirebbero più pragmatismo, a seconda delle circostanze in cui ci si trova ad operare e dei risultati che occasionali 'strappi' all'Ortodossia potrebbero garantire a favore delle cause per cui ci si impegna.
Recentemente un esponente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (l'organizzazione di Ahmad Saadat a cui spessissimo abbiamo dato grande rilevanza sulle nostre pagine), ha ritenuto opportuno 'sganciarsi' da un evento organizzato a Roma a favore della Repubblica Araba di Siria, cui era stato invitato (e al quale avrebbero partecipato storici sostenitori della causa siriana in Italia e personaggi legati all'Asse della Resistenza) in quanto 'urtato' dalla matrice politico-ideologica degli organizzatori.

Questa persona, che risponde al nome di Maher al-Taher, ha rilasciato vibranti dichiarazioni di disassociazione da questo meeting, protestando di non essere stato a conoscenza del coinvolgimento della realtà che ritiene 'sgradevole'. Le sue dichiarazioni sono state riprese (come si nota bene dalla foto qui sopra) anche dal profilo FaceBook di una organizzazione no-profit che si propone di legare una bellissima terra insulare del Mediterraneo con la Palestina e di promuovere a favore di quest'ultima eventi e iniziative di sensibilizzazione e mobilitazione politica, culturale e via dicendo.

venerdì 28 novembre 2014

Comitato Popolare palestinese esprime forte sostegno alla Siria: Esercito, Popolo e Governo!!

Il Comitato del Popolo per la Difesa della Siria afferma la vicinanza e solidarietà dei prigionieri politici palestinesi con la Repubblica Araba Siriana; i membri del Comitato del Popolo (palestinese) per la Difesa della Siria che si trovano incarcerati nelle galere del regime ebraico di occupazione della Palestina hanno ribadito la loro solidarietà alla Siria tutta, al suo Esercito al suo Popolo e al suo Governo nella sua battaglia contro il terrorismo takfiro e wahabita e quanti ne supportano le formazioni mercenarie con parole, fondi, operazioni politiche e di disinformazione.

Il Comitato del Popolo ha ribadito che nonostante le sofferenze e le ingiustizie subite, i Palestinesi resteranno fedeli alla Siria la quale sta venendo attaccata proprio per non aver mai fatto mancare appoggio politico, diplomatico, economico e militare alla Resistenza palestinese e aver sempre rifiutato comode 'trattative', 'riconoscimenti' e accomodamenti con gli usurpatori di Tel Aviv.

Il Comitato ha espresso, infine, il proprio apprezzamento per la fedeltà siriana al Fronte del Rifiuto e della Lotta e ha manifestato approvazione per le posizioni del presidente Bashar al-Assad, che non sono cambiate in questi anni di lotta diretta sul suo suolo patrio, ma, anzi, se possibile si sono pure rafforzate ed irrigidite.

lunedì 4 agosto 2014

Le Brigate di Resistenza Nazionale dichiarano: "Siamo pronti a continuare le operazioni militari!"

Abu Khalid, portavoce delle Brigate di Resistenza Nazionale, ala armata del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, ha dichiarato in una recente conferenza stampa che l'annunciato cessate il fuoco unilaterale da parte dell'entità sionista non é altro che un inganno visto che nella stessa dichiarazione di tale 'tregua' Tel Aviv annuncia che 'continuerà le operazioni militari' nella zona Sud della Striscia.

"A nome di tutti i Palestinesi che in queste settimane hanno imbracciato le Armi, di tutte le organizzazioni di Resistenza, dichiariamo il nostro omaggio a tutte le madri che hanno perso i loro figli e a tutti i figli che hanno perso i loro padri e dichiariamo che continueremo le operazioni militari fino a che tutti gli invasori non saranno cacciati, dalla Striscia e dalla Palestina tutta".

venerdì 1 agosto 2014

Le Brigate di Resistenza Nazionale: "Il richiamo delle riserve sioniste non ci fa nessuna paura!"

Il DFLP é una organizzazione filiata alla fine degli anni '60 da una costola maoista e filocinese del PFLP (che rimaneva filosovietico e leninista), che, conseguentemente con lo split sino-sovietico e il successivo avvicinamento tra Nixon e Pechino, commise l'errore storico di abbandonare il 'fronte del rifiuto' e benedire i tragici Accordi di Oslo.

Per fortuna da allora dirigenti e militanti del Fronte Democratico hanno potuto apprezzare la vastità del loro errore e, piano piano, si sono riavvicinati alle posizioni dell'Asse della Resistenza, ivi compreso il mantenimento di loro cellule armate nella Striscia di Gaza.

Con la recente aggressione armata sionista anche queste (denominate Brigate di Resistenza Nazionale) si sono attivate per confrontare e respingere gli attacchi sionisti; in risposta allo strombazzamento mediatico riguardo "la mobilitazione di altri 16.000 riservisti di Tel Aviv" il loro portavoce ufficiale, Abu Khalid, ha letto un comunicato in cui la dirigenza del DFLP e della sua ala armata si dichiara assolutamente non impressionata da tale mossa.

"L'entità sionista può mobilitare tutte le componenti della sua macchina militare, ma nessuna sproporzione di mezzi e uomini in campo convincerà mai il Popolo di Palestina ad abbandonare le armi o il sentiero della Lotta e della Resistenza".

venerdì 20 gennaio 2012

Il dirigente di Hamas Qoddoumi dichiara: "Non riconoscere Israele é scelta strategica non-negoziabile, mai, per alcun motivo!"


La gemebonda cagnara filosionista che assorda coi suoi latrati amplificati dalla lobby mediatica dell'Hasbara l'opinione pubblica di tutti i paesi occidentali si lagna e si duole in continuazione di come Hamas dovrebbe 'riconoscere Israele' come venne imposto a Fatah di fare al momento di dare il via all'inutile e danno sa pantomima del "Processo di pace" (1993-2009) grave errore strategico e politico di Arafat a cui si può concedere un quanto di comprensione soltanto tenendo conto dalla sua età avanzata e del disperato, divorante desiderio di "lasciare qualcosa" dietro di sé, un lascito, un retaggio sul quale i suoi successori avrebbero potuto costruire una Palestina indipendente, anche solo a partire dai territori della Risoluzione 242.

Purtroppo sappiamo benissimo come é andata a finire: continua giudaizzazione dei territori occupati, infiltrazione di coloni illegali, furto di terre e di acqua tramite l'imposizione del Muro dell'Apartheid, attacchi continui alle proprietà e agli immobili palestinesi, demolizioni, trasferimenti forzati. Questo bisogna ricordare quando qualcuno ciancia di 'riconoscimenti'; Hamas e le altre organizzazioni del Fronte del Rifiuto non hanno alcuna intenzione di 'riconoscere' tutto questo, nessuna patente di aggressione, annessione e giudaizzazione verrà mai rilasciata a Israele dai Movimenti della Resistenza, gli unici che abbiano mai strappato concessioni al regime ebraico con l'unico linguaggio che capisce: quello dello scontro, della lotta, della sconfitta inflittagli con la determinazione a non cedere a nessun costo.

Questi i concetti reiterati dal rappresentante ufficiale di Hamas nella Repubblica Islamica dell'Iran, Khaled al-Qoddoumi che durante una conferenza ufficiale tenutasi nella giornata di ieri ha dichiarato: "Hamas considera il non-riconoscimento del regime sionista come una 'linea rossa strategica', qualcosa di inamovibile e invalicabile che se mai venisse disatteso tradirebbe tutto quanto il Movimento musulmano di Resistenza ha ottenuto in un quarto di secolo di esistenza dedicata alla lotta. Nessuno ha il diritto di suggerire modifiche a questa linea, non vi é dibattito possibile in merito e non ve ne sarà mai".
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mercoledì 5 gennaio 2011

In memoria di Abu Maher, fondatore del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina


Ahmed Hussein Al-Yamani, noto anche con la kunya 'Abu Maher' era nato a Suhmata, vicino ad Akka, il 24 settembre del 1924, dopo avere compiuto gli studi primari nel villaggio natio, si era spostato a Safed, poi ad Akka e infine a Gerusalemme, dove si diplomò con onore presso il locale Collegio arabo. Sposatosi poco dopo, lavorò per il Dipartimento dell'Agricoltura e quello dei Lavori pubblici ad Haifa sotto l'amministrazione mandataria inglese.

Con l'arrivo della Nakba e la distruzione della società palestinese a opera degli invasori sionisti visse una personale odissea che lo portò a perdere e ritrovare la propria famiglia e ad avere parecchi incontri ravvicinati con la morte, riuscendo finalmente a ricongiungersi coi suoi cari in terra libanese, al di là dell'artificioso confine tracciato dai colonialisti Sykes e Picot, ma provando sempre vivo e bruciante nel proprio cuore il richiamo a lottare e impegnarsi perché al popolo palestinese potesse venire restituito ciò che ai briganti sionisti era riuscito temporaneamente di strappargli.

Convinto sostenitore del ruolo dell'Educazione e dello studio per formare il combattente, il lavoratore e il cittadino del domani, Al-Yamani diresse diverse scuole a Baalbek, Ein el-Helweh e Bur al-Burajneh, senza tralasciare però i doveri più immediati nell'organizzazione di una efficiente struttura di Resistenza, che lo videro attivo dapprima nel Movimento nazionalista arabo e in seguito a fianco del Dottor George Habash come membro fondatore del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina.


Presente alla prima conferenza del Fronte, membro del Comando Centrale, membro di spicco del Comitato centrale e del Politburo dell'organizzazione, divenne Segretario del Fronte del Rifiuto che già negli anni '70 aveva intuito come ogni opzione di "dialogo" con lo Stato sionista si sarebbe in realtà risolta in una sconfitta per le aspirazioni e i diritti dei Palestinesi.

Oggi il Fronte Popolare tutto, i militanti della Resistenza di qualunque setta e fazione, il popolo palestinese e tutti gli arabi, i socialisti e i marxisti onorano la memoria del compagno Abu Maher, che ha speso un'intera vita, fino all'età di 87 anni, dedicandosi a organizzare la liberazione della Palestina e la realizzazione di una vera democrazia sotto gli auspici del Socialismo e del Marxismo-Leninismo per tutti i suoi abitanti.

Rispettato da tutti gli altri leader della Resistenza palestinese, faceva "infuriare" Arafat ogniqualvolta presenziava alle riunioni del Comitato esecutivo dell'OLP, perché ad Arafat piaceva tagliare corti i dibattiti con le lusinghe o le minacce e nessuna di queste avevano mai presa su di lui. Durante l'aggressione sionista al Libano nel 2006 girava per Beirut in bicicletta, perché sosteneva che la benzina andava lasciata ai combattenti che difendevano il paese. Colpito da un infarto letale nella giornata del 3 gennaio 2011, Ahmed Hussein Al-Yamani, detto anche "Abu Maher", ha ricevuto le sue esequie oggi, 5 gennaio, nella città di Beirut, sua seconda patria. In una intervista del 2007 egli così riassumeva l'esperienza della Resistenza araba e palestinese; citiamo le sue parole perché siano di sprone ai militanti e di ammonimento ai parassiti e agli occupanti:

"La storia araba si ripeterà e la Nazione araba riconquisterà e libererà la Palestina dal Fiume al Mare, il passato ci é maestro e noi sappiamo che una grande figura guiderà questa riconquista come accadde con Salah ed-Din contro gli invasori crociati; i fascisti sionisti saranno sconfitti e con loro i loro alleati e sodali anglo-americani e le altre potenze imperialiste e colonialiste, la Palestina, con la sua storica ed eterna capitale, Gerusalemme, diventerà l'Asse portante di un movimento storico che coinvolgerà tutto il Medio Oriente e il Mondo arabo".