Quarantaquattro persone sono morte e circa un'ottantina sono rimaste ferite a causa di attacchi terroristici nel Sinai. Un'autobomba ad altissimo potenziale é esplosa fuori dal Quartier Generale della 101esima Brigata dell'Esercito Egiziano ad Al Arish, importante centro della Penisola, dopodiché colpi di mortaio sono stati lanciati contro coloro che accorrevano per prestare soccorso, codarda misura per aumentare il bilancio di sangue.
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sabato 31 gennaio 2015
Hamas prende imponenti misure di sicurezza al confine col Sinai!
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venerdì 10 giugno 2011
In Tunisia elezioni spostate da luglio a ottobre, i religiosi dell'En-Nahda brontolano ma abbozzano
La Tunisia ha rimandato la data delle prime elezioni democratiche dalla cacciata dell'autocrate Zine el-Abidine Ben Ali, inizialmente indicata per il 24 luglio 2011; la commissione elettorale, dopo aver preso in considerazione diversi aspetti della questione ha raccomandato al Presidente del Consiglio ad interim Beji Caid Essebsi lo spostamento all'autunno e questi ha agito di conseguenza, indicando il 23 ottobre come data di chiamata alle urne dei cittadini. L'annuncio ufficiale é stato dato a un meeting dei rappresentanti di tutti i partiti politici, integrati da rappresentanti delle regioni e della società civile.
L'elezione di una assemblea costituente é stata posposta a causa della necessità di prendere ogni precauzione per assicurare un voto 'credibile e trasparente', ha interloquito Essebsi, aggiungendo: "Ovviamente ci sono stati partiti in disaccordo, e persino parti del Governo di transizione che non erano d'accordo, ma, in considerazione dell'importanza di dare al mondo una prova di democrazia equilibrata e trasparente in ultimo il consiglio di posporre il voto ad ottobre ha prevalso su ogni obiezione: l'unica alternativa, quella cioé di dissolvere la commissione elettorale e affidarsi a elezioni organizzate dal solo Ministero degli Interni rischia di farci tornare direttamente agli usi e alle procedure dei tempi di Ben Ali".
La decisione di Essebsi ha incontrato il favore entusiasta dei piccoli partiti e dei gruppi minori, bisognosi di tutto il tempo possibile per cercare di organizzarsi al meglio; molto più fredda, ovviamente, la reazione del partito di ispirazione musulmana En-nahda, largamente maggioritario nell'opinione pubblica, che preferiva un responso delle urne il più pronto possibile. Comunque, rimarcando l'importanza fondamentale delle condizioni di trasparenza e sicurezza, anche i rappresentanti del movimento religioso hanno accettato la decisione del Premier.
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