Continua passo dopo passo il processo di riavvicinamento di Hamas verso l'Iran e l'Asse della Resistenza, nei confronti dei quali, appena un anno e mezzo fa (o poco meno) si era consumata un'apparentemente insanabile rottura che nei progetti di alcuni dirigenti come Mishaal e Moussa Abu Marzouk doveva portare stabilmente il movimento palestinese nell'orbita ikhwanita dell'Egitto di Mursi e del Qatar di Al-Thani Sr.
Ovviamente, dopo che la Siria ha respinto i tentativi dei terroristi venuti da ogni parte del mondo di trasformarla in uno sceiccato wahabita, dopo che i militari egiziani hanno rimosso l'impopolare presidente dell'FJP e dopo che Al-Thani Senior ha lasciato il trono al figlio (molto meno ansioso di fare il patrono della Fratellanza Musulmana "a ufo"), i sogni di Mishaal e Marzouk sono andati a farsi benedire ed é d'uopo recuperare se non la fiducia quantomeno gli aiuti materiali di Teheran, che senza i conti in banca di Casa Al-Thani aperti e disponibili come pochi mesi fa, fanno dannatamente comodo.
Ma ormai la realtà soprattutto sul terreno della Striscia di Gaza é cambiata radicalmente, rimasta molti mesi come unico percipiente della generosità della Repubblica Islamica adesso la Jihad Islamica Palestinese si trova ad avere la componente armata più forte del ghetto palestinese assediato, come hanno dimostrato ampiamente le sue ultime sfilate, rally e manifestazioni.
Soprattutto l'arsenale di razzi e vettori, che Hamas ha speso a fondo durante l'ultimo confronto militare col regime ebraico, è stato ricostituito e ampliato notevolmente dalle Brigate Al-Quds, molto meno dalle Brigate Qassam!