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sabato 19 ottobre 2019

Delegazione di Hamas si é incontrata stamane con alti rappresentanti della diplomazia russa!


Una delegazione di alto livello di Hamas ha incontrato sabato mattina l'inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin per il Medio Oriente e l'Africa Mikhail Bogdanov e l'ambasciatore russo in Qatar Nurmakhamad Kholov.

La delegazione, guidata dal membro dell'Ufficio politico di Hamas Mousa Abu Marzouq e includendo il rappresentante di Hamas a Mosca Ezzat al-Risheq, ha informato Bogdanov sugli ultimi sviluppi politici riguardanti la causa palestinese.

La delegazione di Hamas ha riaffermato la posizione del movimento nei confronti dell'iniziativa di fazione per raggiungere l'unità palestinese e la sua volontà di gestire la visione nazionale in modo positivo e flessibile.

lunedì 11 febbraio 2019

venerdì 16 giugno 2017

Moussa Abu Marzouk va a Beirut per riparare le relazioni tra Hamas ed Hezbollah!

Il rappresentante di Hamas Moussa Abou Marzouk é volato a Beirut, dove ha avuto una fitta serie di incontri: dapprima con il Maggior Generale Abbas Ibrahim del Direttorato delle Surete Generale, quindi col Presidente del Parlamento Nabih Berri (leader di Amal) e infine col Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah.

Il viaggio libanese si inquadra nel tentativo del movimento palestinese di marcare la differenza tra il nuovo corso iniziato con l'elezione di Ismail Haniyeh a capo dell'organizzazione in luogo di Khaled Mishaal e con la nomina di Yahya Sinwar alla carica di Premier di Gaza.

martedì 4 agosto 2015

Lavrov in Qatar incontra Mishaal e lo invita a Mosca! (La vittoria passa anche da qui)

Nel corso della sua attuale visita in Qatar il Ministro degli Esteri russo e primo diplomatico di Vladimir Putin Sergei Lavrov ha incontrato il Segretario generale di Hamas e alcuni membri dell'Ufficio Politico del movimento palestinese, estendendo loro un invito a recarsi prossimamente a Mosca per incontrarsi direttamente col Presidente russo.

Alcuni nostri lettori, rivoltati dalla doppiezza di Mishaal e Moussa abu Marzouk e Ismail Haniyeh, che pochi anni fa hanno tradito l'Asse della Resistenza per balzare in braccio a Erdogan e al Qatar non sanno riferirsi a questi politici ormai spompati e senza credibilità senza ricorrere a vigorosi insulti, eppure, la strategia diplomatica vincente di 'Abu Ali Putin' non può prescindere da un "rapprochement" anche con loro.

martedì 14 aprile 2015

La 'demarche' di Hamas a Yarmouk potrebbe costare le vite dei suoi (ex-?)militanti?

Il tentativo di Hamas di distanziarsi dalla milizia palestinese in Siria chiamata 'Aknaf Bait al-Maqdes' comincia ad assumere connotati grotteschi che potrebbero anche diventare pericolosi, perlomeno per gli stessi membri di tale milizia, che sembra essere stata del tutto 'sacrificata' sull'altare della realpolitik.

Il portavoce Sami abu Zuhri infatti ha dichiarato che Khaled Mishaal, al contrario di quanto sostenuto da altre fonti, non avrebbe mai esteso un appello al Vicesegretario del PFLP-GC Talal Naji chiedendogli di salvare le vite dei miliziani di Aknaf presenti nel quartiere di Yarmouk.

lunedì 13 aprile 2015

Hamas tenta (goffamente) di distanziarsi dalla sua milizia anti-Assad creata in Siria tre anni fa!

"Non fidatevi dei traditori, perché come hanno tradito una volta essi possono tradire sempre!"
Questo vecchio adagio ha dimostrato ancora una volta tutta la sua validità in Siria dove il movimento Hamas (o almeno, la parte di esso riconducibile alla dirigenza di Mishaal, Moussa Marzouk e Ismail Haniyeh) al momento di abbandonare Damasco per Doha, aveva lasciato indietro alcuni collaboratori (l'autista di Khaled Mishaal e alcuni dettagli dell'apparato di sicurezza, tra cui le guardie dle corpo dei dirigenti) col compito di creare una milizia anti-Assad in maniera da poter poi sedere al 'tavolo dei vincitori' insieme ai gruppi cannibali di ratti takfiri e wahabiti una volta rovesciato il Governo siriano.

sabato 21 marzo 2015

Moussa abu Marzouk, traditore della Resistenza, vola in Qatar per farsi operare...

Moussa Abu Marzouk, servo del Qatar, traditore della Siria e dell'Asse della Resistenza, non é in buona salute; lo si sapeva fin da fine gennaio quando dovette lasciare d'urgenza la sua attuale residenza al Cairo e attraversare il varco di Rafah per sottoporsi urgentemente a trattamenti medici a Gaza.

Scopriamo che poche ore fa egli ha lasciato nuovamente l'Egitto in direzione Doha, dove dovrà subire un intervento chirurgico. Ovviamente non saranno medici qatarioti a operarlo, ma clinici europei e americani al soldo del ricchissimo Emiro Al-Thani.

mercoledì 4 marzo 2015

Meeting al Cairo tra Ramadan Shallah della Jihad Islamica e Moussa abu Marzouk di Hamas!!

All'inizio della settimana una delegazione del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, guidata dallo stesso Segretario Generale Ramadan Shallah é arrivata nella capitale egiziana e si é incontrata con il leader anziano di Hamas, Moussa Abu Marzouk.
Lo stesso fatto che Marzouk, uno degli ingegneri del tentativo di 'inversione a U' di Hamas nel 2012 e di avvicinamento alle posizioni dell'Ikhwan, della Turchia e del Qatar, si trovi attualmente al Cairo e vi conduca meeting ufficiali dimostra che la situazione tra Hamas e il Governo di Al-Sisi é molto più sfaccettata e complessa di una semplice ostilità reciproca, come alcune recenti prese di posizione giudiziarie avrebbero potuto suggerire.

domenica 26 ottobre 2014

Mahmoud Zahar a Beirut per riparare la reputazione danneggiata di Hamas presso la dirigenza iraniana!!

Le ripercussioni dell'ultima aggressione militare sionista contro Gaza sembrano aver distrutto qualunque residua speranza dei dirigenti di Hamas rimasti 'ipnotizzati' dalle sirene neo-ottomane e qatariote sulla effettiva possibilità di sostituire il sostegno dell'Iran con quello di Turchia e Qatar: se Teheran ha fornito dal 1991 al 2010 somme di denaro sempre crescenti al Movimento musulmano di Resistenza fino ad arrivare ai 250 milioni di $ annui, Ankara e Doha, che nei momenti 'facili' avevano largheggiato in promesse, appena hanno sentito l'odore del napalm e della polvere da sparo si sono letteramente volatilizzate.

Ancora una volta é toccato a Mahmoud Zahar, fondatore e leader storico del Movimento, volare a Beirut per cercare di rattoppare la sbrindellata credibilità di Hamas presso i dirigenti della Repubblica Islamica, che negli ultimi anni avevano iniziato a favorire maggiormente la Jihad Islamica Palestinese e i Comitati Popolari di Resistenza nei loro emolumenti e nel loro trasferimento di armi, tecnologie e know-how tecnico-tattico.

Persino quella che era diventata l'ala filo-qatariota ha benedetto la missione di Zahar, Moussa Abu Marzouk (che noi da queste pagine abbiamo chiamato -e ne siamo fieri- 'traditore' e 'voltagabbana') ha dichiarato che "Senza l'Iran non sarebbe stato possibie portare avanti l'Operazione Al-Asf Al-Maakoul'. Le mosse conciliatorie verso l'Iran seguono quelle già fatte verso l'Egitto del Presidente Al-Sisi, delle quali abbiamo già dato notizia.

Ahmed Youssef, dell'Ufficio Politico di Hamas, ha smentito che l'assenza dell'Iran dalla cosiddetta 'Conferenza per la Ricostruzione di Gaza' abbia molta importanza. "Che Teheran partecipasse non era necessario, visto che, come in passato, ci ha garantito il suo sostegno e il suo contributo per le operazioni di ricostruzione e della parola dell'Iran ci si può sempre fidare".

Esatto, caro Youssef! Vedi che importanza ha, specialmente nell'ambiente Mediorientale, una reputazione specchiata e una parola su cui nessuno possa sollevare dubbi?

martedì 25 marzo 2014

Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina invita alla creazione di una "Iniziativa di Resistenza" comune!

Nelle prime ore della mattinata di oggi il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ha invitato le altre fazioni della Resistenza Palestinese a prendere parte a una conferenza nazionale che permetta l'adozione di una strategia di Resistenza unificata.

A stretto giro l'invito ha ricevuto l'apprezzamento del dirigente di Hamas Moussa abu Marzouk che dal suo profilo Facebook ha espresso il suo assenso e definito 'meritorio' l'invito del PFLP. Da parte nostra non nutriamo alcun dubbio sulla genuinità e sincerità dell'appello del Fronte Popolare; maggiori dubbi e scrupoli serbiamo invece sul credito da attribuire alle reazioni di un leader come Marzouk, fino a poco tempo fa capofila della fazione filo-Ikhwan e filo-Qatar di Hamas, apparentemente ansiosa di liquidare l'intera ala della Resistenza militare.

Ad ogni modo, attendiamo altre reazioni e responsi da parte di entità come la Jihad Islamica palestinese, i Comitati Popolari di Resistenza e le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa. Il PFLP ha sottolineato l'urgenza di un atteggiamento alternativo all'inutile e dannoso processo negoziale che si opponga decisamente a qualunque ampliamento degli insediamenti illegali in Cisgiordania e al procedere della giudaizzazione forzata della città di Al-Quds.

martedì 22 ottobre 2013

Le giravolte di Khaled Mishaal irritano i terroristi wahabiti in Siria che protestano e lo sconfessano!

Folgorato sulla via "da e per" Damasco come un moderno San Paolo con lo sconto (Prendi Due paghi Uno) Khaled Mishaal dopo aver dichiarato che "ha sventolato la bandiera dei terroristi per sbaglio" ha invitato i miliziani armati Anti-Assad a "desistere dalla violenza" e "comporre pacificamente le loro divergenze col Governo".

Ovviamente la risposta venuta dai ratti takfiri pagati da Arabia Saudita e Israele non si é fatta attendere ed é stata, come dire, "meno che educata". Certo Mishaal ha molte difficoltà attualmente a convincere chicchessia della sincerità delle proprie parole (si sa che chi ha abbandonato un alleato per un altro e poi ha cambiato ulteriormente idea non sia per così dire, un mostro di affidabilità).

Più successo di lui nella 'retromarcia' sembra lo abbia avuto Moussa Abu Marzouk che, mesi fa secondo solo a Mishaal nel suo entusiasmo per la svolta pro-Ikhwan e pro-Qatar, si é rapidamente riallineato a Mahmoud Zahar sostenendo la necessità di recuperare la solidarietà dell'Iran e dell'Asse della Resistenza (suggeriamo al leader storico Zahar di tenere d'occhio molto da presso questo "neo-coverso"...).

Il politologo libanese Ali al-Amin, parlando al quotidiano "Asharq al-Awsat" ha preconizzato che la linea filoiraniana, filosiriana e filo-Hezbollah tornerà presto a essere la principale "Stella Polare" di Hamas, e che però, per far totalmente dimenticare l'incidente di percorso del 2012-13 forse il giubilamento di Mishaal potrà rendersi necessario.


venerdì 18 ottobre 2013

Hamas recita il "mea culpa" e da Teheran ricominciano a fluire aiuti e finanziamenti! Ma la Jihad Islamica ormai ha più razzi!

Continua passo dopo passo il processo di riavvicinamento di Hamas verso l'Iran e l'Asse della Resistenza, nei confronti dei quali, appena un anno e mezzo fa (o poco meno) si era consumata un'apparentemente insanabile rottura che nei progetti di alcuni dirigenti come Mishaal e Moussa Abu Marzouk doveva portare stabilmente il movimento palestinese nell'orbita ikhwanita dell'Egitto di Mursi e del Qatar di Al-Thani Sr.

Ovviamente, dopo che la Siria ha respinto i tentativi dei terroristi venuti da ogni parte del mondo di trasformarla in uno sceiccato wahabita, dopo che i militari egiziani hanno rimosso l'impopolare presidente dell'FJP e dopo che Al-Thani Senior ha lasciato il trono al figlio (molto meno ansioso di fare il patrono della Fratellanza Musulmana "a ufo"), i sogni di Mishaal e Marzouk sono andati a farsi benedire ed é d'uopo recuperare se non la fiducia quantomeno gli aiuti materiali di Teheran, che senza i conti in banca di Casa Al-Thani aperti e disponibili come pochi mesi fa, fanno dannatamente comodo.

Ma ormai la realtà soprattutto sul terreno della Striscia di Gaza é cambiata radicalmente, rimasta molti mesi come unico percipiente della generosità della Repubblica Islamica adesso la Jihad Islamica Palestinese si trova ad avere la componente armata più forte del ghetto palestinese assediato, come hanno dimostrato ampiamente le sue ultime sfilate, rally e manifestazioni.

Soprattutto l'arsenale di razzi e vettori, che Hamas ha speso a fondo durante l'ultimo confronto militare col regime ebraico, è stato ricostituito e ampliato notevolmente dalle Brigate Al-Quds, molto meno dalle Brigate Qassam!

mercoledì 19 giugno 2013

Hamas cerca di salvare i suoi rapporti con Hezbollah: "Non abbiamo uomini in armi presenti in Siria contro Assad!"

Secondo quanto riportato dal sito-web 'Al Monitor' nove giorni fa un meeting d'urgenza sarebbe stato organizzato tra i leader di Hamas in Libano e i capi di Hezbollah su esplicita richiesta dei primi, scopo dell'incontro sarebbe stato il tentativo di convincere il Movimento di Resistenza sciita che Hamas in quanto movimento non ha una presenza armata in Siria a favore dei terroristi e che membri dell'organizzazione che abbiano eventualmente partecipato agli attacchi contro il Governo e la popolazione locale lo abbiano fatto su base strettamente individuale senza alcuna sanzione ufficiale di Hamas.

La riunione avrebbe avuto successo visto che, dopo avere analizzato a lungo le prove e i documenti forniti da Hamas, Hezbollah avrebbe 'congelato' l'ultimatum recentemente emesso in merito all'abbandono del Libano e avrebbe fatto circolare un documento ai propri aderenti e simpatizzanti (che sarebbe arrivato anche nella redazione del quotidiano libanese 'Al-Akhbar') invitandoli a interrompere denunce e attacchi contro il movimento palestinese.

Di recente le Brigate Qassam avevano denunciato la linea pro-Ikhwan e anti-Assad adottata da certi dirigenti di Hamas, reiterando come l'aiuto siriano, iraniano e di Hezbollah aveva dato ad Hamas (e anche alla Jihad Islamica) le armi e l'addestramento per rispondere a tono all'aggressione sionista dello scorso novembre.

lunedì 10 giugno 2013

EXTRA! Le Brigate Qassam hanno scelto da che parte stare! "Non tradiremo l'alleanza con Hezbollah e Teheran!!"

Capita, a volte, nel gravoso compito di redarre e aggiornare questo blog giornalistico, l'occasione di essere pienamente ed entusiasticamente coinvolti dall'argomento di cui si sta scrivendo, desiderando con tutto il cuore di riuscire a tradurre in parole il fremito emotivo e la gioia che sentiamo attraversarci l'anima e la mente mentre ripensiamo al soggetto o all'argomento della notizia in essere.

Ecco, questo é uno di quei casi, visto che il fatto di cui stiamo dando notizia ha costituito per non breve tempo l'oggetto non dico delle nostre preghiere, ma certamente delle nostre speranze, anche se in certi momenti sembrava risiedere più che altro nel regno delle fantasie irrealizzate.

Adesso possiamo e dobbiamo dirlo: secondo quanto riportato  da Walid Awad e  Saad Elias sul quotidiano Al-Quds al-Arabi le brigate Qassam, ala militare del movimento Hamas, hanno deciso di fare di testa propria prendendo posizione a favore dell’alleanza con il libanese Hezbollah e l’Iran e denunciando quindi le scelte di Khaled Mishaal, Moussa Abu Marzouk, Ismail Haniyeh e altri che negli ultimi mesi si sono riposizionati su linee filo-saudite, filo-qatariote, filo-wahabite sostenendo a parole (e forse anche con supporti materiali) i terroristi mercenari scatenati contro la Siria.

Questo rivolgimento aveva portato i libanesi Hezbollah a dare l'ultimatum al personale di Hamas presente nel Paese dei Cedri, specialmente nella zona di Dahyieh, come avevamo puntualmente segnalato con un nostro articolo. Le Brigate Qassam, secondo l'articolo di 'Al-Quds' sarebbero state portate alla rottura con la leadership di Hamas dalla recente esperienza della 'Guerra degli Otto Giorni' quando l'intera capacità di risposta e rappresaglia contro Israele é stata dovuta al sostegno passato iraniano, siriano e di Hezbollah mentre poco o nulla ha contribuito ad aiutare i difensori di Gaza la recente 'amicizia' di Casa Saoud e dell'Emiro Al-Thani.

A benedire la scelta delle Brigate Qassam sarebbe uno dei più alti e prestigiosi dirigenti di Hamas nella Striscia, quel Mahmoud Zahar che del Movimento é stato uno dei fondatori; per dare alle parole il sostegno dei fatti una delegazione dell'ala militare di Hamas, guidata nientemeno che dal Comandante Marwan Issa si troverebbe attualmente a Teheran per rassicurare i dirigenti della Repubblica Islamica sulla solidità della scelta appena compiuta e garantire il rinnovo dei piani di armamento e addestramento dei propri militanti con equipaggiamenti iraniani.

mercoledì 29 maggio 2013

Ultimatum di Hezbollah ad Hamas: "Fuori dal Libano o ne pagherete le conseguenze", la Jihad Islamica solidale con Hezbollah e Assad

Dopo lunghi e fruttuosi anni di solidarietà e coordinazione sembra che tra Hamas ed Hezbollah il tradimento consumato ai danni di Assad dai dirigenti del movimento islamico palestinese abbia scavato un solco insanabile
Un ufficiale della sicurezza di Hezbollah ha dichiarato alla stampa di Beirut come ad Ali Baraka, leader di Hamas in Libano, siano stati dati pochi giorni di tempo per evacuare tutti i dirigenti e i miliziani del suo movimento, considerati indesiderati e collusi coi takfiri alleati dei terroristi mercenari in Siria.

Vi sarebbero a riguardo prove inconfutabili sulla partecipazione di uomini Hamas alle operazioni terroriste in Siria; motivo per cui, dopo lo spostamento del Quartier Generale del movimento da Damasco a Doha il Governo di Assad aveva sequestrato tutte le ex-strutture di Hamas.
Hamas avrebbe chiesto alla Jihad islamica di mediare con Hezbollah la possibilità di farli restare in Libano per un certo periodo di tempo, in modo che possano preparare con cura l'esodo verso altra destinazione, ma la Jihad Islamica, fedele all'Asse della Resistenaz, ha rifiutato recisamente di collaborare coi traditori di Mishaal.

martedì 19 marzo 2013

Hamas ancora costretto a smentire suo coinvolgimento nelle repressioni violente in Egitto!

Ancora una volta Hamas prende la parola per respingere le accuse di stare contribuendo con una presenza armata di suoi militanti alla repressione governativa egiziana contro gli avversari politici correndo così in aiuto della traballate autorità del Presidente Mursi, espressione della locale Fratellanza Musulmana. Questa volte le accuse in merito sono state lanciate dal quotidiano "Al-Ahram al-Arabi".

La smentita di Hamas, ancora una volta pronunciata dal dirigente Moussa Abu Marzouk, 'ingegnere' insieme a Khaled Mishaal del 'dietro front' che ha portato il Movimento Musulmano ad allinearsi con gli emirati conservatori del petrolio e a tradire Iran e Siria, sono questa volta particolarmente articolate e vertono sulla ripetizione del concetto che Hamas non ha mai portato le sue lotte politiche fuori dalla Palestina occupata, come ha ripetuto Marzouk ricordando invece i leader martiri di Hamas come Mahmoud al-Mabhouh e lo Sceicco Azzedine Khalil uccisi dal regime ebraico a Dubai e Damasco.

Ovviamente il discorso di Marzouk é falso fin dall'inizio perché tace la fondamentale differenza che esisteva tra dirigenti come Mabhouh e Khalil e traditori venduti come lui, Mishaal e ad esempio Kamal Ghanaja, leader di Hamas ucciso in Siria mentre si prodigava per aiutare i terroristi wahabiti. Mabhouh, ucciso mentre stava per incontrarsi con agenti iraniani e Khalil, perito pur trovandosi sotto l'ospitalità generosa di Assad, avrebbero preferito farsi amputare un braccio piuttosto che tradire i loro alleati dell'Asse della Resistenza.

A guidare Hamas oggi invece sono sciacalli senza onore che possono anche 'prestare' qualche centinaio d'armati come mercenari a un Presidente malaccorto e superficiale come Mursi che é riuscito in poche settimane ad alienarsi le simpatie persino di una fascia del suo stesso elettorato e ora barcolla su una poltrona malsicura quanto quella di Mubarak...

venerdì 8 marzo 2013

Hamas adesso costretta a smentire di essere sul punto di abbandonare le armi! La notizia proveniva dalla stampa sionista!

Ancora alle corde (mediaticamente parlando) il Movimento Hamas si affida a un portavoce per smentire insistenti voci messe in giro riguardo alle sue prossime intenzioni politiche, questa volta dal quotidiano sionista "Yedioth Ahronot".

Passati e distanti i tempi in cui Hamas lanciava proclami di lotta e resistenza: minacciava i dirigenti di Tel Aviv di nuovi rapimenti di militari, di nuove iniziative di rifiuto dell'occupazione, si dichiarava per la difesa del Santuario di Al-Aqsa e di tutta Al-Quds; adesso il 'Movimento di Resistenza Musulmano' deve affannarsi a smentire di essere sul punto di riconoscere Tel Aviv, di stare per accettare la 'Soluzione a Due Stati' di stare partecipando alla repressione in Egitto, e, come oggi, di "essere sul punto di abbandonare la Lotta Armata".

Questa infatti l'accusa circolata sulle pagine del tabloid sionista, che Saleh al-Bardawi, convocata una conferenza stampa, si é affrettato a smentire e a definire "una pura invenzione". Sembra che la confusione all'interno del Movimento sia grande e, ovviamente, Israele e i suoi media ne approfittano per mestare nel torbido e cercare di mettere in cattiva luce quello che una volta era un formidabile apparato politico-militare di Resistenza.

mercoledì 6 marzo 2013

Il nobile 'Saluki' di Teheran incontra lo sciacallo di Hamas: incontro privato tra Ahmadinejad e Moussa abu Marzouk!

A conferma come nell'atteggiamento della Repubblica Islamica iraniana non sia intervenuta nessuna modifica della propria posizione riguardo la questione palestinese, che rappresenta un vero "punto cardinale morale" dell'impostazione politica iraniana e non una posa di comodo o di convenienza dettata da interessi strategici o politici, il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha ricevuto a Teheran il membro del politburo di Hamas Moussa abu Marzouk, iniziatore (insieme al suo complice Mishaal) dell'inversione di rotta che ha portato il partito fondato da Yassin e Rantisi ad accucciarsi di fronte alle babbucce degli emiri del petrolio e ad allontanarsi dall'Asse della Resistenza Teheran-Bagdad-Damasco-Beirut.

Ahmadinejad ha detto che "la liberazione di Gerusalemme da ogni presenza di occupazione sionista deve costituire il punto di incontro di tutte le vlonontà poiliche dei cittadini paestinesi, arabi, mediorientali, musulmani e di tutti gli uomini liberi a prescindere dalla loro origine o dal loro credo; da questa liberazione prenderanno via eventi che sconvolgeranno per sempre il Medio Oriente".

Da parte sua, al termine dell'incontro, un Moussa Marzouk palestemente a disagio di fronte a un leader che é stato implicitamente o esplicitsmente offeso dal contegno tenuto da Hamas dopo l'abbandono della sua base damascena e le sempre più frequenti voci di inviati di Hamas presso i terroristi attivi in Siria e persino in Egitto dove si preseterebbero alla repressione dgli oppositori, si é limitato a esprimere concetti generali azzardando perfino la speranza che "il dialogo" disinneschi le tensioni presenti in Siria.


venerdì 1 febbraio 2013

Hamas smentisce: "False le voci riguardo l'accettazione della Two States Solution!"

Nella tarda serata di ieri finalmente un comunicato ufficiale del Movimento Hamas ha tagliato corto la ridda di ipotesi, conferme e smentite che si erano ricnorse per tutta la giornata riguardo a un possibile "OK" della dirigenza impersonata da Khaled Mishaal, Moussa Marzouk e gli altri 'traditori dell'Asse della Resistenza' riguardo l'accettazione della 'Soluzione a Due Stati', che avrebbe automaticamente alleato le posizioni di Hamas a quelle di Fatah e dell'Anp e avrebbe significato l'abbandono definitivo della Resistenza Armata e della Lotta contro i tentativi sionisti di giudeizzazione dei territori occupati.
"Hamas afferma che ogni affermazione in tale senso é falsa, inventata e destituita di ogni fondamento", si legge nelle righe rilasciate dall'Ufficio Relazioni Pubbliche del Movimento, che inoltre recitano come nella recente visita ad Amman presso il Re ascemita Abdallah II Khaled Mishaal non abbia "minimamente affrontato la questione", che sarebbe rimasta fuori dagli argomenti trattati con l'ospite reale.

Mishaal e Re Abdallah si sarebbero limitati a parlare degli sviluppi del processo di riconciliazione, degli eventi trascorsi durante l'ultimo vertice cairota Hamas-Fatah e del totale rifiuto di ogni "patria palestinese alternativa" che alcuni circoli sionisti vorrebbero proporre in territorio giordano come opzione alla totale annessione della West Bank.
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mercoledì 14 novembre 2012

Onore al Martire Ahmed al-Jabari, mentre i suoi capi si vendono a Saoud e Al-Thani lui ha immolato la vita!

Il leader delle Brigate Ezzedine al-Qassam, Ahmed al-Jabari ha trovato la morte del martire nel ghetto assediato di Gaza, vigliaccamente colpito dai codardi "a sei punte" delle forze armate sionaziste, in una escalation di attacchi che sembrano puntare verso una nuova azione militare di Tel Aviv contro la Striscia costiera.
Ultimamente abbiamo fortemente stigmatizzato la leadership venduta di Hamas, incarnata dai traditori Khaled Mishaal e Moussa abu Marzouk, passati dagli slogan della Resistenza ai peana pro-Saoud e pro-Al Thani. Mentre continueremo sempre a denunciare come traditori della Causa e del Popolo di Palestina questi ratti estendiamo alle eroiche Brigate Qassam il nostro cordoglio e auguriamo loro di fare pagare con gli interessi ai sionisti il fio di questo codardo assassinio.
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