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martedì 2 luglio 2013

I Cristiani libanesi chiedono ad Hassan Nasrallah il permesso di potersi unire a Hezbollah per combattere in Siria!!

IL SEGUENTE MESSAGGIO E' STATO PUBBLICATO IERI SU UNA PAGINA FACEBOOK DEDICATA AI "POLITICI LIBANESI" E CI E' STATO SEGNALATO DA UNO DEI NOSTRI CONTATTI

"Dai vostri fratelli Cristiani che vogliono assistere e aiutare la Resistenza Libanese e l'Esercito Arabo Siriano che ogni giorno lottano e si sacrificano contro i takfiri stranieri" 

Vostra Eminenza Sayyed Nasrallah, siamo un gruppo di giovani Cristiani che non resiste più nel vedere i nostri correligionari uccisi e torturati in Siria, i nostri Arcivescovi rapiti e offesi, la nostra Storia e la nostra Cultura messe in pericolo da questi estremisti che non rappresentano nulla se non la loro meschinità e crudeltà nascoste sotto una parodia dell'Islam; gli abusi e le enormità di costoro non causano reazioni da parte dell'Occidente "cristiano" o dalle gerarchie religiose delle nostre Chiese. 


Per questo, Vostra Eminenza, vi chiediamo di permettere che le porte della sua organizzazione si aprano e ci venga permesso di unirci agli Eroi che difendendo la Siria, difendono anche i Siriani cristiani, vorremmo poter formare una nostra unità nelle vostre fila, una unità dedicata ai nomi di Issa e Mariam (Gesù e Maria) che unisca i propri sforzi a quelli dei vostri altri seguaci per conseguire prima la necessaria vittoria sui barbari takfiri. Sarebbe un onore per noi aggiungere i nostri martiri, martiri cristiani, a quelli che già si sono immolati per la libertà di Qusayr, dove erano presenti molti nostri fratelli.

lunedì 11 febbraio 2013

Prime dichiarazioni del nuovo Patriarca Greco Ortodosso di Damasco: "Cristiani e Musulmani di Siria fratelli nelle sofferenze e nelle lotte!"

Dopo la commovente cerimonia di investitura tenutasi ieri nella Chiesa della Santa Croce a Qassaa, Damasco, il nuovo Patriarca della Chiesa Greco-Ortodossa, Giovanni Decimo Yazigi, succeduto a Ignazio Quarto Hazim, ha iniziato ad assolvere i propri compiti pastorali in un momento quanto mai difficile, quando la lotta del popolo siriano contro la violenza terrorista straniera sta arrivando, forse, al punto culminante, ma ancora non tutte le sfide sono vinte.
In un messaggio rilasciato ai media Yazigi ha ricordato come Siriani cristiani e musulmani debbano sempre ricordare di essere fratelli e di avere ciascuno contribuito alla lunga, gloriosa e splendida storia della nazione, soprattutto cooperando e aiutandosi nei momenti di crisi, difficoltà e bisogno; in questo spirito il Patriarca si é augurato che una soluzione che riporti pace e stabilità nel paese venga presto trovata, proprio grazie alla solidarietà e alla cooperazione inter-confessionale e nazionale.

Yazigi ha anche inviato un "saluto speciale" all'attuale Presidente del Libano Michel Sleiman, ricordando che "ogni cosa che minaccia e urta e ferisce la Siria automaticamente minaccia e promette di urtare e ferire anche il Libano". Libano e Siria sono Stati artificialmente ricavati da uno stesso territorio dai passati colonizzatori francesi che artificiosamente separarono le provincie (allora) a maggioranza cattolico-maronita (o comunque cristiana) da quelle a maggioranza musulmana ai tempi del loro Mandato Sykes-Picot.
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domenica 10 febbraio 2013

Il Patriarca Al-Rai a Damasco: "Nessun cambiamento della politica siriana può essere imposto da forze esterne con la violenza!"

Come avevamo predetto nella giornata di ieri, anche se 'ufficialmente' la visita damascena del Patriarca Maronita Bechara al-Rai doveva essere "strettamente all'insegna dell'ecumenismo e della solidarietà inter-cristiana", ovviamente ha assunto un deciso significato politico, rafforzato ulteriormente da alcune dichiarazioni del cardinale ai media locali.
 In particolare durante la sua visita alla Chiesa della Santa Croce in Qassaa, il Cardinale Al-Rai é stato visto avvicinarsi a Gregorio Terzo Laham (Patriarca della Chiesa Greca Melkita, altra denominazione cristiana di rilevante importanza in Siria) e intrattenersi abbastanza a lungo a parlare con lui e con il Viceministro degli Esteri Faisal al-Mikdad (un incontro informale, visto che nessun meeting 'ufficiale' con esponenti del Governo era stato previsto).

Inoltre Al-Rai ha dichiarato che in Siria nessun cambiamento dell'assetto politico può essere raggiunto se non attraverso gli sviluppi interni, il dialogo e la dialettica democratica e che tentativi di forzare la situazione dall'esterno e con mezzi violenti non porteranno a nessun risultato. Il Cardinale ha aggiunto di pregare ogni giorno per la fine delle violenze e delle sofferenze che hanno punteggiato gli ultimi mesi, vedendo ogni giorno qualche nuovo motivo di ottimismo e speranza.
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sabato 9 febbraio 2013

Bechara Al-Rai, patriarca maronita, sarà domani a Damasco per omaggiare il nuovo Patriarca Ortodosso!

Sta ultimando i preparativi per la partenza nella sua usuale residenza libanese di Bkirki il Patriarca Maronita Bechara al-Rai, recentemente creato Cardinale da Papa Benedetto Decimosesto che nella giornata di domani raggiungerà Damasco per assistere alla cerimonia di insediamento del nuovo Patriarca Ortodosso di Damasco, Giovanni Decimo Yazigi, che succede al recentemente defunto Ignazio Quarto Hazim.

Il Vescovo  Samir Mazloum, parlando con gli inviati del quotidiano "Al-Joumhouria" ha dichiarato che 'non esiste una dimensione politica in questo viaggio, che ha un significato strettamente ecumenico e dal punto di vista del dialogo interreligioso', tanto che, ha insistito il prelato, non sono previsti incontri ufficiali con il Presidente Assad o con rappresentanti del suo Governo.

Ma, nel momento in cui tutti i Cristiani di Siria (a prescindere dalla denominazione e dalla setta), si sono stretti attorno alle autorità per fare fronte comune alla violenza cieca e brutale dei mercenari stranieri wahabiti scatenati contro le loro comunità dal complotto imperialista internazionale, é ovvio che una visita nella capitale da parte del capo della Chiesa Cattolica Maronita porti con sé anche un sostanzioso sottinteso di solidarietà e vicinanza alle varie comunità cristiane messe in pericolo dalla violenza qaedista e, per esteso, a quel Governo che ha fatto tutto il possibile per proteggerle e aiutarle. 
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