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lunedì 14 settembre 2015

Terroristi Transgender? Takfiri FAVOLOOOOSIIII catturati dalle forze siriane!

Più volte abbiamo indicato il fenomeno dei takfiri che si travestono da donna o per compiere attentati con esplosivi e bombe sotto chador o altri indumenti molto ampi, oppure per fuggire, ma spesso non avevamo foto da accompagnare ai nostri articoli.

Adesso possiamo finalmente farvi vedere uno scatto di due estremisti wahabiti caduti in mano alle truppe siriane. Uno ha optato per una mise piuttosto severa, da donna timorata, l'altro si é concesso un hijab molto sgargiante tra l'altro ben abbinato alla nuance di giallo del vestito.

martedì 25 ottobre 2011

Centomila donne si mobilitano in Turchia per rivendicare il diritto di indossare il velo anche negli uffici pubblici!


Oltre centomila persone, in stragrande maggioranza donne e ragazze, si sono mobilitate a Diyarbakir, nel Sudest della Turchia, per protestare contro il divieto di indossare veli negli edifici pubblici, lascito della datata e superata Costituzione 'laicista' imposta al paese dopo la fine del Sultanato e la trasformazione della Turchia in Repubblica. Adesso quella norma, una vera e propria violenza alla Storia e alla Cultura turche, potrà venire finalmente abrogata, con la scrittura di una nuova Carta costituzionale, che costituirà il più grande obiettivo di politica interna del terzo Governo Erdogan, andato al potere con la sonora vittoria a maggioranza assoluta nelle elezioni di questo giugno.

Una manifestazione tanto imponente in una città relativamente piccola dimostra quanto per le donne turche sia importante rivendicare la libertà di aderire ai dettami della loro fede religiosa, un deciso contrasto con quei paesi dove leggi razziste e xenofobe mirate appositamente contro le minoranze musulmane impongono divieti simili od omologhi e dove la propaganda consumista, araldo della disperazione morale dell'Occidente, fa passare come augurabili e imitabili modelli di comportamento sempre più disordinato.

Il raduno e la marcia di Diyarbakar sono stati organizzati da enti non governativi e non politici; una federazione di associazioni culturali e della società civile che ritengono importante dare un "Alt" una volta per tutte all'insensato 'laicismo di stato' che per decenni, sotto l'egida dei militari asserviti alla Nato e agli Usa, o sotto governi nominalmente indipendenti ma in realtà sempre tenuti alla catena dai generali (come quello di Bulent Ecevit) ha preteso di snaturare la Turchia 'per decreto' e 'per editto'.
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sabato 2 aprile 2011

La Tunisia legalizza il velo musulmano sulle fototessera per documenti


Iniziano i cambiamenti nella Tunisia che, cacciato il tiranno Ben Ali, dimissionato quel Mohammed Ghannouchi che voleva 'normalizzare' la situazione imbrigliando e smorzando la spinta rivoluzionaria delle masse popolari, si sta ora avviando verso l'elezione di una Camera costituente sotto la guida pro tempore di Beji Caid Essebsi e Fouad Mebazaa, rispettivamente Primo Ministro e Presidente.

E' di oggi la notizia che, in seguito alle pressioni e alle costanti richieste dell'opinione pubblica, il Ministero dell'Interno emanerà presto un decreto che autorizzerà le cittadine tunisine che lo vorranno a farsi fotografare per i documenti di identità indossando shayla, hijab o altri veli che lascino ben riconoscibile il viso e i lineamenti. "La misura", ha dichiarato il Ministro Farhat Rajhi, "Verrà intrapresa in linea coi provvedimenti ultimamente presi per promuovere i principi e i valori della recente Rivoluzione garantendo il rispetto effettivo delle libertà individuali".

Fino dal 12 febbraio era stato permesso agli uomini di farsi fotografare per i documenti con barba e baffi, cosa che sotto il regime di Ben Ali, piuttosto bizzarramente, era proibita. Il Movimento musulmano An-Nahda, tornato alla legalità il primo marzo dopo anni di clandestinità, ha già commentato positivamente la decisione, indicando come la libertà di scelta individuale debba essere garantita per tutti.

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